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El caballero inexistente

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Publisher: Ediciones Siruela, S.A.

4.1
(9098)

Language:Español | Number of Pages: 137 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Chi traditional , German , Italian , French , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 847844422X | Isbn-13: 9788478444229 | Publish date:  | Edition 5

Translator: Esther Benítez

Also available as: Others , Mass Market Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
La voz del caballero Agilulfo llegaba metálica desde dentro del yelmo cerrado, como si no fuera una garganta sino la propia chapa de la armadura la que vibrase. Y es que, en efecto, la armadura estaba hueca,Agilulfo no existía. SÛlo a costa de fuerza de voluntad, de convicciÛn, había logrado forjarse una identidad para combatir contra los infieles en el ejército de Carlomagno. Agilulfo puso todas sus fuerzas en un orden deseado y lo hizo con tal sentido de la exactitud que consiguiÛ robar el corazÛn a la altiva amazona Bradamante. En esta hermosa fábula sobre la identidad, sobre la diferencia entre ser y creer que se es, Calvino se pregunta la razÛn por la que un hombre es amado, por la que otro desea vengarse, por la que un tercero se considera hijo, amante, amigo o caballero. La respuesta se encuentra tal vez en la pregunta misma, en su melancolía y su extrañeza.
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  • 0

    Estratto da un mio tema estivo delle superiori:

    L’autore stesso si rende conto che la realtà è tutta fuori e gli sembra impossibile (riuscire ad) aprire un nuovo universo nella pagina bianca, “fare il ...continue

    Estratto da un mio tema estivo delle superiori:

    L’autore stesso si rende conto che la realtà è tutta fuori e gli sembra impossibile (riuscire ad) aprire un nuovo universo nella pagina bianca, “fare il salto”, quando le cose tangibili e reali si muovo vorticosamente fuori dalla carta, fuori dalla finestra, fuori di sé; la pagina non può più offrire protezione dal mondo esterno. [...] Mano a mano che la storia prosegue però anche le pagine vengono intrise di realtà, la scrittura erige un ponte tra il parto dell’immaginazione e il mondo reale, mentre il confine tra i due universi pare sfaldarsi. Prima la vita era tutta fuori, ora essa buca il candore della pagina, squarcia il bianco; la scrittura è buona solo quando la narrazione è contaminata dell’azione, quando è la vita a prevalere. L’autore non deve far altro che lasciarsi condurre nella danza dal movimento, lasciare che sia esso a trasportare la sua mano e ad ispirare i suoi scritti. L’artificio della pagina è infine stato spezzato

    said on 

  • 4

    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

    Scritto nel 1959, è l'ultimo romanzo della trilogia che lo stesso Calvino (insieme al Visconte dimezzato e al Barone rampante) proporrà nella raccolta I NOSTRI ANTENATI.
    Anch'essa è un'opera di fantas ...continue

    Scritto nel 1959, è l'ultimo romanzo della trilogia che lo stesso Calvino (insieme al Visconte dimezzato e al Barone rampante) proporrà nella raccolta I NOSTRI ANTENATI.
    Anch'essa è un'opera di fantasia che affonda le proprie radici nell'animo umano e nei drammi dell'uomo moderno.
    Agilulfo è l'armatura senza corpo. Gli altri protagonisti sono molto più umani, ma al contempo più problematici e persino complessi. Ottima lettura

    said on 

  • 4

    Il cavaliere inesistente

    L'arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto;ma finita la pagina si riprende la vita e ci s'accorge che quel che si sapeva è proprio un nu ...continue

    L'arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto;ma finita la pagina si riprende la vita e ci s'accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla."
    Romanzo fantastico scritto nel 1959 e pubblicato nella trilogia di Calvino intitolata "I nostri antenati".
    La storia è ambientata durante le Crociate e vede come protagonista Agilulfo,cavaliere e paladino di Carlo Magno che esiste solo grazie alla sua armatura vuota. Intorno alla sua figura ruotano altri personaggi attraverso i quali si sviluppa la narrazione. Di grande rilievo sono Rambaldo e Gurdulù che rivestiranno cariche importanti. La storia è narrata da una suora in convento che ripercorre tutte le vicende di Agilulfo e Rambaldo,giovane ricco di passione e perdutamente innamorato della bella Bradamante,donna guerriera che lo salva dalle braccia della morte in una situazione scomoda. Rambaldo cercherà vanamente di conquistare la donna ma il suo cuore è riservato al cavaliere inesistente.
    Durante un banchetto,un giovane di nome Torrismondo,rivela la "falsa"identità di cavaliere di Agilulfo poichè,per essere nominato tale,bisogna salvare una vergine in pericolo ma colei che era stata tratta in salvo aveva un figlio proprio con Torrismondo. Il cavaliere così partirà,spinto dalla vergogna,per ritrovare la giovane donna seguito a ruota da Bradamante e Rambaldo.
    Riusciranno nell'impresa? Lascio a voi scoprire la fine della storia.
    Il personaggio che spicca è Agilulfo, ricco di coscienza e forza e anche nella sua assenza fisica riesce comunque a raffigurare a pieno gli ideali e le emozioni provate. Il desiderio di essere carne e ossa lo influenzerà molto accompagnando costantemente i suoi pensieri ma in fin dei conti quello che più spicca è l'astuzia e il suo atteggiamento che faranno innamorare Bradamante. Altro personaggio è Gurdulù,in antitesi con Agilulfo poichè dotato di individualità fisica ma non di coscienza rivelando un'anima buffa e quasi infantile assorbita completamente dal mondo esterno e dalle piccole cose che lo circondano . Personalmente credo sia uno dei personaggi migliori della storia,proprio perchè in grado di immedesimarsi in qualsiasi cosa vivente o non vivente che sia. Il mio personaggio preferito,però, resta Agilulfo perchè lo trovo così affascinante nella sua anima racchiusa in quell'armatura sempre splendente e non in un normale corpo. Probabilmente,se non fosse stato "inesistente"non mi avrebbe appassionato molto.
    E' stato citato,nelle righe precedenti,Rambaldo,giovane incosciente e insicuro che si lancia nelle situazioni senza pensarci due volte ma,quest'incoscienza, è affiancata dalla forte passione amorosa che lo condurrà a fare delle scelte.
    Che aggiungere... L'ho trovato molto avvincente e scorrevole e l'ho letto con piacere,si mostra dunque piacevole e interessante. Buona lettura :)

    said on 

  • 4

    Il terzo romanzo della «trilogia araldica», Il cavaliere inesistente (1959), è ambientato nel Medioevo carolingio, al tempo della guerra tra cristiani e infedeli, ma allude palesemente alla fase di tr ...continue

    Il terzo romanzo della «trilogia araldica», Il cavaliere inesistente (1959), è ambientato nel Medioevo carolingio, al tempo della guerra tra cristiani e infedeli, ma allude palesemente alla fase di trapasso della fine degli anni Cinquanta, quando è iniziato il "miracolo economico" e, con esso, il processo di disintegrazione della persona, operato dalla società massificata.

    said on 

  • 5

    Un libro sulla ricerca della propria identità.
    Calvino è un maestro nel delineare, con la sua penna, personaggi simbolici ed emblematici in grado di portare il lettore ad un esame introspettivo come s ...continue

    Un libro sulla ricerca della propria identità.
    Calvino è un maestro nel delineare, con la sua penna, personaggi simbolici ed emblematici in grado di portare il lettore ad un esame introspettivo come spesso accade a loro.
    Questo romanzo, rispetto agli altri della trilogia araldica, è un tantino più lento e riflessivo, ma non per questo meno appassionante.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Questo terzo romanzo conclude la trilogia di Calvino dedicata agli “Antenati” e, come i precedenti, presenta una duplice chiave di lettura: romanzo fantastico ambientato in un non ben definito medioev ...continue

    Questo terzo romanzo conclude la trilogia di Calvino dedicata agli “Antenati” e, come i precedenti, presenta una duplice chiave di lettura: romanzo fantastico ambientato in un non ben definito medioevo, ovvero trasposizione della società moderna al tempo di Carlomagno.
    La vita dell’uomo contemporaneo, nel suo pragmatismo e nella totale assenza di qualsiasi sfogo “irrazionale”, appare come vuota ed insoddisfacente, ed è ampiamente diffusa la domanda su cosa rimanga di un individuo sotto la scorza di convenzioni sociali ed apparenze.
    Il protagonista del libro, Agilulfo, è un paladino che sotto le placche della sua argentea armatura, non esiste, sebbene sia convinto del contrario, e sopravvive solo agganciandosi metodicamente ai rituali del tangibile:

    a quell'ora dell'alba... aveva sempre bisogno di applicarsi a un esercizio di esattezza perchè è proprio allora che le cose perdono l'inconsistenza della notte... e attraversano un limbo incerto, in cui si è meno sicuri della consistenza del mondo.

    La reiterazione ed i rituali, l'applicazione maniacale ed asettica delle regole che governano il mondo cavalleresco, permettono di dare spessore a ciò che è inconsistente, privo di identità perchè privo del latente che contraddistingue l'umano dal naturale.
    All'estremo opposto c'è la figura di Gurdulù, lo scudiero, fatto di carne e sangue ma mentalmente inetto: si immedesima e mima ogni oggetto, animale o persona in cui si imbatte, lui stesso viene chiamato con nomi diversi a seconda se attraversa questa o quella contrada.
    Due eccessi, o meglio due privazioni, altrettanto alienanti: soddisfacimento della forma e delle convenzioni, soddisfacimento della istintualità.
    Bradamante, l’amazzone guerriera, donna bellissima e fiera in un accampamento di rudi maschiacci, propone il femminile come altrettanto valida capacità di essere ed operare,
    però anch'ella non riesce a sfuggire al fascino perververso e annichilente delle regole: il suo cuore spasimerà presto per il cavaliere che non c'è. Attratta dalla rassicurante ossessività della perfezione.
    E' Rambaldo, giovanissimo guerriero, desideroso di atterrare i nemici più temibili, la chiave di volta del romanzo.
    Pieno di vitalità, curioso dell'ignoto, brucia dalla voglia di crescere e trasformarsi, osserva le regole ma senza subirle supinamente, e cerca di trovarvi un senso, unico fra tutti ad essere totalmente e coerentemente integro nel suo esistere.
    Ironicamente Clvino ci mostra che sarà proprio il codice cavalleresco a mettere in luce l’inconsistenza di Agilulfo, nel momento in cui si dovrà dimostrare l'illibatezza di una pulzella da lui salvata.
    Messo in crisi dal suo stesso credo, Agilulfo non potrà che sparire, trascinando nella propria disfatta quegli ideali astratti e vacui di cui si era fatto portavoce, mentre la splendida Bradamante (sotto il vestito purtroppo niente) trasferirà su chi eredita la corazza del cavaliere la sua amorosa "passione"...

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  • 5

    Un grado di approccio alla libertà

    Appunti e spunti. Ciò che interessava Calvino in quella fase che lui chiamava di maggior sforzo d'interrogazione filosofica era affrontare alcuni temi morali che gli stavano particolarmente a cuore. S ...continue

    Appunti e spunti. Ciò che interessava Calvino in quella fase che lui chiamava di maggior sforzo d'interrogazione filosofica era affrontare alcuni temi morali che gli stavano particolarmente a cuore. Storie d'incompletezza, di mancata realizzazione di una pienezza umana che mettesse a nudo l’essenza dell’uomo. Come dall'uomo primitivo, che poteva essere detto inesistente perché indifferente alla materia organica, si è arrivati all'uomo artificiale in quanto un tutt'uno coi prodotti e le situazioni. È la questione: raccontare esperienze sul come realizzarsi esseri umani. È anch'esso inesistente perché non entra in contrasto con nulla, non ha più un rapporto con tutto quello che gli sta attorno. La ben nota trilogia, di cui IL CAVALIERE INESISTENTE, insieme a Il Visconte Dimezzato e a Il Barone Rampante, è uno dei capitoli, tratta proprio questo in forma fantastica, favolistica o del rovesciamento comico.

    Mentre il Visconte e il Barone significano l'aspirazione dell'uomo a una completezza verso l'autodeterminazione individuale e l'affermazione di sé, al di là delle mutilazioni interiori e collettive imposte dalla società, IL CAVALIERE INESISTENTE è la conquista dell'essere, l’inesistenza (esistenza priva di individualità fisica) munita di volontà e coscienza. Al guerriero che non esiste Agilulfo, Calvino affianca lo scudiero Gurdulù (esistenza munita di fisicità ma priva di coscienza) e altri protagonisti che cercano se stessi.

    Per raccontare la sua storia, Calvino usa il personaggio della monaca scrivana, come fosse lei a narrare, che non ha alcuna funzione nella trama. Utilizza un io fuori dalla narrazione per mantenere una freddezza oggettiva, un distacco che non gli consenta di avvicinarsi o immedesimarsi ai tratti psicologici dei suoi eroi, dovendo alternare slanci spontanei e autocontrollo, eccetera.

    Calvino attinge qui al materiale narrativo preesistente, (la tradizione epica cavalleresca, il Boiardo, l’Ariosto sino a quella più popolare di antica data) ma i riferimenti pur così lontani dicono qualcosa che toccano più da vicino le realtà individuali e collettive del nostro tempo.

    said on 

  • 2

    questo libro non è bello nè brutto. Tratta diversi temi: la ricerca di sè; della vita dei cavalieri; e dell' inesistenza della perfezione e questa è la parte che mi a spinto a continuare il libro. Ma ...continue

    questo libro non è bello nè brutto. Tratta diversi temi: la ricerca di sè; della vita dei cavalieri; e dell' inesistenza della perfezione e questa è la parte che mi a spinto a continuare il libro. Ma la parte che non mi è piaciuta di questo libro è la narrazione lenta e passare da un protagonista all'altro senza un nesso.Ma forse non mi è piaciuto molto perchè non sono una appassionata di romanzi cavallereschi.

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