El club de los optimistas incorregibles

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Publisher: RBA

4.2
(830)

Language: Español | Number of Pages: 752 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , Catalan , German , Greek

Isbn-10: 8498678285 | Isbn-13: 9788498678284 | Publish date:  | Edition 1

Translator: María Teresa Gallego Urrutia

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
Michel Marini tenía doce años en 1959. Eran los tiempos del rock'n roll y de la guerra de Argelia. Él era fotógrafo aficionado, lector compulsivo y jugador de futbolín en el café Balto de la plaza de Denfert-Rochereau, en París. En la sala de atrás de ese café conoce a Igor, a Léonid, a Sacha, a Imré y a todos los demás. Eran hombres, que habían cruzado el telón de acero para salvar el pellejo; dejaron atrás sus amores y a su familia, traicionaron sus ideales y todo cuanto eran. Se encontraron en París, en ese club de ajedrez de la sala de atrás de un café por el que también iban Kessel y Sartre. Y los unió un terrible secreto que Michel acabó por descubrir. Ese encuentro le trastocó para siempre la vida al muchacho. Porque todos eran unos optimistas incorregibles. Retrato generacional, reconstrucción minuciosa de una época, crónica agridulce de una adolescencia: Jean-Michel Guenassia da en el clavo con esta primera novela, que asombra tanto por lo ambicioso del proyecto cuanto por la ráfaga de autenticidad que recorre estas página.
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  • 4

    Il club degli incorreggibili ottimisti

    A volte ti capita di leggere dei libri che ti restano dentro.
    Dopo averti preso per mano, trascinandoti in una storia intensa e coinvolgente, ti lasciano un qualcosa di indefinito – una specie di morb ...continue

    A volte ti capita di leggere dei libri che ti restano dentro.
    Dopo averti preso per mano, trascinandoti in una storia intensa e coinvolgente, ti lasciano un qualcosa di indefinito – una specie di morbida carezza sull’anima – che non se ne va più via.
    Certo, forse è troppo presto per sostenere con certezza che “Il club degli incorreggibili ottimisti” appartenga a questa categoria: quella dei “romanzi della vita”. Però, come raramente capita, sono stato trascinato in questa storia lontana nel tempo come se un vortice improvviso mi avesse avvolto e risucchiato, regalandomi quelle emozioni che solo un bellissimo libro riesce a dare.
    Mi sono così completamente immedesimato nei panni del giovane protagonista – l’undicenne Michel Marini – ed assieme a lui ho percorso i cinque anni di strada attraverso cui si snoda la vicenda.
    Ho vissuto nella Francia del 1959, in un paese reduce da un grande conflitto mondiale e che si trova nuovamente impegnato in un una guerra, nella colonia algerina. Assieme a Michel sono stato al bar Balto ed ho fatto al conoscenza di una serie di personaggi enigmatici quanto estemporanei, arrivati da paesi lontani, che portavano tatuati sulle rughe del viso e su quelle dell’anima i retaggi di un passato doloroso e tragico, da cui erano stati costretti a scappare. Attraverso i flash back dei vari personaggi, ho potuto vivere momenti angoscianti come quelli della repressione della rivolta ungherese o delle purghe staliniane.
    Ma ho vissuto anche l’esistenza dello stesso Michel: i suoi problemi familiari, i conflitti con i genitori, la sua passione incondizionata per i libri, per la fotografia e per il rock and roll, il suo primo innamoramento….
    E così, pagina dopo pagina, questa storia potente e seducente mi ha avvolto tra le sue spire, con la sua melodiosa struttura ed il suo grande respiro.
    Credo che la particolarità di questo romanzo sia quella di essere riuscito a raccontare, facendo ricorso ad un metodo narrativo di indole piuttosto “leggera” (non lo ritengo un insulto: anzi, a volte sono le parole più semplici che riescono a trasmettere i messaggi più delicati e profondi), la Storia con la S maiuscola: quella più vera, più dolorosa, più autentica. E Guenassia ci è riuscito senza cadere nel tranello dei un’eccessiva pesantezza espositiva, evitando volutamente approfondimenti che sarebbero stati fuori luogo e concentrandosi principalmente sulla figura del protagonista: un ragazzo qualunque – anche se profondamente diverso dagli altri – che vive attraverso il confronto con personaggi esemplari un’esperienza unica, sentendo scorrere sulla sua giovane pelle la brezza della storia.
    Questo romanzo permette al lettore di respirare a pieni polmoni l'aria di un’Europa che ormai non c'è più, precipitandolo in un periodo storico di cui la letteratura recente si è occupata ben poco. L’insieme delle vicende, lascia trapelare una serie sconfinata di emozioni e di stati d’animo. Innocenza e scaltrezza, colpa e redenzione, amore e morte, si scontrano/confrontano durante le 700 pagine del racconto e lasciano nel lettore una senso di soddisfazione e di “appagamento letterario” difficile da riscontrare nel novero della letteratura contemporanea: e questo vuol dire davvero molto.
    Giudizio: un romanzo imperdibile.

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  • 2

    Quando di un libro non si ha nulla da dire credo sia sintomatico di un qualcosa che tra "lettore" e "lettura" non sia scattato, come una storia d'amore forzata che alla fine non nasce mai.

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  • 4

    La perdita come formazione

    Un libro che comincia con il funerale di un personaggio non identificato (viene identificato nelle pagine successive) e tu capisci al volo che si tratta del funerale di JP Sartre non può non piacerti! ...continue

    Un libro che comincia con il funerale di un personaggio non identificato (viene identificato nelle pagine successive) e tu capisci al volo che si tratta del funerale di JP Sartre non può non piacerti! Bel libro di formazione di una ragazzo parigino all'alba dei favolosi '60, in piena guerra d'Algeria. Gran giocatore di calcio balilla e gran lettore, Michel entra in contatto col mondo un po' misterioso del retrobottega di un bistrot del quartiere dove si radunano a giocare a scacchi degli immigrati politici, quasi tutti dell'Europa dell'Est. La formazione di Michel procede parallelamente al racconto di cosa ha portato in quel retrobottega tutte quelle persone, drammi il più delle volte, melodrammi qualche altra volta. C'è un filo comune tra gli immigrati (che si intuisce, checché ne dica la quarta di copertina, e quindi non sorprende più di tanto quando viene rivelato) e tensioni interpersonali, la più acuta delle quali viene chiarita nelle pagine finali del libro. E' un libro sulla perdita che forma la persona. Michel perde, in un modo o nell'altro, amici, fidanzate e parenti strettissimi. I frequentatori del bistrot hanno perso mogli, figli, professione e terra. Quest'ultima è persa anche dai cugini Pied Noir di Michel, cacciati dall'Algeria, e Pied Noir è lo stesso Guenassia.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Dopo Stoner un altro gran bel libro. Uno spaccato di vita di tanti personaggi interessanti, tra epoche piene di dramma e avvenimenti, uns storia più che originale che lascia la malinconia della fine d ...continue

    Dopo Stoner un altro gran bel libro. Uno spaccato di vita di tanti personaggi interessanti, tra epoche piene di dramma e avvenimenti, uns storia più che originale che lascia la malinconia della fine dell'età spensierata del protagonista.
    da leggere!

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  • 5

    Sono andato a Parigi, qualche tempo fa, una volta ci andavo piú spesso per trovare Isabelle - mi manca, ma questo é un altro discorso. Sono andato a Parigi ed ho corso alla Thulerie. Ed ho visto un bi ...continue

    Sono andato a Parigi, qualche tempo fa, una volta ci andavo piú spesso per trovare Isabelle - mi manca, ma questo é un altro discorso. Sono andato a Parigi ed ho corso alla Thulerie. Ed ho visto un bistrot che si chiama Balto. Bellissimo, ho fatto un selfie. Gran libro, lirico. Io me la ricordo cosí la citazione: "sei vivo, no? ed allora, vivi!". applausi, sipario

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  • 4

    APPASSIONANTE

    Un romanzo appassionante, dove la Storia con la S maiuscola si intreccia con quella con la s minuscola. Non ti molla mai, fino all'ultima parte dove tutto si chiude e trova l'inaspettata risposta. Con ...continue

    Un romanzo appassionante, dove la Storia con la S maiuscola si intreccia con quella con la s minuscola. Non ti molla mai, fino all'ultima parte dove tutto si chiude e trova l'inaspettata risposta. Consigliatissimo.

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  • 4

    Curioso e divertente

    Un adolescente in una Parigi alla fine della guerra di Algeria, tra rifugiati politici dell' Est in un clima di sospetto e ingenua vitalità. Si legge in un fiato e si passa poi il tempo per cercare di ...continue

    Un adolescente in una Parigi alla fine della guerra di Algeria, tra rifugiati politici dell' Est in un clima di sospetto e ingenua vitalità. Si legge in un fiato e si passa poi il tempo per cercare di capire. Va letto!

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  • 5

    "nella lettura c'è qualcosa di irrazionale, prima ancora d'aver letto si indovina subito se un libro ci piacerà o no."
    penso che basti questa citazione dello scrittore.
    la storia è costruita bene e ti ...continue

    "nella lettura c'è qualcosa di irrazionale, prima ancora d'aver letto si indovina subito se un libro ci piacerà o no."
    penso che basti questa citazione dello scrittore.
    la storia è costruita bene e ti porta via, non riesci a staccarti e sono storie vive, vere.
    che cosa ci può essere di meglio in una lettura
    o meglio ogni tanto ti stacchi e vai via con la tua testa , nei tuoi pensieri nelle tue storie di oggi o del passato, nei tuoi amori e negli errori.
    perchè in questo libro c'è qualcosa o un pensiero che è stato nostro e di tutti.
    ci ho trovato l'arte di raccontare ed il piacere della lettura.
    "e' così e non altrimenti"

    grande.

    esistesse un club così vorrei esserci dentro.
    adesso penso anche di organizzarlo.

    said on 

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