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El abuelo que saltó por la ventana y se largó

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Publisher: Salamandra

3.7
(3860)

Language:Español | Number of Pages: 416 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Swedish , Italian , French , Dutch , Danish , German , Portuguese , Norwegian , Catalan , Chi traditional , English

Isbn-10: 8498384168 | Isbn-13: 9788498384161 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
Momentos antes de que empiece la pomposa celebración de su centésimo cumpleaños, Allan Karlsson decide que nada de eso va con él. Vestido con su mejor traje y unas pantuflas, se encarama a una ventana y se fuga de la residencia de ancianos en la que vive, dejando plantados al alcalde y a la prensa local. Sin saber adónde ir, se encamina a la estación de autobuses, el único sitio donde es posible pasar desapercibido. Allí, mientras espera la llegada del primer autobús, un joven le pide que vigile su maleta, con la mala fortuna de que el autobús llega antes de que el joven regrese y Allan, sin pensarlo dos veces, se sube con la maleta, ignorante de que en el interior de ésta se apilan, ¡santo cielo!, millones de coronas de dudosa procedencia. Pero Allan Karlsson no es un abuelo fácil de amilanar. A lo largo de su centenaria vida ha tenido un montón de experiencias de lo más singulares: desde inverosímiles encuentros con personajes como Franco, Stalin o Churchill, hasta amistades comprometedoras como la esposa de Mao, pasando por actividades de alto riesgo como ser agente de la CIA o ayudar a Oppenheimer a crear la bomba atómica. Sin embargo, esta vez, en su enésima aventura, cuando creía que con su jubilación había llegado la tranquilidad, está a punto de poner todo el país patas arriba.
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  • 3

    La cosa positiva di questo libro è la continua ironia, il fatto che l'autore strizza sempre l'occhio al lettore.
    La cosa negativa: troppo lungo, una volta capito il meccanismo del succedersi degli eventi nella vita di Allan, il tutto si fa quasi noioso.

    said on 

  • 3

    Ironico, ma..

    Ho riso parecchio leggendo questo libro, contiene molti avvenimenti al limite del possibile e proprio per questo, unito al sarcasmo dell'autore, è puiacevole. Tuttavia ho avuto difficoltà a finirlo in breve tempo (come accade per molti altri libri), sarà stato anche il periodo, ma non mi teneva a ...continue

    Ho riso parecchio leggendo questo libro, contiene molti avvenimenti al limite del possibile e proprio per questo, unito al sarcasmo dell'autore, è puiacevole. Tuttavia ho avuto difficoltà a finirlo in breve tempo (come accade per molti altri libri), sarà stato anche il periodo, ma non mi teneva attaccata alla sedia, diciamo...

    said on 

  • 4

    Sane risate con un "però"....

    Nel giorno del suo centesimo compleanno, Allan Karlsson, scavalca la finestra della sua stanza, nella casa di riposo che lo ospita da mesi, e, molto semplicemente, del tutto indisturbato, scappa. Arriva alla stazione, in maniera del tutto casuale entra in possesso di una valigetta (che poi, come ...continue

    Nel giorno del suo centesimo compleanno, Allan Karlsson, scavalca la finestra della sua stanza, nella casa di riposo che lo ospita da mesi, e, molto semplicemente, del tutto indisturbato, scappa. Arriva alla stazione, in maniera del tutto casuale entra in possesso di una valigetta (che poi, come scoprirà, contiene milioni e milioni di corone) e, braccato dal proprietario della stessa, ecco che prende la prima corriera in partenza e fugge. Ha inizio la sua rocambolesca avventura, un viaggio surreale e pazzoide segnato da incredibili incontri, azioni esilaranti e comici personaggi e narrato con un ritmo vivace, che strappa sane e sincere risate. Anche perché l’arzillo Allan, pare del tutto ignaro della gravità delle sue azioni e prende la vita con quella leggera filosofia, colorata e scanzonata, che contraddistingue solo chi non ha più nulla da perdere nella vita.
    Insomma, “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”, almeno inizialmente e per buona parte della storia, mi ha divertita, con quel suo humour fresco, irriverente, forsennato.
    Ahimè, c’è un grosso “però”. Altrimenti, avrei potuto benissimo classificarlo come un ottimo romanzo, diverso da tutto ciò che ho letto finora. La vicenda di Allan (e dei suoi esilaranti compagni di viaggio), a un certo punto, viene intervallata dal resoconto della sua vita passata (piuttosto eccentrica) che attraversa quasi un intero secolo, tra la guerra civile spagnola, le due guerre mondiali, l’incontro con figure storiche quali Stalin e che lui vive sempre con la stessa leggerezza che segnerà la sua vita da anziano. E, questi intervalli, che a poco a poco prendono sempre più pagine rispetto alla storia principale, risultano più fiacchi e noiosi: se Jonasson, che forse se ne è servito per meglio “inquadrare” il protagonista e in vista del finale del libro, ne avesse fatto a meno forse la storia sarebbe risultata ancora più strana e incredibile e forse per questo ancora più comica e affascinante.
    Pazienza. Per humor, originalità e leggibilità, qui quattro stelline ci stanno tutte!

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  • 4

    Risate infinite

    Credo che Alan Karlsson sia uno dei personaggi più simpatici di cui le migliori pupille , ne abbiano letto le imprese.
    Cento anni di espolsioni sempre piú incredibili, accompagnati dalla conoscenza dei personaggi piú illustri che il secolo breve ne abbia mai potuto concepire gli avvicendame ...continue

    Credo che Alan Karlsson sia uno dei personaggi più simpatici di cui le migliori pupille , ne abbiano letto le imprese.
    Cento anni di espolsioni sempre piú incredibili, accompagnati dalla conoscenza dei personaggi piú illustri che il secolo breve ne abbia mai potuto concepire gli avvicendamenti.

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  • 2

    Lettura piacevole, ma onestamente non mi è sembrato molto di più che un romanzo scorrevole da leggere per rilassarsi. Simpatico nella sua ironia, ma per me, che ormai di libri che sfruttano situazioni surreali della trama per ottenere un effetto comico ne ho letti a bizzeffe, sa tanto di già vist ...continue

    Lettura piacevole, ma onestamente non mi è sembrato molto di più che un romanzo scorrevole da leggere per rilassarsi. Simpatico nella sua ironia, ma per me, che ormai di libri che sfruttano situazioni surreali della trama per ottenere un effetto comico ne ho letti a bizzeffe, sa tanto di già visto. Non è scritto male o altro, anzi si legge senza problemi, ma ormai quando ho un libro del genere davanti non riesco a dare un peso molto importante alla trama (forse perché, vedendo che l'autore non si fa restrizioni di verosimiglianza, tendo a valutarla molto poco, per quanto originale possa essere; dopotutto è facile essere originali se non si è costretti da regole di nessun genere) e di conseguenza la banalità dello stile risalta ancora di più. Carine le parti in cui narrava del passato del protagonista, mi hanno fatto sorridere più di una volta, un po' meno quelle ambientate nel presente, che, non supportate da "camei" di rilievo, (chi l'ha letto sa a cosa mi riferisco), fallisce un po' nell'intento ironico. In sostanza non è che non mi sia piaciuto, ma non posso nemmeno dire che mi abbia lasciato molto.
    Voto: 6,5

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  • 2

    Come si legge in molti commenti, sembra una storia alla Forrest Gump: il viaggio improbabile per il mondo, la partecipazione involontaria e tragicomica ai grandi eventi della storia, ma il protagonista non ha nè la verve, nè la simpatia, nè la saggezza tutta speciale del più noto Forrest. Libro, ...continue

    Come si legge in molti commenti, sembra una storia alla Forrest Gump: il viaggio improbabile per il mondo, la partecipazione involontaria e tragicomica ai grandi eventi della storia, ma il protagonista non ha nè la verve, nè la simpatia, nè la saggezza tutta speciale del più noto Forrest. Libro, vicende, scrittura... una gran palla per dirla in due parole, non si arriva mai alla fine. Che brutto inizio anno!

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