El Bell Estiu

Per

3.9
(2521)

Language: Català | Number of Pàgines: 157 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) Italian , German , French , Spanish

Isbn-10: 8482569716 | Isbn-13: 9788482569710 | Data publicació: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descripció del llibre
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    C'è qualcosa di indefinibile e di evanescente ma che respiri ed assorbi in questo libro, fin dalla prima pagina:
    "A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per div ...continua

    C'è qualcosa di indefinibile e di evanescente ma che respiri ed assorbi in questo libro, fin dalla prima pagina:
    "A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era così bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa accadesse..."
    E sarà malinconia ...
    La malinconia di quelle estati di tanto tempo fa, con quella voglia di andare, di ridere e di far festa. Quelle lunghe veglie in compagnia, a tirar quasi fino all'alba. Mai sazi di giochi, di avventure e di risate.
    Ricordi. Ricordi dell'estate, della " bella estate" .
    L'estate di un amore, di un'amicizia, dell'illusione di un sentimento. Ci si abbandonava al trascorrere del tempo e tutto sembrava più bello, più leggero. Ci si rilassava.
    Una sensazione molto simile a quella che si prova lasciandosi cullare dal mare. Ci si dimentica del peso del proprio corpo e a galla ci si abbandona , fiduciosi, col volto rivolto al sole e la schiena agli abissi.

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  • 5

    Dalla pagina di una vecchia moleskine:
    17 luglio 2011

    "Ogni liscia chioma mora dovrebbe avere come compagna d'avventure una cascata di riccioli biondi. E' l'equilibrio del contrasto. Io Amelia e lei G ...continua

    Dalla pagina di una vecchia moleskine:
    17 luglio 2011

    "Ogni liscia chioma mora dovrebbe avere come compagna d'avventure una cascata di riccioli biondi. E' l'equilibrio del contrasto. Io Amelia e lei Ginia o, probabilmente, il contrario. Rileggevo Pavese."

    «[...] "Chiacchieriamo camminando" disse Ginia.
    "Potremmo andare in collina a bere un litro e cantare una volta. Ti piace il vino?"
    Ginia diceva di no e Amelia guardava l'ingresso della sala.
    "Però un bicchierino lo beviamo. Vieni, chi si annoia è colpa sua".
    Il bicchierino lo presero nel primo caffè che trovarono e, appena uscite, Ginia sentì nell'aria un fresco che prima non c'era, e pensò ch'era bello che d'estate i liquori rinfrescano il sangue.
    Intanto Amelia le spiegava che chi fa niente tutto il giorno ha diritto per lo meno a svagarsi di sera, ma viene un momento, certe volte, che ha paura del tempo che passa, e non sa più se val la pena di correre tanto. [...]»

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  • 3

    Mi è piaciuto molto di più di "Paesi tuoi" anche se, devo ammettere, ripensandoci non mi era nemmeno dispiaciuto.

    Di sicuro leggerò altro di Pavese, magari è un autore che resta dentro sopito e "ritor ...continua

    Mi è piaciuto molto di più di "Paesi tuoi" anche se, devo ammettere, ripensandoci non mi era nemmeno dispiaciuto.

    Di sicuro leggerò altro di Pavese, magari è un autore che resta dentro sopito e "ritorna" man mano si fanno altre letture.

    :)

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  • 5

    Uno sguardo calmo, preciso che non fa sconti ad indagare la vita di anni in cui si connota la società italiana nell'immediato dopoguerra. Tre storie per tre gruppi di persone che si orientano nei rapp ...continua

    Uno sguardo calmo, preciso che non fa sconti ad indagare la vita di anni in cui si connota la società italiana nell'immediato dopoguerra. Tre storie per tre gruppi di persone che si orientano nei rapporti, in un senso di inconcludenza, spietata oggettività, fatica del mestiere di vivere. Un'estate diafana o il suo ricordo legato agli accadimenti e agli incontri. Un libro bellissimo e una narrazione calma, un italiano accogliente, preciso e colloquiale che parla come chi e cosa vuol descrivere.

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    " Lo sapevo," disse lei ridendo "vivere è una cosa talmente scioccache ci si attacca persino alla sciocchezza d'esser nati..."

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    Vincitore del Premio Strega 1950, anno della sua morte, Pavese li definì tre romanzi brevi ma, con tutto il dovuto rispetto, ritengo che siano tre racconti lunghi. Fuffa? non proprio. In queste tre st ...continua

    Vincitore del Premio Strega 1950, anno della sua morte, Pavese li definì tre romanzi brevi ma, con tutto il dovuto rispetto, ritengo che siano tre racconti lunghi. Fuffa? non proprio. In queste tre storie la tensione è molto forte, quella tipica dei racconti novecenteschi, e rappresentano meravigliosamente bene quello che lui stesso scrisse di voler raffigurare, un "clima morale", un clima morale, il clima dell'immediato dopo guerra e di qualche anno precedente al "boom" economico degli anni sessanta. Faccio sempre fatica ad accettare alcune espressioni tipicamente piemontesi utilizzate da questo autore ma, nel complesso, è indubbiamente un autore di riferimento.

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  • 5

    La bella estate, nel complesso, è il racconto di una condizione continua di insoddisfazione, di ricerca della felicità, del male di vivere, di quel disagio che lo stesso autore non sarebbe riuscito a ...continua

    La bella estate, nel complesso, è il racconto di una condizione continua di insoddisfazione, di ricerca della felicità, del male di vivere, di quel disagio che lo stesso autore non sarebbe riuscito a ricomporre e che lo avrebbe portato al suicidio il 27 agosto 1950. I tre racconti hanno ciascuno dei pregi che mi rendono difficile dire quale sia il migliore: La bella estate è quello con la vicenda più accattivante e il modo in cui Pavese tratteggia i vizi e il modo di lavorare degli artisti è molto particolare, Il diavolo sulle colline contiene le descrizioni natuali più ammalianti, mentre Tra donne sole è la storia più originale, con il personaggio più complesso e più accurato nell'analisi psicologica.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/08/la-bella-estate-pavese.html

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  • 3

    Questo breve romanzo mi ha suscitato fastidio, forse perchè mi appartiene, perchè rimanda all'estate che ha segnato il passaggio, svelando le illusioni che l'estate porta con se' e mortificando l'inno ...continua

    Questo breve romanzo mi ha suscitato fastidio, forse perchè mi appartiene, perchè rimanda all'estate che ha segnato il passaggio, svelando le illusioni che l'estate porta con se' e mortificando l'innocenza adolescenziale di chi non sa ancora come funziona il mondo.

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  • 5

    TRILOGIA

    La bella estate è il titolo di una raccolta di romanzi brevi di Cesare Pavese pubblicata nel 1949. Essa è composta da tre testi: il romanzo che dà il titolo alla silloge, originariamente intitolato da ...continua

    La bella estate è il titolo di una raccolta di romanzi brevi di Cesare Pavese pubblicata nel 1949. Essa è composta da tre testi: il romanzo che dà il titolo alla silloge, originariamente intitolato da Pavese La tenda, viene scritto nel 1940 e rimane inedito fino alla sua comparsa nella raccolta insieme a Il diavolo sulle colline, composto nel 1948, e Tra donne sole, risalente invece al 1949. Grazie a questi tre racconti Pavese si aggiudica il Premio Strega nel 1950. I tre romanzi brevi, seppur compiuti in se stessi, sono accomunati dalla tematica del passaggio traumatico dall’età adolescenziale a quella adulta, che porta inevitabilmente i protagonisti alla delusione e alla frustrazione. L’ambientazione scelta per questo trittico è prevalentemente urbana, a differenza di altre opere di questo periodo come Paesi tuoi, Il carcere o La casa in collina.
    La Bella Estate
    La protagonista del racconto dal titolo La bella estate è infatti Ginia, una sartina torinese di sedici anni, che vive col fratello Severino, operaio. La giovane è allegra e spensierata, e vive le sue giornate nell’attesa di un futuro che si immagina roseo e felice, e che l’autore sintetizza appunto con l’idea della “bella estate”. La situazione comincia però a cambiare quando la giovane fa la conoscenza di Amelia, una ragazza più grande di lei che lavora come modella per un circolo di pittori e che trascina Ginia nell’ambiente bohémien della città. Qui l’ingenua e inesperta sartina s’innamora di Guido, uno dei pittori, e tramite l’intervento di Amelia diventa la sua amante. All’inizio della vicenda erotico-amorosa la ragazza è felice e convinta di aver trovato l’amore e “la bella estate” tanto attesa, ma ben presto si rende conto che in realtà Guido è poco interessato alla sua compagnia, e si diverte molto di più a trascorrere il suo tempo con gli altri artisti, in particolare con Rodrigues, un tempo amante di Amelia, ora malata di sifilide. Ginia, nonostante soffra moltissimo per l’indifferenza che avverte da parte del giovane, continua a concederglisi sessualmente, nonostante questo comportamento accresca la sua frustrazione e il suo senso di profonda solitudine. Un giorno Guido propone alla ragazza di posare nuda per i suoi dipinti, senza avvertirla che da dietro una tenda la sta osservando anche Rodrigues. Ad un certo punto questi fa capolino nella stanza dal suo nascondiglio, e Ginia, umiliata e piena di vergogna, scappa immediatamente, riuscendo però a sentire Guido che la definisce, rivolto all’amico e ad Amelia, “una scema”. La “bella estate” che popolava i sogni di Ginia si conclude repentinamente. La giovane, pur delusa e addolorata, si riappacifica con Amelia, vedendo in lei una guida per il mondo reale, ormai svuotato delle sue illusioni giovanili.

    Il Diavolo sulle Colline
    Il diavolo sulle colline è un’altra storia di giovani: tre amici (il protagonista, l’intellettuale Pieretto e il camapgnolo Oreste) sono soliti trascorrere il loro tempo libero passeggiando per le campagne. Qui un giorno trovano il ricco Poli - il “diavolo” del titolo - svenuto e sotto l’effetto di stupefacenti. Il giovane entra presto nel gruppo, conquistando l’attenzione di tutti per i suoi modi sprezzanti, per l’uso di droghe e per i suoi costumi anticonformistici. I giovani sono però coinvolti in un fatto di sangue: Poli è ferito da un colpo di pistola esploso da Rosalba, sua ex amante che non si rassegna alla fine della loro relazione. I tre ragazzi si separano momentaneamente da Poli, riassaporando il piacere della vita in campagna. Quando però scoprono che Poli si trova alla sua tenuta del Greppo in compagnia della moglie Gabriella, vanno a fargli visita. Oreste è particolarmente attratto da Gabriella; tuttavia quando nel corso di una festa notturna Poli ha un malore e dev’essere portato a Milano per curarsi, i tre amici vengono riaccompagnati alla stazione e tornano nel mondo familiare delle colline.

    Tra Donne Sole
    Tra donne sole focalizza invece un universo femminile: la protagonista Clelia, proveniente dalla classe operaia di Torino, si trasferisce a Roma riesce, a costo di impegno e di notevoli sacrifici, ad affermarsi nel mondo della moda. Tornata a Torino per aprire un negozio ed inseritasi nel mondo della borghesia cittadina, Clelia realizza che i suoi sogni adolescenziali erano in realtà solo vane illusioni: la società borghese è cinica e priva di valori morali. Clelia ne ha la prova durante il suo soggiorno in un albergo, dove una giovane, Rosetta, ha appena tentato il suicidio. Conosciute le amiche di Rosetta, Clelia, che si interroga sui motivi del gesto estremo della ragazza, scopre che queste ultime si interessano all’amica solo come argomento di conversazione per ingannare il tempo, ma che non si curano minimamente delle cause profonde che l’hanno spinta a provare a togliersi la vita. Clelia, nella Torino della sua infanzia, capisce di aver inseguito il successo e la realizzazione professionale, rinunciando però ai sentimenti e all’amore (Clelia stessa interrompe una fugace relazione con un operaio, vedendovi un limite alla sua indipendenza). La protagonista si rende conto della vacuità e della superficialità del mondo in cui vive, ma sa di essere abbastanza forte per resistere al tormento interiore; così non è per Rosetta che, nella conclusione del romanzo, ritenta il suicidio, questa volta con successo.

    Il tema comune che attraversa La bella estate, Il diavolo sulle colline e Tra donne sole è quello della maturazione di un personaggio giovane, cui spesso si associa la disillusione e la crisi individuale; in questo senso, i tre testi possono essere letti come “romanzi di formazione” (in tedesco, Bildungsroman). Le figure al centro della narrazione sono spesso quelle di “sconfitti”, cui la vita sembra inizialmente promettere qualcosa (la “bella estate” di Ginia, la trasgressione di Poli, il successo lavorativo di Clelia) per poi invece presentare il conto della sconfitta, spesso con risvolti drammatici. Sullo sfondo, c’è la classica contrapposizione tra città e campagna, che si carica di significati simbolici; i tre testi de La bella estate, rispetto al resto della produzione di Pavese, si caratterizzano proprio per una maggiore presenza dell’ambientazione in città. Per i protagonisti dei tre romanzi brevi, l’accesso al mondo adulto spesso implica l’abbandono delle certezze del microcosmo rurale e la scoperta delle contraddizioni e delle ipocrisie della vita urbana.

    (C) Oilproject

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