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El Gran Gatsby/the Great Gatsby

(Clasicos Universales)

By

Publisher: AIMS International Books

4.0
(17087)

Language:Español | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Japanese , Portuguese , French , Italian , German , Swedish , Dutch , Finnish , Catalan , Slovak , Polish , Romanian , Greek , Czech

Isbn-10: 8495311291 | Isbn-13: 9788495311290 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , Leather Bound

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Sorting by
  • 3

    Dalle stalle alle stelle... e tornare a riveder le stalle

    Il grande sogno americano; Partire dal nulla e arrivare ad avere tutto. Potere e Ricchezza smisurata, donne, amici, feste a base di caviale e champagne. Ma tutto questo non è niente in confronto a un ...continue

    Il grande sogno americano; Partire dal nulla e arrivare ad avere tutto. Potere e Ricchezza smisurata, donne, amici, feste a base di caviale e champagne. Ma tutto questo non è niente in confronto a un sogno d'amore mai avverato...
    Amor, ch'a nullo amato amar perdona (?)

    said on 

  • 4

    Affascinante ritratto della New York dei "ruggenti" anni '20, tra feste decadenti i cui partecipanti non conoscono neanche chi sia il padrone di casa, "Il grande Gatsby" è in fondo una storia d'amore: ...continue

    Affascinante ritratto della New York dei "ruggenti" anni '20, tra feste decadenti i cui partecipanti non conoscono neanche chi sia il padrone di casa, "Il grande Gatsby" è in fondo una storia d'amore: amore reso impossibile da varie vicende e scelte, amore a lungo sognato, amore per cui si dedica tutta una vita, amore per cui anche si muore.

    Colpisce molto lo stile efficace dell'autore, che riesce a descrivere con genialità gesti e modi di essere dei personaggi con poche parole che suscitano nel lettore un'immagine precisa e completa.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Gatsby credeva nella luce verde...

    mi fa tenerezza questo Gatsby: da povero ragazzo ambizioso a ricco self-made man; è riuscito a far avverare tutti i suoi sogni, ma è stato poi annientato dall'amore per una ragazza frivola e viziata c ...continue

    mi fa tenerezza questo Gatsby: da povero ragazzo ambizioso a ricco self-made man; è riuscito a far avverare tutti i suoi sogni, ma è stato poi annientato dall'amore per una ragazza frivola e viziata come Daisy, che dalla vita ha sempre avuto tutto, che incarna il mondo a cui lui ha sempre voluto appartenere.
    Il film è eccezionale e trasposto benissimo: li amo entrambi.

    said on 

  • 2

    Povera Zelda

    Mi sono persa qualcosa in questi cinquant’anni in cui mi sono tenuta rigorosamente lontana dal Grande Gasby, che tutti citano e osannano (V. anobii)? Di Caprio ha fatto centro dove Redford aveva forse ...continue

    Mi sono persa qualcosa in questi cinquant’anni in cui mi sono tenuta rigorosamente lontana dal Grande Gasby, che tutti citano e osannano (V. anobii)? Di Caprio ha fatto centro dove Redford aveva forse fallito?
    Evidentemente no, visti l’effetto di noia, di superfluità, di banalità che aspira all’universalità e l’inconsistenza dei personaggi e del mondo vacuo in cui si muovono. Mondo che, anche se fosse stato reale, non mi sembra abbia le carte in regola per essere scelto come topos autoriale.
    Un po’ di amarcord, ora, che non guasta per risalire alle tappe che giustificano sia il pregiudizio che il giudizio.
    Il primo e ultimo Fidgerald lo lessi, infatti, nel ’67: “Tenera è la notte”, un prestito di un ragazzotto del V piano - Mario il cui nome ho ricordato solo ora - studente del liceo classico più bacchettone della città, mica il mio, il figo Meli. E già non fu un buon biglietto da vista.
    Se ci aggiungiamo che lo Scott Fidgerald era uno dei nomi della trinità americana, con Dos Passos e Hemingway, non proprio ben visti dall’intellighenzia italiana a cui pedissequamente mi accodavo (per darmi importanza più che per convinzione personale, avendo adorato clandestinamente per “Chi suona la campana”), il mio giudizio sul libro fu scontato: una cagata di alcolisti in eterna vacanza sulla costa azzurra.

    Con questo sono bastate le prime pagine, perché la mente partisse per la tangente verso “Le interviste impossibili” del secondo programma radio degli anni ’70.
    Particolarmente quella a Zelda, la mitica moglie dello scrittore, morta ustionata in una clinica psichiatrica andata a fuoco.
    Di tutte le interviste – non me ne perdevo nemmeno una con l’orecchio incollato al transistor- quella di Zelda mi è rimasta più impressa perché era sputata al personaggio Nicole Warren, protagonista e moglie dello psichiatra Dick Diver, l’alterego dell’alcolista Fidgerald, nonché psichiatra di “Tenera è la Notte”.

    Ma anche Daisy, l’amata da Gatsby, è Zelda, “La leggendaria maschietta Zelda che baciava gli uomini dietro le uscite di sicurezza per il loro naso o la loro marsina”, come lei dice a Fabio Carpi che l’intervista. Si trova già in manicomio dove lui, prima di premorirle, l’andava a trovare piangendo di “aver perso la donna che "avevo messo nel mio libro”. Zelda non lo dice, ma sospetto che il bel tomo le facesse visita già strafatto di scotch, visto che le sussurrava che “l’alcol sulle mie labbra è dolce per te”.
    Quando Zelda confessa nostalgica a Carpi, che in quegli anni ‘20 newyorchesi le donne creavano se stesse come un prodotto, un vestito di un gran sarto che il lui di turno avrebbe indossato, non può che essere Daisy. Era ciò che questa, lasciando Gatsby al suo destino anzi confezionandogli il destino, voleva realmente: “godermi la vita… essere me stessa…mangiare pesche a colazione, fare golf, poltrire, né mangiare né leggere … una vacuità pressoché completa ... la sera una riunione rumorosa … brillante…ricca e felice …il denaro non significa possedere felicità ma il fatto di possedere cose fa felice una donna: il profumo giusto, un paio di scarpe alla moda sono di conforto per l’animo femminile”. Una gran bella filosofia di vita.
    Si potrebbe obiettare che quella di Carpi non fosse che una finzione. Chi la faceva, però, era informatissimo e documentatissimo e quella fu la “drammatizzazione” di un’intervista che lei stessa aveva rilasciato al marito.

    Se dovessi dare un giudizio su Scott e questo libro, il cui insuccesso alla sua uscita mi sembra meritatissimo, userei le parole della povera Zelda: “Gli ho scritto, elencando le sue qualità ma non riesco trovarne nemmeno una sulla quale basare un possibile giudizio tranne che fosse un bell’uomo e di begli uomini ce ne sono decine come il capocameriere del Plaza e il mio parrucchiere a Parigi”.

    Due stelle per la brevità. Che purtroppo non è una mia qualità.

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  • 4

    Made two mistakes ...

    I made two mistakes before reading this book: first, I should have read it years ago, second I shouldn't have watched the movie before reading it! It completely spoiled the whole book, its atmosphere, ...continue

    I made two mistakes before reading this book: first, I should have read it years ago, second I shouldn't have watched the movie before reading it! It completely spoiled the whole book, its atmosphere, my imagination towards the setting and characters.What else? That's written in a great way, none can deny it, but I would have had the chance to enjoy it first for what it is: a masterpiece of American literature.Shame on me.

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  • 2

    Una storia sopravvalutata.

    Terribilmente sopravvalutato a causa del suo contesto: le feste anni '20 a New York.
    La cosa che colpisce è la prosa, non proprio intuitiva e si nota una complessità maggiore rispetto alla lingua amer ...continue

    Terribilmente sopravvalutato a causa del suo contesto: le feste anni '20 a New York.
    La cosa che colpisce è la prosa, non proprio intuitiva e si nota una complessità maggiore rispetto alla lingua americana contemporanea, lunghe le descrizioni di personaggi e scene.
    Terribili i dialoghi, tanto quanto i personaggi, nessuno di loro ha qualcosa da dire, tranne Gatsby.

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  • 5

    All'inizio non riusciva a catturarmi, poi sono rimasto incantato dalla nostalgia per il passato, quell'ostinata determinazione a voler farlo rivivere e quel bellissimo senso di decadenza che sembra al ...continue

    All'inizio non riusciva a catturarmi, poi sono rimasto incantato dalla nostalgia per il passato, quell'ostinata determinazione a voler farlo rivivere e quel bellissimo senso di decadenza che sembra aleggiare in ogni momento...

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  • 2

    Critica al consumismo americano... e allora?

    Non si può imparare niente da questo libro che non sia già stato detto da stereotipi triti e ritriti come quello del sogno americano, del capitalismo sfrenato, della scalata sociale, della vergogna de ...continue

    Non si può imparare niente da questo libro che non sia già stato detto da stereotipi triti e ritriti come quello del sogno americano, del capitalismo sfrenato, della scalata sociale, della vergogna delle proprie origini. La storia poi non mi ha interessato, come neanche i personaggi. Noiosi! Nulla sotto la loro superficialità

    said on 

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