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El cuaderno de Maya

By Isabel Allende

(204)

| Paperback | 9788401352072

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Book Description

«Soy Maya Vidal, diecinueve años, sexo femenino, soltera, sin un enamorado, por falta de oportunidades y no por quisquillosa, nacida en Berkeley, California, pasaporte estadounidense, temporalmente refugiada en una isla al sur del mundo. Me pusieron Continue

«Soy Maya Vidal, diecinueve años, sexo femenino, soltera, sin un enamorado, por falta de oportunidades y no por quisquillosa, nacida en Berkeley, California, pasaporte estadounidense, temporalmente refugiada en una isla al sur del mundo. Me pusieron Maya porque a mi Nini le atrae la India y a mis padres no se les ocurrió otro nombre, aunque tuvieron nueve meses para pensarlo. En hindi, maya significa “hechizo, ilusión, sueño”, nada que ver con mi carácter. Atila me calzaría mejor, porque donde pongo el pie no sale más pasto. Mi historia comienza en Chile con mi abuela, mi Nini, mucho antes de que yo naciera, porque si ella no hubiera emigrado, no se habría enamorado de mi Popo ni se habría instalado en California, mi padre no habría conocido a mi madre y yo no sería yo, sino una joven chilena muy diferente.»

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    Donne, donne, donne - 21 set 14

    Torno dopo quasi due anni alla lettura dei libri di Isabel, dopo la buona prova de “L’Isola sotto il mare”, e ricordandomi “Ines dell’anima mia”. Il mio amore per la scrittrice è di vecchia data, e non cambierà. Non mi scordo “La casa degli spiriti”, ...(continue)

    Torno dopo quasi due anni alla lettura dei libri di Isabel, dopo la buona prova de “L’Isola sotto il mare”, e ricordandomi “Ines dell’anima mia”. Il mio amore per la scrittrice è di vecchia data, e non cambierà. Non mi scordo “La casa degli spiriti”, uno dei primi libri letti, o “D’amore e d’ombra”. Anche qui, come una costante della sua produzione, c’è un bel ritratto di donna. Questa volta torniamo al presente, e torniamo anche ad una ragazza colta nel passaggio tra adolescenza ed età adulta (anche se con tutte le vicende che passa, ha sicuramente una maturazione molto veloce). E sebbene questo tipo di scrittura sia gradevole, trovo che in questo caso la nostra scrit-trice voli verso la parte bassa dei miei gradimenti. Certo, ritroviamo il suo stile, la capacità di te-nerci sulla pagina (anche se non con la stessa intensità di un tempo). E ritroviamo inoltre quasi un canto d’amore per il Cile natio, da troppi anni lasciato per le note vicende politiche, ma che sem-pre le resta nel cuore. Forse con una punta di troppo verso la volontà di mettere delle pietre sopra ai dolorosi anni di Pinochet. Ma questo è anche merito della presidentessa Bachelet e della sua opera di pacificazione. Da un certo punto di vista, poi, la storia di Maya Vidal è adombrante molte storie di profughi cileni e delle loro famiglie. Il lungo romanzo si snocciola come un lungo e doloro-so diario di Maya che nello scrivere delle sue vicende cerca di trovarne ragione, ed anche di uscir-ne fuori, come in un bel “outing” psicoanalitico. Intanto, la nostra eroina si trova a Chiloè, isola ci-lena del profondo sud, praticamente patagonica, dove si è rifugiata per qualche motivo che scopri-remo leggendo. Nell’isola è ospitata dall’anziano Manuel, ex profugo politico, ora dedito alla scrit-tura di libri sulla mitologia chilote (che ho scoperto essere di una certa importanza antropologica) ed accudita da Blanca, figlia di un seguace dei militari (seppur blando) ed innamorata di Manuel. Nel suo diario Maya alterna le vicende minimali ma fondamentali della sua vita nell’isola dove rico-struisce se stessa, alla sua storia privata. Storia che nasce dalla fuga della nonna Nini con figlio piccolo da Santiago nei giorni del golpe (dopo l’uccisione del marito Felipe, amico pare di Manuel). Nini va in Canada, e lì si innamora di Popo, un docente di astronomia negro, con il quale ricostrui-sce la sua vita, trasferendosi con lui a Barkley. In California il padre si fa adulto, diventa pilota di aerei, ad un certo punto sposa una danese da cui nasce Maya. La madre però torna ben presto in patria, e Maya crescerà con i nonni. Soprattutto in ammirazione del nonno Popo, della sua intelli-genza e mitezza. La svolta della sua vita l’avrà per la prematura morte del nonno cui non si rasse-gna. Si lascia quindi andare ad un salto verso gli abissi. Si accompagna con i peggiori elementi della sua scuola, comincia ad abusare di alcol e di droga. Quando poi si dedica anche a ricatti ver-so strani personaggi viene arrestata e mandata in Oregon in un centro di rieducazione. Dopo un anno passato lì, non trova di meglio che fuggire e sulla strada di casa prima viene violentata, poi si ferma a Las Vegas, dove viene assoldata da un losco figuro che la prende per la sua banda. Lei farà il corriere della droga per Bernard, avendo in cambio droga ed alcol a profusione. Ma Bernard è anche coinvolto in loschi affari di denaro falso (pare abbia un fratello che falsifica dollari in modo perfetto). Passiamo pagine e pagine su vicende cruente, sniffate, morti vari e depravazioni conse-guenti. Sappiamo che ci sono dei cattivi, forse banditi, forse poliziotti corrotti. Fatto sta che Ber-nard viene trucidato, e lei riesce finalmente a tornare dalla sua Nini, che, per salvarla, la spedisce appunto a Chiloè. Qui si ricompatta la vicenda. Maya nella semplice vita cilena si disintossica, tro-va l’amore in un turista di passaggio, che poi la lascerà con grandi crisi. Ripercorrerà le vicende legate al golpe, trovando tracce della morte del nonno Felipe, e della vera storia di Manuel (e que-ste non ve le dico). Ma verrà anche ritrovata dai cattivi. Sarà l'anima buona del nonno Popo non-ché qualche essere mitologico chilote a salvarla, facendosi che possa tornare alla luce. Non sap-piamo, la storia si interrompe prima, se rimarrà a Chiloè, se troverà di nuovo l’amore, o altre non essenziali storie. Sappiamo solo che ha ricostruito se stessa, ricostruendo un po’ anche del Cile dei suoi parenti. E questo in fondo il messaggio della Allende, almeno quello che io ne ho percepito. La volontà di uscire dagli anni buoi per tornare a viaggiare verso un futuro di speranza. Tuttavia, la storia a volte è un po’ forzata nel voler arrivare a punti prefissati, a svolte annunciate. Seppur piacevoli, non tutti i personaggi sono allo stesso livello. E Maya ritrova probabilmente con troppa facilità la via maestra. Ma un sano buonismo non fa male ai nostri cuori. Mi aspettavo qualcosa in più, ma in fondo non mi ha deluso la piacevole lettura.
    “La persona che sono ora è il risultato delle mie esperienze precedenti, compresi gli errori più e-stremi.” (257)

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    Giogio53 said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

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    Piacevole

    Questo è il primo libro che leggo dell'Allende e sebbene credo abbia sfornato dei capolavori molto più importanti di questo, "Il quaderno di Maya" risulta essere una piacevole lettura che ci accompagna da un lato nella scoperta di culture e mondi div ...(continue)

    Questo è il primo libro che leggo dell'Allende e sebbene credo abbia sfornato dei capolavori molto più importanti di questo, "Il quaderno di Maya" risulta essere una piacevole lettura che ci accompagna da un lato nella scoperta di culture e mondi diversi del Cile e dall'altro ci fa conoscere il sommerso mondo della droga.

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    Erica Marzano said on Sep 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Isabel Allende non delude mai.
    Ero partita un po' prevenuta, ma il libro mi è piaciuto tantissimo. La storia è molto intrigante, ricca di colpi di scena; ho apprezzato tantissimo la contrapposizione tra il passato turbolento della protagonista, macc ...(continue)

    Isabel Allende non delude mai.
    Ero partita un po' prevenuta, ma il libro mi è piaciuto tantissimo. La storia è molto intrigante, ricca di colpi di scena; ho apprezzato tantissimo la contrapposizione tra il passato turbolento della protagonista, macchiato dalla brutalità della droga, e la bellezza dell'isola su cui Maya si ritrova a dover fuggire, la pace e i valori che riesce a trasmettere, per non parlare della profonda crescita interiore della ragazza.
    Mi ha profondamente commossa il bellissimo rapporto d'amore tra lei e suo nonno.
    Assolutamente consigliato.

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    Amelia Peabody said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro è un mix tra un racconto di crescita della protagonista e un giallo.
    Si intersecano vari livelli di narrazione, tutti scritti dal punto di vista di Maya, una diciannovenne americana dal passato misterioso e travagliato, che vive in un'isola ...(continue)

    Il libro è un mix tra un racconto di crescita della protagonista e un giallo.
    Si intersecano vari livelli di narrazione, tutti scritti dal punto di vista di Maya, una diciannovenne americana dal passato misterioso e travagliato, che vive in un'isola sperduta del Chile... e non per sua scelta.

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    MaTTa said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

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    Hacía tiempo que no leía nada de Allende, me ha gustado, novela entretenida

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    Naoko said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

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    Senza nessun sarcasmo, Isabel Allende per me è la Camilleri del SudAmerica. Clichè collaudati, nella trama e nei personaggi, che però nella loro prevedibilità non sconfinano mai nella noia. E' come leggere un infinito libro a puntate. Non credo che d ...(continue)

    Senza nessun sarcasmo, Isabel Allende per me è la Camilleri del SudAmerica. Clichè collaudati, nella trama e nei personaggi, che però nella loro prevedibilità non sconfinano mai nella noia. E' come leggere un infinito libro a puntate. Non credo che di questo (e degli altri) romanzo rimarranno grandi tracce, ma nel momento della lettura mi regalano piacevolezza e relax.
    Questa volta una ragazzina partita male nella vita, che tocca abissi degradanti e molto rischiosi, ma che si salva perchè non è sola. Un po' di noir su poco plausibili storie di falsari, che hanno dato un pizzico di suspance alla trama. L'ho letto volentieri.

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    Lauro said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

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