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Eiserne Zeit.

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Verleger: Fischer (Tb.), Frankfurt

3.9
(170)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 239 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , Catalan , Polish

Isbn-10: 3596155053 | Isbn-13: 9783596155057 | Publish date:  | Edition 2., Aufl.

Category: Fiction & Literature

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Buchbeschreibung
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  • 0

    “L’età del ferro. Dopodiché segue l’età del bronzo. Quanto, quanto tempo ci vorrà ancora, prima che ritornino, secondo il loro ciclo, ere più tranquille, l’età dell’argilla, l’età della terra? (…)
    Do ...weiter

    “L’età del ferro. Dopodiché segue l’età del bronzo. Quanto, quanto tempo ci vorrà ancora, prima che ritornino, secondo il loro ciclo, ere più tranquille, l’età dell’argilla, l’età della terra? (…)
    Dopo tutto, che cosa ha dato alla luce l’età del ferro, se non l’età del granito?”

    Sud Africa, metà degli anni ’80.
    Giovani studenti in lotta contro l’apartheid.
    Censura e repressione.
    (case bruciate, silenzio e indifferenza)
    Cosa resterà di tanto odio, se non altro odio?
    Sembra non esserci speranza per il domani.
    La signora Curren è malata e sola.
    Per lei sicuramente non c’è speranza, per lei dopo l’età del ferro – combatte il cancro che le divora le ossa, che cresce dentro di lei come un figlio indesiderato - ci sarà l’età del granito, della pietra, della fossilizzazione.

    I due piani, la malattia del corpo e la malattia della società si intrecciano.
    E’ in una lettera lunghissima, destinata alla figlia lontana, che la signora Curren scrive del suo tempo, il tempo della fine: il disfacimento del vecchio corpo bianco e quello dei giovani corpi neri crivellati dai colpi della polizia.
    Il flusso delle parole della signora Curren - i suoi sentimenti rabbiosi, la sua fragilità, la voglia di abbandonarsi alla morte e la paura - potrebbe non avere alcun ascoltatore.
    La consegna della lettera è affidata ad un inaffidabile, ad un uomo al margine: un barbone, un ex marinaio alcolizzato che è comparso nel suo giardino e a cui consegna il proprio corpo malato e la memoria.
    Un testimone di vita o un angelo della morte.

    Ma è solo superando il disgusto per se stessi e per l’altro, che l’età del ferro potrebbe diventare età dell’argilla e della terra.
    Certezza non c’è, solo un filo tenue tenue di speranza.

    Tanta vergogna e inadeguatezza - il sentimento del nostro tempo - , come in tutti gli altri libri di Coetzee che ho letto.
    Meno bello di Aspettando i barbari, più di Vergogna.

    gesagt am 

  • 4

    Mamma mia quanto cazzo scrive bene quest’uomo, e mi si perdoni la volgarità. Già mi aveva rapito con “Vergogna”, ma con “Età di ferro” mi ha proprio fatto suo: le tensioni razziali del Sudafrica viste ...weiter

    Mamma mia quanto cazzo scrive bene quest’uomo, e mi si perdoni la volgarità. Già mi aveva rapito con “Vergogna”, ma con “Età di ferro” mi ha proprio fatto suo: le tensioni razziali del Sudafrica viste con gli occhi di un’anziana donna bianca, della sua governante nera e di un barbone nero capitato lì per caso come un inadeguato angelo custode.

    gesagt am 

  • 4

    life is biting the dust

    Nel Sudafrica degli anni '80, a un passo dalla guerra civile, Coetzee racconta dell'amorosa amicizia al limite, picaresca, tra una donna sola al mondo cui è stata posta diagnosi di tumore terminale e ...weiter

    Nel Sudafrica degli anni '80, a un passo dalla guerra civile, Coetzee racconta dell'amorosa amicizia al limite, picaresca, tra una donna sola al mondo cui è stata posta diagnosi di tumore terminale e che rifiuta ogni ospedalizzazione e Verdueil, un homeless che vive sotto casa sua. In una società allo sbando, disperata, Coetzee sembra dirci che l'unica forma di affetto possibile è quella che può tra due persone (due culture) al limite, che riescono a vedersi non per quello che vorrebbero essere ma per quello che realmente sono. Il loro legame tra Mrs Curren e Verdueil trascende ogni convenzionalità sociale, ogni buonpensiero.
    'I have fallen and he has caught me. It is not he who fell under my care when he arrived, I now understand, nor I who fell under his: we fell under each other, and have tumbled and risen since then in the flights and swoops of that mutual election'.
    Sembra esplicito il paragone e il parallelo tra la situazione etnica presente in Sudafrica a quei tempi, dove bianchi e neri, pur diversissimi, venivano a dipendere uno dall'altro e dovevano imparare ad annusarsi reciprocamente per poter stabilire una loro qualche forma di convivenza. Era questo l'auspicio che Coetzee si faceva in un'età di ferro - che, a quanto pare, oggi non si è ancora risolta.

    gesagt am 

  • 3

    Intenso come il travaglio descritto dalla protagonista nella sua lettera confessione alla figlia. Fine degli anni '80 a Città del Capo, Mrs E. Curren scopre di avere un cancro incurabile, lo accetta e ...weiter

    Intenso come il travaglio descritto dalla protagonista nella sua lettera confessione alla figlia. Fine degli anni '80 a Città del Capo, Mrs E. Curren scopre di avere un cancro incurabile, lo accetta e disponendosi stoicamente ad incontrare la fine prende finalmente coscienza del mondo nel quale è vissuta e ha lavorato: dal barbone che trova accampato sul vialetto dietro casa sua, alla violenza che inesorabilmente sta consumando il la società sudafricana. Un cancro la divora dall'interno come il cancro dell'apartheid, ormai fuori controllo, trasforma bianchi e neri di tutte le età indurendone cuore e mente, rendendoli indifferenti al confronto dialettico e spronandoli alla contrapposizione violenta. Persino una docente in pensione di lettere classiche è costretta a rendersi conto della distanza incredibile che l'ha tenuta lontana dai fatti crudi che si svolgevano nelle periferie della sua città e della violenza che dilagava aumentando di intensità. Ci vuole un cancro allo stato terminale, la consapevolezza della morte ormai prossima, per prendere realmente posizione sullo stato delle cose e vedere chiaramente le persone con le quali si è stati a contatto fino al giorno prima sotto una luce totalmente diversa. Terribile.

    gesagt am 

  • 4

    Hermosa novela.
    Coetzee hace un retrato convulso, amargo y áspero, de una Sudáfrica en la que dos personajes que no tienen nada en común, aúnan fuerzas para aliviar y sobrellevar su dolor.
    Ella es una ...weiter

    Hermosa novela.
    Coetzee hace un retrato convulso, amargo y áspero, de una Sudáfrica en la que dos personajes que no tienen nada en común, aúnan fuerzas para aliviar y sobrellevar su dolor.
    Ella es una mujer madura de compleja personalidad que está enferma de cáncer.
    Y él un vagabundo, un desheredado de la tierra en busca de un rincón en el que cobijarse.
    Muy dura, pero muy bonita.

    gesagt am 

  • 3

    E le note?

    Io non parlo l'afrikaans, come sicuramente non lo parla la maggior parte degli italiani e allora perché non tradurre tutte quelle frasi scritte in afrikaans (o almeno credo)? Perché non mettere una no ...weiter

    Io non parlo l'afrikaans, come sicuramente non lo parla la maggior parte degli italiani e allora perché non tradurre tutte quelle frasi scritte in afrikaans (o almeno credo)? Perché non mettere una nota a fondo pagina? Alcune frasi si capiscono ad intuito, ma altre volte è davvero urtante.
    Il libro parte bene, ma man mano che sono andata avanti con la lettura la protagonista mi è diventata un po' indigesta, andando ad aggiungersi ad altri personaggi che fin da subito non mi sono stati simpatici e così alla fine più di tre stelline non mi è stato dato possibile dare.

    gesagt am