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El Guardian Entre El Centeno

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Publisher: Tandem Library

4.0
(24846)

Language:Español | Number of Pages: 232 | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Japanese , Portuguese , Chi simplified , Catalan , French , Italian , Russian , Finnish , Dutch , Swedish , Galego , Turkish , Polish , Czech , Romanian , Greek , Basque , Hungarian

Isbn-10: 0613097629 | Isbn-13: 9780613097628 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Sorting by
  • 5

    Se sei in pericolo in un campo di segale, ci pensa Holden a salvarti...

    Alla domanda " qual è il tuo personaggio preferito?", io non ho saputo mai dare una risposta concisa. In realtà, non so mai cosa rispondere alle domande da pistola alla tempia.
    E' chiaro che nel corso ...continue

    Alla domanda " qual è il tuo personaggio preferito?", io non ho saputo mai dare una risposta concisa. In realtà, non so mai cosa rispondere alle domande da pistola alla tempia.
    E' chiaro che nel corso degli anni e delle letture ho imparato a conoscere diversi personaggi che mi hanno colpito. Però sceglierne uno, uno fra tutti, non so... E' difficile!
    Tutto questo prima di leggere il mio primo romanzo di Salinger. Al termine della lettura, avrei voluto che il mondo fosse pieno di giovani Holden, sarebbe un posto di gran lunga migliore.
    Questo è un libro ti fa venir voglia di donarlo personalmente alle persone con le quali hai dei legami profondi.

    said on 

  • 4

    il senso di inadeguatezza

    Ma che libro è questo; sarà anche un capolavoro, un classico, ma io proprio non lo capisco. Questo circa a metà. Poi uno spiraglio. Ho capito piano piano. Holden, come capita a molti, e a me è capitat ...continue

    Ma che libro è questo; sarà anche un capolavoro, un classico, ma io proprio non lo capisco. Questo circa a metà. Poi uno spiraglio. Ho capito piano piano. Holden, come capita a molti, e a me è capitato e forse spesso mi capita ancora, non si riconosce in questo mondo. Si sente inadeguato. O semplicemente non gli piace quello che lo circonda. Ma è così sbagliato? Dobbiamo per forza farci piacere le brutture che riempiono i nostri giorni? Ma forse sto andando fuori tema..."il guaio è che a me piace quando uno va fuori tema. E' più interessante eccetera eccetera".

    said on 

  • 5

    "Io sono di un'ignoranza crassa, ma leggo a tutto spiano"

    Penso che uno dei regali più belli che la Letteratura possa fare è permettere al lettore una totale identificazione e comunione con un personaggio.
    Ecco, a me è successo con Holden; il flusso dei suoi ...continue

    Penso che uno dei regali più belli che la Letteratura possa fare è permettere al lettore una totale identificazione e comunione con un personaggio.
    Ecco, a me è successo con Holden; il flusso dei suoi pensieri, la sua insofferenza, i suoi dubbi, i suoi desideri, si sono conciliati perfettamente con i miei, dandomi la possibilità di ritrovare me stessa nelle pagine.
    Per questo "Il giovane Holden" è un libro che non potrò dimenticare.

    -Non faccio che dire "piacere di averla conosciuta" a gente che non ho affatto piacere d'aver conosciuta. Ma se volete sopravvivere bisogna che diciate queste cose-

    said on 

  • 5

    “Ti succede mai di averne fin sopra i capelli?” cit. Holden Caulfield

    Tra il legno scuro della libreria e le colorate e complicate copertine non riesci a non notare quel libro bianco; autore, titolo, in alto a sinistra e il resto candido.
    È questo, all'inizio, che colp ...continue

    Tra il legno scuro della libreria e le colorate e complicate copertine non riesci a non notare quel libro bianco; autore, titolo, in alto a sinistra e il resto candido.
    È questo, all'inizio, che colpisce i lettori de “Il giovane Holden”. Subito, con interesse, gli occhi scorrono sull'incipit “....Se davvero avete voglia di sentire questa storia.... e compagnia bella.... e tutte quelle stronzate alla David Copperfield...”
    Le pagine girano e nasce il dialogo sincero e profondo tra il lettore: l' “ascoltatore” attento e sempre pronto ad immaginare e ad immedesimarsi, e Holden, il sedicenne che, alla fine della sua “avventura”, la narra e la usa come mezzo per raccontare se stesso, le persone attorno a lui e il suo mondo di disprezzo, seccature, tabù e anticonformismo.
    Dal libero linguaggio volgare giovanile ai temi stuzzicanti che propone, “Il giovane Holden” ti affascina pagina per pagina, con la sua allettante filosofia di menefreghismo ma anche giudizi su qualunque cosa.
    Un libro, una rivoluzione. Pubblicato nel 1951 da J. D. Salinger ha scosso un'enorme successo, schizzando, subito dopo pochi giorni, in cima alle classifiche letterarie. La ribellione giovanile di Holden ha colpito milioni di persone e da 50 anni continua ad attrarre lettori appassionati.
    Un libro da me letto d'un fiato; mi ha affascinato e “sconvolto” allo stesso tempo. Non è uno dei soliti romanzi fine a sé stessi; sono 250 pagine che ti cambiano la mentalità e ti lasciano un Holden Caulfield per sempre nella mente.

    said on 

  • 4

    L'Acchiappatore nella Segale

    Adolescente di buona famiglia, Holden Caulfield ha in tutto e per tutto i connotati dell’anima inquieta. Si è appena fatto cacciare dall’ennesima scuola prestigiosa, l’istituto Pencey di Agerstown in ...continue

    Adolescente di buona famiglia, Holden Caulfield ha in tutto e per tutto i connotati dell’anima inquieta. Si è appena fatto cacciare dall’ennesima scuola prestigiosa, l’istituto Pencey di Agerstown in Pennsylvania, dove da decenni garantiscono di "forgiare una splendida gioventù dalle idee chiare”, e appare oltremodo evidente che con lui la promessa è andata disattesa. Bocciato in quattro materie su cinque, refrattario per indole al perbenismo di facciata di quel mondo conformista, come all’ipocrisia feroce dei suoi squallidi compagni di collegio (lo sciupafemmine Stradlater, l’insopportabile Ackley), deve inventarsi un modo per ammazzare il tempo che lo separa dalle vacanze di Natale, quando potrà mettere al corrente i suscettibili genitori del proprio fallimento senza suscitare un pandemonio con tutti i crismi. Decide quindi di prendere un treno per New York dove per un paio di giorni proverà a placare la propria irrequietezza e a riorganizzare le idee, pianificando magari un viaggio di sola andata verso quella California in cui già vive il fratello maggiore D.B., un romanziere che ha scelto di prestarsi (svendersi, secondo il nostro protagonista) al cinema e campa scrivendo sceneggiature. Le sue peregrinazioni nella Grande Mela, notturne più che altro, non andranno tuttavia come da programmi: regolarmente sbeffeggiato nei bar per l’incapacità di passare per un maggiorenne, rapinato in albergo da un inserviente e una prostituta, vedrà naufragare il sogno di congedarsi in modo romantico dalle poche persone che non disprezza (il professor Antolini, l'adorabile sorella minore, Phoebe) e otterrà un secco rifiuto anche al folle progetto di una fuga a due con l’amica Sally Hayes, che pure reputa, per intelligenza, non certo all’altezza del suo vero amore, l’ormai irraggiungibile Jane Gallagher. Il sogno di una vita diversa, da un presente di costante insofferenza come da un futuro regolato che altri sembrano già aver pianificato per lui, deve essere messo da parte, come al solito. Per sempre, forse. Oppure chissà, per l’ultima volta.

    “The Catcher In The Rye”, all’apparenza, non è altro che un piccolo romanzo. Appena due giornate nella vita del giovane Holden Caulfield, raccontate in una spigliatissima prima persona dall’eroe stesso, come istantanea di uno smarrimento esistenziale nell’attimo cruciale del passaggio alla vita adulta. Il fatto che Jerome David Salinger vi abbia dedicato i dieci anni più intensi della sua carriera di narratore, portando con sé il manoscritto e perfezionandolo persino nei giorni dello sbarco in Normandia, della battaglia delle Ardenne e della liberazione del campo di Dachau, costringe tuttavia a considerare quest’opera qualcosa di più significativo che non un semplice romanzo di formazione tra i tanti. Sono almeno due le qualità che ne hanno decretato il successo, una fortuna che al momento, a oltre sessant’anni dalla pubblicazione, proprio non sembra conoscere flessioni. In primo luogo il suo aver saputo anticipare una rivoluzione – del pensiero, prima ancora che del costume – che si sarebbe concretizzata solo un paio di decenni più tardi. A ben vedere è proprio questa turbolenza implicita e sotterranea ma strisciante a rendere “The Catcher In The Rye” un libro “di rottura” rispetto a testi analoghi ma più datati, in fondo figli del loro tempo (mi viene in mente il meraviglioso “Grande Meaulnes” di Alain Fournier, un titolo da cui Salinger non nascose d’esser stato influenzato). E poi, beh, va rimarcato il perfezionismo nella resa introspettiva di un protagonista che pare vivo, nel quale lettori di ogni paese e di ogni età hanno creduto di potersi specchiare per riconoscervi il loro stesso, irriducibile, senso di inadeguatezza. Holden è il ribelle, il sognatore che ognuno di noi è stato e magari continua (o si illude di continuare) a essere. Intelligente, spigoloso, bugiardo patologico, insofferente alla stupidità che si cela dietro ogni forma di autorità, e nel fondo melmoso del conformismo più bieco. La sua durezza è un arma di difesa nei confronti di un mondo, e di una rassegna di comportamenti, che lo “sconcertano, impauriscono e nauseano perfino”. Sotto sotto, però, ha un animo gentile ma ferito, pieno di buchi, incapace di rinunciare alla propria innocenza per abbracciare il cinismo e la ragion di stato dei grandi. E’ un intellettuale in boccio, capace di grandi slanci morali e ideali, eppure incline agli scivoloni per ingenuità, a un infantilismo quasi grottesco nel suo contrasto col volto di ghiaccio del reale. Ma è anche un depresso cronico destato a tratti da barbagli di assoluta bellezza, e il bisogno di entusiasmarsi per quanto di più puro e semplice è il suo carburante emotivo.

    E’ un adulto precoce, questo Holden Caulfield, ancora imprigionato in un ragazzino? O piuttosto un ragazzino impreparato al grande salto, nel corpo di un quasi adulto? Sia come sia, la sua umanità è la sua forza, quella sua imperfezione “schifa” – come la bollerebbe lui – un bagliore da cui è inevitabile lasciarsi conquistare per “restarci secchi”, a momenti. Un po’ come da quell’acchiappatore nella segale che è l’unica incarnazione, per sua stessa parola, che gli piacerebbe assumere: un individuo votato al bene, una persona retta e utile, specie nei confronti dei più deboli. “L’uomo immaturo vuole morire nobilmente per una causa. L’uomo maturo vuole vivere umilmente per la stessa”. Il passo terrorizza il giovane protagonista, uno che sembrerebbe piuttosto voler “morire umilmente e per nessuna causa”. Ma anche questo non è vero, perché ci sono cose che il Nostro ha comunque a cuore e lo costringono a non gettare la spugna: il ricordo del fratello minore Allie, morto di leucemia, oppure la sorellina Phoebe, l’integrità e la purezza che quello scricciolo loquace incarna e che in sé non riesce più a vedere. Anche le splendide pagine degli incontri furtivi tra i due, uno scrigno prezioso per la tenerezza che emana, restano in un certo senso irrisolte da un finale che, molto opportunamente, non scioglie alcun nodo. Alla fine l’anomalia di Holden sarà forse riassorbita. Psichiatri individueranno e colmeranno il suo vuoto, e il posto col suo nome nella Ivy League sarà occupato nonostante tutto, per senso di responsabilità magari. Non lo sappiamo, ma possiamo pur sempre sperare che non vadano a finire così le cose, in questo modo “schifo”.
    Dopotutto questa non è la vita, è solo un romanzo. Per fortuna.

    said on 

  • 5

    Imprescendibile

    Jerome David Salinger: la massima fonte da cui si può attingere per analizzare l'uomo prima che l'autore sono le copertine dei suoi libri. Interessante, se non fosse che le copertine dei suoi libri so ...continue

    Jerome David Salinger: la massima fonte da cui si può attingere per analizzare l'uomo prima che l'autore sono le copertine dei suoi libri. Interessante, se non fosse che le copertine dei suoi libri sono bianche, con al massimo riportati il suo nome e il titolo dell'opera.
    Di lui si son perse le tracce negli anni '60, però sappiamo che è morto a 91 anni, nel 2010. Cosa è accaduto in questi 50 anni? Si è alimentato un mito che è diventato tale grazie a inchiostro impresso su carta, nient'altro. Salinger e i suoi personaggi giovani, disadattati hanno plasmato generazioni di scrittori e soprattutto di lettori; proprio qui risiede il fenomeno: i lettori. Per quanto la critica possa esaltare Salinger, quello che lo rende uno dei maggiori narratori del secondo novecento è il fatto che alla domanda "cosa mi consigli da leggere?" chiunque l'abbia letto includerebbe nella risposta "Il giovane Holden". Io sto per fare la stessa cosa, ma oltre a "Catcher in the Rye" (titolo originale de "il giovane Holden") vi consiglia di leggere tutto ciò che potete di J.D. Salinger.
    Luca Montesi

    said on 

  • 0

    Il giovane holden

    Holden è un ragazzo di diciassette anni che, qualche giorno prima di un Natale degli anni '50, viene espulso dal college che frequenta Pennsylvania.
    Invece di rimuginare sui suoi errori decide di part ...continue

    Holden è un ragazzo di diciassette anni che, qualche giorno prima di un Natale degli anni '50, viene espulso dal college che frequenta Pennsylvania.
    Invece di rimuginare sui suoi errori decide di partire alla scoperta di un nuovo mondo. Senza neanche avvertire i genitori va nella Grande Mela.
    E' qui che inizia l' avventura del libro alla ricerca della libertà e di emozioni che lo catapultino nel mondo adulto.
    Holden è sfrontato, ribelle, appare come una sorta di rivoluzionario, ma in fondo è un giovane come tanti altri, che vuole realizzare i suoi sogni e che teme il mondo dei grandi.
    E' un ragazzo che rimpiange la sua infanzia, quella che gli sfugge di mano facendogli perdere la bellezza delle cose ed è molto critico verso la società americana distante dal suo ideale di sincerità e purezza.
    si tratta di un libro scorrevole, piacevole da leggere, scritto con termini del linguaggio comune.
    Ci sono molti dialoghi e riflessioni del protagonista che rallentano il ritmo del racconto.
    L' autore, attraverso questo libro, vuole farci capire che nessuno sa quello che farà finchè non lo fa, ed è proprio per questo che dobbiamo vivere la vita giorno per giorno: si possono fare delle pianificazioni su ciò che si farà ma fino a quando non viviamo il giorno pianificato non potremmo dire se realizzeremo ciò che ci eravamo predisposti di fare.
    Il libro inoltre evidenzia anche un altro aspetto umano: la nostalgia.
    Holden infatti,nelle ultime pagine, dice di sentire la mancanza di tutti quelli di cui ha parlato.
    Questo ci fa capire che l'uomo, anche se cambia la propria condizione, ha sempre nostalgia di ciò che aveva prima.
    Il giovane Holden è un romanzo che, nonostante siano trascorsi più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione, resta un libro senza tempo che sembra rispecchiare perfettamente la realtà che ancora adesso i ragazzi vivono.
    Per questo lo consiglio a tutti i ragazzi della mia età, ma anche a persone più mature, in modo tale che possano capire cosa pensiamo noi giovani di cosa ci circonda.

    said on 

  • 4

    "Ci passa mai vicino allo stagno di Central Park? Giù vicino a Central Park South? - Al cosa? - Allo stagno. Quel laghetto, cos'è, che c'è laggiù. Dove ci sono le anitre, sa? - Sì, e allora? - Be', sa ...continue

    "Ci passa mai vicino allo stagno di Central Park? Giù vicino a Central Park South? - Al cosa? - Allo stagno. Quel laghetto, cos'è, che c'è laggiù. Dove ci sono le anitre, sa? - Sì, e allora? - Be', sa le anitre che ci nuotano dentro? In primavera ec­cetera eccetera? Che per caso sa dove vanno d'inverno? - Dove vanno chi? - Le anitre. Lei lo sa, per caso? Voglio dire, vanno a pren­derle con un camion o vattelappesca e le portano via, oppure volano via da sole, verso sud o vattelappesca?"

    said on 

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