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El Viejo y el Mar

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Publisher: Debolsillo (Contemporanea)

4.0
(15909)

Language:Español | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Catalan , Galego , Portuguese , French , German , Italian , Swedish , Dutch , Japanese

Isbn-10: 0307274195 | Isbn-13: 9780307274199 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
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  • 5

    Onestamente chi se la sente di dare un giudizio su un colosso del genere? Posso solo dire che ad ogni rilettura, invecchiando, lo trovo sempre meno pessimista e che in fondo Hemingway avrebbe rivisto ...continue

    Onestamente chi se la sente di dare un giudizio su un colosso del genere? Posso solo dire che ad ogni rilettura, invecchiando, lo trovo sempre meno pessimista e che in fondo Hemingway avrebbe rivisto volentieri Santiago e il ragazzo ancora insieme sulla barca.

    said on 

  • 3

    Amaro

    La mancanza di una divisione in capitoli rende difficile staccare dalla lettura, e per fortuna: libro che deve essere letto d'un fiato, altrimenti la ripresa della lettura precedentemente interrotta p ...continue

    La mancanza di una divisione in capitoli rende difficile staccare dalla lettura, e per fortuna: libro che deve essere letto d'un fiato, altrimenti la ripresa della lettura precedentemente interrotta potrebbe risultare poco appetibile per il lettore. Il sapore che rimane come appiccicato dal ricordo di questo libro è certamente l'amarezza, non se ne sfugge.

    said on 

  • 4

    “El viejo abrió los ojos y por un momento fue como si regresara de muy lejos”.

    Con Santiago, pescador cubano de Cojimar, nos levantamos en la madrugada cuando todavía reina la más profunda obscuridad ...continue

    “El viejo abrió los ojos y por un momento fue como si regresara de muy lejos”.

    Con Santiago, pescador cubano de Cojimar, nos levantamos en la madrugada cuando todavía reina la más profunda obscuridad y, cargando todas las pesadas herramientas, esperamos que se haya agotado la mala suerte. Santiago se va con su barco a lo lejano, mucho más que los demás barcos. Allá comienza su caza, su aventura, su fratricida lucha con un gran pez espada. La narración tiene el ritmo mismo del océano: frenética y tempestuosa, luego calma y quieta.

    Enest Hemigway, cual maestro de la narrativa del siglo XX, nos regala un cuento largo denso de pasiones, perseverancia y respeto, de victoria y fracaso, de fuerza y humildad. Con solo 27 mil palabras llenas de vida, el estadounidense condensa su entera concepción del mundo.
    Léelo como naufrago, en rigurosa soledad, hasta sentir la briza y el olor del mar. ¡Buena lectura!

    said on 

  • 2

    Controcorrente

    Consigliata da numerose persone ho preso questo libro per il quale avevo molte aspettative, ma devo ammettere che non ne è stato all'altezza. La storia non mi ha preso molto, infatti, pur essendo un l ...continue

    Consigliata da numerose persone ho preso questo libro per il quale avevo molte aspettative, ma devo ammettere che non ne è stato all'altezza. La storia non mi ha preso molto, infatti, pur essendo un libro breve, ho impiegato più del solito a finirlo proprio perché non sentivo il bisogno di continuare. Lo stile, però, è interessante, infatti darò sicuramente una seconda possibilità ad Hemingway. Alcune riflessioni sono belle e scritte in un linguaggio semplice ma efficace, trapela la bravura dell'autore, ma il libro non mi ha lasciato un particolare segno o mi ha fatto riflettere su un messaggio.

    said on 

  • 5

    • Mamma. come posso imparare a scrivere bene?
    L'osservo, tredicenne dai capelli scarmigliati (allora era in terza media, credo), lo sguardo neutro e un po' ebete, come sempre quando mi chiede qualcosa ...continue

    • Mamma. come posso imparare a scrivere bene?
    L'osservo, tredicenne dai capelli scarmigliati (allora era in terza media, credo), lo sguardo neutro e un po' ebete, come sempre quando mi chiede qualcosa che non vorrebbe chiedermi, per non darmi la soddisfazione.
    - Beh... allungo uno sguardo su Twilight, che seppellisce Harry Potter tre o quattro, e velocemente lo sposto su di lui.
    - Per imparare a scrivere bisogna leggere, leggere e poi ancora leggere.
    Di nuovo mi cade lo sguardo su Twilight. Lui inarca un sopraciglio. Ahi! Lo sto perdendo!
    - Leggere quello che si desidera leggere, certo è la regola prima. Va benissimo. Però, se cerchi una scrittura differente, forse è il caso che tu legga anche altro.
    M guarda, diffidente.
    - Per esempio?
    Panico. Per esempio cosa?
    Una parola sbagliata, cara mamma, e sei fottuta.
    Nella mia mente c'è un'esplosione di titoli, centinaia di libri letti si affastellano davanti ai miei occhi, sgomitano per farsi strada ed essere scelti.
    Se ne staccano due. Nitidi. Chissà poi perché proprio questi due.
    - Per esempio potresti leggere Hemingway, Il vecchio e il mare. Oppure il Siddharta di Hermann Hesse.
    Che mi prende? Proprio il Siddharta gli sto suggerendo! Col rischio che rimanga un lettore di Topolino per il resto della sua vita!
    Lui soppesa l'ultimo titolo come se fosse una parolaccia. So già che la cosa lo stuzzica.
    Faccio subito marcia indietro.
    - Certo, gli dico, Il vecchio e il mare è mooolto più pesante e difficile, forse è il caso che tu legga il Siddharta, che ne dici?
    Inarca l'altro sopraciglio.
    - Credi forse che non sia all'altezza di leggere il tuo Hemingway? E invece comincio proprio con quello!
    Andata.
    Mentre vado alla libreria per cercare il volume, mi chiedo perché gli ho suggerito proprio quel libro.
    L'ho letto secoli fa, ancora ragazza e non ancora donna, e mi era piaciuto moltissimo. Perché? Poi, mentre tendo il libro a mio figlio, ricordo. Poesia, ecco, L'assoluta poesia di quel romanzo. La forza di quel vecchio, un umile Ulisse che lotta contro le intemperie del mondo, per portare avanti la sua verità, la sua storia, l'unica che conosce e nella quale si riconosce, quella della lotta, della fatica quotidiana del sopravvivere, che per lui è il vivere.
    Forse voglio suggerire a mio figlio che andando avanti incontrerà un sacco di problemi, dolori, anche, purtroppo.
    Ma non perdere mai di vista la Bellezza e la Poesia, figlio, mai.

    Pochi giorni dopo mi ha reso il libro.
    -Piaciuto?
    -Mmm...
    -Sarebbe un no?
    -E' bello, mugugna.
    Nient'altro, ma è già qualcosa.

    Parecchio tempo dopo si è letto anche il Siddharta. Piaciuto anche quello.

    said on 

  • 2

    NO. ("Non m'ha retto")

    Questo libro mi ha fatta piangere, lo ammetto. Ma non per il lirismo: per rabbia, dolore e impotenza.
    La reazione istintiva è stata di profonda ripugnanza, che mi ha portato inizialmente a scrivere il ...continue

    Questo libro mi ha fatta piangere, lo ammetto. Ma non per il lirismo: per rabbia, dolore e impotenza.
    La reazione istintiva è stata di profonda ripugnanza, che mi ha portato inizialmente a scrivere il laconico commento:

    La storia noiosa di un patetico vecchio rincoglionito.
    Un condensato delirante di rara bruttezza.

    Lo penso ancora, sebbene la bruttezza sia più che altro nell'amarezza di cui lo vedo intriso. È esattamente la storia di un vecchio patetico, una figura che continuo a credere un personaggio affatto positivo, uno sciocco col botto che demolisce se stesso (altro che ritrovarlo) in un anelito di autodistruzione che ai suoi occhi pare il guizzo di vita di una sfida, ai miei solo vanagloria, un vacuo senso d'orgoglio, un distillato di disperazione. Come se, nella febbre del desiderio del sentire e del vivere, ci si buttasse su una scogliera di massi appuntiti.
    Non ho provato alcuna empatia per lui, né immedesimazione, né comprensione per i suoi deliri di fraternità con il “pesce suo fratello che quindi deve uccidere”.
    L'unica positività l'ho trovata in Manolito, anche lui scosso dalla pietà per il pescatore, nonostante i suoi deliri e la sua anziana ottusità. Una pena di cui ho sentito tutto il peso.

    Viste le recensioni mi chiedo se io ed altre persone abbiamo letto lo stesso libro. Ciò che meno ci riconosco è uno sprone alla lotta: non puoi sempre farcela, non puoi sempre lottare per vincere, perche' per uno che vince ne muoiono cento, dal momento non hanno coscienza delle loro possibilità. Non vedo come il pescatore nella lotta possa trovare se stesso: mi sembra tutta una perdita. È solo una perdita.
    Ho biasimato il povero Manolito per l'affetto provato per quella figura penosa, ho provato la stessa rabbia che si prova a trattare coi pazzi sapendo che non ti ascolteranno perché sono pazzi. Ma io sarei diversa dal ragazzo? L'umana pietà vuole che io non possa nemmeno abbandonare quei pazzi al loro folle destino di morte, ma dio solo sa quanto vorrei farlo. Però non posso.

    Qualche lettore ha parlato di delicatezza, di malinconia di fondo, di tenerezza, e io non capisco. Questo libro mi ha squassata tanto da desiderare di non averlo mai letto.

    Al di là dei contenuti, dal punto di vista stilistico mi ha annoiata. Nonostante forse la bravura di questo scrittore di cui penso di aver toccato con mano il profondo male di vivere (edit: e chi lo sa, in realtà credo piuttosto sia il mio), rifiuto questo libro come fosse un mostro uscito dal mio grembo. Non ce la faccio, per lo stesso motivo per cui non riuscirei ad andare a visitare una mostra di Munch, col terrore di trovarmi di fronte ad una bambina malata, una madre morta e a tutte quelle altre rappresentazioni della disperazione che era tanto bravo a dipingere. O per lo stesso motivo per il quale non mi piacciono i calci in faccia.

    P.S.
    Perché un voto così basso?
    Perché l'impatto con l'opera è stato talmente forte che emotivamente mi ha devastata, e non so come interpretare la sensazione: so che non lo vorrei mai rileggere. Se l'intento dell'autore era stimolare queste sensazioni egli è stato magistrale, ma la lettura dell'opera per me ha rappresentato un maledettissimo viaggio nell'abisso che non ci tenevo a intraprendere.

    said on 

  • 5

    Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.

    Da leggere in rigorosa solitudine, per poter sentire l'odore del mare. In queste poche pagine c'è tutta la vita.

    said on 

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