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El fin de la eternidad

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Publisher: La Factoría de Ideas

4.3
(2062)

Language:Español | Number of Pages: 319 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German , Catalan , Czech , Polish , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 848896692X | Isbn-13: 9788488966926 | Publish date: 

Translator: Miguel López Genicio

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Andrew Harlan ha cometido un crimen, pero su acto no es un simple delito. Porque la ley que ha quebrantado es la más importante de todas para un Ejecutor: la ley que impide que miles de años de historia sean borrados y reescritos de forma irreversible por la guerra, la muerte y la decadencia. Pero ni siquiera la Eternidad, la organización a la que pertenece, puede detenerle. Harlan ha sido entrenado para introducir cambios en el tiempo, y sólo él puede rescatar a la única persona que le importa antes de que uno de los cambios la haga desaparecer para siempre. Lo que Harlan no sabe, sin embargo, es que lo que está en juego es mucho más de lo que él cree. Y lo que no podría imaginar de ningún modo es la partida de ajedrez temporal de la que forma parte, una partida que puede decidir el futuro de la humanidad.
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  • 3

    Suggestivo ma debole

    Quello che mi ha colpito di piú di questo romanzo è la descrizione dell'organizzazione dell'Eternità, che ricorda quella di un rigido ordine monastico. I suoi membri infatti vengono allontanati fin da ...continue

    Quello che mi ha colpito di piú di questo romanzo è la descrizione dell'organizzazione dell'Eternità, che ricorda quella di un rigido ordine monastico. I suoi membri infatti vengono allontanati fin da piccoli dalla loro famiglia, non possono tornare al loro secolo di provenienza e viene impartita loro una rigida educazione e inculcati dei principi di fedeltà assoluta all'organizzazione. Inoltre le donne sono completamente escluse dalla struttura gerarchica e possono solo svolgere, in via del tutto temporanea, lavori amministrativi di minor conto (segretarie, ecc.).

    All'interno di questa struttura, i Tecnici rappresentano una specie di casta isolata. Gli altri Eterni li evitano il piú possibile e li guardano con disprezzo poiché essi, in quanto esecutori dei mutamenti di Realtà, causano lo stravolgimento della vita di numerose persone e nei casi peggiori anche la morte. In qualche modo i Tecnici scostituiscono i "capri espiatori" della sofferenza che l'Eternità provoca ad alcuni individui per il bene della collettività.
    Sono la "coscienza sporca" dell'Eternità
    Anche Andrew Harlan, il protagonista, non sfugge a questa ghettizzazione ma la affronta con un misto di orgoglio e senso di superiorità.
    Nella costruzione di questo ambiente cosí discriminatorio è probabile che Asimov, proveniente da una famiglia ebraica russa immigrata in America nei primi anni '20, abbia attinto dalla propria esperienza personale.

    Sebbene questo libro non si inserisca in nessuno dei cicli piú famosi della produzione di Asimov, il principio che sta alla base dell'Eternità, ovvero la cura della società nel suo complesso anche a scapito dei singoli, ricorda da vicino la Legge Zero della Robotica in base alla quale un robot può causare sofferenza ad un singolo uomo purché questo suo atto giochi a favore dell'umanità nella sua totalità. Tuttavia mentre nel romanzo I robot e l'Impero, in cui viene enunciata esplicitamente per la prima volta, ne venivano sottolineati gli aspetti positivi, qui il punto di vista è nettamente piú pessimistico e tende a mettere in luce come la sistematica applicazione di questa norma da parte degli uomnini conduca alla lunga ad un completo snaturamento dell'evoluzione e del progresso della società.

    Nella prima parte del libro l'atmosfera cupa e claustrofobica in cui si svolge la storia sembra promettere bene poi però la tensione si smorza complice il fatto che, come spesso accade nelle opere che trattano dei viaggi nel tempo, i paradossi temporali non sono mai chiariti del tutto, svigorendo cosí il nerbo della narrazione.
    Inoltre il rapporto tra Noys e Andrew, benché sia un cardine fondamentale di tutta la vicenda, è trattato in modo superficiale e banale.
    Per non parlare del fatto che uno dei maggiori colpi di scena del libro si intuisce facilmente fin da subito...

    Insomma, benché spesso si senta parlare di questo romanzo come di uno dei migliori scritti da Asimov (alcuni sostengono che sia addirittura il suo capolavoro), io l'ho trovato abbastanza mediocre, basato su una buona idea di fondo e con un'originale ambientazione ma con una storia sviluppata non al meglio.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La prima parte è un po' così... noiosa? datata? fredda?.. un po' tutte queste cose e così l'ho lasciato in stand by. Effettivamente si tratta di un lungo prologo, dove si svolgono solo antefatti e non ...continue

    La prima parte è un po' così... noiosa? datata? fredda?.. un po' tutte queste cose e così l'ho lasciato in stand by. Effettivamente si tratta di un lungo prologo, dove si svolgono solo antefatti e non si esplicano più di tanto presupposti ideologici. La storia d'amore è oggi troppo poco esplicitata nelle sue implicazioni, purtroppo lo sconvolgimento emotivo che scatena tutti gli avvenimenti successivi è descritto con una pudicizia che ha senso solo in relazione all'epoca in cui è stato scritto e forse nemmeno, e quasi tutto deve essere lasciato all'immaginazione del lettore .
    La seconda parte invece prende un altro ritmo, sia nella narrazione, che nello sviluppo degli accadimenti. Il finale è davvero incalzante e mozzafiato, gli sviluppi messi in gioco sono numerosi e si aprono come una serie di scatole cinesi in rapidissima successione.
    Ne "La fine dell'eternità" come speravo e come avevano caldeggiato i compagni della "Fratellanza", Asimov riesce ad affrontare questioni eterne. L'immensa prospettiva temporale che riesce a esplorare, una storia umana narrata in tempi più che evoluzionistici - e a proposito le considerazioni su quest'aspetto mi sono piaciute molto- con un finale che si apre come un fiore che sboccia offrendo le varie verità, la prospettiva in cui vengono trattate le esplorazioni spaziali, la possibilità binomica per l'umanità tra Spazio e Tempo, infinità ed eternità (uscire fuori dal tempo e supervisionare il fluire storico per garantire il massimo benessere oppure potersi muovere per l'infinità dello spazio), ... l'idea, anche letteraria, che la realtà de facto, che è quella in cui a noi viene narrata tutta la storia, ... NO, non posso dir altro senza spoilerare, ma, sì, sono molto soddidfatta.
    Solo alla fine si può davvero apprezzare questo classico, ma fortunatamente non posso che essere concorde.

    said on 

  • 4

    Era nella mia libreria da almeno quindici anni, e l'avrò iniziato e lasciato lì almeno due volte. Il motivo credo stia nel fatto che il protagonista è veramente antipatico, con la sua sobria rigidità ...continue

    Era nella mia libreria da almeno quindici anni, e l'avrò iniziato e lasciato lì almeno due volte. Il motivo credo stia nel fatto che il protagonista è veramente antipatico, con la sua sobria rigidità morale, la sua assoluta dedizione alle regole. Né lo rende più umano il sentimento verso Noys, che assume subito i connotati di un tipico rapporto "anni 50": attrazione puramente fisica che diventa travolgente e spinge l'uomo a travalicare ogni limite. Solo verso il finale compaiono gli elementi tipicamente Asimoviani che mi hanno fatto adorare tutti i suoi libri: naturalmente, niente è come sembra... Mi ha fatto davvero piacere, in chiusura, il velato riferimento a Enrico Fermi.

    said on 

  • 4

    Asimov propone un'organizzazione "governativa" di controllo delle variabili della storia umana riducendo la libertà d'azione ad una stanzetta imbottita dove per il "maggior bene possibile" non ci sian ...continue

    Asimov propone un'organizzazione "governativa" di controllo delle variabili della storia umana riducendo la libertà d'azione ad una stanzetta imbottita dove per il "maggior bene possibile" non ci siano eventi traumatici o situazioni che si allontanino troppo dai binari tracciati dagli Eterni.

    Come di consueto la scrittura di Asimov è molto "piana" e nelle prime cento pagine succede poco oltre ad avere una panoramica della situazione. Poi l'azione parte e ci sono un paio di colpi di scena interessanti. Bravo Asimov a lasciare delle piccole molliche di pane lungo la storia che poi si ricollegheranno nel finale.

    Unica nota: ci sono interessanti spunti di riflessione, che però vengono solo accennati (forse volutamente?).

    said on 

  • 4

    All'inizio

    ero un po' perplesso, perchè nella prima parte del libro non ho trovato molti spunti che invogliassero particolarmente alla prosecuzione della lettura.
    Man mano che andavo avanti poi ho incontrato del ...continue

    ero un po' perplesso, perchè nella prima parte del libro non ho trovato molti spunti che invogliassero particolarmente alla prosecuzione della lettura.
    Man mano che andavo avanti poi ho incontrato delle difficoltà nella comprensione dei termini tecnici e delle ambientazioni descritte (diciamo che Asimov non brilla molto nelle descrizioni, e questo è un elemento a suo sfavore perchè nella fantascienza trovo che questo aspetto sia fondamentale).
    Ma poi (all'incirca da pagina 100) i colpi di scena sono stati così repentini e stupefacenti da far passare in secondo piano i problemi descrittivi.
    Nella parte finale poi tutti i nodi sono venuti al pettine e ho capito anche l'importanza di alcuni episodi descritti all'inizio, di cui non avevo compreso bene il senso.
    Il colpo di scena finale poi è stato veramente spiazzante, ed ha influito molto sulla mia valutazione sul libro.
    E' stato veramente un bell'approccio con questo autore, che conoscevo solo di fama, e devo ammettere che, se tutti i suoi libri sono belli come questo, la fama di questo autore è sicuramente più che meritata.
    VOTO: 8

    said on 

  • 1

    Una sciocchezza... da Asimov non ti aspetti capolavori letterari, ma altrove era stato avvincente. Qui si sente che è giovane e che ancora non conosce l'amore (ma anche, in generale, gli uomini). ...continue

    Una sciocchezza... da Asimov non ti aspetti capolavori letterari, ma altrove era stato avvincente. Qui si sente che è giovane e che ancora non conosce l'amore (ma anche, in generale, gli uomini).

    said on 

  • 4

    Isaac Asimov

    Asimov scrive nel 1955 l’unico suo romanzo di fantascienza ambientato in un universo dove non esiste il viaggio spaziale. In La fine dell’eternità l’uomo ha però sviluppato una tecnologia che gli perm ...continue

    Asimov scrive nel 1955 l’unico suo romanzo di fantascienza ambientato in un universo dove non esiste il viaggio spaziale. In La fine dell’eternità l’uomo ha però sviluppato una tecnologia che gli permette non solo di spostarsi nel tempo, ma anche di controllare la storia dell’umanità. La natura di quest’eternità ipercontrollata si mostra rapidamente come distopica, collocando le avventure dei protagonisti in un mondo dove il delirio di onnipotenza di una casta di controllori del tempo tiene segretamente in scacco il destino dell’uomo.

    Avventura e mistero sono manipolati da Asimov per tenere a bada il rischio di paradossi e gestire un universo narrativo particolarmente complesso, con risultati conturbanti ma non eccezionali. Il tempo è rappresentato sempre e solo in modo lineare, come una retta percorribile in due opposte direzioni, e il paradosso viene catturato e domato senza brividi. Stilisticamente poco ambizioso, è un romanzo che appassiona il lettore per la potenza del tema trattato, e che difende la propria mancanza di coraggio dietro a un risultato dignitoso. Purtroppo, non va più in là di così.

    Il titolo è di per sé uno spoiler.

    said on 

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