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El Vigilant en el camp de sègol

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4.0
(24703)

Language:Español | Number of Pages: 334 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Japanese , Portuguese , Chi simplified , Catalan , French , Italian , Russian , Finnish , Dutch , Swedish , Galego , Turkish , Polish , Czech , Romanian , Greek , Basque , Hungarian

Isbn-10: 8475969739 | Isbn-13: 9788475969732 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 4

    The Catcher in the Rye

    è la storia, raccontata in prima persona, di due giornate nella vita di un adolescente che è stato cacciato da scuola. Tenero e difficile, il giovane Holden va alla scoperta del mondo e si scontra con ...continue

    è la storia, raccontata in prima persona, di due giornate nella vita di un adolescente che è stato cacciato da scuola. Tenero e difficile, il giovane Holden va alla scoperta del mondo e si scontra con gli adulti, che gli appaiono tutti falsi e convenzionali. Falsa si rivela anche Sally, la ragazza newyorchese di cui Holden si è invaghito. L'unica persona che Holden ama incondizionatamente è la sorellina Phoebe, che lo convince a tornare a casa. Salinger è uno scrittore non facile, per le asperità stilistiche e per l'uso singolarissimo del linguaggio parlato.

    said on 

  • 5

    剛開始看以為只是一個屁孩的碎念,愈往下念愈欲罷不能。非常好笑、感人的經典。個人對於它的喜愛遠勝於《大亨小傳》。且隨著年齡增長閱讀越發有意思。

    said on 

  • 4

    Leggere Holden da adulti

    Molto spesso "The catcher in the rye" (titolo che trovo magnifico, e che credo possa dare anche una chiave di lettura all'intero romanzo) viene nominato in quanto uno dei più classici casi di romanzo ...continue

    Molto spesso "The catcher in the rye" (titolo che trovo magnifico, e che credo possa dare anche una chiave di lettura all'intero romanzo) viene nominato in quanto uno dei più classici casi di romanzo di formazione. Questa classificazione, se da un lato è comunque veritiera, dall'altro rischia di delimitare la fascia di lettori al quale è rivolo. E' vero, ci sono un sacco di romanzi di formazione che, passata una determinata fascia d'età, perdono gran parte dello smalto: "The catcher in the rye", a mio modo di vedere, non è fra questi.
    Il lavoro di introspezione psicologica è degno di lode: la personalità di Holden è complessa, estremamente mutevole: c'è una continua alternazione tra momenti di grande lucidità (da adulto, oserei direi) e momenti connotati da un certa infantilità.
    Ho apprezzato anche notevolmente la capacità di Salinger di riuscire a coinvolgere il lettore per tutta la durata del libro, impresa non facile considerando che c'è un unico punto di vista (quello di Holden) e nessuna pausa nella sequenza della storia.
    Infine, non nego che parte del mio giudizio possa essere agevolata da due elementi: la lettura del testo in lingua originale (l'utilizzo di determinate espressioni "killed me") e il fatto che gran parte del romanzo si svolga nella città di New York, a me ormai particolarmente cara

    said on 

  • 4

    Cos'è, per me, questo romanzo?
    E' qualcosa che ti spacciano per romanzo di formazione, ma che a leggerlo è ben altro.
    E' una copertina bianca.
    E' un titolo il cui originale è intraducibile.
    E' un roma ...continue

    Cos'è, per me, questo romanzo?
    E' qualcosa che ti spacciano per romanzo di formazione, ma che a leggerlo è ben altro.
    E' una copertina bianca.
    E' un titolo il cui originale è intraducibile.
    E' un romanzo scritto da un autore quasi misantropo.
    E' il romanzo che Mark David Chapman (« Sono sicuro che una grossa parte di me sia Holden Caulfield, il resto di me deve essere il diavolo ») leggeva nel 1980, davanti al Dakota Building, mentre aspettava che la polizia lo arrestasse per l'omicidio di John Lennon.
    E' una storia fatta di sensazioni che ognuno può sentire sue.
    E' Holden.

    said on 

  • 4

    "“La cosa migliore di quel museo era però che tutto stava sempre allo stesso posto. Nessuno si muoveva. … Nessuno era mai diverso. L’unico a essere diverso eri TU. Non è che fossi molto più grande né ...continue

    "“La cosa migliore di quel museo era però che tutto stava sempre allo stesso posto. Nessuno si muoveva. … Nessuno era mai diverso. L’unico a essere diverso eri TU. Non è che fossi molto più grande né niente di simile. … Era solo che eri diverso, ecco tutto.“

    Per me, rileggere Salinger dopo più di vent'anni, è stato un po' come per Holden tornare al Museo ...

    said on 

  • 5

    Un libro molto intenso per la bravura con cui l'autore è riuscito a descrivere quello che passa per la testa di un adolescente, un ragazzo di buona famiglia che si trova alle prese con le prime diffic ...continue

    Un libro molto intenso per la bravura con cui l'autore è riuscito a descrivere quello che passa per la testa di un adolescente, un ragazzo di buona famiglia che si trova alle prese con le prime difficoltà della vita, a cavallo tra il senso di libertà, l'indolenza, gli affetti e i veri valori della vita. Un romanzo definito giustamente "di formazione" e che mi sarebbe piaciuto leggere all'età del giovane, simpatico e sconclusionato Holden.

    said on 

  • 3

    "Il problema è che a me piace, quando uno divaga. E' più interessante, come dire"

    Un romanzo di formazione ancora molto attuale, suppongo anche grazie a questa traduzione nuova di zecca. Il giovane Holden ci narra in prima persona i tre giorni che seguono l'ennesima espulsione dall ...continue

    Un romanzo di formazione ancora molto attuale, suppongo anche grazie a questa traduzione nuova di zecca. Il giovane Holden ci narra in prima persona i tre giorni che seguono l'ennesima espulsione dalla sua ennesima scuola. La sensazione è quella di viaggiare sulle montagne russe: si passa velocissimamente da picchi divertentissimi ad abissi tristissimi. Dicendola alla Holden Caufield: in certi passaggi mi ha fatto morire e in altri mi ha rattristato molto. Il protagonista è un sedicenne newyorkese proveniente da un ambiente molto agiato che dimostra molto più della sua età per aspetto, esperienze e pensieri. All'inizio saldo nelle sue (strane) convinzioni, come il suo odio atavico per quelli che chiama ipocriti (e ne trova ovunque), procedendo nella lettura si rivela, invece, per un ragazzo molto confuso che ha un problema e necessita di aiuto. E questo malessere crescente trapela dallo stile in cui il romanzo è scritto, fatto di frasi brevi, ripetizioni e divagazioni e di cui va dato merito all'autore, il quale, inoltre, in alcuni eccezionali passaggi sembra rivolgersi direttamente al lettore per dargli delle spiegazioni sulle ragioni del romanzo; ciò accade, ad esempio, a pagina 203 dove capiamo il perché del titolo (almeno di quello originale) del romanzo, nato da un ricordo errato del ritornello di una canzone da parte del protagonista.
    Tuttavia, nonostante percepisca la portata di questo libro, penso di averlo letto ad un'età troppo avanzata per rimanerne stupita o per esserne uscita trasformata o roba del genere.

    said on 

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