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El amante

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Publisher: RBA Coleccionables

3.8
(4354)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 8447359778 | Isbn-13: 9788447359776 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 3

    Onestamente non sono riuscita a seguire bene la "tecnica cinematografica" dell'autrice. Non c'è cronologia, il libro è caratterizzato da scene che si seguono, si sovrappongono, si richiamano senza una narrazione lineare. Inoltre in lingua è stato ancor più complicato.
    Altra cosa rilevante è ...continue

    Onestamente non sono riuscita a seguire bene la "tecnica cinematografica" dell'autrice. Non c'è cronologia, il libro è caratterizzato da scene che si seguono, si sovrappongono, si richiamano senza una narrazione lineare. Inoltre in lingua è stato ancor più complicato.
    Altra cosa rilevante è che non ci sono capitoli, i paragrafi sono separati da semplici spazi bianchi a rappresentazione di quanto il silenzio possa essere comunicativo e ricco di significato.

    La storia è quella di un particolare momento della vita dell'autrice stessa: della sua relazione con un ragazzo che ha 12 anni più di lei, che ha una differente posizione sociale e che è di razza differente dalla sua. Nessuno sarà favorevole alla loro unione destinata quindi a non avere una lunga durata, ma non per questo sarà meno intensa.
    Oltre alla passione tra i due amanti, vengono riportate altre situazioni autobiografiche, in particolar modo il rapporto scontroso dell'autrice con il fratello maggiore/figlio preferito, la perdita precoce dell'altro fratello, la relazione disastrosa con la madre e persino un accenno all'attrazione per una sua compagna di dormitorio.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Poco più che quindicenne, un vestito liso di seta naturale molto scollato e senza maniche, una cintura di cuoio, scarpe di lamé dorato e tacchi alti, un cappello a tesa piatta di taglio maschile ma color rosa con un nastro nero, con un rossetto rosso ciliegia di moda nell’Indocina degli anni ’30, ...continue

    Poco più che quindicenne, un vestito liso di seta naturale molto scollato e senza maniche, una cintura di cuoio, scarpe di lamé dorato e tacchi alti, un cappello a tesa piatta di taglio maschile ma color rosa con un nastro nero, con un rossetto rosso ciliegia di moda nell’Indocina degli anni ’30, e due lunghe trecce che risaltano sulla sua pelle bianca, figlia di coloni francesi… ora potete provare ad immaginare la protagonista di “L’amante”, mentre si trova sul traghetto che la riporta in collegio a Saigon dopo le vacanze trascorse in famiglia. E così la vede lui, un ventisettenne cinese figlio di un ricco uomo d’affari, seduto nella sua limousine nera con autista in livrea bianca. Lui le offre un passaggio, lei accetta, e così nasce la loro relazione nonostante l’evidente diversità razziale e di appartenenza al ceto economico. Ma lui non può esimersi dai suoi doveri filiali, e lei è ancora troppo giovane per capire se è vero amore, o se invece è solo un’opportunità per fuggire dalla miseria, o se è solo la passione della prima volta.

    Ho sempre creduto che “L’amante” fosse una donna, complice forse la foto della copertina di una giovane e carina Marguerite Duras, ed invece ora scopro che non è così: è donna chi racconta, e ricorda questa figura maschile del primo amante dopo tanti anni. La Duras racconta un episodio reale della sua vita, pur cambiando alcuni tratti della sua biografia.
    Ad esempio, la figura della madre. In “L’amante” vi sono più pagine dedicate alla sua famiglia e non invece al suo primo “amore”, pagine dedicate soprattutto alla madre e al fratello maggiore, e al suo odio verso queste due figure. Descrive una madre orribile, ed un fratello cattivo… eppure, leggendo la sua biografia si scopre che la madre muore durante un alluvione ben prima di iniziare gli studi a Saigon. E allora non comprendo come può provare così tanto risentimento da descrivere una madre che nel romanzo rimarrà in vita ancora per molti anni: ha desiderato farla vivere per nostalgia, ma creandosi una figura di odio e risentimento ?
    Quindi, il libro è autobiografico ma fino ad un certo punto…

    Penso invece che questo libro sia un mix di romanzo, autobiografia, diario di pensieri: è scritto infatti con brevi paragrafi che cambiano improvvisamente discorso, vi sono continui flash back con cambi di luogo, personaggi ed emozioni. A volte i pensieri sono solo accennati e non ben spiegati: certo, così l’immagine risulta poetica, ma per me è incompleta, con il rischio di annoiarmi. Il passaggio temporale, di luogo e di persone non è lineare, e spesso si allontana dal tema che mi aspettavo leggendo il titolo del libro.

    La scrittura è comunque piacevole, non ridondante, precisa ma non troppo descrittiva. Rende quindi la lettura decisamente scorrevole, ma per me è stata anche poco appassionante.

    Si, so di essere una voce fuori dal coro :-) Ma pur apprezzando la scrittura pulita, mi sono annoiata con la trama a volte un po’ fumosa e gli scenari misteriosi, seppur poetici.

    said on 

  • 2

    Mai leggere un libro dopo aver visto il film! Ho amato il film L'Amante tanto quanto ho trovato noioso e mal scritto il libro da cui è tratto.

    said on 

  • 3

    Avevo visto il film da ragazza, quando ancora in TV non esistevano i bollini da semaforo per indicare programmi adatti o meno adatti ai ragazzi. E io ahimè, soffrivo d'insonnia, perciò leggevo fino a tarda notte, oppure guardavo film horror, oppure...
    Il film mi era piaciuto: lo avevo trova ...continue

    Avevo visto il film da ragazza, quando ancora in TV non esistevano i bollini da semaforo per indicare programmi adatti o meno adatti ai ragazzi. E io ahimè, soffrivo d'insonnia, perciò leggevo fino a tarda notte, oppure guardavo film horror, oppure...
    Il film mi era piaciuto: lo avevo trovato esotico e sensuale, come sicuramente era negli intenti del regista.

    Il libro, al contrario, di questa esotica sensualità sembra privo: ha uno stile molto personale, addirittura polimorfo, tra il diario e la cronaca, con interi paragrafi scritti in prima persona, quasi gettati febbrilmente su carta, ed altri più razionali e distaccati, scritti in terza persona.

    E' la storia autobiografica dell'autrice, che racconta del periodo in cui ha vissuto in estremo oriente, durante l'adolescenza, e sebbene sia stata scritta molti anni dopo, a volte dal racconto emerge la disarmante ingenuità dell'adolescente protagonista, altre volte ne traspare il lucido distacco dalla realtà che la circonda, quasi il voler prendere le distanze da sentimenti troppo forti come la passione per il cinese, l'odio-amore nei confronti della madre e del fratello maggiore, il tenero e profondo affetto per il fratello minore e per la sua amica del collegio, il dolore per la perdita del fratellino, o forse il pudore di non voler esporre troppo questi sentimenti, quasi come se imprimerli su carta fosse troppo forte da sopportare.

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  • 5

    L'amante, Marguerite Duras

    Questo è stato il primo libro che ho letto di Marguerite Duras, quello che mi ha fatto innamorare di questa autrice e che ha scalato la classifica dei miei romanzi preferiti.
    Lo stile de "L'amante" si allontana da quello tipico della Duras, fatto di maggiori sottintesi, parole fra le righe, ...continue

    Questo è stato il primo libro che ho letto di Marguerite Duras, quello che mi ha fatto innamorare di questa autrice e che ha scalato la classifica dei miei romanzi preferiti.
    Lo stile de "L'amante" si allontana da quello tipico della Duras, fatto di maggiori sottintesi, parole fra le righe, sensi profondi da ricercare nelle pause e nelle sfumature di frasi che accenna come con una pennellata di beige su carta bianca. È la ragione per cui, chi si approccia a lei per la prima volta con questo romanzo poi trova tutti gli altri suoi scritti strani, "privi di senso e di logica".
    Ne "L'amante" vi è una trama chiara, vi sono personaggi delineati, ben descritti, e l'ambientazione è quella reale e tangibile dell'Indocina. Questo perché possiamo classificarlo tra i romanzi autobiografici e, probabilmente, per questa ragione è nata l'esigenza nella Duras di essere concreta, pur non eliminando del tutto i suoi preziosismi poetici che rendono la sua prosa lirica.
    Ho riletto questo romanzo proprio perché volevo avere una nuova visione dopo aver letto altro di suo e devo ammettere che la preferisco maggiormente nella veste più criptica di romanzi come "L'amore" o "Occhi blu capelli neri". Resta comunque un genio, una perfetta scrittrice con un talento raro con la sua penna.

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  • 2

    Non è lo stile per me, la narrazione a periodi brevi e staccati anche visivamente con salti temporali a più riprese in avanti e in indietro non mi entusiasmano.

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  • 4

    L'inevitabile

    A volte penso che il libero arbitrio sia ciò che ci consente di creare noi stessi come la persona che vogliamo essere.
    Poi leggo libri come questo e penso che il più delle volte il libero arbitrio va a farsi benedire e non possiamo far altro che seguire l'inevitabile.
    Nel bene e nel m ...continue

    A volte penso che il libero arbitrio sia ciò che ci consente di creare noi stessi come la persona che vogliamo essere.
    Poi leggo libri come questo e penso che il più delle volte il libero arbitrio va a farsi benedire e non possiamo far altro che seguire l'inevitabile.
    Nel bene e nel male.

    said on 

  • 3

    "Le aveva detto che era come prima, che l'amava ancora, che non avrebbe potuto mai smettere d'amarla, che l'avrebbe amata fino alla morte".

    Un libro che trasuda dolore dalla prima all'ultima pagina, un libro autobiografico che parla del rapporto di amore-odio con la famiglia, con se stessa, col suo amante. Continui flashback, continui cambi di tipo di narrazione, a volte in prima persona, a volte in terza persona; sembra quasi che la ...continue

    Un libro che trasuda dolore dalla prima all'ultima pagina, un libro autobiografico che parla del rapporto di amore-odio con la famiglia, con se stessa, col suo amante. Continui flashback, continui cambi di tipo di narrazione, a volte in prima persona, a volte in terza persona; sembra quasi che la protagonista/autrice a spesso non voglia trovarsi in prima linea dentro la storia che la riguarda così intimamente: fa un passo indietro, non dice più "io", ma "lei". Questi balzi rendono la lettura non semplice, a volte non si capisce se si sta parlando della protagonista o di sua madre (e io penso che sia anche un po' voluto, perchè le due sono indiscutibilmente legate da un filo indissolubile). Ho trovato molto interessante la parte in cui si parla del rapporto che la madre aveva con le fotografie (ma forse questa è una mia deviazione professionale). In linea di massima non mi pento della lettura ma non so se la consiglierei...

    said on 

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