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El custodio

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Publisher: Ediciones Alfaguara, S.A. - Grupo Santillana

3.8
(250)

Language:Español | Number of Pages: 296 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8420402060 | Isbn-13: 9788420402062 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Trollope es uno de los grandes maestros de la edad de oro de la literatura inglesa, la que dio autores de la categoría de Jane Austen, Dickens o Thackeray. El custodio es la historia del reverendo Harding, un hombre al que nada le falta para merecer el calificativo de alma bendita. Es el encargado de velar por la conservación de un asilo y los ancianos que lo habitan. Lo último que se imagina es que entre sus manos está a punto de estallar un escándalo que arramblará con la tranquilidad de todo el condado de Barsetshire. «Gracias a Trollope conocemos mejor el corazón humano.» Henry James
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  • 4

    Citazione

    Egli è ne più ne meno l'uomo che un'educazione come la sua non poteva far a meno di forgiare, e che ha un cervello adatto al posto che ricopre nel mondo ma insufficiente a varcarne i confini.

    said on 

  • 4

    Un libro breve e lieve, delizioso nella sua semplicità. Il ritratto minuzioso di un mondo molto particolare, la Chiesa Alta anglicana, alle prese con radicali, secolaristi, giornali e "avvocati della giustizia" (ci riconosco molte note ancora attuali). Allo stesso tempo un po' straniante per un l ...continue

    Un libro breve e lieve, delizioso nella sua semplicità. Il ritratto minuzioso di un mondo molto particolare, la Chiesa Alta anglicana, alle prese con radicali, secolaristi, giornali e "avvocati della giustizia" (ci riconosco molte note ancora attuali). Allo stesso tempo un po' straniante per un lettore non anglicano, un mondo dove il sacerdozio è di fatto una professione tale e quale a quella del medico, o dell'avvocato, e, osservazione ancora più interessante, il clero è una casta proprio perché non esiste il celibato del clero: vescovi, ministri, canonici etc, con le loro famiglie ed i loro matrimoni largamente endogamici costituiscono di fatto una piccola gentry nella realtà di una cittadina di provincia come l'immaginaria Barchester. Comunque gradevole lo sguardo benevolo su questa realtà un po' eccentrica, l'equilibrio dell'autore che vede in tutti il bene e gli alti afflati, accanto alle pulsioni più umane e sciocche o meschine. L'unico che non si salva, o quasi, è lo spregiudicato giornalista Tom Towers. A questo proposito, notevole e attualissima la condanna della stampa, o almeno dei suoi lati più distorti, questo organo che si batte contro i "poteri forti" ed è di fatto il potere più forte di tutti, peraltro al contempo privo di ogni responsabilità personale. Notevole, e il personaggio dell'amministratore è veramente bello.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ok, sono ufficialmente anch'io tra i fan di Trollope!^^ In realtà già da tempo avevo il sospetto che mi sarebbe piaciuto, ma mi lasciavano perplessa tutti quei riferimenti a faccende legali che percepivo nelle sue trame: e in effetti di interessante, la vicenda legale al centro di questo libro, h ...continue

    Ok, sono ufficialmente anch'io tra i fan di Trollope!^^ In realtà già da tempo avevo il sospetto che mi sarebbe piaciuto, ma mi lasciavano perplessa tutti quei riferimenti a faccende legali che percepivo nelle sue trame: e in effetti di interessante, la vicenda legale al centro di questo libro, ha ben poco...e mi ha lasciata perplessa in molti punti!Un uomo molto ligio al dovere solleva il dubbio che l'amministratore di un ricovero per anziani percepisca più soldi del dovuto, a svantaggio degli assistiti. Salvo poi abbandonare la causa nel bel mezzo dell'azione solo perchè glielo chiede la figlia del suddetto amministratore, di cui è da tempo innamorato (ma non poteva pensarci prima??Si fosse innamorato dopo avrebbe avuto un senso, ma così il suo cambiamento risulta a dir poco inspiegabile) L'amministratore si mostra a sua volta ancora più ligio al dovere del dovuto, decidendo di lasciare la propria carica anche quando non avrebbe avuto nessun motivo per farlo (il futuro genero aveva rinunciato e la causa era praticamente a suo favore!) Ho il sospetto che anche nella stranezza della trama ci sia lo zampino dell'ironia dell'autore! xD Ad ogni modo tutto questo passa in secondo piano, poichè Trollope si serve di quest'esile trama solo come pretesto per tratteggiare con ironia il profilo dei vari personaggi che in qualche modo si trovano coinvolti nella vicenda, ma ancor più per prendere di mira determinate istituzioni (memorabile la parte sul potere della Stampa!) e "pezzi grossi" dell'epoca (Dickens e Carlyle su tutti!) Io adoro gli autori ironici, se poi sono anche vittoriani la fascinazione è completa, ora dovrò leggere tutto quello che ha scritto xD

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  • 4

    The warden, l'amministratore, è il signor Harding, esponente minore della sterminata gerarchia ecclesiastica nella chiesa anglicana. Maestro del coro della cattedrale di Barchester, riveste da parecchi anni anche la carica di amministratore dell'ospizio dei poveri della città. Mite e altruista, i ...continue

    The warden, l'amministratore, è il signor Harding, esponente minore della sterminata gerarchia ecclesiastica nella chiesa anglicana. Maestro del coro della cattedrale di Barchester, riveste da parecchi anni anche la carica di amministratore dell'ospizio dei poveri della città. Mite e altruista, il signor Harding esercita il suo incarico con grande umanità dedicandosi, oltre che alla sua adorata musica, ai suoi cari vecchietti. E' infatti per loro “un amico che presta ascolto ai loro dolori, li assiste nelle loro malattie e li conforta sia per quanto riguarda questo mondo che quello a venire”. Finché un giorno, il suo stipendio di 800 sterline l'anno - molto di più di quello che l'istituzione spende per il più che confortevole mantenimento dei suoi dodici fortunati ospiti - viene messo in discussione da un battagliero riformatore - dove riformatore è l'ironico appellativo datogli da Trollope. Costui si mette a intentare cause e a creare uno scandalo giornalistico in cui il povero amministratore si trova suo malgrado coinvolto, e, data la sua bontà d'animo, praticamente triturato. La trama del libro è molto semplice e segue perlopiù le tormentate tribolazioni dell'amministratore, schiacciato tra le accuse del riformatore e l'agguerrita difesa voluta dell'arcidiacono della cattedrale. Ma anche tra una coscienza scrupolosa, che si chiede se non sia giusto dopotutto riconsiderare la sua posizione, e un ostinato senso di dignità che non gli permette di passare agli occhi del pubblico come un avido approfittatore dei poveri. Ma nella sua semplicità la vicenda mantiene vivo l'interesse grazie alla cura con cui sono descritti i personaggi, al tono perennemente divertito di tutta la narrazione (disseminata oltretutto di deliziosi aforismi) e a qualche piccola gustosa complicazione che Trollope sembra essersi divertito a piazzare, tipo dosso rallentatore, su una trama altrimenti troppo liscia. Tutte queste caratteristiche ritornano, ancor più maturate ed esaltate, nel seguito di questa storia, Le torri di Barchester, che è molto più articolato, ricco e divertente. Ma questo è un'ottimo antipasto.

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  • 4

    perché un romanzo del 1855 che pone a tema la contestazione del beneficio ecclesiastico nell’Inghilterra vittoriana puo' ancora appassionare il lettore di oggi? Il fatto e' che Anthony Trollope nell’Amministratore parla soprattutto di possesso e avidità, argomenti dall’intramontabile interesse. I ...continue

    perché un romanzo del 1855 che pone a tema la contestazione del beneficio ecclesiastico nell’Inghilterra vittoriana puo' ancora appassionare il lettore di oggi? Il fatto e' che Anthony Trollope nell’Amministratore parla soprattutto di possesso e avidità, argomenti dall’intramontabile interesse. Il reverendo Harding, che si vede attaccato per la rendita di cui gode, non sopporta neppure l’ipotesi di usurpare soldi altrui, ed e' pronto a rinunciare a tutto pur di stare in pace con la sua coscienza e con i suoi vicini di casa. Tra i vecchi dell’ospizio c’e’ chi si lascia attrarre dall’idea di avere di piu’ e tralascia ogni considerazione di buon senso o di affetto per gli altri e chi invece si accontenta di quello che ha e fa prevalere le ragioni del cuore a quelle dell’economia. Insomma L’amministratore ci offre una vasta gamma di reazioni umane di fronte alla prospettiva dell’arricchimento e a quella del suo contrario, l’impoverimento. Di sole trecento pagine (la meta' esatta degli altri volumi delle Cronache del Barsetshire), questo libro inaugura il ciclo trollopiano. Non lo leggerei per primo, me lo terrei verso la fine, come ho fatto io.

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  • 4

    Ancora poco noto in Italia, nonostante la sua produzione consti di ben quarantasette romanzi, Anthony Trollope, è stato un autore di grande talento e dalle molte risorse. Tra le sue varie abilità, la migliore è senza dubbio quella di saper narrare storie di persone comuni, dando vita a piacevolis ...continue

    Ancora poco noto in Italia, nonostante la sua produzione consti di ben quarantasette romanzi, Anthony Trollope, è stato un autore di grande talento e dalle molte risorse. Tra le sue varie abilità, la migliore è senza dubbio quella di saper narrare storie di persone comuni, dando vita a piacevolissimi romanzi in grado di catturare l'interesse del lettore e intrattenerlo, offrendogli, nel contempo, l'occasione di riflettere su questioni tutt'altro che banali e sempre attuali. In questo romanzo, in particolare, Trollope, facendo come sempre ricorso al suo stile ironico e disimpegnato, ci racconta il piccolo grande dramma di un uomo comune, alle prese con un apparentemente semplice, ma in realtà molto delicato, dilemma morale. La persona in questione è Septimus Harding, onesto e generoso esponente del clero di Barchester (una piccola cittadina della fittizia contea del Barsetshire), e da anni stimato amministratore del ricovero per anziani lavoratori di Hiram. Un giorno, inaspettatamente, Harding viene accusato di ricevere un salario troppo elevato e di privare, quindi, gli anziani dell'ospizio, di una considerevole parte di quella somma. Come se non bastasse, a farsi promotore dell'accusa nei confronti dell'amministratore, è il giovane John Bold, stimato amico di famiglia nonché pretendente della figlia minore dello stesso Harding. Raccontando un fatto ordinario attraverso personaggi umanissimi, e parlando di sentimenti che potrebbero appartenere a ciascuno di noi, Trollope si mostra in grado di orchestrare una trama interessante e godibilissima, in cui la narrazione, sobria e intelligente, s'intreccia con una pacata satira sociale, e trova il suo punto di forza nella brillante analisi psicologica tanto cara all'autore. L'ironia dello scrittore non risparmia il clero, gli aspiranti riformatori, la stampa, e perfino un certo Mr Popular Sentiment: nomignolo bonariamente scherzoso per designare il già popolarissimo Charles Dickens. Tra i personaggi, ho particolarmente apprezzato la figura dell'arcidiacono Grantly, genero dell'amministratore: un uomo inflessibile, determinato e severo, temutissimo da tutti, compreso il suocero, eppure sinceramente animato da buoni sentimenti, ed insospettabilmente mansueto e remissivo, nel privato, nei confronti della moglie. Molto ben caratterizzato anche il personaggio del reverendo Harding: un uomo perbene, che pur avendo condotto un’esistenza da privilegiato, ha saputo spendersi per il prossimo, ed è stato ripagato, quando meno se l'aspettava, con l'ingratitudine di coloro a cui si è dedicato, trovandosi costretto, in età ormai avanzata, a rimettere in discussione tutta la sua vita. Avrei, invece, dato volentieri una tiratina d'orecchi a John Bold, medico (più o meno...) per professione, e paladino della giustizia per vocazione; un giovane troppo impulsivo e ciecamente attaccato alle questioni di principio, e non ancora sufficientemente maturo da comprendere che nella vita, oltre al bianco e al nero, esistono infinite sfumature. La figura probabilmente meno affascinante del romanzo, per quanto adattissima allo scopo dell'autore, è quella di Eleanor: perfetto emblema di femminilità vittoriana, innocenza e devozione filiale. Ciò che più colpisce nel racconto di Trollope, è la sorprendente attualità: la persecuzione da parte della stampa ed i relativi danni che essa produce, la devastante cecità provocata dall'avidità, e il pericolo rappresentato dalle mere questioni di principio quando esse restano astratte ed avulse dalla realtà. Un romanzo piacevole da leggere, ma soprattutto un romanzo su cui riflettere ancora oggi: perchè, in una società dove coscienza e onestà, diventano parole sempre più fuori moda, qualche signor Harding in più, con le sue piccole crisi e i suoi interrogativi, non potrebbe che fare bene!

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