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El Bell Estiu

By Cesare Pavese

(2)

| Others | 9788482569710

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Book Description

145 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Credo che ci siano romanzi ed autori , magari famosi come in questo caso , che più di altri subiscano gli attacchi del tempo .
    Così può capitare che essi , letti in un periodo o in un momento sbagliato , possano lasciare alla fine insoddisfatti . ...(continue)

    Credo che ci siano romanzi ed autori , magari famosi come in questo caso , che più di altri subiscano gli attacchi del tempo .
    Così può capitare che essi , letti in un periodo o in un momento sbagliato , possano lasciare alla fine insoddisfatti .
    E' ciò che mi è successo nel seguire la crescita e la maturazione della giovane Ginia , che con Guido diventa donna , in un romanzo che , svarioni , refusi tipografici ed alcune incomprensibili costruzioni grammaticali a parte , non è riuscito mai a coinvolgermi e che ho giudicato francamente modesto.

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    Jimmy said on Jun 10, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful


    Non so se leggerlo subito dopo "Il mestiere di vivere" mi abbia un po' influenzato.

    Di sicuro, in questo romanzo c'è molto di quanto scritto nel diario di Pavese, a partire dalle figure femminili delineate fino a situazioni ai limiti del morboso, ...(continue)


    Non so se leggerlo subito dopo "Il mestiere di vivere" mi abbia un po' influenzato.

    Di sicuro, in questo romanzo c'è molto di quanto scritto nel diario di Pavese, a partire dalle figure femminili delineate fino a situazioni ai limiti del morboso, narrate attraverso una prosa asciutta, precisa, praticamente perfetta; a un erotismo sempre presente ma sempre e solo appena accennato.

    Ed è questa, probabilmente, la sua forza.

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    Marco Renzi [costello89] said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La perdita dell'innocenza è il tema, il contesto è l'ambiente artistico di una Torino fredda e grigia negli anni 40. Ho trovato molto dolorosa la lucidissima descrizione delle reazioni di Ginia alla scoperta di una vita che non corrisponde al suo mon ...(continue)

    La perdita dell'innocenza è il tema, il contesto è l'ambiente artistico di una Torino fredda e grigia negli anni 40. Ho trovato molto dolorosa la lucidissima descrizione delle reazioni di Ginia alla scoperta di una vita che non corrisponde al suo mondo interiore. Pavese durissimo e delicato allo stesso tempo.

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    macpg said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando la sveglia suonò, lei non dormiva e pensava a tante cose nel tepore del letto. Alla prima luce rimpianse che fosse ormai inverno, e non si potessero più vedere i bei colori del sole. Chi sa se Guido ci pensava, lui che diceva sempre che i colo ...(continue)

    Quando la sveglia suonò, lei non dormiva e pensava a tante cose nel tepore del letto. Alla prima luce rimpianse che fosse ormai inverno, e non si potessero più vedere i bei colori del sole. Chi sa se Guido ci pensava, lui che diceva sempre che i colori erano tutto. "Che bellezza" disse Ginia, e si alzò.
    ...

    Cominciò così la sua vera vita d'innamorata, perchè adesso che con Guido si erano visti nudi, tutto pareva diverso. Adesso sì che era come sposata e, anche da sola, bastava pensare ai suoi occhi, come l'avevano guardata, per non sentirsi più sola. "Vuol dire questo sposarsi". Chi sa la mamma se aveva fatto come loro. Ma le pareva impossibile che degli altri nel mondo avessero avuto quel coraggio. Nessuna donna, nessuna ragazza, poteva aver visto un uomo nudo come lei vedeva Guido. Una cosa simile non può succedere due volte.
    Ma Ginia non era una stupida, e sapeva che tutte quante si dice così. Anche Rosa, quella volta che voleva ammazzarsi. C'era soltanto di diverso che Rosa faceva l'amore nei prati e non sapeva com'era bello chiacchierare e trovarsi con Guido.
    Eppure con Guido sarebbe stato bello anche nei prati. Ginia ci pensava sempre. Malediceva la neve e il gran freddo che non lasciavano far niente, e pensava, stordita dal piacere, alla prossima estate che sarebbero andati in collina, che avrebbero passeggiato di notte, che avrebbero aperto le vetrate. Guido le aveva detto: "Mi devi vedere in campagna. Solo allora dipingo. Nessuna ragazza è bella come una collina".

    ...

    C'era da ridere, a vederlo. Ma con le donne non riusciva. con le donne il suo fare era inutile. Le subissava di parole, le annegava, poi perdeva la pazienza, le insolentiva, falliva la mossa. Non ero nemmeno sicuro che ci tenesse. "Bisogna essere stupidi," lo consolai "per piacere alle donne". "Non è vero" mi disse "non basta. Bisogna anche essere stupidi".

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    Paolo Nova said on Dec 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vincitore del Premio Strega del 1950, si tratta di un libro sostanzialmente senza trama, inesorabilmente lento, interminabile da leggere! Seppur trattati con sobrietà e senza volgarità alcuna, gli argomenti di cui si narra nei tre racconti sono solo ...(continue)

    Vincitore del Premio Strega del 1950, si tratta di un libro sostanzialmente senza trama, inesorabilmente lento, interminabile da leggere! Seppur trattati con sobrietà e senza volgarità alcuna, gli argomenti di cui si narra nei tre racconti sono solo sesso, prostituzione, suicidi (riusciti o solo tentati), alcool e droga tra i giovani degli anni Quaranta in un ambiente che è un misto di sregolatezza, raffinatezza e crisi di identità. Decisamente una lettura da evitare per non annoiarsi!!!

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    Salvatore Palma said on Oct 26, 2013 | Add your feedback

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