El guardián entre el centeno

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Publisher: Alianza

4.0
(26175)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Japanese , Portuguese , Chi simplified , Catalan , French , Italian , Russian , Finnish , Dutch , Swedish , Galego , Turkish , Polish , Czech , Romanian , Greek , Basque , Hungarian

Isbn-10: 950400220X | Isbn-13: 9789504002208 | Publish date: 

Curator: ALIANZA

Also available as: Mass Market Paperback , School & Library Binding , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 4

    Quando un libro nasce best seller e ne mantiene il primato per quasi settant'anni è difficile parlarne senza rischiare di risultare banali e ripetitivi. È il caso de "Il giovane Holden ", classico per ...continue

    Quando un libro nasce best seller e ne mantiene il primato per quasi settant'anni è difficile parlarne senza rischiare di risultare banali e ripetitivi. È il caso de "Il giovane Holden ", classico per eccellenza, che è diventato in breve tempo un mito per generazioni di ragazzi. Cosa c'è di tanto affascinante in questo libro? La storia è raccontata in prima persona dal protagonista, Holden, un ragazzo di sedici anni che è appena stato sbattuto fuori da scuola per scarso rendimento. Lo stile è schietto, sgrammaticato e talvolta scurrile e proprio per questo vero, un adolescente che parla come tale. La storia, se di storia si può parlare, è semplicemente il resoconto dei tre giorni che, dopo l'espulsione, separano Holden dal rientro a casa. Tante scene dove a farla da padrone sono i pensieri stessi del protagonista e il suo stato d'animo. È un ragazzo inquieto, tormentato
    che non riesce ad andare d'accordo con il mondo che lo circonda, non riesce a legare con i compagni, snob e ipocriti, pecora nera della famiglia dove tutti sono dotati e intelligenti. Il suo vagabondare per le strade di New York diventa così metafora della ricerca di se stesso, del suo posto nel mondo. Deve fare i conti con la morte del fratello, il suicidio di un compagno, la prima cotta. Temi più o meno delicati, alcuni appena accennati perché ciò che interessa non è l'episodio in sé ma quello che lascia nell'animo in evoluzione di Holden. Facilissimo identificarsi in lui, fare le sue stesse riflessioni, porsi i suoi dubbi e le sue domande. Altrettanto facile avere la sensazione di essergli accanto nel suo girovagare nella grande mela. In questo Salinger è stato geniale, niente moralismi, niente disquisizioni inutili e falso pathos. Sembra quasi voler dire: "Ehi amico! Ti presento Holden, un ragazzo come te, un po' scapestrato forse, e queste sono le sue paturnie!" Difficile non ritrovarsi in lui. E alla domanda "Dove vanno le anatre di Central Park quando il lago si ghiaccia?" ogni lettore dia la sua risposta, ogni lettore trovi la sua direzione. Peccato però che poi Holden finisca in psicoanalisi.

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  • 5

    Del 1951.
    Lo avevo già letto nel 1999 e ricordo che mi piacque e poco altro. Ricordo la domanda sulle anatre, un ragazzo a disagio e anche un lettore di 26 anni che voleva sapere come sarebbe andata a ...continue

    Del 1951.
    Lo avevo già letto nel 1999 e ricordo che mi piacque e poco altro. Ricordo la domanda sulle anatre, un ragazzo a disagio e anche un lettore di 26 anni che voleva sapere come sarebbe andata a finire.
    Ora ho 44 anni e ho provato disagio a leggere le disavventure di Holden, commozione a leggere quanto è romantico, partecipazione davanti alle ipocrisie (phony). E su tutto, come una luce incredibile, le immagini dell'acchiappabambini e della sorella sulla giostra.

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  • 5

    FAVOLOSO

    In lingua originale, dopo tante letture in Italiano. Strana sensazione, è lo stesso libro ma anche un libro differente. Impressione avuta che l'originale sia più forte come linguaggio della versione t ...continue

    In lingua originale, dopo tante letture in Italiano. Strana sensazione, è lo stesso libro ma anche un libro differente. Impressione avuta che l'originale sia più forte come linguaggio della versione tradotta, ma magari è colpa del mio Inglese...

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  • 4

    "La gente non si accorge mai di nulla"

    Per tutto il romanzo ho avuto la sensazione di essere accanto ad Holden, sia fisicamente che emotivamente. Sicuramente un buon libro!

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  • 5

    È il disagio di un adolescente che non riesce a stare a proprio agio nel mondo civile. Holden vede una società composta da adulti, che non lo capiscono e che sono tutti in qualche modo compromessi, da ...continue

    È il disagio di un adolescente che non riesce a stare a proprio agio nel mondo civile. Holden vede una società composta da adulti, che non lo capiscono e che sono tutti in qualche modo compromessi, da coetanei, ormai sulla stessa strada degli adulti, e da bambini, ancora innocenti, che lui desidererebbe salvare prima del volo.
    Non vuole insegnarti niente Holden, vuole raccontarti certe sue esperienze e nel farlo, involontariamente, ti fa capire come lui vede il mondo. Ed è una visione tutta particolare.

    said on 

  • 0

    Ho cercato di parlare di un tema a cui tengo moltissimo, vale a dire l'autocensura in letteratura e la generosità nello scrivere, sostenendo che, in due parole, uno scrittore riesce a dare il meglio d ...continue

    Ho cercato di parlare di un tema a cui tengo moltissimo, vale a dire l'autocensura in letteratura e la generosità nello scrivere, sostenendo che, in due parole, uno scrittore riesce a dare il meglio di sé, e quindi riesce ad essere generoso, quando è capace di rischiare, quando rinuncia a qualcosa, quando scrive anche a costo di far male a qualcuno. Può sembrare un po' cinico, però credo che abbia una sua ragion d'essere in letteratura questa che secondo me è un'esigenza: questo bisogno di poter scrivere al di fuori della necessità di proteggere degli affetti.
    Sono partito da Il giovane Holden, per poi arrivare a Bret Easton Ellis, in particolare American Psycho, ma anche Glamorama, per chiudere con Javier Marìas, Domani nella battaglia pensa a me e L’uomo sentimentale.

    Diego De Silva
    Biblioteca Comunale di Quattro Castella (RE) | 18 dicembre 2016
    http://www.autorinprestito.it/i-consigli-di-diego-de-silva/

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  • 4

    Holden è un ragazzo adolescente che, buttato fuori dall'ennesima scuola, ci racconta il suo girovagare per le strade di New York nell'attesa di poter tornare a casa o di andare via per sempre.
    Ho amat ...continue

    Holden è un ragazzo adolescente che, buttato fuori dall'ennesima scuola, ci racconta il suo girovagare per le strade di New York nell'attesa di poter tornare a casa o di andare via per sempre.
    Ho amato lo stile particolare con cui è scritto il libro, non si fatica a ritrovarci un ragazzo diciassettenne che, con molta simpatia, ricerca il suo posto nel mondo, disprezzando l'umanità ma amandola al tempo stesso, criticando il mondo che lo circonda ed evadendo spesso in uno di fantasia ed immaginazione.
    Un libro per tutte le età, che può indicare la retta via ai più giovani, ma lasciar riflettere anche i più grandi.

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  • 4

    "L'acchiappatore nella segale."

    Questo libro parla di un momento della vita di un adolescente, alcuni giorni passati a girovagare, farsi domande esistenziali, cercare un percorso da seguire e la conseguente paura di non esserne tota ...continue

    Questo libro parla di un momento della vita di un adolescente, alcuni giorni passati a girovagare, farsi domande esistenziali, cercare un percorso da seguire e la conseguente paura di non esserne totalmente appagati, l'odio verso la società e verso tutto e tutti, l'anticonformismo.

    Si capisce subito che il buon vecchio Holden è solo un ragazzo di sedici anni, acerbo, sia dal modo in cui si comporta che dal modo in cui si esprime, si ripete fin troppo spesso e risulta antipatico, mentre alcune volte il suo atteggiamento è quello di un adulto, ma cade l'istante dopo in comportamenti puerili. Insomma è un ragazzino come tanti alla ricerca di se stesso.

    Ho letto che in molti l'hanno bistrattato perché la storia non porta da nessuna parte, è vero la storia non porta da nessuna parte, ma penso che l'intento potesse essere proprio quello, far sentire il lettore come un ragazzo che a quell'età si sente inadeguato e spaesato da un mondo che a volte pare troppo grande.

    Simpatizzo per Holden, ma di certo non mi ha mandato in sollucchero.

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