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El club Dumas

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Publisher: EDICIONES ALFAGUARA, S.A. - GRUPO SANTILLANA

3.9
(2320)

Language:Español | Number of Pages: 496 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French , Portuguese

Isbn-10: 8420474703 | Isbn-13: 9788420474700 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
¿Puede un libro ser investigado policialmente como si de un crimen se tratara, utilizando como pistas sus páginas, papel, grabados y marcas de impresión, en un apasionante recorrido de tres siglos? Lucas Corso, mercenario de la bibliofilia, cazador de libros por cuenta ajena, debe encontrar respuesta a esa pregunta cuando recibe un doble encargo de sus clientes: autentificar un manuscrito de Los tres mosqueteros y descifrar el enigma de un extraño libro, quemado en 1667 con el hombre que lo imprimió.
«Un auténtico thriller, una trama maravillosamente compleja.» The New York Times Book Review
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  • 3

    Romanzo di facile lettura ma mantiene un po' meno di quello che promette. Come spesso succede nei libri di suspense, quando il mistero si svela lascia un po' di amaro in bocca. In ogni caso un'onesta lettura di intrattenimento.

    said on 

  • 4

    E ciascuno ha il diavolo che si merita

    Bibliofilo, mercenario e cacciatore di libri su commissione, Lucas Corso viene ingaggiato per verificare l'autenticità di un capitolo manoscritto de "I Tre moschettieri" e decifrare l'enigma nascosto in un testo raro e malvagio: "Le nove porte del regno delle ombre", di cui ormai esistono solo tr ...continue

    Bibliofilo, mercenario e cacciatore di libri su commissione, Lucas Corso viene ingaggiato per verificare l'autenticità di un capitolo manoscritto de "I Tre moschettieri" e decifrare l'enigma nascosto in un testo raro e malvagio: "Le nove porte del regno delle ombre", di cui ormai esistono solo tre copie dopo che il suo autore, Aristide Torchia, è stato bruciato vivo sul rogo dalla Santa Inquisizione alla metà del '600. Perché sospettato di aver scritto quel libro sotto dettatura di Lucifero. Il libro è un manuale di magia nera, uno strumento per convocare le tenebre. E qualcosa davvero diventa inquietante, in questa caccia al dettaglio e alla comparazione delle uniche tre copie pervenute a noi, perché Corso viene aggredito, e qualcuno comincia a morire...Nella sua ricerca degli errori contenuti nelle nove tavole che accompagnano il manuale Corso si sposta da Lisbona a Toledo a Parigi, in un viaggio che lo porta a contatto con letterati, bibliofili, librai, rilegatori, restauratori, tra pericolose seduzioni e tradimenti.
    Ma siccome Perez-Réverte è scrittore raffinatissimo, il romanzo si presta a diversi livelli di lettura. Ci sarà quindi il lettore che lo vedrà come un divertissement zeppo di finezze letterarie; quello che dovrà concedergli l'assoluta concentrazione che il gioco esige ( e che pertanto dovrà fare ricorso alla propria abilità enigmistica): "il gioco è l'unica attività universalmente seria. Per quanto incredulo uno sia, se vuole partecipare non ha altra scelta che attenersi alle regole. Accade la stessa cosa quando si legge un libro: bisogna accettare la trama e i personaggi per goderci la storia"; chi vedrà nel "Club Dumas" un appassionato omaggio al mondo dei feuilleton di Dumas e di Sabatini, di quei "libri magici, che ci hanno fatto amare la letteratura senza legarci a dogmi né insegnarci lezioni sbagliate"; chi lo amerà perché trasuda d'amore verso il libro in sé, quale opera dell'arte e dell'ingegno, e quale oggetto. La nostalgia per una certa carta, una particolare legatura, un modo unico di costruire una copertina; e per l'odore della colla, della pelle, delle rilegature in marocchino, zigrino o vitello, viene ribadita anche con la tristezza verso il presente: "Tra un secolo tutto quello che c'è oggi nelle librerie sarà scomparso. Ma questi volumi stampati duecento o cinquecento anni fa resteranno intatti. Abbiamo i libri, come il mondo, che ci meritiamo..."
    Capita quindi che il feuilleton si intrecci con il giallo, la letteratura con la fantasia; in un pastiche che sfida l'intelletto e l'immaginazione, diverte come solo i feuilleton sapevano divertire, e mescola azione e riflessione. Capita che Lucifero diventi un paladino della libertà - e ribadisca il suo essere strumento per la conoscenza.
    E che non sia poi così brutto come dicono.

    said on 

  • 3

    Innanzitutto, ritengo sbagliate le recensioni in internet che classificano questo romanzo come un thriller: non lo è. Il club Dumas è un romanzo in cui la suspence è presente, certo, ma gli mancano le caratteristiche principali del genere thriller: la trama tende a volte ad essere piuttosto lenta ...continue

    Innanzitutto, ritengo sbagliate le recensioni in internet che classificano questo romanzo come un thriller: non lo è. Il club Dumas è un romanzo in cui la suspence è presente, certo, ma gli mancano le caratteristiche principali del genere thriller: la trama tende a volte ad essere piuttosto lenta e piatta (l'autore è attentissimo alla psicologia dei personaggi) e i colpi di scena sono, a mio parare, del tutto assenti. Nella lettura del romanzo è evidentissima l'erudizione dell'autore, specialmente sui libri antichi, di cui fa sfoggio fino allo stremo, anche se ho trovato molto piacevoli i discorsi sui Tre moschettieri di Dumas. La vera, grandissima, pecca di questo romanzo è il finale: banalissimo.
    Spezzo anche una lancia in favore del film La nona porta, tratto dal romanzo. L'ho trovato piacevole, sebbene nella trama della pellicola sia stato eliminato ogni accenno a Dumas, concentrandosi solamente sulle vicende occulte: scelta azzeccatissima da parte del regista, secondo me, altrimenti il film sarebbe stato davvero noioso.

    said on 

  • 4

    bellissimo divertissement.
    si sorride in continuazione e fà vedere fino a dove può arrivare la letteratura, la fantasia e la cultura
    letto don fame pur capendo che non avrei raccolto tutte le sfumature, le citazioni ed i riferimenti.
    ironia e intelligenza, azione e meditazione.< ...continue

    bellissimo divertissement.
    si sorride in continuazione e fà vedere fino a dove può arrivare la letteratura, la fantasia e la cultura
    letto don fame pur capendo che non avrei raccolto tutte le sfumature, le citazioni ed i riferimenti.
    ironia e intelligenza, azione e meditazione.
    cosa si può volere di più da un libro?

    said on 

  • 2

    Il club Dumas (o L'ombra di Richelieu) è un romanzo di Arturo Pérez-Reverte, pubblicato nel 1993 e dal quale è stato tratto il film dal titolo La nona porta, diretto da Roman Polanski. Il libro contiene alcune illustrazioni di Francisco Solé, disegnate dietro indicazione di Arturo Pérez-Reverte.< ...continue

    Il club Dumas (o L'ombra di Richelieu) è un romanzo di Arturo Pérez-Reverte, pubblicato nel 1993 e dal quale è stato tratto il film dal titolo La nona porta, diretto da Roman Polanski. Il libro contiene alcune illustrazioni di Francisco Solé, disegnate dietro indicazione di Arturo Pérez-Reverte.
    Un importante e anziano collezionista spagnolo, Enrique Taillefer, la cui raccolta di libri antichi è fra le più famose al mondo, commissiona al migliore amico di Corso, Flavio La Ponte, la vendita di un capitolo manoscritto della prima edizione de I tre moschettieri di Alexandre Dumas, che porta il nome de “Il Vino d'Angiò”. Il signor Taillefer però muore prematuramente; si sarebbe impiccato al lampadario dello studio.
    Qui entra per la prima volta in scena Corso, che viene incaricato dal suo confidenziale amico La Ponte, dubbioso sull’autenticità del fascicolo Dumas del defunto Taillefer, per riuscire a scoprire se è originale. Corso ha inizialmente un colloquio con Boris Balkan, influente appassionato di libri antichi che non riesce comunque a provare l’autenticità del capitolo de “I tre Moschettieri”, o almeno non vuole. Quindi Corso si reca presso la villa della vedova Taillefer, Liana Lasauca. La vedova garantisce a Corso l’autenticità del documento in suo possesso, non riuscendo comunque a comprendere il motivo per cui suo marito avrebbe venduto quell'originale di Dumas, a cui era tanto affezionato. Quello stesso giorno Corso ha appuntamento con Varo Borja, che così viene descritto: “…seguiva la pista di libri rari in ogni mezzo per impossessarsene…”, “…il suo catalogo non includeva mai più di una cinquantina di titoli scelti…”. Questa volta Corso arriva in ritardo, e ciò che lo aspetta non è una delle solite valutazione di libri ma una missione. È in un edificio moderno che lo aspetta il suo nuovo cliente che, sotto lo sfondo magico dell’Alcazar aperto dietro le grosse vetrate, gli mostra una delle più affascinanti e insolite collezioni di libri, l'argomento dei quali è il diavolo. Era stato il lavoro di una vita mettere insieme tutti quei libri, e qualcuno avrebbe potuto anche uccidere per averli. La “missione” di Corso riguarda però solo un’opera: Le Nove Porte Del Regno Delle Ombre di Aristide Torchia, uno dei tre identici volumi sparsi per l’Europa, uniche copie sopravvissute dacché il loro autore, accusato di aver scritto quel libro con la complicità di Lucifero in persona, era stato bruciato sul rogo dalla Santa Inquisizione. In fondo al volume nove incisioni, forse tratte dal Delomelanicon, il libro di Lucifero, unica "chiave" di un viaggio oscuro.
    Corso parte prima per Lisbona, poi per Parigi per confrontare la copia di Varo Borja con le altre due: una della collezione Fargas e l’altra della collezione Ungern. Un lungo viaggio attende il detective Corso: seduzioni pericolose, tradimenti e scienze occulte. Un viaggio affrontato assieme ad una ragazza, Irene, "un angelo caduto dal cielo". Due opere, “Il Vino d’Angiò” e “Le Nove Porte”, unite da un legame inspiegabile, un viaggio che, alla fine, appare come un teatrino guidato da forze sovrannaturali.
    Un libro che risulta caricato di troppe aspettative dall’autore, che poi nel finale risulta sbrigativo e quasi uno sminuendo della narrazione. Una piccola nota positiva è lo stile, che risulta molto attento e non approssimativo, ma che allo stesso modo lungo tutto il corso della narrazione spesso scade nella noia e nella pesantezza; c’è anche da dire che in alcuni punti la narrazione poteva essere velocizzata, e invece si sta li a leggere pagine e pagine che risultano superflue. Le storie poi non è che si intreccino così bene, e sembra di stare a leggere una vita in sequenza di Corso. Un libro che ha le intenzioni e le pretese di pura erudizione letteraria, infatti l’autore inserisce qui e li citazioni su citazioni, che sembrano voler avvicinarsi all’impostazione di Eco, ma che poi ne viene sopraffatto.
    Come già detto ne è stato tratto anche un film liberamente ispirato.

    Trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=cS44YABg_XE

    Che sicuramente non vedrò. Pérez-Reverte apprezzo la tua minuziosa ricerca – con i vari documenti corredati –, però cavolo più leggerezza, più leggerezza: non sonnifero per i lettori.

    said on 

  • 0

    Foi com grande expectativa que comecei a ler este livro, e fiquei a sentir-me desapontada quando o acabei.
    Foi como que um suplício lê-lo, pois estive praticamente todo o livro à espera que as coisas se tornassem mais interessantes e que o mistério, contribuísse para me cativar.
    Mas a ...continue

    Foi com grande expectativa que comecei a ler este livro, e fiquei a sentir-me desapontada quando o acabei.
    Foi como que um suplício lê-lo, pois estive praticamente todo o livro à espera que as coisas se tornassem mais interessantes e que o mistério, contribuísse para me cativar.
    Mas a verdade é que nada disso aconteceu, a narrativa dava voltas e voltas e nunca saía do mesmo lugar, e no fim fomos parar praticamente de volta ao início, achei que podia ter sido melhor, mas sinceramente não gostei.
    A sinopse faz muito alarde e depois há muita palha pelo meio que dá cabo de tudo e no final nada se resolve, enfim...

    said on 

  • 2

    Ho fatto fatica a terminarlo. Non ho capito se è un atto d'amore per Dumas ed il romanzo d'appendice o un tentativo di raccontare delle aspirazioni dell'uomo di conoscere il diavolo (o la sapienza). Romanzo brutto ed inconcludente. L'unico vantaggio è che mette voglia di rileggere "i tre mosche ...continue

    Ho fatto fatica a terminarlo. Non ho capito se è un atto d'amore per Dumas ed il romanzo d'appendice o un tentativo di raccontare delle aspirazioni dell'uomo di conoscere il diavolo (o la sapienza). Romanzo brutto ed inconcludente. L'unico vantaggio è che mette voglia di rileggere "i tre moschettieri", la cui saga lessi alle scuole medie.

    said on 

  • 3

    Bella narrazione...meno la storia

    Il tipo di narrazione (inclusi i salti dalla terza alla prima persona) meriterebbero anche 4 stelline, per come riescono a incuriosire il lettore e invogliarlo a continuare.
    La soluzione del groviglio fra le due storie (I 3 moschettieri e Le nove porte) e il moltiplicarsi di personaggi e sc ...continue

    Il tipo di narrazione (inclusi i salti dalla terza alla prima persona) meriterebbero anche 4 stelline, per come riescono a incuriosire il lettore e invogliarlo a continuare.
    La soluzione del groviglio fra le due storie (I 3 moschettieri e Le nove porte) e il moltiplicarsi di personaggi e scenografie (incluse le tante descrizioni e i diversi dialoghi superflui) ne meritano a malapena 3: sbrigativa, quasi tronca e per nulla intrigante.
    Peccato davvero!

    said on 

  • 3

    Perez-Revert si ispira (saccheggia?) l'Umberto Eco del Nome della Rosa e del Pendolo di Foucault fino all'esplicito omaggio alla fine del libro, rifà il verso al Dan Brown del codice da Vinci e di Angeli e Demoni, gigioneggia persino con Dumas a cominciare dal titolo che ovviamente poco ha a che ...continue

    Perez-Revert si ispira (saccheggia?) l'Umberto Eco del Nome della Rosa e del Pendolo di Foucault fino all'esplicito omaggio alla fine del libro, rifà il verso al Dan Brown del codice da Vinci e di Angeli e Demoni, gigioneggia persino con Dumas a cominciare dal titolo che ovviamente poco ha a che fare con la trama del romanzo. Ne esce un simpatico pastiche, che perde gusto giusto nel finale quando il gioco si fa smaccato e l'autore stanco abborraccia le ultime pagine concludendo sottotono un romanzo che avrebbe meritato un finale più coerente. Tuttavia mi ha fatto venir voglia di riprendere in mano i Tre moschettieri e il Conte di Montecristo ed è forse un merito non disprezzabile

    said on 

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