El caballero inexistente

By

Publisher: Ediciones Siruela, S.A.

4.0
(9556)

Language: Español | Number of Pages: 137 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Chi traditional , German , Italian , French , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 847844422X | Isbn-13: 9788478444229 | Publish date:  | Edition 5

Translator: Esther Benítez

Also available as: Others , Mass Market Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

Do you like El caballero inexistente ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
La voz del caballero Agilulfo llegaba metálica desde dentro del yelmo cerrado, como si no fuera una garganta sino la propia chapa de la armadura la que vibrase. Y es que, en efecto, la armadura estaba hueca,Agilulfo no existía. SÛlo a costa de fuerza de voluntad, de convicciÛn, había logrado forjarse una identidad para combatir contra los infieles en el ejército de Carlomagno. Agilulfo puso todas sus fuerzas en un orden deseado y lo hizo con tal sentido de la exactitud que consiguiÛ robar el corazÛn a la altiva amazona Bradamante. En esta hermosa fábula sobre la identidad, sobre la diferencia entre ser y creer que se es, Calvino se pregunta la razÛn por la que un hombre es amado, por la que otro desea vengarse, por la que un tercero se considera hijo, amante, amigo o caballero. La respuesta se encuentra tal vez en la pregunta misma, en su melancolía y su extrañeza.
Sorting by
  • 4

    E’ nota la passione di Calvino per “L’Orlando Furioso”, ma ora i paladini Orlando, Astolfo, Rinaldo & C. sono dei veterani che si vantano a tavola delle loro passate imprese. E il vecchio Carlomagno h ...continue

    E’ nota la passione di Calvino per “L’Orlando Furioso”, ma ora i paladini Orlando, Astolfo, Rinaldo & C. sono dei veterani che si vantano a tavola delle loro passate imprese. E il vecchio Carlomagno ha problemi di memoria. I protagonisti de “Il cavaliere inesistente” sono altri: il cavaliere Agilulfo che sa di non esistere, lo scudiero Gurdulù che ignora di essere al mondo, il giovane Rambaldo e la guerriera Bradamante.
    Riletto dopo più di trent’anni, il romanzo fa divertire e riflettere. Si legge ne “Il visconte dimezzato” che “alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane”. Qui l’argomento viene ripreso e tutti provano una insoddisfazione che li porta a cercare fuori quel qualcosa che gli manca dentro. Ad esempio Rambaldo insegue Bradamante perché “ricerca una certezza d’esserci che solo la donna gli può dare”, mentre Bradamante insegue Agilulfo perché – dicono le malelingue - “quando una si è tolta la voglia di tutti gli uomini esistenti, l’unica voglia che le resta può essere solo quella d’un uomo che non c’è per nulla” . E Agilulfo? E’ una vuota armatura, sorretta esclusivamente dalla forza di volontà, che concentra in sé “l’ostinazione d’esserci, di marcare un’impronta, di fare attrito con tutto ciò che c’è”. Tutte queste armature potrebbero così essere il ruolo che le persone ricoprono nella vita quotidiana e l’involucro che le ripara e identifica nei rapporti sociali. E quando le persone arrivano a casa la sera e si tolgono elmi e corazze, dopo una lunga giornata di battaglie, che cosa rimane sotto?
    In questa rilettura la mia attenzione si è però concentrata sull’io narrante ovvero Suor Teodora. E' lei che scrive la storia in un convento per penitenza. E chi c’è dietro i suoi pensieri se non lo stesso Calvino? Riflessioni sulla fatica e la disciplina dello scrivere, sull’”assidua penitenza del cercare parole e il meditare la sostanza ultima delle cose”, con gli inevitabili momenti di scoramento. “E’ dura, è dura. Dalla finestretta vedo un’ansa del fiume, giovani villani spogliati che fanno il bagno e ragazze che anch’esse tolte le vesti scendono a bagnarsi. Potrei esserci anch’io, ma la nostra santa vocazione vuole che si anteponga alle caduche gioie del mondo qualcosa che poi resta. Che resta … se poi anche questo libro, e tutti i nostri atti di pietà, compiuti con cuori di cenere, non sono già cenere anch’essi … più cenere degli atti sensuali là nel fiume, che trepidano di vita e si propagano come cerchi nell’acqua ...”.
    Ma questo libro non è destinato a diventare cenere, perché si rivela soprattutto una festa dell’immaginazione. Ancora Suor Teodora: “Quel che non so cerco d’immaginarmelo; se no come farei? Sotto la mia cella è la cucina del convento. Mentre scrivo sento l’acciottolio dei piatti di rame e stagno. Ieri scrivevo della battaglia e nell’acciottolio dell’acquaio mi pareva di sentir cozzare lance contro scudi e corazze. E così quello che le mie orecchie udivano, i miei occhi socchiusi trasformavano in visioni e le mie labbra silenziose in parole e la penna si lanciava per il foglio bianco a rincorrerle” .
    E a me piace immaginare Italo Calvino che, chiuso nel suo studio mentre sta scrivendo il romanzo, sente arrivare dalla cucina di casa sua i suoni che ispireranno le parole e le avventure di questo romanzo.

    said on 

  • 4

    A dire il vero, "Il visconte dimezzato" mi è piaciuto maggiormente. Però anche in questo libro Calvino riesce a escogitare delle ottime trovate. Una lode sicura va all'intreccio della storia.

    said on 

  • 3

    Segue su http://papersrain.blogspot.it/2017/04/oggi-vi-racconto-il-cavaliere.html

    Terzo della trilogia I nostri antenati e pubblicato nel 1959, Il cavaliere inesistente è ambientato nell'epoca di Carlo Magno e narra le avventure del cavaliere Agiululfo, il quale non possiede un cor ...continue

    Terzo della trilogia I nostri antenati e pubblicato nel 1959, Il cavaliere inesistente è ambientato nell'epoca di Carlo Magno e narra le avventure del cavaliere Agiululfo, il quale non possiede un corpo ma solo un'armatura. Proprio per questo motivo, il cavaliere è vittima di derisione da parte dei suoi compagni d'arma, sebbene sia il miglior soldato che si sia mai visto. In contrapposizione, vi è il povero contadino Gurdulù, che verrà affidato da Carlo Magno come scudiero di Agilulfo. ...

    said on 

  • 0

    IL CAVALIERE INESISTENTE

    TOMMASO GARIBOLDI 2B.......Questo libro non mi è piaciuto molto percè si alternano parti scorrevoli con parti noiose e non avvincenti.
    La parte della storia che mi ha coinvolto di più è stata quella i ...continue

    TOMMASO GARIBOLDI 2B.......Questo libro non mi è piaciuto molto percè si alternano parti scorrevoli con parti noiose e non avvincenti.
    La parte della storia che mi ha coinvolto di più è stata quella in cui si parla di uno scudiero di nome GURDULU'.
    Se potessi cambiare la storia sostituirei la parti noiose con altre più entusiasmanti.
    Consiglierei questo libro a una persona che ha molto tempo da leggere e quasi oserei dire di sprecare un po' di tempo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    "O morto, tu hai quello che io mai ebbi nè avrò: questa carcassa."

    "O morto, tu hai quello che io mai ebbi nè avrò: questa carcassa. Ossia, non l'hai: tu sei questa carcassa, cioè quello che talvolta, nei momenti di malinconia, mi sorprendo a invidiare agli uomini es ...continue

    "O morto, tu hai quello che io mai ebbi nè avrò: questa carcassa. Ossia, non l'hai: tu sei questa carcassa, cioè quello che talvolta, nei momenti di malinconia, mi sorprendo a invidiare agli uomini esistenti. Bella roba! Posso ben dirmi privilegiato, io che posso farne senza e fare tutto. Tutto - si capisce - quel che mi sembra più importante; e molte cose riesco a farle meglio di chi esiste, senza i loro soliti difetti di grossolanità, approssimazione, incoerenza, puzzo. E' vero che chi esiste ci mette sempre anche un qualcosa, una impronta particolare, che a me non riuscirà mai di dare..."

    said on 

  • 4

    Agilulfo e Rambaldo

    Anobii è la mia città e Calvino lo sceneggiatore dei miei sogni e questa volta con uno sguardo al futuro. Dove se non qui potrei essere Bradamante innamorata di Agilulfo anche se sono solo suor Teodor ...continue

    Anobii è la mia città e Calvino lo sceneggiatore dei miei sogni e questa volta con uno sguardo al futuro. Dove se non qui potrei essere Bradamante innamorata di Agilulfo anche se sono solo suor Teodora e poi di nuovo la Bradamante felice che corre incontro a Rambaldo che è venuto a cercarla.
    “Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez era certo un modello di soldato; ma nella realtà era antipatico a tutti ed è per questo che si rifugiava dietro una armatura”. Una armatura che contenendo cento, mille dei suoi sé non poteva che essere vuota perché uno che è, è soltanto uno e non dissociabile in tanti. Egli è uno che pensa ed i suoi pensieri sono sempre determinati ed esatti ma non perché siano determinati ed esatti ma perché ogni suo sé è il sé che l’altro vuole, è il sé che dice quelle cose che l’altro vuole sentirsi dire. Vaga da una “armatura ad un’altra” a volte è un bimbo in fasce, a volte un ometto in fieri, o una fanciulla con i tacchi a spillo o con una folta chioma di capelli rossi, una fanciulla che tiene per mano il bambino dei suoi sogni, un giovane con lunghi capelli biondi che sulla cima di un monte guarda verso l’infinito, un giovane scherzoso e con l’espressione impertinente, un altro con l’espressione da giovane intellettuale e con la pipa da vecchio commissario di polizia, un altro è un attempato signore con occhiali e infine è anche una città, un simbolo, un amore, una passione inconfessata e tutti sono Agilulfo. Bradamante non sapeva, non poteva amarne cento o mille e per questo si era convinta che tutti quelli fossero uno e quando Agilulfo lasciò cadere l’armatura senza farsi però ancora una volta vedere, Bradamante si rifugiò in convento e divenne Suor Teodora. Considerate che Agilulfo, quello vero, aveva una strana passione per le suore del convento, era stato sempre attratto da quella passione mistica che le faceva sentire unite al loro Signore, a quella devota passione che non conosceva dubbi. Come avrebbe potuto Bradamante non amare colui il quale a qualsiasi ora era lì, anche alle 2 o alle 4 di notte a meno che non fosse dall’altra parte del mondo dove il sole si è già alzato, a rispondere alle sue domande, a dare un feed, a condividere dubbi e certezze. E così venne un giorno in cui Agilulfo nelle sembianze di Rambaldo ma che lei credeva Agilulfo si buttò su di lei, lei aprì gli occhi, si accorse dell’inganno e lo respinse. “Se infelice è l’innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte piú infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato.”
    E poi successe qualcosa che nessuno si aspettava sarebbe mai successa: “Ecco, si sente un cavallo venir su per la ripida strada, ecco che si ferma proprio qui alla porta del monastero. Il cavaliere bussa”. Dalla finestrella non si riesce a vederlo, ma se ne intende la voce è Agilulfo, è Rambaldo

    said on 

Sorting by
Sorting by