C’è un solo posto, a Istanbul, dove si possono veder volare i gabbiani anche di notte: sopra i minareti della Moschea blu. Sull’Ippodromo cala la fredda bruma dell’est e i grìdi dei gabbiani non sono affatto rassicuranti. Un’altra notte scende sul Bo Continue
C’è un solo posto, a Istanbul, dove si possono veder volare i gabbiani anche di notte: sopra i minareti della Moschea blu. Sull’Ippodromo cala la fredda bruma dell’est e i grìdi dei gabbiani non sono affatto rassicuranti. Un’altra notte scende sul Bosforo. Si sono accese le luci sulle cupole delle moschee e il traffico si è placato. Nel silenzio si odono gli echi delle sirene delle navi alla fonda nel mar di Marmara, poi i canti dei muhezin dai minareti.
Affiorano ricordi, suggestioni e delusioni. Corto infreddolito e teso, è smarrito in un dedalo di dubbi. Non ha scelta e neppure tempo per riprendere l’indagine su un efferato delitto, ma deve riflettere, ricordare il passato, riordinare gli eventi, capire i traffici che l’hanno scatenato. Trova ascolto in un amico fidato: Fathim un ex lottatore turco dall’oscuro passato e un discutibile presente. Raccontando la storia, lo skipper spera di trovare l’uscita del labirinto. Molti i meandri della memoria: un ambiguo viaggio d’affari a San Pietroburgo, una passeggiata a Lucca dall’esito esito tragico e poi a Creta, ultimo scalo prima di Istanbul. Esplorando il labirinto di Gortina si scopre coinvolto in storie del passato e in traffici internazionali troppo grandi e pericolosi.
Si sente solo: Viareggio, luogo ideale dell’anima, dove vive il quotidiano rapporto col gruppo di amici è lontana. L’intrigo è complesso, sfuggente e rischioso: sulla sua testa incombono incalzanti minacce di morte. ...