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El Gatopardo

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Publisher: El País

4.1
(9988)

Language:Español | Number of Pages: 300 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French , Finnish , Portuguese , Catalan , Danish , Galego , Czech , Dutch

Isbn-10: 8489669678 | Isbn-13: 9788489669673 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Paperback , Mass Market Paperback , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • 4

    Dopo aver provato a leggere questo libro più di una volta, sono finalmente riuscito a terminarlo. All'inizio risulta un po' pesante, le descrizioni sono troppo minute e pompose e ci si perde un po' nella storia. Tuttavia dalla metà del libro in poi esso risulta essere più interessante e ci sono c ...continue

    Dopo aver provato a leggere questo libro più di una volta, sono finalmente riuscito a terminarlo. All'inizio risulta un po' pesante, le descrizioni sono troppo minute e pompose e ci si perde un po' nella storia. Tuttavia dalla metà del libro in poi esso risulta essere più interessante e ci sono certi risvolti che sono davvero encomiabili, soprattutto quegli episodi che vedono risaltare i difetti della realtà siciliana (e alcuni posso confermarli in quanto siciliano).

    said on 

  • 5

    Uno di quei casi in cui la massa ha ragione. Spesso i romanzi più letti non sono i più belli, ma questo è davvero un capolavoro.
    Viene descritto, indirettamente, tramite alcuni eventi privati della famiglia Salina, il trapasso dell'antica aristocrazia del Regno di Napoli / delle Due Sicile, ...continue

    Uno di quei casi in cui la massa ha ragione. Spesso i romanzi più letti non sono i più belli, ma questo è davvero un capolavoro.
    Viene descritto, indirettamente, tramite alcuni eventi privati della famiglia Salina, il trapasso dell'antica aristocrazia del Regno di Napoli / delle Due Sicile, la scomparsa di una classe sociale e del suo ruolo, la nascita di una società nuova.
    Si può dissentire su alcune delle tesi dell'autore riguardo la Sicilia e la sicilianità, si può dissentire su qualche sua interpretazione storica, ma è impossibile dissentire sulla perfezione letteraria formale del romanzo, davvero privo di difetti.
    Eccezionale.

    said on 

  • 5

    Italia, questa sconosciuta

    Il rosso delle giubbe garibaldine tinge il paesaggio arso della Sicilia ottocentesca, nell’intensa e brillante istantanea di una delle più importanti vicende italiane. Tomasi di Lampedusa racconta le decadenza della propria famiglia, che si vede costretta a passare il testimone (e le ricchezze) ...continue

    Il rosso delle giubbe garibaldine tinge il paesaggio arso della Sicilia ottocentesca, nell’intensa e brillante istantanea di una delle più importanti vicende italiane. Tomasi di Lampedusa racconta le decadenza della propria famiglia, che si vede costretta a passare il testimone (e le ricchezze) all’emergente ceto sociale della borghesia. Attraverso le vicende dei Falconeri, tra l’irrequietudine machiavellica del giovane Tancredi e la statuaria impostazione nobiliare dello zio, il principe Fabrizio Salina, osserviamo come in un film dalla curatissima fotografia i timori, le insicurezze e le problematiche di una regione periferica, colonizzata da millenni, in cui il clima soggioga vegetazione ed umore (la famigerata “estate siciliana”, a cui è più difficile sopravvivere che alla rigidità dell’inverno russo). Attraverso lo spaccato che l’autore ci fornisce, osserviamo crinoline, abiti e banchetti sontuosi dove seducenti nobildonne aspettano il partito più appetibile che verrà a chiederle in moglie per continuare a garantire gli “antichi fasti”, ormai in disfacimento. Tutto cambia affinché tutto rimanga uguale: è il motto di Tancredi, audace e spregiudicato rampollo della casata dei Salina, che non aspetta un attimo per buttarsi a capofitto nel’unione con la ricca Angelica (le evocazioni ariostesche non sono casuali!), figlia del sindaco del paese. Il matrimonio dei due giovani, passionali e conturbanti entrambi a loro modo, rispecchia la “felice annessione, volevo dire la fausta unione” del Regno borbonico a quello di Sardegna. L’Italia nasce da un atto di dis-unità, dall’ennesima sensazione di invasione percepita da una popolazione avvezza alle dominazioni straniere. E ne porta tuttora i segni indelebili.
    Un romanzo attuale anche al giorno d’oggi, quando siamo costretti a fare i conti con correnti politiche separatiste, differenze culturali e storiche che non smettono di porci interrogativi sulla nostra identità.

    said on 

  • 4

    Siamo alla vigilia dello sbarco dei Mille a Marsala e la famiglia Salina è ancora il simbolo dell’aristocrazia siciliana.


    L’attuale principe di Salina è Don Fabrizio, il quale, oltre ad essersi preso cura della sua famiglia, ha anche protetto, dai problemi economici e dai guai, il nipote M ...continue

    Siamo alla vigilia dello sbarco dei Mille a Marsala e la famiglia Salina è ancora il simbolo dell’aristocrazia siciliana.

    L’attuale principe di Salina è Don Fabrizio, il quale, oltre ad essersi preso cura della sua famiglia, ha anche protetto, dai problemi economici e dai guai, il nipote Manfredi.

    Don Fabrizio è ormai un uomo maturo, ancora rispettato da tutti, ma non è più così ricco come lo sono stati i precedenti principi di Salina. Per poter mantenere il tenore di vita a cui sono abituati, ogni tanto è costretto a vendere una parte dei suoi possedimenti.

    Pertanto, da un lato, vediamo l’impoverimento della classe aristocratica e dall’altro l’arricchirsi dei non aristocratici, tra cui il padre di Angelica, giovane e bellissima donna di cui Manfredi si innamora follemente, mandando nello stesso tempo in frantumi il cuore della cugina.

    E’ inoltre un periodo di sconvolgimento anche dal punto di vista politico, sono già in atto i tentativi di scacciare i Borboni dall’isola e Manfredi ha un ruolo attivo in ciò. Lo zio Fabrizio è, al contrario di Manfredi, più propenso alla monarchia, ma capisce anche che i tempi stanno per cambiare e assiste, senza intervenire, agli sconvolgimenti politici.

    Il libro si conclude con la morte dell’ultimo Principe di Salina circondato dalla sua famiglia, mentre egli fa un bilancio della sua esistenza (anche se c’è poi un’ultima parte dedicata alle figlie zitelle del Principe di cui non ho ben capito l’utilità ai fini della storia!).

    Devo ammettere che questo libro mi ha sempre trasmesso un certo timore, pensavo fosse un testo di difficile comprensione e ne ho sempre rimandato la lettura.

    Effettivamente i miei timori si sono rivelati assolutamente reali: è senz’altro un testo complesso che ti impone mille domande.

    Non so se sono riuscita a coglierne pienamente il messaggio e molti dubbi mi sono rimasti anche dopo essere giunta alla fine delle oltre 300 pagine e, proprio per questa ragione, non voglio eccedere nei commenti.

    Comunque è una lettura che prima o poi va affrontata nella vita e sono contenta di averlo fatto.

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  • 5

    Semplicemente, un capolavoro

    In questo romanzo c'è tutto: cultura,profondità, sensibilità, conoscenza degli uomini e della storia. Per di più,il tutto scritto in un modo sublime. Il più grande autore italiano del Novecento, senza paragoni.

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  • 4

    ironico

    alla fine di questo romanzo non sapevo nulla, solo la fama del titolo e del film che ne è stato tratto. Quindi è con vera sorpresa che ho trovato un libro molto ironico e moderno, che se anche tratta di eventi narrati durante lo sbarco in sicilia del 1860 ha uno stile molto più moderno. Infatti è ...continue

    alla fine di questo romanzo non sapevo nulla, solo la fama del titolo e del film che ne è stato tratto. Quindi è con vera sorpresa che ho trovato un libro molto ironico e moderno, che se anche tratta di eventi narrati durante lo sbarco in sicilia del 1860 ha uno stile molto più moderno. Infatti è stato scritto attorno al 1956! per questo ci sono nel libro rimandi a fatti che successero molto dopo (la bomba nel 1953 che distrusse un palazzo). Mi è piaciuto moltissimo nel modo di narrare tramite gli occhi del Principe Fabrizio di Salina. E' un personaggio molto introspettivo, ma anche molto cosciente della politica, dei problemi del suo paese e molto pessimista. C'è molto pessimismo in questo libro, ti fa cogliere la vanità della vita la sua caducità.
    Bellissimi i brani in cui Tancredi ed Angelica si rincorrono nel palazzo di Donnafugata e la morte di Don Fabrizio.

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