El Evangelio Segun Jesucristo

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Publisher: Suma de Letras Suma de Letras

4.4
(4458)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Portuguese , German , Catalan , Polish , Dutch

Isbn-10: 9871106254 | Isbn-13: 9789871106257 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 5

    Polemica e poesia

    Se dovessi proprio scegliere il mio preferito nell'inesauribile miniera di capolavori di cui consta la bibliografia di questo inesausto artista, la corona (e non di spine) calerebbe sicuramente su que ...continue

    Se dovessi proprio scegliere il mio preferito nell'inesauribile miniera di capolavori di cui consta la bibliografia di questo inesausto artista, la corona (e non di spine) calerebbe sicuramente su quest'opera.

    Lo stile di Saramago è un limpido flusso torrenziale di virtuosismo che non accetta argini dalla punteggiatura al di fuori delle coadiuvanti virgole.
    Un ateo e anticlericale qualunque, si sarebbe limitato a sbraitare con forbite confutazioni, magari in un saggio, contro le fondamenta di risapute contraddizioni su cui poggia il cattolicesimo, lasciando poi il tempo che trova. Ma l'autore, oberato dal genio(mi si perdoni la deferenza), anziché prendere le distanze da quanto ingiuria e schernisce, vi si immerge corpo, mente e cuore. Il risultato è una magistrale opera di demistificazione tracciata con affilata penna argutissima, critica e impietosa, sebbene compassionevole, che, sgravata dai timori che imbavagliano la ragione, riscrive la sacra storia rimaneggiando vicende e personaggi a cui conferisce voci e pensieri stentorei che si scontrano a colpi di sublime favella; riabilita i disprezzati (Maddalena, Giuda, il Diavolo) e infanga i lustri (Maria, Pietro, Dio), ma soprattutto restituisce alla compagine di personaggi biblicamente piatti una dimensione squisitamente umana, in particolar modo a Gesù, a proprio agio nelle animali pulsioni, dubbioso, polemico, riottoso ma ineluttabilmente sottomesso alla suprema volontà, che non fa sconti a nessuno, men che meno al figlio abbattuto come tassello propulsivo di un lungo domino fatto di cadaveri, la cui estensione placherà la sete di potere e gloria di un dio egocentrico e spietato. La sottigliezza di un intelletto eccelso unito alla potenza di una bestemmia, in un'opera che coinvolge e tocca.

    Con Saramago la polemica assurge ad arte, senza che l'allegoria intralci e soverchi il processo creativo, anzi ne è il pretesto.

    said on 

  • 3

    Bel libro, consente di riflettere sulla figura di Gesù e su Dio. Peccato che il personaggio Dio é solo accennato, lo ho trovato un po' debole.

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  • 2

    Un Cristo troppo uomo

    Tanto mi hanno entusiasmata le precedenti letture di Saramago, quanto mi ha delusa questa riscrittura del Vangelo. Anche se rivoluzionaria, non mi ha convinta, a tratti mi sono persino annoiata e ho f ...continue

    Tanto mi hanno entusiasmata le precedenti letture di Saramago, quanto mi ha delusa questa riscrittura del Vangelo. Anche se rivoluzionaria, non mi ha convinta, a tratti mi sono persino annoiata e ho faticato ad arrivare alla fine.

    said on 

  • 5

    "(...) Perché il bene che io sono non esisterebbe senza il male che sei tu, un bene che dovesse esistere senza di te sarebbe talmente inconcepibile che neppure io riesco a immaginarlo, insomma, se tu ...continue

    "(...) Perché il bene che io sono non esisterebbe senza il male che sei tu, un bene che dovesse esistere senza di te sarebbe talmente inconcepibile che neppure io riesco a immaginarlo, insomma, se tu finisci, finisco anch'io, perché io sia il bene, è necessario che tu continui a essere il male, se il Diavolo non sussiste come Diavolo, Dio non esiste come Dio, la morte di uno sarebbe la morte dell'altro (...)"

    Dio e il Diavolo, il passato e il futuro che si dovrà compiere per volontà inesorabile, e in mezzo l'uomo con tutta la sua fragilità, la vigliaccheria, la forza, i suoi errori e i dubbi. Il peccato del padre che ricadrà sul figlio. Non sono in grado di fare un commento che gli renda giustizia, ma posso affermare che questo libro è tutto ciò che un libro dovrebbe essere, la scrittura nella sua forma più bella.

    said on 

  • 2

    Pesantissimo

    Non lo abbandono solo perché ho amato "Cecità" e ho rispetto per l'autore.
    Avrò bisogno di parecchie letture leggere per riprendermi da questa tortura autoinflitta.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Il libro mi sembra una enorme occasione perduta. Manca di pathos, è cosparso di commenti ironici dell'autore che stridono con la storia, e soprattutto ha una costruzione delle frasi che trovo odiosa. ...continue

    Il libro mi sembra una enorme occasione perduta. Manca di pathos, è cosparso di commenti ironici dell'autore che stridono con la storia, e soprattutto ha una costruzione delle frasi che trovo odiosa. Non ci sono praticamente capoversi, i dialoghi sono intervallati da virgole senza andare a capo, se superano le tre-quattro battute sembra di leggere l'equivalente letterario di una partita di ping-pong. E, dulcis in fundo, c'è una suprema inconsistenza nell'uso dei tempi verbali, che saltabeccano avanti e indietro nella stessa frase. Non so se è la traduzione (ma dubito, sarebbe un errore troppo marchiano) o l'autore, ma è una delle cose che trovo più indisponenti in assoluto in un libro.
    La figura di Gesù è tormentata e recalcitrante, ma il novanta percento della storia verte su "prima", l'infanzia e la gioventù piuttosto che la predicazione. Mi sfugge il motivo per cui Giuseppe viene mandato a morte per crocifissione. E trovo piuttosto forzato e stucchevole l'attrito continuo tra Gesù e Maria.
    Insomma, non mi è piaciuto granché.

    said on 

  • 5

    Uno di quei libri per cui ringrazi la tua maestra che ti ha insegnato a leggere...
    poco altro serve d'aggiungere se non che Gesù e Cristo trovano pienamente completezza...

    said on 

  • 5

    Il paragrafo conclusivo mi ha trasportato in un'altra dimensione. Ho desiderato il buio. Non vedere non esser visto. Assenza di stimoli. Solo quelle parole dentro di me che scavavano, entravano, march ...continue

    Il paragrafo conclusivo mi ha trasportato in un'altra dimensione. Ho desiderato il buio. Non vedere non esser visto. Assenza di stimoli. Solo quelle parole dentro di me che scavavano, entravano, marchiandomi. Ho sentito, forte, il desiderio di non essere tanto è il dolore dell'Uomo. Disperato perchè privo di speranza, abbandonato da tutti, tradito da coloro che pensava amici, usato da dio, consapevole dell'inutilità dell'esistenza.
    L'Uomo è debole, è grande, è vino, è guerra, è peccato, pentimento e lacrime. solitudine ma anche crescita, consapevolezza. Lo senti quest'uomo contraddetto, di carne e pensiero, di vermi e stelle. Ne percepisci l'immenso dolore. Senti come si spezza.

    said on 

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