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El cartero de Neruda

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Publisher: Plaza & Janes

3.9
(3113)

Language:Español | Number of Pages: 140 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Polish , Portuguese , French

Isbn-10: 8401620570 | Isbn-13: 9788401620577 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
Un sociólogo diría que la única manera de ascender socialmente en Isla Negra (Chile) es abandonar el oficio de pescador y convertirse en cartero. El problema es que allí sólo hay una persona que recibe y envía correspondencia: Pablo Neruda. Pero al joven Mario Jiménez eso no le importa, antes bien, es su única motivación, pues admira al poeta y anhela conocerlo. Además, está enamorado de una isleña y necesita que alguien le corrija sus cartas de amor...
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  • 5

    Impossibile non associare la figura di Massimo Troisi al protagonista Mario Jimenez durante la lettura di questo splendido romanzo. Rispetto al film cambia l'ambientazione sia temporale che geografica ...continue

    Impossibile non associare la figura di Massimo Troisi al protagonista Mario Jimenez durante la lettura di questo splendido romanzo. Rispetto al film cambia l'ambientazione sia temporale che geografica, e in parte la trama, in particolare il finale, ma resta ed è ancora maggiore la poesia. Il romanzo rende molto bene anche il periodo storico, dalla fase precedente la vittoria elettorale di Salvador Allende, fino al dopo golpe.

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  • 4

    L'autore racconta in questo libro breve ma intensissimo lo sbocciare di una profonda amicizia tra due personaggi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla scoperta che "il mondo intero sia la metafo ...continue

    L'autore racconta in questo libro breve ma intensissimo lo sbocciare di una profonda amicizia tra due personaggi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla scoperta che "il mondo intero sia la metafora di qualcosa".
    E la poesia, appunto, con le sue metafore, manifesta il potere magico delle parole, legando la vita di Mario a quella del poeta Neruda prima e a quella di Beatrice in seguito.
    Apparentemente scritto di getto in uno stile colloquiale dalla caustica ironia, credo che in realtà sia il risultao di un lavoro in cui ogni parola è pensata e pesata. Perchè proprio come afferma il protagonista “«Le parole bisogna assaporarle. Bisogna lasciare che si sciolgano in bocca».”
    Quattro stelle per un motivo forse futile: innamorata della versione cinematografica che ne ha in parte snaturato la trama, devo ammettere che il libro non è riuscito a commuovermi così profondamente come il film...

    said on 

  • 4

    Era il lontano 2006 quando sedicenne, confusa e "boh, mi faccio ispirare dalla copertina" il fato mi ha messo sulla buona strada e mi ha fatto incontrare "Il ballo della vittoria", Skàrmeta.. Un roman ...continue

    Era il lontano 2006 quando sedicenne, confusa e "boh, mi faccio ispirare dalla copertina" il fato mi ha messo sulla buona strada e mi ha fatto incontrare "Il ballo della vittoria", Skàrmeta.. Un romanzo meraviglioso, poetico e sì, indimenticabile.
    Non i sono mai azzardata a leggere un secondo libro dell'autore, finché di nuovo il fato non ha forzato la mano e "Il postino di Neruda" mi è letteralmente 'caduto addosso', guardandomi tipo Bambi quando gli muore la mamma e con un prezzo che solo un folle avrebbe ignorato!
    *FINE SENTIMENTALISMI DELLA MIA VITA*

    La cosa del libro è che è un'opera prima e un po' si sente, anche se stranamente non a livello stilistico (ci torno!): la storia è troppo veloce, non c'è molta caratterizzazione e alcuni passaggi sono un po' oscuri.. Il libro è piccino assai - 120 pagine - ma copre circa tre anni e TANTA storia cilena.. Insomma, un'analisi più approfondita non mi sarebbe affatto dispiaciuta e anzi, forse sarebbe stata addirittura necessaria vista la mia assoluta e vergognosa ignoranza a riguardo!

    La parte che mi ha conquistato in pieno e di cui avrei letto altre mille pagine è la scrittura di Skàrmeta; io non so nemmeno descrivervela, è di quel genere che "Se non conosci, non sai": poeticissima, musicale, intelligente.. Ma anche molto ironica e canzonatoria, e l'intervento dell'autore si sente spesso.. Non è mai ingombrante o invadente, attenzione.. E' semplicemente.. 'calda'.
    Sì, ok, sembra che io stia lanciando random aggettivi.. Ma vi giuro, a me ha ipnotizzato!!

    Menzione d'onore per Rosa vedova, mamma di Beatriz, che è un personaggio MITOLOGICO.. L'ho amata tantissimo!! Donna scaltra, intelligente e senza peli sulla lingua, ma anzi, dotata di una grande capacità di parlare per metafore proprio come Neruda.. Da conoscere e amare, garantito!!

    "La implroro", proferì la donna, "di intimare a quel tale Mario Jiménez, postino e plagiario che a lei si ispira e con lei si confida, di astenersi da oggi e per tutta la vita dal vedere mia figlia. E gli dica che, qualora ciò non avvenisse, io stessa mi incarico personalmente di strappargli gli occhi, come a quell’altro postino, quell fesso di Michele Strogoff”.
    […] “Mario Jiménez” disse senza guardarlo, “sei pallido come un sacco di farina”. Il ragazzo lo seguì in terrazza, dove il poeta tentò di aspirare profondamente la brezza del mare.
    “Don Pablo, se fuori sono pallido, dentro sono livido”.
    “Non saranno gli aggettivi a salvarti dai ferri roventi della vedova Gonzàlez. Già ti vedo consegnare lettere con un bastone bianco, un cane nero e le orbite degli occhi vuote come il borsellino di un mendicante”.
    “Se non posso vederla, a che mi servono gli occhi!”

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  • 4

    ... dietro le parole non c'è niente. Sono fuochi d'artificio che si disfano nell'aria.

    Prima che cominciasse, dovevo leggerne almeno la trama. Era una cosa giusta consegnare alla cittadella della mia coscienza qualche nozione utile per percorrere meandri della memoria di un giovane uomo ...continue

    Prima che cominciasse, dovevo leggerne almeno la trama. Era una cosa giusta consegnare alla cittadella della mia coscienza qualche nozione utile per percorrere meandri della memoria di un giovane uomo, anfratti bui, paradossi, scoprendoli in una moltitudine infinita. Era l'unica cosa che servisse al completamento della sua storia.
    Il suo animo romantico planava lentamente ma con regolarità nei cuori degli uomini, e man mano che indugiava nei meandri della loro memoria, la sua aura lucente brillava d'intensità. Ristagnava nell'aria, riluceva lentamente, come se un pulviscolo di cenere la coprisse. Era l'anno di maggior spicco per il poeta Pablo Neruda. Le sue poesie, zeppe di distrazioni amorose e realistiche, penetravano nel cuore di chi legge come un eco perduto nelle profondità di un pozzo, nel ricordo di chi l'aveva scritte.
    Lasciando la mia camera e chiudendo la porta su un mondo di cui non riesco più a contemplarne le meraviglie, mi sono inoltrata in un piccolo paesino della Spagna, decisa di perlustrarlo, camminando per quanto possibile pur di scorgere qualche segno di vita. Il che mi permise di stabilire in quale nuova storia mi fossi imbarcata.
    Non dovetti aspettare molto. Lungo una strada polverosa, un adolescente un po' ingenuo e sognatore, accompagnò la mia avanzata lenta, trasmettendomi un gradevole senso di pace.
    Staccandomi dalla realtà, mi inoltrò in un labirinto di cui conoscevo già l'uscita. Mi trovai in un mondo stranamente quieto e silenzioso. Col fresco respiro della giovinezza che inondava le mie radici, in compagnia di un uomo che alimenta la sua anima con la solitudine delle sue poesie, che mi tranquillizzò e mi allargò il cuore. Era forse un mondo in cui avrei trovato dei pericoli? Ai miei occhi non appariva così. Quest'uomo, questo ragazzo, poesie che mi trasmettevano innumerevoli segni di vita, e in ogni pietra, ogni piccola stradina riconobbi la provenienza di questa storia difficile da rinnegare.
    Più mi muovevo fra le sue pagine allontanandomi dalla realtà circostante, più quell'impressione si faceva profonda.
    Probabilmente ero troppo assorta dalla storia. Oppure la fama letteraria che mi restava ancora in corpo mi aveva indotto a ritagliarmi un posticino tutto mio senza neanche accorgermene.
    Per quanto breve fosse stato questo mio viaggio, quando riposi il romanzo sullo scaffale, assieme ai suoi compagni, immerso nella pace del giorno, non me la sentii di allontanarmi troppo da questa nuova realtà parallela. Se fossi tornata non avrei più saputo trovarne la strada. Mi mossi in mezzo a ombre amiche che si tenevano per mano, tenendomi a breve distanza da cui non li perdevo di vista.
    Leggendo Il postino di Neruda tutto d'un fiato, ho intuito come tutto sembrasse profondo, impregnato di un romanticismo sano e profondo con la quale la fugacità di un breve atto d'amore investiva immediatamente col l'atto più eclatante. Lo specchio col quale i personaggi professano l'arte delle metafore ma riconosce che, dietro le parole, non c'è niente. Fuochi d'artificio che si disfano nell'aria.
    Acquietando il loro animo, provando emozioni e ricordi che li facciano convivere con la realtà circostante. Sprazzi di vita passata, lontana. Agglomerato di pensieri e sogni, speranze e delusioni, sospese nell'aria stagnante, impossibili d'annullare del tutto. Ennesime foglie di un grande albero umano, nonché storia di un ricordo che perpetua nel tempo.
    Inno all'amore e alla poesia, l'opera affronta alcune questioni relative alla società e alla politica di un epoca non molto dissimile alla nostra. Ed, richiamo costante agli affetti repressi, alla libertà d'azione, alla supremazia, all'amore vero, è una poesia d'amore che diviene oggetto di ispirazione per una serie infinita di soggetti e il terreno ideale per l'indagine accurata del rapporto amoroso che lega due persone.
    Perfetto per trascorrere qualche oretta in piacevole compagnia, Il postino di Neruda ha l'intensità di un sentimento contro natura che danna due sconosciuti a una dipendenza anormale e insalubre, quanto intensa e perpetua.

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  • 0

    bueno

    Una historia muy buena, fácil y emotiva. Contiene tanto sentimiento y tanta poesía, que me rovocó buscar información sobre Chile y Neruda para comprobar si lo que ponía era cierto.
    Aconsejable 100% ...continue

    Una historia muy buena, fácil y emotiva. Contiene tanto sentimiento y tanta poesía, que me rovocó buscar información sobre Chile y Neruda para comprobar si lo que ponía era cierto.
    Aconsejable 100%

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  • 3

    meh

    interessante. come tutta la letteratura latinoamericana: strano. eppure c'è chi direbbe che siamo una razza una fazza.

    eccitante. ma non è mica tutto lì. anzi. il sesso è infuocato ma davvero più marg ...continue

    interessante. come tutta la letteratura latinoamericana: strano. eppure c'è chi direbbe che siamo una razza una fazza.

    eccitante. ma non è mica tutto lì. anzi. il sesso è infuocato ma davvero più marginale di quello che si potrebbe credere. Skàrmeta è un poeta, e si sente. consigliato a chi sa andare al di là.

    piesse: capisco perché il film abbia avuto un gran successo, è il Paradiso dei ragazzini alle prese con la pubertà e degli uomini che non l'hanno mai superata! peccato, il libro è meglio. ma il film è ben fatto.

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  • 3

    Metafore

    "Ma lei non legge le parole, se le inghiotte, signora mia. Le parole bisogna assaporarle. Bisogna lasciare che si sciolgano in bocca."

    E io non l'ho fatto. Non ho dato la giusta considerazione a quest ...continue

    "Ma lei non legge le parole, se le inghiotte, signora mia. Le parole bisogna assaporarle. Bisogna lasciare che si sciolgano in bocca."

    E io non l'ho fatto. Non ho dato la giusta considerazione a questo libretto. Dovevo leggerlo d'un fiato e assaporare ogni parola e ogni vivida immagine.

    Questa letteratura latino-americana non è poi così male.

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  • 5

    Confesso che avevo visto il film quando era uscito, abbastanza anni fa, e conservo un bellissimo ricordo di quella serata. Mi commossi tanto sia per la storia in sé sia per la fine tragica del braviss ...continue

    Confesso che avevo visto il film quando era uscito, abbastanza anni fa, e conservo un bellissimo ricordo di quella serata. Mi commossi tanto sia per la storia in sé sia per la fine tragica del bravissimo Troisi.
    Il libro non poteva essere da meno ovviamente ma ha in più una ironia e una piacevolezza di lettura che pochi libri hanno.
    I dialoghi sono brillanti, le battute esilaranti e dispiace a volte che siano solo un centinaio di pagine e non di più.

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