Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

El cuaderno de Maya

By

Publisher: Plaza & Janés

3.9
(1480)

Language:Español | Number of Pages: 443 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Dutch , Italian , Portuguese , English

Isbn-10: 6073105207 | Isbn-13: 9786073105200 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Others , Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

Do you like El cuaderno de Maya ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
"Soy Maya Vidal, diecinueve años, sexo femenino, soltera, sin un enamorado, por falta de oportunidades y no por quisquillosa, nacida en Berkeley, California, pasaporte estadounidense, temporalmente refugiada en una isla al sur del mundo. Me pusieron Maya porque a mi Nini le atrae la India y a mis padres no se les ocurrió otro nombre, aunque tuvieron nueve meses para pensarlo. En hindi, maya significa 'hechizo, ilusión, sueño'. Nada que ver con mi carácter. Atina me calzaría mejor, porque donde pongo el pie no sale más pasto".

"Esta Maya me ha hecho sufrir más que ningún otro de mis personajes. En algunas escenas le habría dado unas buenas cachetadas para hacerla entrar en razón, y en otras la habría envuelto en un apretado abrazo para protegería de mundo y de su propio corazón atolondrado".
Rúbrica de Isabel Allende

Sorting by
  • 5

    Popo e Nini

    Spinta dalla curiosità ho iniziato a leggere questo libro che mi ha appassionato e non mi ha permesso di staccare gli occhi fino a quando non l’ho terminato.

    Un libro che tratta vari temi: amori diffi ...continue

    Spinta dalla curiosità ho iniziato a leggere questo libro che mi ha appassionato e non mi ha permesso di staccare gli occhi fino a quando non l’ho terminato.

    Un libro che tratta vari temi: amori difficili, sofferenze, droga, abusi, alcool, prostituzione, famiglie distrutte, disagio giovanile, degrado e maltrattamento.

    Anche se i temi sono forti e difficili da digerire, questo romanzo si lascia leggere con estrema semplicità.
    Le pagine scorrono velocissime sotto gli occhi del lettore che alcune volte si deve fermare per digerire tutte le disgrazie che sono successe a questa ragazza.

    La protagonista è Maya Vidal e sarà proprio lei attraverso il suo quaderno a raccontarci la sua storia intervallando fatti del presente con flashback del passato.
    La storia è ambientata principalmente ai giorni nostri, precisamente nel 2009.

    Maya, è un’adolescente americana, in seguito alla morte del suo adorato nonno si ritrova in una fase di smarrimento e perde la retta via.
    Tutto ciò la porterà ad affrontare una serie di pericolose e drammatiche situazioni.
    Sua nonna riuscirà a ritrovarla e la manderà a Chiloè in Cile da un caro e vecchio amico di nome Manuel.
    Maya troverà un lavoro, scoprirà le sue doti ed incontrerà l’amore.
    Riconoscerà le differenze abissali della malavita di Las Vegas e la natura incontaminata del Cile.

    Un bellissimo viaggio in quest’isola cilena alla scoperta: della storia, dei colori, dei profumi, della magia e della superstizione.
    Un viaggio pieno di persone meravigliose e sempre pronte ad aiutarti.

    Una storia indimenticabile.
    Un libro da leggere.

    “La felicità è saponosa, scivola via tra le dita e invece ai problemi ci si può attaccare, offrono un appiglio, sono ruvidi, duri.”

    said on 

  • 2

    Che dire? Isabel Allende, è il suo stile. Avevo deciso che "non fa per me" anni fa, dopo "la casa degli spiriti" ma mi sono voluta dare una seconda possibilità. Non male come romanzo, non male la stor ...continue

    Che dire? Isabel Allende, è il suo stile. Avevo deciso che "non fa per me" anni fa, dopo "la casa degli spiriti" ma mi sono voluta dare una seconda possibilità. Non male come romanzo, non male la storia ma forse non era il periodo giusto per me. Ci ho messo mesi a leggerlo, troppi problemi personali. E forse, per questo, non l'ho davvero letto con la giusta concentrazione. Quello però che ne è venuto fuori è stata per lo più "noia". Non amo le descrizioni troppo intrinseche, non amo le grandi famiglie e le loro tradizioni. Il folklore e via discorrendo. Quindi non ho amato più di tanto questa lettura. I personaggi poi, ricamati e poco autentici, a mio avviso. Sono decisa ora: mai più l'Allende.

    said on 

  • 2

    Una nota desafinada

    Un consejo: no leas este libro si todavìa no conoces a Isabel Allende; podrìas hacerte una idea equivocada de esta grande escritora y, asì, correr el riesgo de perderte unas maravillas literarias (por ...continue

    Un consejo: no leas este libro si todavìa no conoces a Isabel Allende; podrìas hacerte una idea equivocada de esta grande escritora y, asì, correr el riesgo de perderte unas maravillas literarias (por ejemplo La casa de los espìritus o Hija de la fortuna).
    Hasta la pròxima, Isabel.

    said on 

  • 2

    Anche i grandi tenori talvolta steccano

    Non leggete questo libro se non conoscete ancora la Allende: vi fareste un'idea sbagliata e rischiereste d perdervi una serie di capolavori (solo per citarne un paio, La casa degli spiriti e La figlia ...continue

    Non leggete questo libro se non conoscete ancora la Allende: vi fareste un'idea sbagliata e rischiereste d perdervi una serie di capolavori (solo per citarne un paio, La casa degli spiriti e La figlia della fortuna).
    Perché stavolta la grande autrice cilena ha clamorosamente toppato: questo libro è forse il suo peggiore, almeno tra i romanzi lunghi.
    Forse voleva cambiare stile, forse era un periodo poco fecondo dal punto di vista letterario, chissà...
    Poco male, ti aspettiamo alla prossima, Isabel.

    said on 

  • 2

    La Allende si attualizza, prende spunti e ispirazioni dalla sua di famiglia e scrive dedicando il libro ai nipoti.
    Per cui Maya è una giovane ragazza americana cresciuta dai nonni in una colorata fami ...continue

    La Allende si attualizza, prende spunti e ispirazioni dalla sua di famiglia e scrive dedicando il libro ai nipoti.
    Per cui Maya è una giovane ragazza americana cresciuta dai nonni in una colorata famiglia allargata, circondata da amore e stravaganza ma ciò non la ripara dal dolore che la vita ci chiama ad affrontare e la ragazza sbanda pericolosamente.
    Purtroppo ho trovato molto poco interessante e poco di spessore la giovane (o meglio tutte le figure giovani presenti nel libro) e le sue rocambolesche disavventure mentre molto più speciali sono i personaggi secondari: Blanca e Manuel abitanti della piccola isola Chiloè, il nonno Popo e la nonna Nini, ecco di tutti questi avrei voluto conoscere meglio la storia e il passato.

    said on 

  • 3

    3 stelle e mezzo

    I libri della Allende sono tutti belli da leggere, questo è certo. Però "Il quaderno di Maya" l'ho trovato un pò noioso, discontinuo ma quasi monotono, nonostante tutti gli accadimenti della vita dell ...continue

    I libri della Allende sono tutti belli da leggere, questo è certo. Però "Il quaderno di Maya" l'ho trovato un pò noioso, discontinuo ma quasi monotono, nonostante tutti gli accadimenti della vita della protagonista. Ma forse la realtà è un'altra: dopo "La casa degli spiriti", per quanto mi riguarda, è quasi impossibile trovare un romanzo di eguale bellezza a livello di emozioni!

    said on 

  • 3

    Donne, donne, donne - 21 set 14

    Torno dopo quasi due anni alla lettura dei libri di Isabel, dopo la buona prova de “L’Isola sotto il mare”, e ricordandomi “Ines dell’anima mia”. Il mio amore per la scrittrice è di vecchia data, e no ...continue

    Torno dopo quasi due anni alla lettura dei libri di Isabel, dopo la buona prova de “L’Isola sotto il mare”, e ricordandomi “Ines dell’anima mia”. Il mio amore per la scrittrice è di vecchia data, e non cambierà. Non mi scordo “La casa degli spiriti”, uno dei primi libri letti, o “D’amore e d’ombra”. Anche qui, come una costante della sua produzione, c’è un bel ritratto di donna. Questa volta torniamo al presente, e torniamo anche ad una ragazza colta nel passaggio tra adolescenza ed età adulta (anche se con tutte le vicende che passa, ha sicuramente una maturazione molto veloce). E sebbene questo tipo di scrittura sia gradevole, trovo che in questo caso la nostra scrit-trice voli verso la parte bassa dei miei gradimenti. Certo, ritroviamo il suo stile, la capacità di te-nerci sulla pagina (anche se non con la stessa intensità di un tempo). E ritroviamo inoltre quasi un canto d’amore per il Cile natio, da troppi anni lasciato per le note vicende politiche, ma che sem-pre le resta nel cuore. Forse con una punta di troppo verso la volontà di mettere delle pietre sopra ai dolorosi anni di Pinochet. Ma questo è anche merito della presidentessa Bachelet e della sua opera di pacificazione. Da un certo punto di vista, poi, la storia di Maya Vidal è adombrante molte storie di profughi cileni e delle loro famiglie. Il lungo romanzo si snocciola come un lungo e doloro-so diario di Maya che nello scrivere delle sue vicende cerca di trovarne ragione, ed anche di uscir-ne fuori, come in un bel “outing” psicoanalitico. Intanto, la nostra eroina si trova a Chiloè, isola ci-lena del profondo sud, praticamente patagonica, dove si è rifugiata per qualche motivo che scopri-remo leggendo. Nell’isola è ospitata dall’anziano Manuel, ex profugo politico, ora dedito alla scrit-tura di libri sulla mitologia chilote (che ho scoperto essere di una certa importanza antropologica) ed accudita da Blanca, figlia di un seguace dei militari (seppur blando) ed innamorata di Manuel. Nel suo diario Maya alterna le vicende minimali ma fondamentali della sua vita nell’isola dove rico-struisce se stessa, alla sua storia privata. Storia che nasce dalla fuga della nonna Nini con figlio piccolo da Santiago nei giorni del golpe (dopo l’uccisione del marito Felipe, amico pare di Manuel). Nini va in Canada, e lì si innamora di Popo, un docente di astronomia negro, con il quale ricostrui-sce la sua vita, trasferendosi con lui a Barkley. In California il padre si fa adulto, diventa pilota di aerei, ad un certo punto sposa una danese da cui nasce Maya. La madre però torna ben presto in patria, e Maya crescerà con i nonni. Soprattutto in ammirazione del nonno Popo, della sua intelli-genza e mitezza. La svolta della sua vita l’avrà per la prematura morte del nonno cui non si rasse-gna. Si lascia quindi andare ad un salto verso gli abissi. Si accompagna con i peggiori elementi della sua scuola, comincia ad abusare di alcol e di droga. Quando poi si dedica anche a ricatti ver-so strani personaggi viene arrestata e mandata in Oregon in un centro di rieducazione. Dopo un anno passato lì, non trova di meglio che fuggire e sulla strada di casa prima viene violentata, poi si ferma a Las Vegas, dove viene assoldata da un losco figuro che la prende per la sua banda. Lei farà il corriere della droga per Bernard, avendo in cambio droga ed alcol a profusione. Ma Bernard è anche coinvolto in loschi affari di denaro falso (pare abbia un fratello che falsifica dollari in modo perfetto). Passiamo pagine e pagine su vicende cruente, sniffate, morti vari e depravazioni conse-guenti. Sappiamo che ci sono dei cattivi, forse banditi, forse poliziotti corrotti. Fatto sta che Ber-nard viene trucidato, e lei riesce finalmente a tornare dalla sua Nini, che, per salvarla, la spedisce appunto a Chiloè. Qui si ricompatta la vicenda. Maya nella semplice vita cilena si disintossica, tro-va l’amore in un turista di passaggio, che poi la lascerà con grandi crisi. Ripercorrerà le vicende legate al golpe, trovando tracce della morte del nonno Felipe, e della vera storia di Manuel (e que-ste non ve le dico). Ma verrà anche ritrovata dai cattivi. Sarà l'anima buona del nonno Popo non-ché qualche essere mitologico chilote a salvarla, facendosi che possa tornare alla luce. Non sap-piamo, la storia si interrompe prima, se rimarrà a Chiloè, se troverà di nuovo l’amore, o altre non essenziali storie. Sappiamo solo che ha ricostruito se stessa, ricostruendo un po’ anche del Cile dei suoi parenti. E questo in fondo il messaggio della Allende, almeno quello che io ne ho percepito. La volontà di uscire dagli anni buoi per tornare a viaggiare verso un futuro di speranza. Tuttavia, la storia a volte è un po’ forzata nel voler arrivare a punti prefissati, a svolte annunciate. Seppur piacevoli, non tutti i personaggi sono allo stesso livello. E Maya ritrova probabilmente con troppa facilità la via maestra. Ma un sano buonismo non fa male ai nostri cuori. Mi aspettavo qualcosa in più, ma in fondo non mi ha deluso la piacevole lettura.
    “La persona che sono ora è il risultato delle mie esperienze precedenti, compresi gli errori più e-stremi.” (257)

    said on 

  • 4

    Piacevole

    Questo è il primo libro che leggo dell'Allende e sebbene credo abbia sfornato dei capolavori molto più importanti di questo, "Il quaderno di Maya" risulta essere una piacevole lettura che ci accompagn ...continue

    Questo è il primo libro che leggo dell'Allende e sebbene credo abbia sfornato dei capolavori molto più importanti di questo, "Il quaderno di Maya" risulta essere una piacevole lettura che ci accompagna da un lato nella scoperta di culture e mondi diversi del Cile e dall'altro ci fa conoscere il sommerso mondo della droga.

    said on 

  • 5

    Isabel Allende non delude mai.
    Ero partita un po' prevenuta, ma il libro mi è piaciuto tantissimo. La storia è molto intrigante, ricca di colpi di scena; ho apprezzato tantissimo la contrapposizione t ...continue

    Isabel Allende non delude mai.
    Ero partita un po' prevenuta, ma il libro mi è piaciuto tantissimo. La storia è molto intrigante, ricca di colpi di scena; ho apprezzato tantissimo la contrapposizione tra il passato turbolento della protagonista, macchiato dalla brutalità della droga, e la bellezza dell'isola su cui Maya si ritrova a dover fuggire, la pace e i valori che riesce a trasmettere, per non parlare della profonda crescita interiore della ragazza.
    Mi ha profondamente commossa il bellissimo rapporto d'amore tra lei e suo nonno.
    Assolutamente consigliato.

    said on 

Sorting by