El día antes de la felicidad

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Publisher: Círculo de Lectores

3.8
(3835)

Language: Español | Number of Pages: 153 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 8467237198 | Isbn-13: 9788467237191 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 2

    Sono arrivata alla conclusione che a me leggere Erri De Luca non piace. Riconosco la sua bravura, ma non mi coinvolge il suo iperrealismo criptico-suggestivo-spirituale. Azzecca molte frasi e molte ri ...continue

    Sono arrivata alla conclusione che a me leggere Erri De Luca non piace. Riconosco la sua bravura, ma non mi coinvolge il suo iperrealismo criptico-suggestivo-spirituale. Azzecca molte frasi e molte riflessioni, ma, alla fine, non mi acchiappa perché mi sembra pieno di un tecnicismo raffinato, ma con poco coinvolgimento di fondo. Sa combinare le parole, ma forse non le storie

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  • 3

    "Il vuoto in faccia a un muro, lasciato da una libreria venduta, è il più profondo che conosco. Porto via con me i libri mandati in esilio, do loro una seconda vita. Come la seconda mano in pittura ch ...continue

    "Il vuoto in faccia a un muro, lasciato da una libreria venduta, è il più profondo che conosco. Porto via con me i libri mandati in esilio, do loro una seconda vita. Come la seconda mano in pittura che serve a rifinire, la seconda vita di un libro è la migliore." (p. 38)

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  • 3

    Quando l'anima dell'autore deve fondersi con il libro

    Questo è il primo libro che ho letto di Erri de Luca, conoscevo un po' l'animo dell'autore, avevo ascoltato qualche suo intervento ma ancora nessun libro.
    Ti lascia un po' di sapori contrastanti, cred ...continue

    Questo è il primo libro che ho letto di Erri de Luca, conoscevo un po' l'animo dell'autore, avevo ascoltato qualche suo intervento ma ancora nessun libro.
    Ti lascia un po' di sapori contrastanti, credo che l'opera si nutra dell'autore stesso e del suo io. Nel bambino che si arrampica non puoi non immaginarti questo napoletano che ama scalare i monti e che questi percorsi erano soltanto l'anticipazione delle vette da amare più avanti. Rischi di perderti una parte importante nella ricerca delle frasi da sottolineare se non ci metti lo sguardo rivolto ad una città come Napoli, dove ogni pietra ha un nome e un nome diverso se lo vedi con la luce del giorno o quella della notte.

    "Fatemi prendere sul serio almeno il gioco della scopa, che è mezz'arte religiosa. [...] È una lotta tra l'ordine e il caos."

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  • 3

    L'educazione non solo sentimentale nella Napoli del secondo dopoguerra

    Ho smesso di leggere De Luca una quindicina di anni fa per ragioni extra-letterarie. Torno a leggerne un libro sempre per ragioni extra-letterarie, sia pure molto diverse da allora. Lo ritrovo nei su ...continue

    Ho smesso di leggere De Luca una quindicina di anni fa per ragioni extra-letterarie. Torno a leggerne un libro sempre per ragioni extra-letterarie, sia pure molto diverse da allora. Lo ritrovo nei suoi pregi e nei suoi difetti. Per esempio, non c’è dubbio che De Luca usi una lingua essenziale nella sintassi e dunque priva di orpelli e giravolte. Tuttavia spesso l’autore ricorre a un’aggettivazione personale e colorita che suonerebbe bene in poesia – almeno in un certo tipo di poesia novecentesca – ma funziona molto meno in prosa – almeno nella prosa contemporanea. Lo stesso dicasi per un io lirico che stona un po’ con vicende trattate sempre con pudore e ruvidezza.
    Una novità è l’introduzione di una componente teatrale – probabilmente favorita dall’ambientazione nei bassi napoletani dai quali derivano gli innesti dialettali e il recupero di personaggi (e passaggi) senz’altro dalla valenza comica.
    Per il resto, quella che sarebbe una novella, piuttosto che un romanzo, è costruita secondo le modalità del Bildugnsroman: da bambino gracile e deriso dai coetanei (che lo chiamavano “a scigna”, cioè la scimmia) ad adulto. Il processo non può che passare per lezioni di vita di un maestro (qui il portiere Don Gaetano), la scoperta dell’amore (Anna – ma non è la parte più riuscita della storia), il confronto/scontro con un guappo (l’immancabile figura de “o’ malamente” delle sceneggiata napoletana), la partenza per il Nuovo Mondo.

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  • 4

    Piacevole lettura, scorrevole ed avvincente. È il primo libro di De Luca che leggo. Probabilmente ne leggerò degli altri. Il racconto è molto interessante e veramente ben scritto.

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  • 3

    Appena un centinaio di pagine per narrare la storia parziale di un bambino che si crede orfano fino all'età dei 18 anni. Scritto in prima persona racconta di sentimenti, lotte per vivere e lotte del p ...continue

    Appena un centinaio di pagine per narrare la storia parziale di un bambino che si crede orfano fino all'età dei 18 anni. Scritto in prima persona racconta di sentimenti, lotte per vivere e lotte del passato...vicende realmente accadute negli anni di rivolta storica che vedono Napoli tra le città protagoniste del passato! Gli occhi di un bambino che si osserva crescere e di un cuore, il suo, che assorbe ogni attimo di quotidianità! In ogni frase del libro c'è poesia e sentimento, senza che esso risulti retorico o banale! Mi è piaciuto molto per le parole e le espressioni poetiche, i personaggi sono molto curati, le descrizioni fatte in modo molto particolare, ma sempre molto azzeccate, e uno stile narrativo che non stanca. Forse molto è dovuto all'ambientazione napoletana ed ai continui riferimenti, piacevolmente coloriti, al dialetto locale. Quale potesse essere il finale lo si può intuire mano a mano che la lettura procede, perchè tutto quanto viene descritto nel libro non può che portare a tale conclusione, ma il piacere della lettura rimane tutto.

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