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El club de los optimistas incorregibles

By Jean-Michel Guenassia

(38)

| Paperback | 9788498678284

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Book Description

Michel Marini tenía doce años en 1959. Eran los tiempos del rock'n roll y de la guerra de Argelia. Él era fotógrafo aficionado, lector compulsivo y jugador de futbolín en el café Balto de la plaza de Denfert-Rochereau, en París. En la sala de atrás d Continue

Michel Marini tenía doce años en 1959. Eran los tiempos del rock'n roll y de la guerra de Argelia. Él era fotógrafo aficionado, lector compulsivo y jugador de futbolín en el café Balto de la plaza de Denfert-Rochereau, en París. En la sala de atrás de ese café conoce a Igor, a Léonid, a Sacha, a Imré y a todos los demás. Eran hombres, que habían cruzado el telón de acero para salvar el pellejo; dejaron atrás sus amores y a su familia, traicionaron sus ideales y todo cuanto eran. Se encontraron en París, en ese club de ajedrez de la sala de atrás de un café por el que también iban Kessel y Sartre. Y los unió un terrible secreto que Michel acabó por descubrir. Ese encuentro le trastocó para siempre la vida al muchacho. Porque todos eran unos optimistas incorregibles. Retrato generacional, reconstrucción minuciosa de una época, crónica agridulce de una adolescencia: Jean-Michel Guenassia da en el clavo con esta primera novela, que asombra tanto por lo ambicioso del proyecto cuanto por la ráfaga de autenticidad que recorre estas página.

165 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un libro raro e prezioso

    E' uno di quei libri che rimangono nel cuore e nella mente, e che appena hai finito di leggere vorresti ricominciare da capo, risfogliare dalle prime pagine, per non abbandonare quei personaggi, quell'ambiente, quelle sensazioni. Il libro attraversa ...(continue)

    E' uno di quei libri che rimangono nel cuore e nella mente, e che appena hai finito di leggere vorresti ricominciare da capo, risfogliare dalle prime pagine, per non abbandonare quei personaggi, quell'ambiente, quelle sensazioni. Il libro attraversa una storia e la storia, amalgamandole con sapienza, profondità e uno stile discreto, sviscerando i personaggi e inserendoli efficacemente nei vari momenti della narrazione, utilizzando lo spazio e il tempo come in un film. Ci si sente dei privilegiati a poter entrare in punta di piedi, insieme a Michel, in quel quel club di rifugiati dal passato intrigante e dal presente consolatorio, un po' perduti un po' ritrovati, un po' ottimisti un po' disperati.

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    Lal said on Oct 1, 2014 | Add your feedback

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    della vita, del biliardino, degli scacchi, delle barzellette su stalin

    raro, bello vero. un racconto di 700 pagine che ti conquista. perché riesce a essere commuovente e spiritoso, intimo e grandioso nello stesso tempo. un po' come l'immagine di sartre e kessel che giocano a scacchi nel retro del bistrot, in quel "club ...(continue)

    raro, bello vero. un racconto di 700 pagine che ti conquista. perché riesce a essere commuovente e spiritoso, intimo e grandioso nello stesso tempo. un po' come l'immagine di sartre e kessel che giocano a scacchi nel retro del bistrot, in quel "club degli incorreggibili ottimisti" in cui si ritrovano personaggi bislacchi che ho adorato. igor, leonid, saša, imré e gli altri. tutti scappati a qualcosa, tutti col loro dolore, il loro segreto, la loro impetuosità, la loro voglia di sorridere e brindare con due bottiglie di clairette: perché quando sei vivo, michel, tutto è ancora possibile. e poi appunto c'è michel. narratore che conosciamo nel 1980 ma che ci porta nella parigi di 20 anni prima. tra i suoi amori (cécile, camille, che bei personaggi), i suoi fantasmi, le sue amicizie.
    un libro che in francia è diventato un caso e ha vinto assai, meritatamente.

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    lorinbocol said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

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    Nella Parigi dei primi anni '60 (in un periodo segnato dalla guerra fredda e dalla guerra franco-algerina), si svolge l'adolescenza di Michel Marini, ragazzo "con due famiglie" che si trova inserito in un "club" di pittoreschi personaggi esuli dai Pa ...(continue)

    Nella Parigi dei primi anni '60 (in un periodo segnato dalla guerra fredda e dalla guerra franco-algerina), si svolge l'adolescenza di Michel Marini, ragazzo "con due famiglie" che si trova inserito in un "club" di pittoreschi personaggi esuli dai Paesi dell'est Europa. Lettura piacevole e appassionante, se non ci si fa scoraggiare dal capitolo introduttivo, che a mio avviso si può tranquillamente saltare e leggere per ultimo.

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    Livorno58 said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

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    deludente. deludente è la votazione giusta per questo libro, che sembra un capolavoro dalle recensioni sopra/sotto/dietro e davanti. il tema è interessante, ma non è avvincente, i personaggi sono tanti, forse troppi e alla fine non ricordo più ha fat ...(continue)

    deludente. deludente è la votazione giusta per questo libro, che sembra un capolavoro dalle recensioni sopra/sotto/dietro e davanti. il tema è interessante, ma non è avvincente, i personaggi sono tanti, forse troppi e alla fine non ricordo più ha fatto cosa, più chi è il polacco, l'ungherese ecc ecc, a parte rare eccezioni. peccato, speravo in meglio. il finale stesso lascia una serie di "fili" ancora aperti, li taglia abbandonandoli.

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    morgannt said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

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    Bellissimo, scorre veloce portandoti via mentre ti racconta la storia di un ragazzo, Michel, che affronta i suoi problemi di crescita nel più classico dei romanzi di formazione confrontandosi con interlocutori davvero particolari: un gruppo di emi ...(continue)

    Bellissimo, scorre veloce portandoti via mentre ti racconta la storia di un ragazzo, Michel, che affronta i suoi problemi di crescita nel più classico dei romanzi di formazione confrontandosi con interlocutori davvero particolari: un gruppo di emigrati dall'unione sovietica, diversi per origini e idee, che incontra in un bistrot dove hanno organizzato un circolo di scacchi. Per lui rappresenteranno la sola possibilità di confronto reale, anche se vengono da esperienze molto lontane e da un mondo di cui si sa poco, ma che si svela come angosciante. Ciascuno di loro ha una storia diversa; c'è chi è fuggito dal regime e lo respinge, chi ancora lo difende, chi addirittura non sa inserirsi in un mondo troppo diverso e vi ritornerà. Ma si confrontano e discutono violentemente per ritornare amici subito dopo, cosa che sconcerta Michel. Nella sua famiglia infatti tutto sembra una recita: la madre durissima, che però segue corsi di organizzazione aziendale per mostrarsi positiva e assertiva e infligge le reprimende più dure a marito e figlio con un sorriso stereotipato stampato in faccia; il padre, perfetto venditore che seduce ogni interlocutore, imita e recita, ma poi sparirà dalla sua vita; la sorella, parlatrice instancabile che non ascolta nessuno; e finalmente gli odiosissimi parenti della madre, gli zii e i cugini pieds-noir. Eh sì, perché siamo nel mezzo della guerra d'Algeria, alla fine degli anni Cinquanta. Alla tragedia del regime sovietico fa così da contraltare questa guerra terribile che lacerò la Francia mettendo i suoi cittadini di fronte alla realtà delle violenze e delle torture esercitate dai militari francesi.
    E tra gli immigrati russi che sono i mentori reali di Michel e che giocando a scacchi gli trasmettono una possibile filosofia di vita, compaiono Sartre e Kessel, odiati da alcuni perché non hanno condannato il regime sovietico, ma che in realtà aiutano i profughi e li sostengono economicamente; e compaiono sullo sfondo altri personaggi di quegli anni, come Camus, la cui morte improvvisa fu uno choc per la società intellettuale dell'epoca.
    Il gruppo accetta Michel senza commenti come uno di loro; mentre giocano a scacchi e ancora non sembrano profondamente integrati nella vita di Parigi ne discutono i problemi e con una gentilezza distratta lo aiutano a elaborare i suoi conflitti.
    La comparsa dell'ultimo personaggio fa coagulare l'azione sulla tragedia del regime, di cui l'ultimo arrivato era un funzionario importante. E lo snodarsi della tragedia finale porta Michel, ormai adulto, a staccarsi dal gruppo di cui non ha mai in realtà fatto parte, rivedendone uno dei membri solo al funerale di Sartre, più di vent'anni dopo, che diventa il funerale di un'epoca.
    Lunghissimo, complesso, con rimandi continui alla storia sovietica e francese e con mille protagonisti, é tenuto in piedi da una regia sicurissima, da una capacità di reggere e intrecciare senza sbavature le varie storie, da una tecnica di scrittura e di creazione dei dialoghi perfetta.
    Da non perdere.

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    mafalda0250 said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

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