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El Cementerio de Praga

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Publisher: Lumen /FUTURA

3.2
(4648)

Language:Español | Number of Pages: 587 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Catalan , Dutch , Portuguese , French , Norwegian , Greek , English , German , Swedish

Publish date:  | Edition 4

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 2

    Encomiabile il lavoro di ricerca durato 5 anni ad opera di Umberto Eco per la ricostruzione storica del romanzo i cui personaggi sono tutti realmente esistiti tranne il protagonista. Bella l'idea della doppia personalità del protagonista. notaio da una parte e abate dall'altra.. A parte questo, i ...continue

    Encomiabile il lavoro di ricerca durato 5 anni ad opera di Umberto Eco per la ricostruzione storica del romanzo i cui personaggi sono tutti realmente esistiti tranne il protagonista. Bella l'idea della doppia personalità del protagonista. notaio da una parte e abate dall'altra.. A parte questo, il romanzo è complesso, noioso, ricco di personaggi che dopo poco lasciano la scena ad altri e poco stimolante; richiede certamente una conoscenza non comune dei fatti storici del XIX secolo... Ho faticato molto per arrivare alla fine...

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  • 5

    La meraviglia fatta romanzo storico. Non credevo possibile inserire in una trama di pura invenzione così tanti fatti storici realmente accaduti, per esempio è magistrale l'ingresso (e l'uscita) di scena di Ippolito Nievo, situazione in cui riusciamo anche a venire a conoscenza dell'idea dell'auto ...continue

    La meraviglia fatta romanzo storico. Non credevo possibile inserire in una trama di pura invenzione così tanti fatti storici realmente accaduti, per esempio è magistrale l'ingresso (e l'uscita) di scena di Ippolito Nievo, situazione in cui riusciamo anche a venire a conoscenza dell'idea dell'autore su quel triste fatto di cronaca.

    said on 

  • 2

    Di nuovo Eco ha voluto costruire un guscio intorno a fatti storici, incapsulandoli entro vicende romanzesche.
    Scriptor in fabula, smarrì la via nei boschi narrativi.
    Inserire una trama in un saggio lo costringe a disorganizzare le informazioni storiche di cui è in possesso, d'altra parte inserir ...continue

    Di nuovo Eco ha voluto costruire un guscio intorno a fatti storici, incapsulandoli entro vicende romanzesche. Scriptor in fabula, smarrì la via nei boschi narrativi. Inserire una trama in un saggio lo costringe a disorganizzare le informazioni storiche di cui è in possesso, d'altra parte inserire una tale messe di eventi all'interno di un un romanzo lo obbliga invece a costruire storie inverosimili basate su personaggi esilissimi. Avrebbe potuto scrivere un saggio magistrale sulla costruzione di falsi o un bel romanzo noir ottocentesco, ne sono usciti un saggio mediocre e un brutto romanzo.

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  • 3

    È innegabile che, come in tutte le opere di Eco ci siano spunti originali e di grande interesse, ma il libro a mio parere, si puo dividere in tre parti, una prima relativa all'incirca alle prime cinquanta pagine quasi incomprensibile come d'altra parte è per tutti i suoi romanzi, una seconda part ...continue

    È innegabile che, come in tutte le opere di Eco ci siano spunti originali e di grande interesse, ma il libro a mio parere, si puo dividere in tre parti, una prima relativa all'incirca alle prime cinquanta pagine quasi incomprensibile come d'altra parte è per tutti i suoi romanzi, una seconda parte avvincente per l'invenzionee l'interessante riflessione sul complotto nella storia e una terza parte molto ripetitiva con un protagonista sempre uguale a se stesso; direi insomma che il romanzo avrebbe potuto risolversi nelle prime duecento pagine, il resto, fatte salve alcune riflessioni sulla necessità del capro espiatorio, soprattutto nei periodi di crisi, e sul'"esecranda fame dell'oro"è veramente "noia"

    said on 

  • 2

    Troppo

    abbandonato a 100 pagine dalla fine. Con tutti i riferimenti storici, gli innumerevoli personaggi, le vicende trattate in questo volume, di libri se ne potevano scrivere 10 e ciascuno con una trama avvincente. Qui invece ci si perde, la trama si sfilaccia, ci si concentra sui nomi delle innumerev ...continue

    abbandonato a 100 pagine dalla fine. Con tutti i riferimenti storici, gli innumerevoli personaggi, le vicende trattate in questo volume, di libri se ne potevano scrivere 10 e ciascuno con una trama avvincente. Qui invece ci si perde, la trama si sfilaccia, ci si concentra sui nomi delle innumerevoli comparse, sui numerosi titoli di libri e libelli citati e in questo mare ci si trova naufraghi troppo spesso. Peccato.

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  • 5

    È il primo romanzo di Eco che riesco a continuare e finire, quindi ehi, urrà!


    Bisognerebbe dire che chiamarlo romanzo è difficile, perché c'è da ricordare che più che un romanziere Eco è un intellettuale, un intellettuale furbo che ha deciso di mettere in forma di romanzo le sue ricerche e ...continue

    È il primo romanzo di Eco che riesco a continuare e finire, quindi ehi, urrà!

    Bisognerebbe dire che chiamarlo romanzo è difficile, perché c'è da ricordare che più che un romanziere Eco è un intellettuale, un intellettuale furbo che ha deciso di mettere in forma di romanzo le sue ricerche e riflessioni perché raggiungano un pubblico molto più ampio di un saggio sicuramente valido e ben scritto, ma che rimarrebbe tra gli esperti del settore o poco oltre. Non c'è da sorprendersi perciò se i suoi romanzi sono infarciti di date, fatti e riferimenti storici.

    In questo romanzo, in più, Eco sfida tutti noi con un tema spinoso, secondo me, e ci sfida a non risolverla con un "il protagonista non lo sopporto" rapido per affrontare il tema dell'antisemitismo in Italia (Piemonte, diciamo) e in Europa ben prima che Hitler apparisse in scena. La storia, romanzata nella persona del protagonista, racconta di come sono nati i Protocolli di Sion che poi saranno citati anche nel Mein Kampf e saranno usati come prova della minaccia sionista da molti facinorosi personaggi che fanno parte del nostro passato.

    Secondo me è utile ricordare queste vicende: il nazismo si è addossato le colpe dell'antisemitismo europeo, tuttavia spesso ci dimentichiamo che questo odio razziale ha radici millenarie e non è stato un problema dei soli tedeschi. Non sto giustificando quello che hanno fatto i nazisti, sia ben chiaro, sto solo dicendo che le origini culturali di questo odio sono ben precedenti al 1925 e alla pubblicazione del libro di Hitler. In particolare, ho la sensazione che noi italiani tendiamo ad assolverci in materia: nei miei studi di storia nei vari cicli scolastici, mi ricordo di aver studiato, parlando di tempi più antichi, la diaspora di Tito, mi ricordo le varie espulsioni da paesi come la Spagna, i ghetti in vari paesi del vecchio continente... Però per dire, mi ricordo di aver studiato il ghetto di Venezia solo perché è ambientazione di una grossa parte del Mercante di Shakespeare, e ho scoperto di una cacciata di ebrei dallo stato Pontificio nel XVII secolo solo perché cercavo materiale per una fanfiction AU su Big Bang Theory nella Firenze di Galileo, e avevo bisogno di sapere cosa fare di Howard. Non mi ricordo di aver mai studiato di leggi razziali nel nostro paese prima dell'alleanza con Hitler. Ora, magari la mia memoria fa più cilecca di quello che sono disposta a credere, o anche io rimuovo nozioni scomode che non si accordano col mio paradigma culturale, e chiedo a voi che mi leggete se mi sbaglio, però alla fine non vi sembra che la scuola sembri suggerire che la discriminazione in Italia sia iniziata su ordine di Hitler, sottintendendo che prima invece non vi fossero sentimenti di odio nei confronti degli ebrei? Eppure tali leggi sarebbero rimaste un po' lì se non ci fosse stato un sentimento di astio abbastanza comune nei confronti di questo popolo... Oltre al problema del razzismo e di una misoginia senza ritorno.

    Un altro grande tema di questo libro è la massoneria e legata ad esso il satanismo: più che altro, la fame di cospirazioni e di complotti per tenere distratta la neonata idea di massa e allo stesso tempo montare l'odio comune verso determinate categorie. Eh, ora ce la meniamo con le scie chimiche, centoquarant'anni fa eran ancora per le messe nere, che comunque sono sempre un grande evergreen. I libri sono ancora una volta protagonisti di Eco, libri che vengono presi, ripresi, copiati, manipolati, usati come ispirazione e ripubblicati, più e più volte e con scopi sempre più meschini.

    Leggere questo libro è una sfida: siamo sfidati a non cedere alla dissonanza cognitiva, a non chiudere il libro perché il protagonista è insopportabile in quanto non solo razzista, antisemita, misogino e xenofobo, ma che pur essendo bravo nel falsificare documenti commette un casino dietro l'altro, perché non è in grado di leggere e comprendere gli schemi politici in cui rimane invischiato nella sua lotta contro gli ebrei.

    È tosto, tostissimo, e richiede molta forza di volontà e diversi libri più "light" in mezzo per arrivare in fondo, ma è brillante nel registro di narrazione. Manco a dirlo, mi è piaciuto un sacco. E sono motivata a ritentare coi classici di Eco, finalmente.

    PS: ieri ero a Camogli per il festival della comunicazione è mi è passato vicino LUI mentre discutevo il libro con una mia amica. Chissà che ha pensato di me, gaaaaah! L'imbarazzo!

    said on 

  • 3

    Perfecta lectura para los interesados en las intrigas político-religiosas de la Europa del siglo XIX que, entre otras cosas, llevaron a la edición de diversos libelos antisemitas. La historia se cuenta a través de un personaje muy interesante, un falsificador de documentos bastante maquiavélico. ...continue

    Perfecta lectura para los interesados en las intrigas político-religiosas de la Europa del siglo XIX que, entre otras cosas, llevaron a la edición de diversos libelos antisemitas. La historia se cuenta a través de un personaje muy interesante, un falsificador de documentos bastante maquiavélico. El libro en sí me ha parecido una obra de erudición y de literatura impecables, pero me he perdido tantas veces en disquisiciones políticas y tantas otras me ha costado seguir leyendo, que no me queda más remedio que darle tres estrellas. En cualquier caso, recomiendo al que lea este libro que alterne su lectura con repasos a la historia francesa e italiana del siglo XIX, más que nada para poder disfrutar más de la trama.

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