El Juego del Ángel

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3.7
(13105)

Language: Español | Number of Pages: 688 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , Polish , Catalan , Portuguese , Swedish , Dutch , Chi traditional , Finnish , French , Slovenian , Chi simplified , German , Czech , Russian

Isbn-10: 8408004336 | Isbn-13: 9788408004332 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Il gioco dell'angelo, anche se è il secondo capitolo della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, narra fatti avvenuti anni prima de L'ombra del vento.
    Conosciamo quindi il nonno di Daniel, il ...continue

    Il gioco dell'angelo, anche se è il secondo capitolo della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, narra fatti avvenuti anni prima de L'ombra del vento.
    Conosciamo quindi il nonno di Daniel, il precedente protagonista, un uomo capace di trasmettere l'amore per la lettura, scopriamo com'era da giovane il padre di Daniel e conosciamo la mamma di quest'ultimo, ritroviamo Barcelò e il Cimitero dei Libri Dimenticati con il suo guardiano.
    La storia narrata in prima persona dal nuovo protagonista David assomiglia per certi versi al primo capitolo, perché anche qui troviamo un giovane che si mette nei guai a causa del libro scelto nel Cimitero dei Libri e che vive un amore tormentato ma non è una fotocopia.
    David diversamente da Daniel ha un padre violento che non asseconda il suo amore per i libri, rifugio dal mondo reale e molla della nascita in lui del desiderio di diventare uno scrittore, e ha una vita più difficile e triste. Rispetto al primo sarà una storia molto più cupa, molto più tragica e con l'arrivo di un misterioso editore diventerà anche soprannaturale.
    Dopo i primi capitoli la lettura per me è diventata pesante, lenta, forse perché mi è mancata una figura come Fermin a dare un tocco di allegria capace di spezzare i toni così cupi e anche se l'autore ha inserito un personaggio, stavolta femminile, che magari poteva prendere il posto di Fermin per me non è stato così, perché nonostante Isabella diventi un'amica preziosa per David, quindi assuma un ruolo importante per il protagonista non è riuscita ad emozionarmi, a farmi sorridere, ad alleggerire la storia. Ho trovato poi pesanti le conversazioni tra David e l'editore e non ho trovato, a parte la famiglia Sempere, dei personaggi a cui affezionarmi.
    Non posso certo dire che l'autore non abbia creato anche stavolta una grande vicenda, fatta di indagini, azione, amici veri e falsi, amori non ricambiati e tasselli da sistemare ma se fosse stata meno lugubre mi sarebbe piaciuta molto di più.

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  • 3

    Il gioco dell'angelo è il secondo volume della serie dei libri dimenticati di Zafon.
    E' molto meno coinvolgente e affascinante del primo che mi aveva legato alle sua pagine e da cui non riuscivo a sta ...continue

    Il gioco dell'angelo è il secondo volume della serie dei libri dimenticati di Zafon.
    E' molto meno coinvolgente e affascinante del primo che mi aveva legato alle sua pagine e da cui non riuscivo a staccarmi. Forse il problema è stato proprio quello; l'aver fin troppo apprezzato "l'ombra del vento" mi ha creato delle aspettative troppo elevate e per questo il gioco mi ha un po' deluso.
    Eppure gli ingredienti c'erano tutti. Paesaggi misteriosi e inquetanti. Un protagonista, David, che ci guida di nuovo tra le strade di Barcellona. Una storia d'amore anche in questo caso, amara e triste senza un lieto fine.
    Anche in questo caso troviamo la storia di Diego Marlasca che si intreccia con la vita di David, che si sente quasi un erede di costui e riesce a concludere il lavoro fallito da Marlasca.
    Non sono però riuscita ad affezionarmi a nessuno dei personaggi, tranne forse a Sempere padre. Tutti, anzi, mi sono risultati piuttosto odiosi.
    Ho trovato questa seconda parte della tetralogia, che poi in realtà un prequel, più lugubre e angosciante del primo romanzo, ma nonostante ciò non è riuscito a creare in me quella suspance che mi aspettavo. Il finale è stato, poi, abbastanza inconcludente. Probabilmente, non finisce qua, nonostante sia un prequel, e spero che molte delle domande che mi sono posta durante la lettura mi vengano spiegate con la lettura del terzo e quarto capitolo della tetralogia.

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  • 3

    Zafon è certamente un maestro nell'incantare con le sue trame contorte, affascinanti... che si aprono e poi si richiudono. Personaggi tenebrosi, avventure, amori ecce. c'è sempre tutto,. Rispetto all' ...continue

    Zafon è certamente un maestro nell'incantare con le sue trame contorte, affascinanti... che si aprono e poi si richiudono. Personaggi tenebrosi, avventure, amori ecce. c'è sempre tutto,. Rispetto all'ombra del vento, un piccolo passo indietro. Più contorta la trama ed il finale... mah... vedremo il seguito. certo si fa leggere!

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  • 5

    Surreale

    In questo secondo romanzo si ritrova un nuovo protagonista, non per questo meno interessante, David Martìn. Con lui ci si addentra ancora una volta nelle strade della Barcellona così abilmente descrit ...continue

    In questo secondo romanzo si ritrova un nuovo protagonista, non per questo meno interessante, David Martìn. Con lui ci si addentra ancora una volta nelle strade della Barcellona così abilmente descritta da Zafòn e ce ne si innamora affiancando momenti di completo surrealismo a scene di giovialità e amore.

    Necessita di essere letto insieme a "il Prigioniero del Cielo" per comprenderlo fino in fondo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    www.scaffalivirtuali.altervista.org

    Questo libro fa parte della tetralogia del cimitero dei libri dimenticati e, pur essendo il secondo volume, si colloca cronologicamente prima rispetto al precedente. Protagonista è David Martín, un gi ...continue

    Questo libro fa parte della tetralogia del cimitero dei libri dimenticati e, pur essendo il secondo volume, si colloca cronologicamente prima rispetto al precedente. Protagonista è David Martín, un giovane orfano che grazie alla protezione del Conte Pedro Vidal riesce a inserirsi nel mondo del lavoro prima come giornalista, poi come scrittore. Ma la vita del giovane, già resa difficile dalla morte del padre, viene messa a dura prova sotto molti punti di vista: il lavoro lo costringe all'isolamento, la ragazza che ama sposa proprio il conte amico suo, e soprattutto la sua salute è gravemente compromessa. A questo punto, il più basso della sua vita, David incontra un uomo tetro, lugubre, inquietante. Quest'uomo gli cambia la vita chiedendogli in cambio un lavoro particolare. Vite passate si intrecciano con il presente di David, tra indagini e misteri, dando vita a una trama che si infittisce e che si allarga a molti personaggi, forse troppi. Questo è un po' il punto debole della storia, in quanto si fa fatica a tenere il passo con tutti i personaggi che ne fanno parte. É un libro comunque molto piacevole, in cui il tempo ha un andamento strano, per lunghi tratti non si ha ben chiara la percezione della velocità con cui esso scorre, ma che riesce a coinvolgere il lettore, soprattutto nel finale, che si collega al primo libro della serie facendola proseguire in modo più che dignitoso.

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  • 2

    Contorto, ho fatto difficoltà a seguirne il senso e la trama é presso sfuggente. Lo stile di scrittura é l'unica cosa che ho apprezzato in questo libro. Ho letto molti anni fa "L'ombra del vento" e ri ...continue

    Contorto, ho fatto difficoltà a seguirne il senso e la trama é presso sfuggente. Lo stile di scrittura é l'unica cosa che ho apprezzato in questo libro. Ho letto molti anni fa "L'ombra del vento" e ricordo di averlo apprezzato molto di più, cosa che mi ha spinto ad acquistare "Il gioco dell'angelo" con mia grande delusione.

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  • 4

    Prequel de L'ombra del vento

    Dopo aver letto e recensito L'ombra del vento, ho piacevolmente letto il prequel: Il gioco dell'angelo. Perché prequel? Perchè i fatti narrati sono tutti precedenti all' Ombra del vento, ma si collega ...continue

    Dopo aver letto e recensito L'ombra del vento, ho piacevolmente letto il prequel: Il gioco dell'angelo. Perché prequel? Perchè i fatti narrati sono tutti precedenti all' Ombra del vento, ma si collegano in maniera perfetta! Qui il protagonista è un altro giovane lettore, David Martìn, il quale si ritrova a scrivere dei libri gialli che lo renderanno famoso in tutta Barcellona. Anche questo David entra nel Cimitero dei Libri Dimenticati, proprio come il David dell'Ombra del vento. Eh già, ci sono due David, e anche questo verrà svelato nel romanzo...

    Dopo aver letto con trepidazione e velocemente (Safòn scrive sempre in modo scorrevole e piacevole) il suo secondo romanzo, non posso che confermare la grande abilità dell'autore nel riuscire ad incantarti nelle sue storie, nelle vicende che sfiorano e cambiano il destino del giovane scrittore protagonista... Si percepisce il suo amore per Barcellona, per li librerie, per i libri, per gli scrittori... Anche qui c'è una donna che fa invaghire David, e proprio questa donna sarà collegata con L'ombra del vento...

    Attendo di leggere il terzo, ovvero Il prigioniero del cielo (grande Zafòn!)

    ---

    Lo sto rileggendo in questo periodo, ovvero nel mese di settembre del 2015, dopo quattro anni, visto che ho appena terminato di rileggere L'ombra del vento e così, terminato questo, inizierò per la prima volta Il prigioniero del cielo.

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  • 3

    Ho delle cose da fare. Poi avrò tutta la vita per morire.

    Come si può recensire un libro come “Il gioco dell’angelo”?Avrò perso la mia capacità narrativa, ma credo che poco sia paragonabile al vuoto lasciatomi dopo la chiusura del tomo.Un autore totalmente d ...continue

    Come si può recensire un libro come “Il gioco dell’angelo”?Avrò perso la mia capacità narrativa, ma credo che poco sia paragonabile al vuoto lasciatomi dopo la chiusura del tomo.Un autore totalmente diverso da quello che possiamo fieramente leggere ne “L’ombra del vento”. Uno Zafòn che stento a riconoscere e mi porta a chiedermi in quale dei due volumi si rispecchia il suo talento. Per il suo successo, mi auguro non si trovi nell’oggetto di questa mia opinione poco magnanima.Indubbiamente ne “Il gioco dell’angelo” troviamo magia. Non posso disconoscerlo. L’abilità di accompagnare il lettore verso sensazioni ed emozioni illimitatamente mistiche o terrene c’era. Eccome. Fin troppo. Ma stiamo parlando anche di un’esagerazione. L’autore è caduto in paradossi a dir poco “spaventosi”, se prima ci siamo addentrati per bene, con il cuore, nell’altro testo citato prima. Una storia che, sul finale, non riesce ad intrecciarsi e lascia sospesi molti interrogativi. Qualcosa non torna. Vorrei tralasciare il discorso Sempere: ho scrutato diversi lettori che dicono di aver trovato dissonanze nella loro descrizione. Vorrei puntualizzare che in questo libro Zafòn non parla del padre e del figlio Daniel che abbiamo conosciuto ne “L’ombra del vento”, ma rispettivamente del nonno e del padre di quel volume. Daniel qui non c’era ancora, almeno fino ad un certo punto…Sono delusissimo. Sia per la forma, sia per il termine della storia. Non mi ha lasciato nulla, se non l’inquietudine terrificante con la quale ho percorso ogni parola.Chi legge le mie recensioni è abituato ad abbeverarsi con il mio entusiasmo… Questa volta non è così. Ho lasciato uno Zafòn per trovarne un altro che con il primo ha poco a che fare. Forse se avessi letto solo “Il gioco dell’angelo” non sarei stato così spietato, ma il talento di un autore non si può inneggiare in un unico libro e poi schiantarsi al suolo con un altro. A questo punto devo ricredermi. Pensare di essermi appassionato per pura fortuna. So che troverò ben poche persone in accordo con quest’opinione, ma non posso tradire i lettori che verranno, né le mie percezioni. Non è spazzatura, ma, se desiderate un testo che vi porti a sognare e a perdervi tra le parole non scritte… questo non fa per voi.

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  • 4

    Immerso tra magia ed illusione

    Estremamente accurato nell'attraversare durante la lettura un panorama di sensazione vissute dal protagonista. Zafon è particolarmente bravo a non far capire per tutto il racconto se ciò che vediamo è ...continue

    Estremamente accurato nell'attraversare durante la lettura un panorama di sensazione vissute dal protagonista. Zafon è particolarmente bravo a non far capire per tutto il racconto se ciò che vediamo è frutto di un sogno o di una realtà soprannaturale. Solo leggend gli altri due libri, è possibile capire cosa succede al signor Martin.

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