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El cuaderno de Maya

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Publisher: Plaza & Janés

3.9
(1440)

Language:Español | Number of Pages: 443 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Dutch , Italian , Portuguese

Isbn-10: 6073105207 | Isbn-13: 9786073105200 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Others , Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
"Soy Maya Vidal, diecinueve años, sexo femenino, soltera, sin un enamorado, por falta de oportunidades y no por quisquillosa, nacida en Berkeley, California, pasaporte estadounidense, temporalmente refugiada en una isla al sur del mundo. Me pusieron Maya porque a mi Nini le atrae la India y a mis padres no se les ocurrió otro nombre, aunque tuvieron nueve meses para pensarlo. En hindi, maya significa 'hechizo, ilusión, sueño'. Nada que ver con mi carácter. Atina me calzaría mejor, porque donde pongo el pie no sale más pasto".

"Esta Maya me ha hecho sufrir más que ningún otro de mis personajes. En algunas escenas le habría dado unas buenas cachetadas para hacerla entrar en razón, y en otras la habría envuelto en un apretado abrazo para protegería de mundo y de su propio corazón atolondrado".
Rúbrica de Isabel Allende

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  • 2

    La Allende si attualizza, prende spunti e ispirazioni dalla sua di famiglia e scrive dedicando il libro ai nipoti.
    Per cui Maya è una giovane ragazza americana cresciuta dai nonni in una colorata famiglia allargata, circondata da amore e stravaganza ma ciò non la ripara dal dolore che la vita ci ...continue

    La Allende si attualizza, prende spunti e ispirazioni dalla sua di famiglia e scrive dedicando il libro ai nipoti. Per cui Maya è una giovane ragazza americana cresciuta dai nonni in una colorata famiglia allargata, circondata da amore e stravaganza ma ciò non la ripara dal dolore che la vita ci chiama ad affrontare e la ragazza sbanda pericolosamente. Purtroppo ho trovato molto poco interessante e poco di spessore la giovane (o meglio tutte le figure giovani presenti nel libro) e le sue rocambolesche disavventure mentre molto più speciali sono i personaggi secondari: Blanca e Manuel abitanti della piccola isola Chiloè, il nonno Popo e la nonna Nini, ecco di tutti questi avrei voluto conoscere meglio la storia e il passato.

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  • 3

    3 stelle e mezzo

    I libri della Allende sono tutti belli da leggere, questo è certo. Però "Il quaderno di Maya" l'ho trovato un pò noioso, discontinuo ma quasi monotono, nonostante tutti gli accadimenti della vita della protagonista. Ma forse la realtà è un'altra: dopo "La casa degli spiriti", per quanto mi riguar ...continue

    I libri della Allende sono tutti belli da leggere, questo è certo. Però "Il quaderno di Maya" l'ho trovato un pò noioso, discontinuo ma quasi monotono, nonostante tutti gli accadimenti della vita della protagonista. Ma forse la realtà è un'altra: dopo "La casa degli spiriti", per quanto mi riguarda, è quasi impossibile trovare un romanzo di eguale bellezza a livello di emozioni!

    said on 

  • 3

    Donne, donne, donne - 21 set 14

    Torno dopo quasi due anni alla lettura dei libri di Isabel, dopo la buona prova de “L’Isola sotto il mare”, e ricordandomi “Ines dell’anima mia”. Il mio amore per la scrittrice è di vecchia data, e non cambierà. Non mi scordo “La casa degli spiriti”, uno dei primi libri letti, o “D’amore e d’ombr ...continue

    Torno dopo quasi due anni alla lettura dei libri di Isabel, dopo la buona prova de “L’Isola sotto il mare”, e ricordandomi “Ines dell’anima mia”. Il mio amore per la scrittrice è di vecchia data, e non cambierà. Non mi scordo “La casa degli spiriti”, uno dei primi libri letti, o “D’amore e d’ombra”. Anche qui, come una costante della sua produzione, c’è un bel ritratto di donna. Questa volta torniamo al presente, e torniamo anche ad una ragazza colta nel passaggio tra adolescenza ed età adulta (anche se con tutte le vicende che passa, ha sicuramente una maturazione molto veloce). E sebbene questo tipo di scrittura sia gradevole, trovo che in questo caso la nostra scrit-trice voli verso la parte bassa dei miei gradimenti. Certo, ritroviamo il suo stile, la capacità di te-nerci sulla pagina (anche se non con la stessa intensità di un tempo). E ritroviamo inoltre quasi un canto d’amore per il Cile natio, da troppi anni lasciato per le note vicende politiche, ma che sem-pre le resta nel cuore. Forse con una punta di troppo verso la volontà di mettere delle pietre sopra ai dolorosi anni di Pinochet. Ma questo è anche merito della presidentessa Bachelet e della sua opera di pacificazione. Da un certo punto di vista, poi, la storia di Maya Vidal è adombrante molte storie di profughi cileni e delle loro famiglie. Il lungo romanzo si snocciola come un lungo e doloro-so diario di Maya che nello scrivere delle sue vicende cerca di trovarne ragione, ed anche di uscir-ne fuori, come in un bel “outing” psicoanalitico. Intanto, la nostra eroina si trova a Chiloè, isola ci-lena del profondo sud, praticamente patagonica, dove si è rifugiata per qualche motivo che scopri-remo leggendo. Nell’isola è ospitata dall’anziano Manuel, ex profugo politico, ora dedito alla scrit-tura di libri sulla mitologia chilote (che ho scoperto essere di una certa importanza antropologica) ed accudita da Blanca, figlia di un seguace dei militari (seppur blando) ed innamorata di Manuel. Nel suo diario Maya alterna le vicende minimali ma fondamentali della sua vita nell’isola dove rico-struisce se stessa, alla sua storia privata. Storia che nasce dalla fuga della nonna Nini con figlio piccolo da Santiago nei giorni del golpe (dopo l’uccisione del marito Felipe, amico pare di Manuel). Nini va in Canada, e lì si innamora di Popo, un docente di astronomia negro, con il quale ricostrui-sce la sua vita, trasferendosi con lui a Barkley. In California il padre si fa adulto, diventa pilota di aerei, ad un certo punto sposa una danese da cui nasce Maya. La madre però torna ben presto in patria, e Maya crescerà con i nonni. Soprattutto in ammirazione del nonno Popo, della sua intelli-genza e mitezza. La svolta della sua vita l’avrà per la prematura morte del nonno cui non si rasse-gna. Si lascia quindi andare ad un salto verso gli abissi. Si accompagna con i peggiori elementi della sua scuola, comincia ad abusare di alcol e di droga. Quando poi si dedica anche a ricatti ver-so strani personaggi viene arrestata e mandata in Oregon in un centro di rieducazione. Dopo un anno passato lì, non trova di meglio che fuggire e sulla strada di casa prima viene violentata, poi si ferma a Las Vegas, dove viene assoldata da un losco figuro che la prende per la sua banda. Lei farà il corriere della droga per Bernard, avendo in cambio droga ed alcol a profusione. Ma Bernard è anche coinvolto in loschi affari di denaro falso (pare abbia un fratello che falsifica dollari in modo perfetto). Passiamo pagine e pagine su vicende cruente, sniffate, morti vari e depravazioni conse-guenti. Sappiamo che ci sono dei cattivi, forse banditi, forse poliziotti corrotti. Fatto sta che Ber-nard viene trucidato, e lei riesce finalmente a tornare dalla sua Nini, che, per salvarla, la spedisce appunto a Chiloè. Qui si ricompatta la vicenda. Maya nella semplice vita cilena si disintossica, tro-va l’amore in un turista di passaggio, che poi la lascerà con grandi crisi. Ripercorrerà le vicende legate al golpe, trovando tracce della morte del nonno Felipe, e della vera storia di Manuel (e que-ste non ve le dico). Ma verrà anche ritrovata dai cattivi. Sarà l'anima buona del nonno Popo non-ché qualche essere mitologico chilote a salvarla, facendosi che possa tornare alla luce. Non sap-piamo, la storia si interrompe prima, se rimarrà a Chiloè, se troverà di nuovo l’amore, o altre non essenziali storie. Sappiamo solo che ha ricostruito se stessa, ricostruendo un po’ anche del Cile dei suoi parenti. E questo in fondo il messaggio della Allende, almeno quello che io ne ho percepito. La volontà di uscire dagli anni buoi per tornare a viaggiare verso un futuro di speranza. Tuttavia, la storia a volte è un po’ forzata nel voler arrivare a punti prefissati, a svolte annunciate. Seppur piacevoli, non tutti i personaggi sono allo stesso livello. E Maya ritrova probabilmente con troppa facilità la via maestra. Ma un sano buonismo non fa male ai nostri cuori. Mi aspettavo qualcosa in più, ma in fondo non mi ha deluso la piacevole lettura. “La persona che sono ora è il risultato delle mie esperienze precedenti, compresi gli errori più e-stremi.” (257)

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  • 4

    Piacevole

    Questo è il primo libro che leggo dell'Allende e sebbene credo abbia sfornato dei capolavori molto più importanti di questo, "Il quaderno di Maya" risulta essere una piacevole lettura che ci accompagna da un lato nella scoperta di culture e mondi diversi del Cile e dall'altro ci fa conoscere il s ...continue

    Questo è il primo libro che leggo dell'Allende e sebbene credo abbia sfornato dei capolavori molto più importanti di questo, "Il quaderno di Maya" risulta essere una piacevole lettura che ci accompagna da un lato nella scoperta di culture e mondi diversi del Cile e dall'altro ci fa conoscere il sommerso mondo della droga.

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  • 5

    Isabel Allende non delude mai.
    Ero partita un po' prevenuta, ma il libro mi è piaciuto tantissimo. La storia è molto intrigante, ricca di colpi di scena; ho apprezzato tantissimo la contrapposizione tra il passato turbolento della protagonista, macchiato dalla brutalità della droga, e la bellezz ...continue

    Isabel Allende non delude mai. Ero partita un po' prevenuta, ma il libro mi è piaciuto tantissimo. La storia è molto intrigante, ricca di colpi di scena; ho apprezzato tantissimo la contrapposizione tra il passato turbolento della protagonista, macchiato dalla brutalità della droga, e la bellezza dell'isola su cui Maya si ritrova a dover fuggire, la pace e i valori che riesce a trasmettere, per non parlare della profonda crescita interiore della ragazza. Mi ha profondamente commossa il bellissimo rapporto d'amore tra lei e suo nonno. Assolutamente consigliato.

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  • 4

    Il libro è un mix tra un racconto di crescita della protagonista e un giallo.
    Si intersecano vari livelli di narrazione, tutti scritti dal punto di vista di Maya, una diciannovenne americana dal passato misterioso e travagliato, che vive in un'isola sperduta del Chile... e non per sua scelta. ...continue

    Il libro è un mix tra un racconto di crescita della protagonista e un giallo. Si intersecano vari livelli di narrazione, tutti scritti dal punto di vista di Maya, una diciannovenne americana dal passato misterioso e travagliato, che vive in un'isola sperduta del Chile... e non per sua scelta.

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  • 4

    Senza nessun sarcasmo, Isabel Allende per me è la Camilleri del SudAmerica. Clichè collaudati, nella trama e nei personaggi, che però nella loro prevedibilità non sconfinano mai nella noia. E' come leggere un infinito libro a puntate. Non credo che di questo (e degli altri) romanzo rimarranno gra ...continue

    Senza nessun sarcasmo, Isabel Allende per me è la Camilleri del SudAmerica. Clichè collaudati, nella trama e nei personaggi, che però nella loro prevedibilità non sconfinano mai nella noia. E' come leggere un infinito libro a puntate. Non credo che di questo (e degli altri) romanzo rimarranno grandi tracce, ma nel momento della lettura mi regalano piacevolezza e relax. Questa volta una ragazzina partita male nella vita, che tocca abissi degradanti e molto rischiosi, ma che si salva perchè non è sola. Un po' di noir su poco plausibili storie di falsari, che hanno dato un pizzico di suspance alla trama. L'ho letto volentieri.

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  • 4

    Adoro lo stile della Allende e ancora di più i microcosmi che riesce a creare in un ogni libro. Bellissima protagonista e ancora più belle le due anziane figure maschili, Popo e Manuel.
    Se ha un difetto è il finale troppo diluito, quando mancavano 100 pagine mi chiedevo che cosa diavolo dovesse r ...continue

    Adoro lo stile della Allende e ancora di più i microcosmi che riesce a creare in un ogni libro. Bellissima protagonista e ancora più belle le due anziane figure maschili, Popo e Manuel. Se ha un difetto è il finale troppo diluito, quando mancavano 100 pagine mi chiedevo che cosa diavolo dovesse raccontare ancora.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Secondo libro della Allende nella mia libreria! La storia è ben costruita ma forse un po' troppo ricca di colpi di scena, questo è uno di quei casi in cui meno è meglio! Alcuni passi sono emotivamente molto dolorosi, descritti in modo magistrale al punto che potrebbero arrivare a togliere il sonn ...continue

    Secondo libro della Allende nella mia libreria! La storia è ben costruita ma forse un po' troppo ricca di colpi di scena, questo è uno di quei casi in cui meno è meglio! Alcuni passi sono emotivamente molto dolorosi, descritti in modo magistrale al punto che potrebbero arrivare a togliere il sonno (a me è successo!). Il finale forse un po' troppo banale... ma comunque merita un 4 stelle, da leggere! E' la storia dell'adolescenza travagliata di Maya Vidal subito dopo che le viene a mancare l'uomo che ha sempre considerato suo nonno e che amorevolmente chiama Popo. Da quell'episodio della sua vita Maya non si riprenderà mai e reagirà nel peggiore dei modi: dandosi cioè all'alcool, alla vita sregolata e alla droga.. fino ad arrivare ad essere una mendicante in giro per Las Vegas e ricercata sia dalla polizia che dagli stessi trafficanti con cui ha convissuto per mesi. Il racconto comincia con il suo arrivo a Chiloè, isola sperduta nel sud del Cile, dove rinascerà a nuova vita.

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