Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

El Cementerio de Praga

By

Publisher: Lumen /FUTURA

3.2
(4775)

Language:Español | Number of Pages: 587 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Catalan , Dutch , Portuguese , French , Norwegian , Greek , English , German , Swedish

Publish date:  | Edition 4

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

Do you like El Cementerio de Praga ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 5

    Nel puro stile di U. Eco con molte descrizioni e materiale proveniente dalle sue ricerche enciclopediche. Eppure non noioso. Finzione e spunti raccolti da materiali storici minori si intrecciano in un ...continue

    Nel puro stile di U. Eco con molte descrizioni e materiale proveniente dalle sue ricerche enciclopediche. Eppure non noioso. Finzione e spunti raccolti da materiali storici minori si intrecciano in un racconto notevole. Diverso dai soliti romanzi, bello.

    said on 

  • 4

    Pur non arrivando alle vette dell'irraggiungibile 'il nome della rosa' , è un ottimo romanzo e un grande affresco storico.
    L'ho trovato molto attuale nella descrizione dei meccanismi che creano l'info ...continue

    Pur non arrivando alle vette dell'irraggiungibile 'il nome della rosa' , è un ottimo romanzo e un grande affresco storico.
    L'ho trovato molto attuale nella descrizione dei meccanismi che creano l'informazione ufficiale (o presunta tale).
    La scrittura è come sempre colta e raffinata, in questo Eco è una garanzia.

    said on 

  • 3

    Sebbene la scrittura di Eco mi sia sempre piaciuta per il suo umorismo e per il suo stesso divertimento di inventare termini nuovi, Il cimitero di Praga è davvero, come dicono alcuni, "un mattone". La ...continue

    Sebbene la scrittura di Eco mi sia sempre piaciuta per il suo umorismo e per il suo stesso divertimento di inventare termini nuovi, Il cimitero di Praga è davvero, come dicono alcuni, "un mattone". La storia non cattura e trovandolo spesso noioso risulta difficile da proseguire, nulla a che vedere con "il nome della rosa", incomparabilmente più avvincente e fantastico.
    Quello che resta interessante è riconoscere lo stile di Eco e il ragionamento filologico che fa sulle fonti e sui documenti, che determinano la storia e la conseguente storiografia; riflessioni e spunti adattabili a tutti i periodi storici e che ci inducono a dubitare sempre dei documenti che abbiamo sotto mano. La storia che vanta obiettività deve essere sempre considerata da un punto di vista relativo, tanto che, a volte, la verità non emerge affatto.
    La narrazione del libro è pesante, ma, se volete leggerlo, godetevi l'ironia della scrittura, i giochi linguistici, il pastiche narrativo, ma senza prendere il tutto eccessivamente sul serio.

    said on 

  • 4

    E' un romanzo che mi è molto piaciuto e che può piacere a tutti coloro che hanno la passione per la creazione di storie e leggende e la fabbricazione dei documenti necessari a sostenerle.
    Non è un lib ...continue

    E' un romanzo che mi è molto piaciuto e che può piacere a tutti coloro che hanno la passione per la creazione di storie e leggende e la fabbricazione dei documenti necessari a sostenerle.
    Non è un libro di facile leggibilità: è narrato sotto forma di frammenti di due diari, qua e là interpolati dalle annotazioni di chi, nella finzione letteraria, li sta riordinando. Dalla forma diario e dalla necessità di non far esplodere il romanzo oltre le sue già considerevoli dimensioni deriva la scarsa quantità di dialoghi e il fatto che l'azione sia riassunta o raccontata per sommi capi e quasi mai mostrata nel suo svolgersi, risultando così meno coinvolgente.
    Detto ciò è comunque un interessante e divertente approccio alla storia di un testo, i "Protocolli dei Savi di Sion", che di certo ha fatto epoca.

    said on 

  • 2

    ora scriverò una signora ovvietà, forse: Il nome della rosa, altro pianeta.
    Il nome della rosa è un mondo, un mondo complesso e cupo, entro il quale lo scrittore ti accompagna (tenendoti la manina, co ...continue

    ora scriverò una signora ovvietà, forse: Il nome della rosa, altro pianeta.
    Il nome della rosa è un mondo, un mondo complesso e cupo, entro il quale lo scrittore ti accompagna (tenendoti la manina, come si fa con i ragazzini "capaci e curiosetti, finanche intelligenti, ma che non si applicano") con un uso del linguaggio elaborato e creando l'atmosfera attraverso citazioni da capogiro.
    Ne Il cimitero di Praga, purtroppo, Eco è più che altro interessato (come sempre) a far sfoggio della sua cultura. Non se ne capisce il motivo: anche i sassi sanno chi è e cosa sa. Dicevo purtroppo poiché ritengo il racconto anche interessante, originale per alcuni versi, e dispiace avere la sensazione che lo scrittore sia in tutt'altre faccende affaccendato invece di farmi provare una qualsiasi emozione per uno solo dei personaggi scodellati. Non si crea nessun legame, ed è triste. Nonché un peccato, visto che da Eco -oltre ad aspettarsi l'immancabile lectio magistralis- vorresti stimoli diversi considerate le abilità.

    said on 

  • 3

    La lettura di questo libro è stata una vera sfida: io e Eco, faccia a faccia, lui che mi guardava con aria di superiorità e mi diceva "Stupida ochetta, non sai nemmeno il latino, hai studiato la stori ...continue

    La lettura di questo libro è stata una vera sfida: io e Eco, faccia a faccia, lui che mi guardava con aria di superiorità e mi diceva "Stupida ochetta, non sai nemmeno il latino, hai studiato la storia solo a scuola dove vuoi andare? Vuoi sfidare me??? Uomo dalla cultura immensa, vuoi leggere UN ALTRO mio libro?" E rideva.... e io "Sì, vecchio panzone borioso vestito da schifo io non solo leggerò il tuo libro ma lo finirò e troverò il modo di apprezzarlo".
    Questo è stato l'approccio e come ho scritto sopra penso di poter affermare con estrema soddisfazione di aver vinto io. E' stato faticoso e ammetto di aver dovuto usare diverse volte Wikipedia per raccapezzarmi nella giungla di nomi e di nozioni storiche ma alla fine penso di poter affermare che non si tratta di un brutto libro, siamo lontani dal rapimento suscitato in me da Il nome della rosa e credo che per apprezzarlo completamente bisognerebbe essere in grado di eviscerare tutti gli eventi storici contenuti per non rischiare di sprofondare nella noia ma alla fine la vicenda di Simonini è interessante, sopratutto il tema degli ebrei fa capire come già molti anni prima della Seconda Guerra Mondiale l'antisemitismo fosse una piaga ben radicata nella società e fa riflettere il fatto che nell'Ottocento, come nel 2015, faceva comodo trovare un "capro espiatorio" a cui dare la colpa di tutti i fallimenti di una classe politica mediocre.
    il finale poi riserva un colpo di scena inaspettato che riscatta da tutta la noia e la fatica fatta per arrivare a quel punto.
    Insomma non lo consiglierei come lettura da ombrellone ma se amate le sfide armatevi di impegno (e Wikipedia) e leggetelo. Alla fine ne vale la pena.

    said on 

  • 2

    Tempo fa:
    Non è un romanzo di facile lettura, ci sono molti personaggi che rendono, come dice lo stesso autore, “l'intreccio abbastanza caotico”, con molti flashback, per cui “il lettore potrebbe non ...continue

    Tempo fa:
    Non è un romanzo di facile lettura, ci sono molti personaggi che rendono, come dice lo stesso autore, “l'intreccio abbastanza caotico”, con molti flashback, per cui “il lettore potrebbe non riuscire a riferirsi allo svolgimento lineare dei fatti”. Nonostante questa costruzione alquanto elaborata, Eco non è riuscito a coinvolgermi più di tanto: Simonini, attraverso il suo diario ci snocciola le sue imprese, dapprima come falsificatore di documenti e di atti notarili, poi come spia, delatore, opportunista, un uomo sempre più avido di facile denaro e anti-ebreo per eccellenza; non è un personaggio che stimoli sentimenti, è un omuncolo che non si ama né si odia, ma eventualmente si compatisce e si guarda con disprezzo.
    Vi sono invece molti riferimenti storici e nomi conosciuti della letteratura ottocentesca, ma si sa Eco in queste cose ci sguazza, sono il suo elemento.
    Lontano, molto lontano dall'originalità del nome della rosa.

    said on 

  • 4

    Sempre grande

    Come spesso accade coi libri di Eco, il problema è superare lo scoglio iniziale. In questo caso particolarmente ostico, perché si fatica a raccapezzarsi. Però, passato quello, si gode della grande eru ...continue

    Come spesso accade coi libri di Eco, il problema è superare lo scoglio iniziale. In questo caso particolarmente ostico, perché si fatica a raccapezzarsi. Però, passato quello, si gode della grande erudizione accompagnata alla capacità di mettere insieme la storia. A volte un po' irritanti le incursioni del narratore, che interrompe lo scambio tra Simonini e Dalla Piccola, ma il libro a mio avviso vale davvero la pena. Interessante - nella postfazione - il fatto che Eco dichiari che, tranne il protagonista, tutti i personaggi sono reali e hanno detto e fatto quanto narrato nel libro. Preoccupante anche la storia di sottofondo, che svela romanzescamente la nascita dello scellerato documento (falso) noto come i protocolli dei savi di sion. Insomma, vale la pena di fare un minimo di sforzo, si verrà premiati!

    said on 

  • 3

    Buon romanzo

    L'ho preso in biblioteca dopo aver letto "Il nome della rosa" e l'ho trovato inferiore. Lo stile di Eco a me piace, non lo trovo né farraginoso né complicato, anzi: dimostra nello scrivere un ampio re ...continue

    L'ho preso in biblioteca dopo aver letto "Il nome della rosa" e l'ho trovato inferiore. Lo stile di Eco a me piace, non lo trovo né farraginoso né complicato, anzi: dimostra nello scrivere un ampio respiro ma mai noioso e a livello culturalmente non piatto. Quadro storico assolutamente accurato e affascinante, come al solito (siamo nell'Europa del'800, principalmente a Parigi, e si tratta principalmente dei falsificatori di documenti, con riferimento ai Protocolli dei Savi di Sion, un emerito falso che fu sfruttato in chiave antriebraica anche dalla propaganda hitleriana, e i personaggi che Eco mette sulla scena sono personaggi realmente esistiti, e anche le loro azioni in parte risultano documentate), la trama però è abbastanza ingarbugliata. Comunque, pur non essendo un capolavoro, un libro godibile per chi ama il romanzo storico e oserei dire anche il noir.

    said on 

Sorting by
Sorting by