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El Caçador D'estels

(Kite Runner)

Per

Editor: Amsterdam Llibres

4.3
(29214)

Language:Català | Number of Pàgines: 2008 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi traditional , Chi simplified , Italian , German , French , Norwegian , Spanish , Portuguese , Dutch , Japanese , Swedish , Danish , Slovenian , Latvian , Croatian , Basque , Finnish , Czech , Farsi , Galego , Arabic , Polish

Isbn-10: 8496767566 | Isbn-13: 9788496767560 | Data publicació:  | Edition 1

També disponible com: Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
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  • 5

    Stupendo

    Libro toccante, mi ha fatto capire una volta in più quanto le cose importanti nella vita debbano essere custodite gelosamente...e come le radici con la nostra terra non muoiono mai!!!

    dit a 

  • 5

    Come mai non l'ho letto prima?

    Ad essere sinceri l'avevo snobbato sinora perche' se ne era parlato troppo e come di un caso letterario e normalmente me ne sto alla larga perche' di solito poi si rivelano una delusione.
    Ma questo li ...continua

    Ad essere sinceri l'avevo snobbato sinora perche' se ne era parlato troppo e come di un caso letterario e normalmente me ne sto alla larga perche' di solito poi si rivelano una delusione.
    Ma questo libro e' stupendo, descrive un mondo e una cultura cosi' lontana dalla mia, una storia toccante.

    dit a 

  • 4

    Muy bonito, emotivo y realista

    Es una novela que enseña sobre la historia de Afganistan. Sobre como entre unos y otros se han ido cargando un país con tantas buenas costumbres como cualquier otro. Y te hace recordar los valores que ...continua

    Es una novela que enseña sobre la historia de Afganistan. Sobre como entre unos y otros se han ido cargando un país con tantas buenas costumbres como cualquier otro. Y te hace recordar los valores que nos han inculcado y que no hay que olvidar nuestros origenes. Me quedo con dos frases que le dice su padre:
    Cuando matas a un hombre, le robas la vida, robas el marido de una esposa y el padre de sus hijos. Cuando mientes, le robas al otro el derecho a la verdad.Cuando engañas, robas el derecho a la equidad.
    No hay acto más miserable que el robo.

    dit a 

  • 3

    Siamo stati bombardati di troppe informazioni, troppi libri, troppe storie, che poi inevitabilmente, il nostro animo umano si stufa. Così non sono riuscita ad apprezzare appieno questa storia. ...continua

    Siamo stati bombardati di troppe informazioni, troppi libri, troppe storie, che poi inevitabilmente, il nostro animo umano si stufa. Così non sono riuscita ad apprezzare appieno questa storia.

    dit a 

  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    Il senso di colpa è il filo conduttore del romanzo. Il dubbio che le cose potessero andare diversamente se Amir avesse agito anziché rimanere spettatore dell'ingiustizia e della violenza, attanaglian ...continua

    Il senso di colpa è il filo conduttore del romanzo. Il dubbio che le cose potessero andare diversamente se Amir avesse agito anziché rimanere spettatore dell'ingiustizia e della violenza, attanagliano il protagonista anche a distanza di anni da quel evento. Sullo sfondo della guerra, leggiamo prima di una Kabul sconosciuta ai più, e di una tristemente nota dopo.
    Intimo, triste e crudo , ma anche illuminante nel riscatto del protagonista, capace con le sue azioni di lavare via la paura e colpa.

    dit a 

  • 4

    Leggermente in ritardo, ho recuperato questo libro.
    È la prima volta che leggo qualcosa ambientato in un mondo non così lontano in chilometri, ma lontanissimo per cultura.
    Che dire? Bello, bellissimo ...continua

    Leggermente in ritardo, ho recuperato questo libro.
    È la prima volta che leggo qualcosa ambientato in un mondo non così lontano in chilometri, ma lontanissimo per cultura.
    Che dire? Bello, bellissimo libro. Non raggiunge il capolavoro, ma è toccante ed intimo come pochi altri romanzi.

    dit a 

  • 4

    Eh, niente. E’ che la scorsa settimana mi sono inchiodato a guardare un poster che proponeva tutte le bandiere del mondo, il che mi ha riportato alla mente due vecchie idee: un post sui vessilli più s ...continua

    Eh, niente. E’ che la scorsa settimana mi sono inchiodato a guardare un poster che proponeva tutte le bandiere del mondo, il che mi ha riportato alla mente due vecchie idee: un post sui vessilli più strani del globo (e prima o poi arriverà) e l’idea di un giro del mondo letterario con un autore e un libro per ogni nazione.
    Con l’andar del tempo troverete su http://j.mp/giro-del-mondo-letterario gli aggiornamenti. Oggi, ecco a voi l’Afghanistan.

    La scelta non è stata complessa: “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini era stato a lungo nella mia wish-list prima di diventare un bestseller e di occupare per settimane le pagine culturali di riviste e quotidiani. Passata da qualche anno la tempesta mediatica, l’ho finalmente preso in mano e…

    Cacchio, son dovuto tornare ancora più indietro con la mente. Dopo attenta riflessione, sono quasi certo che si trattasse di “Martin Eden”: leggendo le ultime cinquanta pagine avevo avvertito prima un raspino alla gola, poi una sorta di magone e infine gli occhiucci inumidirsi dietro le lenti. Ecco, credo fosse dai tempi di “Martin Eden” che non mi commuovevo pesantemente con un libro fra le zampe.
    Intendiamoci: se avete sentito o avete avuto nella lettura l’impressione che Hosseini cercasse di stimolare esattamente quelle corde, e se magari avete trovato il romanzo eccessivamente “emotivo”, beh, non saprei darvi tutti i torti. Eppure, non riesco a condannare una scelta che ha probabilmente pagato in termini di copie vendute, ma che ha avuto anche il merito di aprire lo sguardo su una delle terre più martoriate del globo negli ultimi trenta anni.

    “In Afghanistan esistono tanti bambini, ma non esiste più l’infanzia.”

    Hosseini cuce un romanzo perfetto, con un incipit che apre la narrazione della vita di uomo, una serie di flashback che accompagnano la storia afgana e un finale che rende giustizia all’intero impianto letterario dell’opera. Nelle vite di Amir e Hassan, due ragazzi di etnia diversa più uniti che mai, scorrono antiche vicende religiose (molto attuali, peraltro) e umanissimi sentimenti contemporanei: la vergogna, il pentimento, il senso di colpa che avvolgeranno i giorni di Amir dopo la fuga dalla sua terra post invasione sovietica sono sensazioni che tutti riconosciamo, ad ogni latitudine. Negli occhi di Sohrab – col cavolo che vi dico di chi suoi tratti – si riflettono tutti gli sguardi dei bambini coinvolti nelle guerre, con i desideri e le speranze ormai tramontate che quelle pupille raccontano così bene. Nella meravigliosa Soraya, moglie di Amir, c’è tutto l’amore di cui vuoi che ti riempia il cuore. Insomma, tutto molto azzeccato.

    “Chiudendo la porta della stanza di Sohrab, mi chiesi se quello fosse il modo in cui sboccia il perdono, non con le fanfare di una epifania, ma con il dolore che, nel cuore della notte, fa i bagagli e si allontana senza neppure avvisare.”

    Gran prova narrativa, dai tempi ben calibrati e il giusto succedersi di eventi e riflessioni. Sarebbe giusto consigliarlo anche solo per questo.

    --- da http://www.masedomani.com/2015/05/02/recensione-romanzo-il-cacciatore-di-aquiloni-di-khaled-hosseini ---

    dit a 

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