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El Túnel

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Publisher: Emecé Editores S.A.

4.0
(976)

Language:Español | Number of Pages: 137 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Latvian , German , Polish

Isbn-10: A000054586 | Publish date:  | Edition 4

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover

Category: Crime , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 5

    LA LOGICA DELLA COLPA e LA LOGICA DELLA RESPONSABILITÀ TRAGICA

    IL TUNNEL di Ernesto Sabato

    L'immersione in un pomeriggio di pioggia con Ernesto Sabato ed è subito "Tunnel". Quello in cui scivoli inesorabilmente leggendo questo straordinario romanzo breve che desc ...continue

    IL TUNNEL di Ernesto Sabato

    L'immersione in un pomeriggio di pioggia con Ernesto Sabato ed è subito "Tunnel". Quello in cui scivoli inesorabilmente leggendo questo straordinario romanzo breve che descrive lucidamente il delirio paranoide che spingerà il protagonista verso la soluzione finale del suo amore: la morte dell'Oggetto amato.
    Tema non nuovo, ha il format de Lettera al mio giudice, di Simenon. Ma appartiene ad un altro universo. Il confronto mi ha permesso di avere un ulteriore conferma che Simenon è un potente descrittore di comportamenti ma non di stati mentali, territorio indagato da Sabato con rara precisione.
    Mi ha ricordato anche Thomas Bernhard soprattutto per il rumore sordo che crea l'evolversi del pensiero ossessivo; quello che si impadronisce della mente e che non lascia spazio. L'ossessione come la fine definitiva della libertà di pensiero, come espressione più ampia di una prigionia del sentire, di una claustrofobia mentale.

    Se si vuol conoscere come nasce un "femminicidio", non quello frutto di una cieca violenza impulsiva ma quello articolato, lucido e figlio del delirio del possesso, si legga Il tunnel.
    La follia si appiglia ad un dettaglio, minimo, risibile che in questo racconto è rappresentato da uno sguardo. Quello diretto da Maria , una sconosciuta visitatrice di una esposizione pittorica, che nel quadro di Juan Pablo è rapita proprio da un dettaglio apparentemente secondario del dipinto - una finestrella sul mare - dove il pittore aveva depositato il suo messaggio vero. Solo lei vede quello che lui voleva comunicare e che nessun altro aveva colto.
    Juan Pablo si accorge della scoperta di Maria e si apre, dentro la sua vita di solitudine, la disperata consapevolezza che finalmente c'è qualcuno che può essere sua compagna.
    Sarà l'inizio della fine. Quel qualcuno non lo si può lasciare andare. Diventa una parte di Sè, si teme la perdita, ma ancor di più si teme la separatezza.
    Sabato descriverà il gorgo delle ossessioni che porterà Juan Carlos ad uccidere Maria come gesto supremo dell'unione incondizionata e definitiva. Solo morta sarai definitivamente mia e si acquieterà la disperazione di perdere una parte di Sè.

    Ma di questo racconto c'è un altro aspetto che mi ha colpita e che solo i grandi narratori riescono a trasmettere: il senso di profonda umanità anche di chi è disumano nelle sue scelte di vita.
    Sabato è riuscito a mettere in prosa quello che Speziale Bagliacca descrive come la logica della "responsabilità tragica" della vita in contrapposizione alla "logica della colpa" che domina troppo spesso il nostro pensiero e il nostro sentire.

    Lascio a Speziale Bagliacca la parola: " la logica della colpa tende a spiegare in maniera riduttiva fenomeni complessi. Il suo intento principale sembra essere quello di evitare l'irruzione della dimensione tragica della vita.
    Là dove, non solo il senso di colpa, ma la colpa obbiettiva e la responsabilità per la colpa entrano in gioco, là dove si parla di condanna, di espiazione o di vendetta, la dove si giudica, abbiamo la presenza della logica della colpa.......Molto semplicemente: per perdonarti devo prima averti giudicato e considerato colpevole. Così pure per nutrire sentimenti di vendetta. Dalla prospettiva della logica che trascende la colpa, non si tratta più di perdonare o di condannare, in una parola non si tratta più di giudicare, quanto piuttosto di cercare di capire le molteplici cause, sociologiche, psicologiche, ereditarie, acquisite, che hanno determinato l'evento "colpevole".........Questa logica, che deriva da una visione deterministica, non nega per nulla che la norma sia stata infranta e il delitto commesso. Però, pur riconoscendo questo vede 'attraverso e intorno a questa colpevolezza' e quindi non è interessata ad essa nei modi che sono invece peculiari della logica della colpa (giudizio, condanna, assoluzione o perdono, ripeto). Semplicemente accetta l'idea che gli individui subiscono condizionamenti che incidono sulla loro capacità di essere responsabili."

    Credo che questa sia la funzione della letteratura. Alcuni ci riescono, mi viene in mente David Foster Wallace come colui che ha portato alle estreme vette questo modo di raccontare la vita, altri pur grandi equilibristi della parola proprio no.

    Ma c'è riuscito anche Ernesto Sabato in questo Il tunnel. E non è poco. Anzi è moltissimo.

    said on 

  • 4

    "[...] in ogni caso, c'era un solo tunnel, buio e solitario: il mio, il tunnel in cui avevo trascorso l'infanzia, la giovinezza, tutta la mia vita. E [...] avevo visto questa ragazza e avevo creduto i ...continue

    "[...] in ogni caso, c'era un solo tunnel, buio e solitario: il mio, il tunnel in cui avevo trascorso l'infanzia, la giovinezza, tutta la mia vita. E [...] avevo visto questa ragazza e avevo creduto ingenuamente che arrivasse da un altro tunnel parallelo al mio, quando in realtà apparteneva al grande mondo, al mondo senza limiti di coloro che non vivono in un tunnel. [...] E allora, mentre io avanzavo sempre più per il corridoio, lei viveva all'esterno una vita normale, la vita agitata di quelle persone che vivono all'esterno, quella vita curiosa e assurda in cui ci sono balli e feste e allegria e frivolezza."

    Sabato adotta il punto di vista di un uomo pieno di ossessioni, insieme lucido e farneticante, un uomo quantomeno bizzarro, un pazzo; devo dire che questa operazione gli riesce particolarmente bene (lo farà anche nel successivo romanzo, Sopra Eroi e Tombe, sconfinando nel visionario e nell'esoterico).
    Eppure non si tratta solo di un pazzo, perché se è in grado di suscitare repulsione e dolore (compassione per la sua estrema solitudine), allo stesso tempo ci si può identificare con la voce narrante, seguire i suoi ragionamenti folli ma lucidissimi, provare le stesse ossessioni, essere trascinati nello stesso gorgo di disillusioni e follia... e provare la stessa infinita solitudine.
    Qui si riconoscono, ancora in embrione, i temi che verranno sviluppati più compiutamente in Sopra Eroi e Tombe, ma si tratta comunque di un romanzo molto forte e potente.
    Decisamente questo Sabato mi è congeniale.

    said on 

  • 3

    "Tutta la nostra vita sarebbe una serie di grida anonime in un deserto di astri indifferenti?"

    E' un bocciolo turgido, acido, serrato, Il tunnel. La primavera autoriale di Sabato lo farà fiorire, più di dieci anni dopo, in Sopra eroi e tombe, garofano opulento dai bordi slabbrati, arricciati, d ...continue

    E' un bocciolo turgido, acido, serrato, Il tunnel. La primavera autoriale di Sabato lo farà fiorire, più di dieci anni dopo, in Sopra eroi e tombe, garofano opulento dai bordi slabbrati, arricciati, dai petali setosi e screziati.

    Anche Martin, come Juan Pablo Castel (il pittore paranoico protagonista e narratore de Il tunnel), imparerà, suo malgrado, che gli esseri umani non sono fatti per stare in sintonia, per raggiungere, tra loro, una reale e stabile e duratura intimità, e che la solitudine appartiene loro come status ontologico (tutti ci troviamo, e viviamo, dentro ad un tunnel, barriera e mediazione ad ogni nostro rapporto con il mondo e con gli altri).

    Poi mi accorsi che mi accarezzava il volto, come l'aveva fatto in altri momenti simili. Io non potevo parlare. Come con mia madre quand'ero piccolo, appoggiai il capo sul suo grembo e restammo così sospesi in un tempo immobile, fatto di infanzia e di morte.

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  • 4

    Racconto di un'allucinazione, dell'incapacità di comunicare perché comunicare vuol dire soprattutto uscire dalla propria allucinata visione dell'altro.

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  • 4

    "Ed era come se entrambi fossimo vissuti in corridoi o in tunnel paralleli, senza sapere di stare uno accanto all'altra, come anime somiglianti in tempi somiglianti, per ritrovarci alla fine di quei c ...continue

    "Ed era come se entrambi fossimo vissuti in corridoi o in tunnel paralleli, senza sapere di stare uno accanto all'altra, come anime somiglianti in tempi somiglianti, per ritrovarci alla fine di quei corridoi, davanti a una scena dipinta da me, come una chiave destinata a lei sola, come l'annuncio segreto che io ero lì e che i corridoi si erano finalmente uniti e che l'ora dell'incontro era arrivata."

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  • 4

    Delitto Passionale

    Primo commento a caldo, premettendo che non ho ancora finito di leggere il libro.
    Il mio primo pensiero è stato: “La ragazza non mi sta simpatica, non mi piace”, mi sembrava troppo strana; ok, lui è ...continue

    Primo commento a caldo, premettendo che non ho ancora finito di leggere il libro.
    Il mio primo pensiero è stato: “La ragazza non mi sta simpatica, non mi piace”, mi sembrava troppo strana; ok, lui è un famoso pittore, e tutto il resto, però quale diritto ha di strattonarla e trattarla così? E lei, perché glielo permette? Perché si lascia trattare così??
    Mi sembra strano…. E la cosa mi lascia un po’ perplessa; poi però ieri sera ho auto un’illuminazione. Questo libro è scritto come un diario, quindi è lui in prima persona a raccontare cosa ha fatto, come ha vissuto quei momenti, e logicamente non c’è la possibilità di sentire il racconto dal punto di vista di lei, sapere come a lei era apparso lui, cosa pensava e perché si comportava nei modi da lui descritti, o se veramente si comportava così, oppure era tutto frutto della mentalità contorta (perché così mi è apparso) di lui.
    In sostanza, credo sia lui a farla apparire strana e antipatica. Vedrò andando avanti con la lettura.

    Il pittore è pazzo. Essenzialmente è un uomo infelice della sua vita, che riversa tutto il suo odio represso sul resto dell’umanità, e in particolar modo su Marìa.
    Lui si fa mille fisime per qualsiasi cosa lei faccia, anche solo per un suo gesto che potrebbe normalmente rivelarsi involontario. Sicuramente (visto come lui racconta la storia) lei non aiuta, con il suo atteggiamento di costante silenzio, ma lui sembra accusarla costantemente di tutto ciò che gli passa per la testa.

    Ammetto che questo libro mi piacerebbe rileggerlo scritto dal punto di vista di Marìa, perché credo che forse si capirebbe di più.

    Logicamente manca qualcosa, a mio parere ovviamente.
    Come detto prima, questo libro è un diario, ed è raccontato come una qualsiasi persona potrebbe raccontare un evento che gli è appena successo, si dimenticano importanti dettagli, si decide di raccontare dopo qualcosa, e magari si finisce per non farlo.
    Potrebbe quindi risultare un po’ confuso se non lo si legge con la dovuta attenzione.

    Nonostante tutto è molto scorrevole, ed è sicuramente scritto molto bene.

    Penso che si potrebbe definire il diario di una persona malata, insicura di se, forse uno stalker, un uomo che ha paura dei suoi stessi sentimenti, paura di ciò che possa provare o pensare un’altra persona a lui legata; accecato da una rabbia insensata (agli occhi degli altri), pronto a commettere un gesto crudele e azzardato, senza pensare alle conseguenze, convincendosi di essere lui nel giusto, senza permettere all’altra persona di dare una spiegazione (anche se magari quella spiegazione avrebbe confermato tutte le sue incertezze/paranoie), e basando tutto sui propri sospetti, magari infondati.

    Non c’è suspense, e tanto meno del mistero, solo leggendo la trama si sa già come finirà; ma credo possa far capire, cosa possano pensare tutte le persone che ogni giorno commettono un omicidio, uccidendo madri/mogli/fidanzate/figlie/ecc. , e che noi vediamo attraverso il telegiornale chiedendoci “Ma che motivo aveva per compiere un gesto simile??”.

    said on 

  • 4

    I miei dubbi e gli interrogatori finirono per coinvolgere tutto, come una liana che, in una mostruosa trama, avvolge e soffoca gli alberi di un parco [...]

    Sentii che una caverna andava ingrandendosi

    ...continue

    I miei dubbi e gli interrogatori finirono per coinvolgere tutto, come una liana che, in una mostruosa trama, avvolge e soffoca gli alberi di un parco [...]

    Sentii che una caverna andava ingrandendosi dentro di me.

    said on 

  • 4

    "Maria è fatta così", disse, come pensando tra sé. "Molti confondono la sua impulsività con la fretta. Maria fa, effettivamente, all'improvviso cose che non cambiano la situazione. È difficile spiegar ...continue

    "Maria è fatta così", disse, come pensando tra sé. "Molti confondono la sua impulsività con la fretta. Maria fa, effettivamente, all'improvviso cose che non cambiano la situazione. È difficile spiegarlo".
    Guardò assorto il pavimento, come a cercare una spiegazione più chiara. All'improvviso, disse:
    "Al pari di qualcuno che, fermo in mezzo al deserto, di colpo cambiasse di posto. Capisce? Non importa la velocità, si sta comunque nello stesso paesaggio".

    said on 

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