El Aleph

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Publisher: Alianza Editorial

4.2
(4832)

Language: Español | Number of Pages: 189 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , English , Italian , German

Isbn-10: 8420692123 | Isbn-13: 9788420692128 | Publish date:  | Edition 14

Also available as: Others , Hardcover , Mass Market Paperback , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 0

    3 stelle e mezza

    Vorrei chiedere: perché, lettori di questo libro, vi ostinate nella competizione? Non tutti, ma alcuni hanno preso in mano questo libro sapendo che non avrebbero retto il peso culturale dell'autore. I ...continue

    Vorrei chiedere: perché, lettori di questo libro, vi ostinate nella competizione? Non tutti, ma alcuni hanno preso in mano questo libro sapendo che non avrebbero retto il peso culturale dell'autore. Il quale, apertamente, si è sempre beato di quel che leggeva piuttosto di quel che scriveva. E si vede, è chiaro: si diverte a scrivere ciò che ha letto, e quel che ha letto gli ha permesso di inventare, costruire, su quanto letto. Grandi temi, vasti, come la morte, l'infinito, l'impossibile, l'assurdo, i libri, le biblioteche. Quindi vi invito a leggerlo in pace, in serenità. come ho fatto io. Abbandonate la competizione, se non capite, apprendete, se volete cercare fate pure. Altrimenti, chiudete il libro e iniziatene un altro. Quando si legge un classico del genere, purtroppo, di questi tempi, molti si fanno influenzare dal peso della critica che gli grava sopra, per cui leggeranno un classico più un classico della critica e della saggistica. Che fatica faranno!

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  • 4

    Il timore dell'infinito, del puro spazio, della pura materia, sfiorò per un istante Averroè. Guardò il simmetrico giardino; si seppe invecchiato, inutile, irreale.

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  • 5

    Borges ha il duplice potere di ammaliarmi, di regalarmi immagini magnifiche, e di farmi sentire ignorante fino al midollo. Quando chiudo un suo racconto solitamente la prima cosa che mi chiedo è se h ...continue

    Borges ha il duplice potere di ammaliarmi, di regalarmi immagini magnifiche, e di farmi sentire ignorante fino al midollo. Quando chiudo un suo racconto solitamente la prima cosa che mi chiedo è se ho letto ciò che ho letto, o se ho letto altro. Se, nell'incapacità di comprender i riferimenti alti e bassi della sua narrazione, non abbia passato il tempo tra le parole di un altro autore, di un altro Borges. O forse, magari, chi lo sa: Borges non è mai esistito.

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  • 0

    Nel 1989, considerando che fossi giunto a maturità, mi fu regalato "L'Aleph".
    Il grande Maestro, inqualificabile soggetto letterario, ché l'essere unici comporta tradimento delle categorie e smarrimen ...continue

    Nel 1989, considerando che fossi giunto a maturità, mi fu regalato "L'Aleph".
    Il grande Maestro, inqualificabile soggetto letterario, ché l'essere unici comporta tradimento delle categorie e smarrimento insieme alla sorpresa, era da poco ritornato al Tutto. Si lavorava a una definizione e, per non sbagliare, si tessevano elogi. Accantonai il libro, non sentendomi degno e, con l'estate, venne l'oblio.
    Quando lo ripresi in mano era di nuovo estate, ma quella della vita, quando eviscerare la fenomenologia della propria esistenza produce inutili certezze e la sicurezza polposa di un frutto maturo. Decisi di cimentarmi, da pari. Unici, entrambi.
    E allora scoprii storie dentro storie dentro storie che si dipanano insospettabilmente quando i nodi si fanno più stretti, dipinte con verosimiglianza autobiografica e storica e culturale, in una cornice senza confini, ed hanno parlato di carattere "fantastico metafisico", ma sono ossimori, due punti antipodi per dire la circolarità di ogni cosa, per me due punti soli, persi nello spazio, estremi di un segmento (ma forse è la stessa cosa, probabimente no).
    Lessi avidamente, ma anche caparbio, incespicando nei riferimenti letterari e lessicali di una cultura vastissima che fluisce come la pororoca amazzonica in una scrittura assordante e un poco distruttiva (pororoca deriva da una parola india che significa, meravigliosamente, "grande rumore distruttore").
    Tutto terribilmente affascinante. Ma mi venne anche da chiedermi a che tipo di lettore avesse pensato quell'Unico, così scrivendo...mi sentii allora, io, misero, animato da impertinente curiosità che volle colmare un'ignoranza sconfinata (il termine "pororoca", che gioca a fare l'ossimoro con quello fuori parentesi, l'ho cercata proprio adesso, così, come provocazione autoinflitta...), escluso dalla nicchia degli eletti, che l'Unico sfida eufemisticamente, con la sua cultura invincibile.
    Alla fine, dovetti far appello all'altro unico, me, per godere, con i privilegi che mi fanno tale, della lettura...diventata, adesso si, imparziale.

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  • 5

    Sublimi, poetici e imbevuti di cultura umanistica, i racconti di Borges sono delle vere e proprie perle letterarie. Un caleidoscopio di nomi, eventi e situazioni che richiedono una rilettura per appre ...continue

    Sublimi, poetici e imbevuti di cultura umanistica, i racconti di Borges sono delle vere e proprie perle letterarie. Un caleidoscopio di nomi, eventi e situazioni che richiedono una rilettura per apprezzare in pieno la stratificazione di riferimenti e significati. E, nonostante questo, neanche una pagina si può definire un mero sfoggio di erudizione o un esercizio di stile. Incastonate tra le pagine, le riflessioni sulla vita, la morte, il destino, il dolore, il tempo rivelano una valenza universale e una profondissima umanità.

    Racconti brevi che si prestano a una lettera attenta, lenta e meditativa per apprezzare in pieno l'universo infinito che portano dentro.

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  • 4

    Come ogni libro di Borges, anche questo è denso di nomi e situazioni che ti portano da un'altra parte rispetto al racconto. L'autore ti presenta una storia che non è mai solo se stessa, è una parte di ...continue

    Come ogni libro di Borges, anche questo è denso di nomi e situazioni che ti portano da un'altra parte rispetto al racconto. L'autore ti presenta una storia che non è mai solo se stessa, è una parte di altre storie di altri tempi. Per me è questo il fascino di Borges, riesce a farti vedere ciò che non c'è, riesce a darti l'idea dello spazio e del tempo infiniti, riesce a farti sentire una parte del tutto e il tutto è colmo di storie incatenate una all'altra dal nostro desiderio di esistere.

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  • 4

    Di nuovo Borges

    Dopo "Finzioni", che mi aveva lasciato estasiato, non mi aspettavo da Borges meno che il genio e la perfezione. Ne "L'Aleph" l'autore diventa un narratore classico, abbandona in parte la descrizione d ...continue

    Dopo "Finzioni", che mi aveva lasciato estasiato, non mi aspettavo da Borges meno che il genio e la perfezione. Ne "L'Aleph" l'autore diventa un narratore classico, abbandona in parte la descrizione di sistemi fittizi, per creare storie sui suoi temi universali (l'identità e il doppio, l'ordine e il disordine, il labirinto, gli opposti complementari, il tempo...). Di nuovo c'è una grande leggerezza nonostante la sostanza, un'abilità magistrale nel condurre il lettore fino al finale; inoltre è notabile un certo acume nel prevedere problemi odierni (l'eccessiva informazione dell'uomo moderno) già nel 1949.
    Non do il voto pieno, benché molte storie siano bellissime e lo valgano, perché l'ho trovato comunque inferiore al libro precedente (leggi "Finzioni").
    Consigliato, come sempre per Borges, a tutto il pubblico minimamente colto e appassionato.

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  • 3

    Mah...

    Finzioni era stato una piacevole scoperta, mentre questo non mi ha detto molto. Sarà che i racconti mi sembrano tutti variazioni sullo stesso tema (quello dell'immortalità), o forse lo stile freddo, d ...continue

    Finzioni era stato una piacevole scoperta, mentre questo non mi ha detto molto. Sarà che i racconti mi sembrano tutti variazioni sullo stesso tema (quello dell'immortalità), o forse lo stile freddo, diafano di Borges, quasi più da saggista, ma in definitiva mi hanno dato quasi tutti l'impressione di esercizi di stile senz'anima e privi di pathos. Ho fatto una bella fatica a finirlo.

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