El Nombre De La Rosa

(Contemporanea)

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Publisher: Debolsillo

4.4
(23445)

Language: Español | Number of Pages: 497 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Italian , German , French , Catalan , Russian , Finnish , Polish , Dutch , Portuguese , Hungarian , Norwegian , Slovak , Slovenian , Swedish , Czech , Greek , Turkish , Romanian , Korean

Isbn-10: 9872060959 | Isbn-13: 9789872060954 | Publish date: 

Translator: Ricardo Pochtra

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    Con un po' di timore mi sono avvicinata a questo romanzo, l'aura che avvolge la figura di Umberto Eco mi intimoriva e avevo paura di trovarmi davanti ad un'opera monumentale e difficile da leggere. In ...continue

    Con un po' di timore mi sono avvicinata a questo romanzo, l'aura che avvolge la figura di Umberto Eco mi intimoriva e avevo paura di trovarmi davanti ad un'opera monumentale e difficile da leggere. Invece la lettura di Tommaso Ragno mi ha aiutata ad assaporare la bellezza di questo classico, degli intrecci all'interno di un monastero del Nord Italia e del suo messaggio, a mio avviso principale: il peso delle parole e dei segni e significati che esse portano con sé possono segnare (nel bene o nel male) una vita.
    Book challenge 2017: un libro ambientato in Italia.

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  • 2

    Il compendio di tutte le peggiori superstizioni moderne sulla civiltà medioevale. Merita comunque di essere letto per la storia avvincente e perché è scritto molto bene.

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  • 5

    Sulla scorta della lettura magnifica di Moni Ovadia per "Ad alta voce", ho ripreso in mano il romanzo. Un bel ripasso della prosa avvolgente, calibrata , sapiente e fin troppo controllata e fredda di ...continue

    Sulla scorta della lettura magnifica di Moni Ovadia per "Ad alta voce", ho ripreso in mano il romanzo. Un bel ripasso della prosa avvolgente, calibrata , sapiente e fin troppo controllata e fredda di UE . Un piacere comunque per la capacità inventiva e il gusto da prestigiatore della parola di Eco. Ma una cosa va detta : il testo letto è stato pesantemente purgato e ridotto. Non ne ha patito la struttura generale, forse, ma l'aver eliminato la storia d'amore fra Adso e la "strega", per sola ipocrita pruderie, merita un bel "anathema sit".

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  • 5

    In assoluto uno dei libri più belli che io abbia mai letto.

    Scrivere una recensione che dica qualcosa di diverso o di originale, in questo caso è davvero difficile. Il Nome della Rosa da anni viene letto, studiato e recensito e nonostante le critiche che ho le ...continue

    Scrivere una recensione che dica qualcosa di diverso o di originale, in questo caso è davvero difficile. Il Nome della Rosa da anni viene letto, studiato e recensito e nonostante le critiche che ho letto, è e resterà per sempre un libro intramontabile. Devo dire che nei primi capitoli ho fatto fatica a stare dietro all'introduzione, ma nei seguenti la storia ti travolge in una atmosfera di mistero e suspence e vuoi saperne sempre di più, non riesci a fermarti. Sono contenta di averlo letto la prima volta da grande, quando ormai avevo la maturità per capirlo e godermelo fino alla fine. Tutti dovrebbero leggerlo almeno una volta nella vita, lo consiglio moltissimo.

    said on 

  • 5

    Non c'è molto da dire intorno a questo capolavoro dove si fondono teologia e storia, filosofia e umanità. Tutto è metafora del divino, a partire dalle proporzioni architettoniche dell'abbazia finanche ...continue

    Non c'è molto da dire intorno a questo capolavoro dove si fondono teologia e storia, filosofia e umanità. Tutto è metafora del divino, a partire dalle proporzioni architettoniche dell'abbazia finanche agli occhiali di riserva di Guglielmo; ma anche intriso di profonda umanità scolpita negli occhi del giovane Adso. Tutto ruota intorno al superbo Guglielmo, pieno di sé, ma tremendamente (forse un po' anacronisticamente) illuminato, che ha la riflessione pronta per tutto ma senza strafare, in una spy-story plot dove l'intreccio e l'equilibrio sono garantiti e dove nonostante il linguaggio raffinato e forbito non ci si annoia per nulla.

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  • 5

    Ingredienti: una settimana del 1327 in un’abbazia benedettina, una serie di delitti secondo le profezie dell’Apocalisse, una biblioteca ricca di libri desiderati e proibiti, un francescano colto e arg ...continue

    Ingredienti: una settimana del 1327 in un’abbazia benedettina, una serie di delitti secondo le profezie dell’Apocalisse, una biblioteca ricca di libri desiderati e proibiti, un francescano colto e arguto ad affrontare crimini, contese ed enigmi.
    Consigliato: ai patiti di romanzi storici (in periodi di eresie, lotte di potere, dibattiti teologici e inquisizione), agli amanti di storie universali scritte per amore dei libri.

    said on 

  • 4

    Anche dopo averlo letto è difficile evitare di incappare in pregiudizi. Direi che spesso Eco ha portato all'estremo divagazioni teologiche e filosofiche appesantendo il libro, ma ciò che per me è pes ...continue

    Anche dopo averlo letto è difficile evitare di incappare in pregiudizi. Direi che spesso Eco ha portato all'estremo divagazioni teologiche e filosofiche appesantendo il libro, ma ciò che per me è pesante pò non esserlo per altri. Di conseguenza suggerirei di non approcciarsici a cuor leggero, però chi sono io per decidere chi è in grado di leggerlo e chi no? Chiariamo inoltre che la particolarità de "Il nome della rosa", responsabile dell'aura di sacralità che vi gira intorno, è proprio quella di offrire una moltitudine di chiavi di lettura: narrativa gialla, romanzo storico, trattato filosofico e religioso, e ciò gli ha conferito la fama di romanzo "dotto". Personalmente ho preferito dedicarmi quasi totalmente alla chiave narrativa, non perché incapace di comprenderne gli altri risvolti (eventualità vera solo in parte) ma perché l'ho reputata la più intrigante e le lunghe digressioni ne avrebbero decisamente rallentato il ritmo. Se successivamente decidessi però di rileggerlo, ora che ho risolto il giallo dedicherei sicuramente maggiore attenzione alle altre interpretazioni. Quella che segue sarà dunque l'opinione di chi ha saltato a prescindere quasi ogni descrizione o monologo di lunghezza eccessiva.

    Innanzitutto, le cose che più ho amato e che mi mancheranno di questo libro sono Guglielmo da Baskerville e il suo rapporto quasi paternale con Adso da Melk. Guglielmo è davvero un personaggio sublime e ricco di fascino: èintelligente, colto, ironico, senza peli sulla lingua sebbene capace di adattarla alle diverse situazioni e persone, non si lascia condizionare da nessuno, riveste perfettamente il ruolo da maestro di Adso non solo in ambito teologico ma anche in quello di vita. Da lui Adso apprende infatti a pensare con la propria testa, a formulare ipotesi, a gestire le proprie emozioni. Mi è piaciuto che Guglielmo ci fosse sempre quando Adso aveva bisogno di aiuto o di un consiglio, che tra i due scorresse una fiducia reciproca, che ciascuno riconoscesse le capacità dell'altro, e persino i siparietti comici che occasionalmente hanno offerto. Davvero un bellissimo rapporto.

    Non sono da meno neanche gli altri personaggi, l'Abate in particolare mi è parso dipinto con una lucida razionalità da cui emerge chiaramente la sua sete di autorità, di potere e il puro interesse per le ricchezze materiali mascherato dietro la celebrazione di Dio. Jorge, poi, possiede una sfaccettatura inquietante nella sua ostinazione al rigore religioso, inquietudine estensibile all'atmosfera generale cupa e gotica, macabra in maniera suadente.

    Lo stile riprende quello medievale e molte citazioni in latino, tuttavia rimane facilmente leggibile e l'ostacolo maggiore sono appunto le digressioni, che da una parte conferiscono maggiore credibilità e spessore alla storia mente dall'altra, come già anticipato, ne rallentano lo scorrere. Si adatta inoltre particolarmente bene all'ambientazione dell'abbazia e rende efficacemente l'intrigo su cui si basa la trama.

    Posso in conclusione ritenermi soddisfatta, nonostante mi dispiaccia aver tralasciato qualche passaggio. Sarà per un'altra volta.

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  • 3

    E' stato il mio autoregalo di Natale nel 2009 / 2010 credo...o giù di lì. Ma l'ho sempre guardato con reverenziale timore e quindi l'ho letto solo nel 2016. Così van le cose.

    Secondo me sono tre libri ...continue

    E' stato il mio autoregalo di Natale nel 2009 / 2010 credo...o giù di lì. Ma l'ho sempre guardato con reverenziale timore e quindi l'ho letto solo nel 2016. Così van le cose.

    Secondo me sono tre libri in uno: il libro "giallo" che mi è piaciuto moltissimo e non credevo; il libro "storico" molto interessante ma un po' lento e il libro...mmm...filosofico / spirituale che non ho sopportato. Sorry.

    2 stelline e mezza.

    said on 

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