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Eine gute Partie

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Verleger: Fischer (Tb.), Frankfurt

4.2
(522)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 1997 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 359616513X | Isbn-13: 9783596165131 | Publish date:  | Edition 2., Aufl.

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Buchbeschreibung
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  • 0

    Il mio passaggio in India

    http://www.meloleggo.it/il-mio-passaggio-in-india_870/

    Ho scelto questo romanzo come sempre faccio, a pelle, e mi ha dato molto di più di quanto mi aspettassi. Io cercavo semplicemente un “compagno” p ...weiter

    http://www.meloleggo.it/il-mio-passaggio-in-india_870/

    Ho scelto questo romanzo come sempre faccio, a pelle, e mi ha dato molto di più di quanto mi aspettassi. Io cercavo semplicemente un “compagno” per un lungo viaggio, invece ho scoperto l’India.

    Il sipario de Il ragazzo giusto, di Vikram Seth (traduzione di Lidia Perria per TEA Edizioni) si apre su un giardino di Brahmpur durante i festeggiamenti per un matrimonio, e fin dalle prime pagine l’autore delinea magistralmente i personaggi e tesse una trama avvincente. Ogni capitolo è una porta che si apre su uno dei tanti mondi dell’India: le molteplici religioni, ciascuna con i propri riti; la fervente vita politica, a pochi anni dalla nascita del paese, con i suoi conflitti e le sue alleanze; le diverse dinamiche familiari tra tensioni, affetti e segreti; l’interagire tra indù e musulmani, tra inglesi e indiani, e così di seguito fino alle minuzie della vita quotidiana, alle personalità dei personaggi, che si inseriscono nei diversi contesti con la naturalezza della vita reale.

    Incontriamo l’ansiosa, emotiva e ostinata Sig.ra Rupa Mehra, che sente come suo dovere morale, nella sua posizione di... [continua a leggere su www.MeLoLeggo.it]

    gesagt am 

  • 3

    Mi sono approcciata alla lettura de Il Ragazzo Giusto principalmente per due ragioni. Lla prima: avevo sentito parlare di questo romanzo fin dai tempi dell'università, ed erano anni che cercavo di con ...weiter

    Mi sono approcciata alla lettura de Il Ragazzo Giusto principalmente per due ragioni. Lla prima: avevo sentito parlare di questo romanzo fin dai tempi dell'università, ed erano anni che cercavo di convincermi ad affrontare questo "mostro" di 1600 pagine. Avevo già letto un libro, di Vikram Seth, tanti anni fa, e ricordo che mi era piaciuto, per cui mi sono detta che era ora di avere una riconferma della sua bravura. La seconda ragione è stata una specie di "cogli l'attimo": ho visto questo gigantesco tomo in una bancarella di libri usati a soli 5 euro: copertina rigida, caratteri fitti e pagine grandi e sottili come un Bibbia: l'ho arraffato di getto, e dopo cinque giorni trascorsi nell'attesa di finire il libro che stavo leggendo, l'ho iniziato.
    Nonostante tutte queste belle premesse e buone intenzioni, devo dire però che il libro non è stato all'altezza delle mie aspettative. Intendiamoci, tre stelline non sono male, e forse ero io che mi aspettavo veramente troppo: in fondo è molto difficile tenere alto il livello di attenzioneper un numero di pagine così esagerato. Ecco, direi che esagerato è la parola giusta. Vikram Seth ha voluto scrivere un libro sull'India, ma non si è accontentato di raccontare una piccola porzione di mondo, ha voluto esagerare e metterci tutto quanto gli ė venuto in mente sulla cultura del subcontinente. La cornice - da qualche parte doveva pur partire- è l'India della post indipendenza e post partizione, e i protagonisti sono i componenti di quattro famiglie, appartenenti a caste ed etnie diverse tra loro. Lata, una ragazza di famiglia piccolo borghese, è il primo protagonista che conosciamo: all'inizio del libro è in contrasto con la madre che vuole combinare per lei un buon matrimonio, mentre lei non ha nessuna intenzione di sottostare ad una tradizione che considera antiquata e irrispettosa dei sentimenti più romantici che invece la animano. Nelle pagine che seguono Lata avrà a che fare con tre pretendenti e nel capitolo finale sposerà uno di loro.
    Se la storia di Lata è un po' la trama che tiene le fila di tutto il romanzo, non è l'unica, ovviamente, e a mio parere, neanche la migliore. Attorno a Lata e alla sua famiglia ci sono molte altre storie avvincenti, molti personaggi ben costruiti, vicende storiche ed episodi narrati realisticamente. A me per esempio sono piaciuti molto i personaggi di Amit, Pran e Maan, e tra i personaggi minori, Dipankar, Meenakshi il viscido professor Mishra. Dentro al romanzo ci sono un'infinità di tematiche, alcune ben approfondite, altre appena abbozzate. E qui veniamo al problema. Ci sono capitoli lunghissimi in cui si riportano i dialoghi dell'Alta Corte sulla discussione per l'approvazione di una legge, per esempio. È vero che questa legge e le conseguenze della sua promulgazione sono piuttosto importanti per alcuni dei personaggi, ma tutte quelle pagine sulle dissertazioni dei vari avvocati potevano benissimo essere ridotte. Tra l'altro, dopo una lunghissima discussione inizialepiena di paroloni e dettagli, ci viene detto he le consultazioni continuano ma non ne viene riportata neanche una parola. E allora: perché prima ci fate leggere pagine di una noia mortale e poi più niente fino a conclusioni prese? La stessa cosa succede con alcuni personaggi, che all'inizio vengono tratteggiati con delle caratteristiche che sembra debbano avere uno sviluppo, e poi puf!, più niente se non qualche accenno senza importanza molte pagine dopo.
    Vikram Seth ha voluto strafare, secondo me, e il risultato è una macedonia di avvenimenti e personaggi, alcuni bellissimi, avvincenti e molto interessanti ( senza spoilerare troppo: ho apprezzato particolarmente il capitolo sul pellegrinaggio religioso e di purificazione nel Gange, quello sulla nascita della figlia di Savita e Pran, e i capitoli finali di cui non posso dire niente senza rivelare troppo). Come in tutte le macedonie però, ci sono anche personaggi e situazioni meno graditi, che potevano anche essere evitati, e qui parlo di tutta la parte musicale, le decine di poesie e canzoni di Seeda Bai, oppure di Rashid e la sua evoluzione finale, che francamente non ho capito, o come l'episodio dello zio di Lucknow, e quello dei lavoratori delle concerie all'inizio del romanzo- sono tutti episodi che dovevano essere ridotti, o che avrebbero avuto un potenziale se fossero stati più articolati, ma sembrano buttati dentro alla storia inutilmente.

    gesagt am 

  • 0

    ci ho ripensato...

    In Agosto avevo detto:
    evviva, ho avuto il coraggio di abbandonare un libro!
    sì, perchè, dopo aver letto 160 pagine, piene di minuziose descrizioni di ambientazioni indiane, sari colorati, cerimonie p ...weiter

    In Agosto avevo detto:
    evviva, ho avuto il coraggio di abbandonare un libro!
    sì, perchè, dopo aver letto 160 pagine, piene di minuziose descrizioni di ambientazioni indiane, sari colorati, cerimonie pallose, dolci e dolcetti zuccherosi,ammiccamenti sottintesi, mi sono resa conto che ad arrivare a pagina 1618, portando questo voluminoso libro avanti-indré in spiaggia, non ce l'avrei mai fatta.

    E dire che è dello stesso autore di quella meraviglia di romanzo che è Una Musica Costante (contenuto assolutamente non indiano)..
    Vabbè, me ne farò una ragione.

    Ora l'ho ripreso... è molto meglio di quel che sembrasse all'inizio, chiedo venia all'autore... spero di finirlo un giorno...

    gesagt am 

  • 2

    In breve il perchè questo libro mi ha delusa

    Forte influenza delle opere di Jane Austen, citata anche un paio di volte nel testo(mi pare), peccato manchi lo "spirito" di dette opere ne "Il Ragazzo Giusto". E' stato scritto un secolo dopo i roman ...weiter

    Forte influenza delle opere di Jane Austen, citata anche un paio di volte nel testo(mi pare), peccato manchi lo "spirito" di dette opere ne "Il Ragazzo Giusto". E' stato scritto un secolo dopo i romanzi della Austen ma ne sembra una brutta copia; la voce dell'autore è ben camuffata ma emerge di continuo nell'agire dei personaggi, influenzandoli e mostrando gli eventi non con i loro occhi ma con quelli dell'autore. Arrivata a due terzi del testo questo elemento è diventato insopportabile! Inoltre da tempo avevo già intuito quale sarebbe stata la scelta della protagonista, scelta in contrasto col personaggio così come ci è stato presentato ma perfettamente in accordo con la visione della società dell'autore, questo svaluta definitivamente l'opera e la rende uno spreco di carta e inchiostro.
    Come già detto manca lo spirito delle opere della Austen, manca cioè l'occhio critico di una donna intelligente che racconta le vicende di donne del suo tempo in una società ancora dominata dall'uomo: da come sono descritti e sviluppati i personaggi femminili in questo libro emerge una velata "condanna" dell'emancipazione femminile. Le donne forti sono tutte, in un modo o nell'altro, personaggi negativi: colei che ha ottenuto il potere politico è arrogante, subdola e capace di sfruttare la propria famiglia anche nei momenti di difficoltà per trarne vantaggio; chi ha ottenuto successi accademici è sola, senza una famiglia e spesso fastidiosa; chi vive "all'occidentale" è una poco di buono che tradisce il marito e così via! Al contempo l'ignoranza e i pregiudizi sono propri delle donne che più aderiscono alla tradizione, l'autore è cieco difronte al fatto che, per una donna anziana cresciuta senz aallontanarsi mai da casa, in un ambiente chiuso e dominato da certi valori, quella è la sola vita possibile.

    gesagt am 

  • 5

    Il ragazzo giusto

    Savita e Lata sono due sorelle che vivono nell’India post-indipendenza degli anni cinquanta, nell’immaginario villaggio di Brahmpur, capitale di uno Stato completamente inventato. La mamma, impicciona ...weiter

    Savita e Lata sono due sorelle che vivono nell’India post-indipendenza degli anni cinquanta, nell’immaginario villaggio di Brahmpur, capitale di uno Stato completamente inventato. La mamma, impicciona, delle due sorelle è alla costante ricerca del ragazzo giusto per le sue figlie (i matrimoni combinati in India avvengono ancora ai giorni nostri): ma, mentre Savita, accetta lo sposo che la madre sceglie per lei, Lata vuole scegliersi la propria vita: Seguendo le vicende delle due sorelle e delle quattro famiglie (Mehra, Kapoor, Khan, Chatterji) che popolano il romanzo (i personaggi sono numerosi e lo schema con l’albero genealogico che compare nelle prime pagine è molto utile) conosciamo la vita politica dell’India di quegli anni, le originalità dei fratelli, le insoddisfazioni delle mogli, i riti religiosi, i nipotini che nascono, l’amore e le ripicche, i pretendenti di Lata. Alla fine, questo splendido romanzo di 1600 pagine, che vorresti non finisse mai, ti fa sentire uno di famiglia.
    All’autore, che è molto noto in India non solo come romanziere ma anche come poeta, sono serviti circa 10 anni per la prima stesura del romanzo che era inizialmente di 5000 pagine ed è stato poi ridotto per la pubblicazione.

    gesagt am 

  • 5

    E se......

    la letteratura indiana fosse la nuova letteratura russa?

    1500 pagine e neppure uno stereotipo.

    Lasciatemi rifletterci su. Intanto la mia unica critica e' un po' di lungaggine nelle pagine religiose e ...weiter

    la letteratura indiana fosse la nuova letteratura russa?

    1500 pagine e neppure uno stereotipo.

    Lasciatemi rifletterci su. Intanto la mia unica critica e' un po' di lungaggine nelle pagine religiose e politiche. Che mi fanno togliare qualche punta dell'ultima stelletta.

    gesagt am 

  • 5

    Magari da non portare con tutte le sue millemila pagine e la copertina rigida nello zaino dell'interail come ho fatto io da giovane, ma una lettura bella, fresca, allegra e profonda.

    gesagt am 

  • 4

    Bellissima storia indiana. Lata ragazza di una famiglia borghese del'india degli anni '50 deve prenedere marito e quindi sta cercando il suo ragazzo giusto

    gesagt am 

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