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El Llop Estepari

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4.1
(5481)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Portuguese , French , Italian , Swedish , Dutch , Finnish , Slovenian , Greek , Turkish , Catalan

Isbn-10: 8435033740 | Isbn-13: 9788435033749 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Book Description
Translation of: Der Steppenwolf.
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  • 4

    Il mio rapporto con Hesse è sempre contrastante: scrive pagine magnifiche che mi fanno gridare alle 10 stelle e poi tutt'a un tratto comincia a delirare e mi fa cadere le braccia! xD Trovo comunque che questo sia il più bello che ho letto dopo Narciso e Boccadoro: vi viene ben rappresentato il ca ...continue

    Il mio rapporto con Hesse è sempre contrastante: scrive pagine magnifiche che mi fanno gridare alle 10 stelle e poi tutt'a un tratto comincia a delirare e mi fa cadere le braccia! xD Trovo comunque che questo sia il più bello che ho letto dopo Narciso e Boccadoro: vi viene ben rappresentato il cammino di "redenzione" di un uomo, il "lupo della steppa" appunto, che non sa più per chi o cosa viva. L'incontro con una ragazza gli cambierà la vita. Alcune frasi sono bellissime, avrei sottolineato quasi tutto!

    said on 

  • 5

    Questo è uno di quei libri, che li leggi e ti lasciano il segno. Lasciano un'impronta, ti fanno impazzire, immergere nei panni del protagonista. Harry Haller si è fatto amare da me, e io amo questo libro.

    said on 

  • 3

    Il lupo della steppa. (Hermann Hesse)

    Bel viaggio psicoanalitico. Si sente l'epoca, l'influenza freudiana che tanto ha influenzato la letteratura decadente da Svevo a Pirandello e dunque anche Hesse. La tematica centrale, oltre alla critica della società borghese e guerrafondaia, è infatti la pluralità dell'io, resa al massimo e in m ...continue

    Bel viaggio psicoanalitico. Si sente l'epoca, l'influenza freudiana che tanto ha influenzato la letteratura decadente da Svevo a Pirandello e dunque anche Hesse. La tematica centrale, oltre alla critica della società borghese e guerrafondaia, è infatti la pluralità dell'io, resa al massimo e in modo onirico e imaginifico nel "teatro magico" dell'amico Pablo, dove Harry "impara" a giocare con i mille pezzi di sè stesso. Un simile viaggio lo compierei volentieri se non altro per la possibilità di parlare e farmi ridere in faccia da due immortali, come Goethe e Mozart. Nel complesso è un libro interessante ma manca qualcosa.

    said on 

  • 4

    Ci sono libri che non possono lasciare indifferenti; questo è uno di quelli, letto da adolescente. Non so se rileggendolo potrei adorarlo come la prima volta o cambiare opinione, per ora mi godo ciò che negli anni ha mantenuto di bello nei miei ricordi.

    said on 

  • 3

    Per ammissione stessa dell'autore, Il lupo della steppa è un romanzo di difficile interpretazione. La vicenda narrata è densa di significati, ogni lettore può coglierne alcuni e trascurarne altri o vedere gli eventi narrati sotto una luce diversa a seconda della predisposizione del momento ...continue

    Per ammissione stessa dell'autore, Il lupo della steppa è un romanzo di difficile interpretazione. La vicenda narrata è densa di significati, ogni lettore può coglierne alcuni e trascurarne altri o vedere gli eventi narrati sotto una luce diversa a seconda della predisposizione del momento o dello stato d'animo.
    Ciò che io ho visto, nel romanzo di Hesse, è una storia senza tempo: la storia di un uomo che si ribella allo spirito della sua epoca, che non riesce ad accettare il mondo e la società, che si stacca disgustato da essa, ma che, prima dell'estrema rinuncia, riscopre il valore della vita. Lo stile onirico di Hesse ben si adatta al viaggio interiore compiuto dal protagonista e, sebbene il libro non abbia lo stesso spessore formativo ed emozionale di Siddharta, merita di essere letto. Personalmente, durante la lettura, ho trovato difficile accettare il senso di inevitabilità e di vuoto che costringe Harry Haller a fuggire dal mondo e che non scompare nemmeno quando egli si rivolge di nuovo alla vita: la sua fuga non ha mai fine. Penso che ogni uomo abbia diritto ad abbandonare il mondo e la società, a rifugiarsi nei boschi come fece il filosofo Thoreau, ma che solo tornando indietro (cambiato, diverso) l'esistenza possa acquistare un senso.

    said on 

  • 5

    Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria…

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  • 4

    Sconvolgente! Scritto tra le due guerre mondiali ma piu'che mai attuale in un periodo come quello di oggi caratterizzato dalla perdita di valori e da un mondo in preda alla follia. Vagamente tarantiniano, si ritrovano idee di fondo della pnl, di Scanagatta e delle idee sull'equilibrio riguardo a ...continue

    Sconvolgente! Scritto tra le due guerre mondiali ma piu'che mai attuale in un periodo come quello di oggi caratterizzato dalla perdita di valori e da un mondo in preda alla follia. Vagamente tarantiniano, si ritrovano idee di fondo della pnl, di Scanagatta e delle idee sull'equilibrio riguardo a cui voglio scrivere.
    Profondi messaggi sull'idea di arte, musica e teatro,nonché sull' amore rd i rapporti con le donne. Curioso il sistema di raccontare di se stesso in scatole cinesi in racconti di racconti o in sogni nei racconti. La fine del libro surreale rimane in parte a libera interpretazione: a me pare un redento assolvimento e ricongiungimento con i grandi dell' arte ed una speranza di eternitá e salvezza.

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  • 5

    Perchè c'è stato un deconstructing Harry, o "Harry a pezzi" molto, molto prima di Woody Allen.
    Il talento narrativo di Herman Hesse in questo libro è immenso, ma poco fluido: restiamo cristallizzati nell'ambra, nell'immobilità, nella prima metà del libro. Arriviamo da molto lontano, ...continue

    Perchè c'è stato un deconstructing Harry, o "Harry a pezzi" molto, molto prima di Woody Allen.
    Il talento narrativo di Herman Hesse in questo libro è immenso, ma poco fluido: restiamo cristallizzati nell'ambra, nell'immobilità, nella prima metà del libro. Arriviamo da molto lontano, dalle pretestuose impressioni di un poco definito ritrovatore di un manoscritto che conosceva appena il saggio, bizzarro, disordinato e depresso Harry Haller, il Lupo della Steppa del titolo. Harry stesso, crede solamente di conoscersi, nella sua noia del razionale, nel fastidio per ogni cosa e nel desiderio di morte. Siamo certi dell'abilità tedesca nel definire questi concetti utilizzando una parola sola. Ma questo incubo grigio, anche per il lettore che è costretto a leggere in ogni pagina sempre le stesse amare riflessioni, la stessa angosciosa sofferenza e fastidioso dolore di essere vivi contro la propria volontà, si trasfigura, cambia in un caleidoscopico sogno che sbatte la ragione come un uovo. La fa sensuale e di carne. La Dissertazione sul lupo della steppa ci parla delle molteplici facce dell'uomo, lo separa dal cupo dualismo noia-dolore. In Hermine, e anche in Maria, il sogno di una donna si fa donna, il ricordo si autoincarna nel desiderio concreto.
    L'incubo che diventa sogno e poi ancora incubo.
    E così come il musicista Pablo consiglia ad Harry, annoiato e stranito dalle odiose cose del mondo, leggiamo dello steppenwolf e nel suo piccolo specchio vediamo un po' noi.

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  • 4

    Lettura che mi ha riconciliato con Hesse. Ho trovato questo romanzo (ma è davvero solo un romanzo?) ricco di spunti, di riflessioni, di considerazioni sull'umana esistenza. La scrittura mi ha avviluppata come un filo di fumo, come un'impressione che non vuole passare. Bello (il primo suggerimento ...continue

    Lettura che mi ha riconciliato con Hesse. Ho trovato questo romanzo (ma è davvero solo un romanzo?) ricco di spunti, di riflessioni, di considerazioni sull'umana esistenza. La scrittura mi ha avviluppata come un filo di fumo, come un'impressione che non vuole passare. Bello (il primo suggerimento di Frédéric Beigbeder è andato bene).

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