Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

El Hacedor

By

Publisher: Alianza

4.3
(156)

Language:Español | Number of Pages: 133 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English

Isbn-10: 842063333X | Isbn-13: 9788420633336 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

Do you like El Hacedor ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 5

    Chi ha scritto che cosa?

    Zibaldone di varia natura, miscellanea di prosa e poesia in cui si rincorrono, come incessanti riflessi, nomi e numi del Borges scrittore e poeta, da Leopoldo Lugones a William Shakespeare, da Dante ...continue

    Zibaldone di varia natura, miscellanea di prosa e poesia in cui si rincorrono, come incessanti riflessi, nomi e numi del Borges scrittore e poeta, da Leopoldo Lugones a William Shakespeare, da Dante Alighieri a Omero, da Borges stesso (memorabile il racconto "Borges e io") alla Bibbia, da Eva Duarte a Don Chisciotte. Mirabile inseguimento che non sminuisce, nella citazione e nel rimando, la genialità dell'autore, ma invece l'accresce. Perché non è mai fine a se stessa, e rivela con estrema onestà, nel labirintico narrare, l'artifizio che dà origine alle storie. Sono lampi, ma illuminano la coscienza.

    said on 

  • 5

    Molti fiumi risplendenti attraversarono in canoe di sandalo, o molte volte un solo fiume

    La ripetizione, le duplicazioni, le infinite sequenze e poi ancora i rovesci, le distorsioni e i camuffamenti del tempo e dello spazio trasformano il sogno nella realtà e la realtà in un'infinita ...continue

    La ripetizione, le duplicazioni, le infinite sequenze e poi ancora i rovesci, le distorsioni e i camuffamenti del tempo e dello spazio trasformano il sogno nella realtà e la realtà in un'infinita variante del sogno.

    Tratto dai racconti contenuti ne "L'artefice":

    «Fu ai piedi della penultima torre che il poeta [...] recitò la breve composizione che oggi vincoliamo indissolubilmente al suo nome e che, come ripetono gli storici più raffinati, gli diede insieme l'immortalità e la morte. Il testo è andato perduto; c'è chi ritiene che fosse formato da un verso; altri da una sola parola. Quel che è certo, e incredibile, è che nel poema era contenuto intero e minuzioso l'intero palazzo. [...] Tutti tacquero, ma l'Imperatore esclamò: «Mi hai rubato il palazzo!» e la spada di ferro del carnefice falciò la vita del poeta. Altri riferiscono la storia in altro modo. Nel mondo non possono esserci due cose uguali; bastò (dicono) che il poeta pronunciasse il poema perché il palazzo scomparisse, come abolito e fulminato dall'ultima sillaba. Simili leggende non sono, naturalmente, che finzioni lettararie. Il poeta era schiavo dell'Imperatore e morì come tale; la sua composizione cadde nell'oblio e i suoi discendenti cercano ancora, e non troveranno mai, la parola dell'universo.»

    ________________________________________________________

    Tratto, invece, da "Museo" nella sezione dedicata alle poesie:

    Limiti

    C'è un verso di Verlaine che non ricorderò mai più, c'è una strada vicina ormai vietata ai miei passi, c'è uno specchio che mi ha visto per l'ultima volta, c'è una porta che ho chiuso sino alla fine del mondo. Tra i libri della mia biblioteca (li sto vedendo) ce n'è qualcuno che non tornerò ad aprire. Questa estate compirò cinquanta anni; la morte, incessante, mi consuma.

    _______________________________________________________________

    Epilogo

    Voglia Dio che la monotonia essenziale di questa miscellanea (che il tempo ha compilato, non io, e che raccoglie vecchi testi che non ho osato emendare, perché li scrissi con un altro concetto della letteratura) sia meno evidente della diversità geografica o storica dei temi. Di tutti i libri che ho dato alle stampe, nessuno, credo, è personale quanto questo raccogliticcio e disordinato zibaldone, proprio perché abbonda di riflessi e di interpolazioni. Poche cose mi sono successe e molte ne ho lette. O meglio, poche cose mi sono successe più degne di memoria del pensiero di Schopenhauer o della musica verbale dell'Inghilterra. Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di pesci, di case, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto.

    Jorge Luis Borges

    said on 

  • 4

    La gloria es una de las formas del olvido

    "El hacedor" aparece, a una primera mirada, como un compendio de todas las características típicamente borgianas, tanto en los cuentos como en los poemas. Todo Borges está aquí: los tigres, los ...continue

    "El hacedor" aparece, a una primera mirada, como un compendio de todas las características típicamente borgianas, tanto en los cuentos como en los poemas. Todo Borges está aquí: los tigres, los laberintos, los sueños dentro de los sueños, el otro, los espejos, sus abuelos y la reflexión sobre su misma literatura. Pero la gran novedad en esta su primera obra de la madurez (estamos en 1960, once años después de su última colección de cuentos y treinta y uno después de su última colección de poemas) es que todo es obscuro, todas las imágenes se ven con los ojos de un ciego. La ceguera es la nueva perspectiva del escritor argentino, que se mueve a tientas en una nueva realidad que hasta unos años antes no era la suya. Sea suficiente este pasaje de "Dreamtigers": "Yo solía demorarme sin fin ante una de las jaulas en el Zoológico; yo apreciaba las vastas enciclopedias y los libros de historia natural por el esplendor de sus tigres. (Todavía me acuerdo de esas figuras; yo que no puedo recordar sin error la frente o la sonrisa de una mujer.)" Y también en esos fragmentos en que no aparecen referencias directas a la ceguera hay de todos modos alusiones a la obscuridad, a la invisibilidad, al ocaso y hasta a los ojos, como en "Los espejos velados": "Hacia 1927, conocí una chica sombría: primero por teléfono (porque Julia empezó siendo una voz sin nombre y sin cara); después, en una esquina al atardecer." Hasta la más doliente de las declaraciones: "Nadie rebaje a lágrima o reproche | esta declaración de la maestría | de Dios, que con magnífica ironía | me dio a la vez los libros y la noche. || De esta ciudad de libros hizo dueños | a unos ojos sin luz, que sólo pueden | leer en las bibliotecas de los sueños | los insensatos párrafos que ceden | las albas a su afán." Todo eso dona a esta obra de Borges una rara atmósfera nocturna que posee una inolvidable fascinación.

    No estamos al nivel, inalcanzable, de las "Ficciones" y de "El Aleph", sin embargo, como toda obra de Borges, este libro tiene que ser leído para que se entienda que significa escribir como nadie otro ha logrado. Me inclino otra vez enfrente del mejor escritor del siglo XX.

    P.S. Aquí se encuentra también la más perfecta definición de Shakespeare: "Nadie fue tantos hombres como aquel hombre". Simple y perfectamente.

    said on 

  • 2

    Lo había leído hace un par de años. Es un libro que no se sostiene en un segundo encuentro. Un Borges envejecido y falto de tino reúne en esta suerte de miscelánea páginas de distintos periodos ...continue

    Lo había leído hace un par de años. Es un libro que no se sostiene en un segundo encuentro. Un Borges envejecido y falto de tino reúne en esta suerte de miscelánea páginas de distintos periodos creativos. Lo mejor del libro se resume en la semblanza que realiza de Shakespeare y en esa deslumbrante página que es "Borges y yo". El libro también contiene algunos poemas: Borges es un poeta lamentable (incluso después de haber leído la brillante defensa que hace de su poesía Guillermo de Sucre sigo pensando lo mismo). Aunque también hay excepciones. La lectura sirve para comprobar que, al igual que Baudelaire, Borges es importante para la literatura latinoamericana más por sus ideas estéticas que por su propia obra, sin desmerecer esas dos joyas que son Ficciones y El aleph.

    said on 

  • 5

    Qui dichiaro concluso il mio fallito tentativo di recensire Borges; posso solo dire che questo è il libro più bello. Altri sono geniali, altri sono sorprendenti, altri sono confidenze, altri sono ...continue

    Qui dichiaro concluso il mio fallito tentativo di recensire Borges; posso solo dire che questo è il libro più bello. Altri sono geniali, altri sono sorprendenti, altri sono confidenze, altri sono matasse di destini. Questo è il più bello.

    said on 

  • 5

    - L'Arteficie - "...A poco a poco il bell'universo lo abbandonò; un'ostinata nebbia gli cancellò le linee della mano, la notte si spopolò di stelle..Tutto si allontanava e confondeva. Quando si ...continue

    - L'Arteficie - "...A poco a poco il bell'universo lo abbandonò; un'ostinata nebbia gli cancellò le linee della mano, la notte si spopolò di stelle..Tutto si allontanava e confondeva. Quando si accorse che stava diventando cieco, gridò...Allora discese nella memoria, che gli parve interminabile, e da quella vertigine riuscì ad estrarre il ricordo perduto che brillò come una moneta sotto la pioggia... Il ricordo era questo. Un ragazzo l'aveva insultato e lui era andato da suo padre e gli aveva raccontato l'accaduto. Questi l'aveva lasciato parlare come se non ascoltasse e aveva staccato dalla parete un pugnale di bronzo, bello e colmo di potere, che il bambino aveva bramato furtivamente. Ora l'aveva tra le mani e la sorpresa di possederlo aveva annullato l'ingiuria patita, ma la voce del padre gli diceva:" Che qualcuno sappia che sei un uomo" e nella voce c'era un ordine. La notte accecava le strade; stretto al pugnale, nel quale sentiva una forza magica, scese per la ripida scarpata che circondava la casa e corse alla riva del mare, sognando d'essere Aiace o Perseo e popolando di ferite e di battaglie l'oscurità salmastra. Quel che cercava adesso era il sapore preciso di quel momento; il resto non gli importava: gli insulti della sfida, lo scontro impacciato, il ritorno con la lama insanguinata.."

    Borges, che cosi non è mai stato, a son di leggere di miti ed eroi, anche quel ragazzino è invidiato. L'epica dei tuguri e dei bassifondi, egual coniuga popolani malandrini e dei mitologici o guerrieri eroici. Io me lo vedo costretto ad inventarsi un mondo da cui è stato escluso dove, ribaldo non è mai stato. Confinato dentro quei cancelli ed inferriate di casa sua, a sfogliare intere enciclopedie britanniche, mappe, carte geografiche e cosmogonie, animali fantastici e mostri inquietanti, mentre magari sognava di correre nella polvere come gli altri e tirar sassi ai nemici del quartiere Palermo o far a cazzotti. Le sue viscere pulsavano segrete nelle urla e nei coltelli del barrio, nel tango delle balere, nelle bande di quartiere, nelle formose e languide popolane affacciate nei balconi dei postriboli, nelle facce dure dei rispettati malavitosi, in quelle forme d'onore che s'eran dati, per questo,cosi spesso lui li ha cantati. C'è una furia in lui mai esplicata che l'avrà fatto rigirare in preda all'inquietudine notti intere tra le lenzuola. Cosi me l'immagino Borges, a rimescolare Dante e Virgilio con un bandoneon, la tragedia e il sonetto, far affrontare Achille e Monzon dentro un ring, l'epico e l'elegiaco a colmar quel vuoto che s'è dovuto inventare e, in quel fantasticare sommo ed ammirevole d'incanti s'è trombato ogni irraggiungibile desiderio. E lo senti che si crea un'intimo mondo in cui viaggiare, e non smetterà mai di farlo, per nostra libidinosa grazia e fortuna, anche nel sogno di aver provato di essere quel ragazzino a cui il padre affida il coltello per diventare uomo. Borges santo! Per me rimarrà un'interrogazione che non avrà mai risposta.

    said on 

Sorting by