El desert dels Tàrtars

Per

Editor: Editorial Empúries

4.2
(9664)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) Chi traditional , French , English , Italian , Spanish , Chi simplified , German , Romanian , Esperanto

Isbn-10: 8497874390 | Isbn-13: 9788497874397 | Data publicació: 

Translator: Rosa M. Pujol , Mercè Senabre

També disponible com: Others

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descripció del llibre
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  • 5

    Ho trovato questo libro veramente favoloso. Anche se racconta di un soldato non aspettatevi un racconto ricco di azione o colpi di scena. Piuttosto preparatevi ad accogliere il pensiero di Buzzati sul ...continua

    Ho trovato questo libro veramente favoloso. Anche se racconta di un soldato non aspettatevi un racconto ricco di azione o colpi di scena. Piuttosto preparatevi ad accogliere il pensiero di Buzzati sul tempo che vola, inafferrabile, senza che nessuno (o quasi) se ne accorga o tanto meno possa fermarlo. Altro tema centrale del libro è quello dell'attesa, che porta speranza e spesso illusioni. Lo consiglio veramente a tutti, è scritto in modo abbastanza scorrevole e molto poetico. E' un libro che fa riflettere senza essere pesante.

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  • 4

    La vita è spesso un giocare in difesa

    " Era l'ora delle speranze e lui meditava le eroiche storie che probabilmente non si sarebbero verificate mai, ma che pure servivano a incoraggiare la vita".
    "... bisogna ben sperare in qualche cosa " ...continua

    " Era l'ora delle speranze e lui meditava le eroiche storie che probabilmente non si sarebbero verificate mai, ma che pure servivano a incoraggiare la vita".
    "... bisogna ben sperare in qualche cosa "

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  • 5

    "Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di s ...continua

    "Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita". I libri di Buzzati sono sempre poesia!

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  • 5

    I corvi nidificano e le rondini se ne vanno

    Cogli l'attimo, verrebbe da dirsi una volta chiuso il libro. Godi ogni attimo che vivi, assapora e ricorda il passato ma corri e vivi il presente non come se non ci fosse il domani ma addirittura dom ...continua

    Cogli l'attimo, verrebbe da dirsi una volta chiuso il libro. Godi ogni attimo che vivi, assapora e ricorda il passato ma corri e vivi il presente non come se non ci fosse il domani ma addirittura domani! La vita scorre come un fiume e bisogna lasciarsi andare, senza troppi freni e troppi pensieri, a volte si va sotto e si rischia di annegare, a volte si va a pelo d'acqua e si rischia di soffocare ma a volte si va a vele spiegate ed è il momento di ridere a crepapelle, di giocare e di goderne appieno. Questa lettura mi lascia così, con una folle voglia di vivere e non sopravvivere. E un immensa tristezza.
    Dovessi scrivere la trama occorrerebbero ben poche parole e infatti non è quello che (non) succede ma quello che Drogo, il protagonista, prova e vive. Nella Fortezza Bastiani vive tutta la sua vita aspettando una battaglia che gli renda gloria e lo faccia sentire vivo, tutta l'esistenza passata li, anno dopo anno, che lo allontanano dalla vita stessa fino a sentirla non sua; quello che era non c'è più, quello ora è, è povera cosa, quello che sarà non si sa forse niente, forse tutto. Una vita di attesa, a sprecare la vita. Profondo e toccante.

    Ad un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire

    Che triste sbaglio, penso Drogo, forse tutto è così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c'è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne perchè ci accorgiamo di essere completamente soli.

    Dagli estremi confini egli sentiva avanzare su di sé un'ombra progressiva e concentrica, era forse questione di ore, forse di settimane o di mesi; ma anche i mesi e le settimane sono ben povera cosa quando ci separano dalla morte. La vita dunque si era risolta in una specie di scherzo, per un'orgogliosa scommessa tutto era stato perduto.

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  • 4

    Giovanni Drogo si abbandona allo scorrere del tempo nella speranza di una svolta che non arriva: Buzzati ci invita a non imitarlo.
    Sostanzialmente un altro esempio di inettitudine alla vita.
    Triste e ...continua

    Giovanni Drogo si abbandona allo scorrere del tempo nella speranza di una svolta che non arriva: Buzzati ci invita a non imitarlo.
    Sostanzialmente un altro esempio di inettitudine alla vita.
    Triste e bellissimo.

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  • 4

    Mi accingo a leggerlo oggi, e cosa trovo nella descrizione del libro qui sopra? Uno spoilerone da paura!!! :((( Vabbè che probabilmente l'importanza di questo lavoro di Buzzati sta nella scrittura e n ...continua

    Mi accingo a leggerlo oggi, e cosa trovo nella descrizione del libro qui sopra? Uno spoilerone da paura!!! :((( Vabbè che probabilmente l'importanza di questo lavoro di Buzzati sta nella scrittura e nel messaggio che veicola ( e a questi è rivolto principalmente il mio interesse ) ma porcaccia miseria un pochetto di suspense l'avrei anche voluta provare!

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  • 5

    Nella profonda malinconia, c'è un'incredibile forza. Una metafora che racchiude un grido contro i limiti, l'abitudine, la "normalità". Un urlo alla vita su un letto di morte, la morte di Giovanni Drog ...continua

    Nella profonda malinconia, c'è un'incredibile forza. Una metafora che racchiude un grido contro i limiti, l'abitudine, la "normalità". Un urlo alla vita su un letto di morte, la morte di Giovanni Drogo, che sorride. Sorride, l'ufficiale, davanti allo scorrere del tempo. Riesce a sentirlo? Riesce anche solo a percepire una sensibile variazione nello scorrere delle ore, delle settimane, dei mesi, delle stagioni, degli anni? Si lascia vivere, illudendosi beato, fino a consumare un'intera esistenza nella Fortezza.
    Fortezza o prigione, ognuno ha la propria. Uscirne non sarebbe complicato di per sé. Le complicanze dell'uscita però sono molte. Se ormai ci si è abituati a quella realtà, l'esterno sembra più minaccioso della monotona fuga del tempo che avviene all'interno.
    Un muro, un guscio. Protezione, ostacolo.
    Perché non provare a superarlo?

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