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El hombre del salto

By Don DeLillo

(31)

| Others | 9788432228186

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Book Description

La gran novela sobre el 11-S y la mejor novela de Don Delillo, uno de los mayores genios de la narrativa contemporánea. Elogiada unánimemente por la crítica.

Keith Neudecker emerge de una nube de humo Continue

La gran novela sobre el 11-S y la mejor novela de Don Delillo, uno de los mayores genios de la narrativa contemporánea. Elogiada unánimemente por la crítica.

Keith Neudecker emerge de una nube de humo y, cubierto de cenizas y cristales rotos, deambula confuso por las calles de Manhattan hasta llegar a la casa de su ex mujer y su hijo. Es el 11 de septiembre de 2001. El mundo ha cambiado para siempre. El hombre del salto es una novela que sobrecoge, hipnotiza. Don DeLillo cuenta cómo la devastación afecta las vidas de una pequeño grupo de personas entre los que se encuentra la familia de Keith, pero también abre una ventana a la paradójica normalidad con que uno de los terroristas, Hammad, se prepara para el martirio.

175 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'argomento è interessante, ma il romanzo non coinvolge mai il lettore, nonostante il tragico tema.

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    Kafman said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'uomo che cade è l'uomo che sbaglia

    L'uomo che cade è un performer che dopo l'11 settembre organizza il suo show facendo finta di cadere, come le persone che si sono buttate dalle Torri per sfuggire alle fiamme. Dal racconto capisco che questo show rappresenta gli errori dell'uomo, che ...(continue)

    L'uomo che cade è un performer che dopo l'11 settembre organizza il suo show facendo finta di cadere, come le persone che si sono buttate dalle Torri per sfuggire alle fiamme. Dal racconto capisco che questo show rappresenta gli errori dell'uomo, che a causa di questi può essere colpito in ogni momento. Chi sbaglia, cade.
    Stupendo. Atmosfera visionaria ma allo stesso tempo con un messaggio chiaro.
    Per chi ama gli scrittori visionari: scrittorivisionari.blogspot.it

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    Massimo Colonna said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Salvo l'inizio e la fine.....in mezzo....completamente da buttare.

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    Lulù said on May 19, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Il più grande Real TV della storia recente.

    L'11 settembre del 2001 stavo studiando a casa un esame per l'università. Sentii mio padre gridare vieni vieni, in America sta succedendo nu burdell. Mi ritrovai davanti allo schermo da 24 pollici con quelle immagini della torre che fumava. Pochi min ...(continue)

    L'11 settembre del 2001 stavo studiando a casa un esame per l'università. Sentii mio padre gridare vieni vieni, in America sta succedendo nu burdell. Mi ritrovai davanti allo schermo da 24 pollici con quelle immagini della torre che fumava. Pochi minuti dopo, mi sembrava di sognare, un aereo sbatte contro la sua gemella, penetrando e sparendo tra nuvole marroncine. E' tra questi due attimi che De Lillo tira fuori il meglio. Alla prima torre siamo tutti spaventati, impietriti, colpiti. Ma la seconda torre che fuma era già qualcosa di ripetuto, eravamo tutti più vecchi e saggi.
    Questa visione sembra più applicabile per gli americani, mentre per noi alle pendici del Vesuvio sembrava di rivedere un film americano con gli effetti hollywoodiani. Mo' ci avete abituato agli effetti speciali, quindi tenetevi una reazione lontana, colpita sì, ma non così partecipata da trasformarci in persone più vecchie e sagge. Perchè, per noi da qui, l'11 settembre era un video di Real TV. Spettacolare, ma pur sempre lontano.
    De Lillo cerca di trasmettere gli effetti più microscopici sui newyorkesi derivanti da cotanta enormità. Ci riesce ma solo in parte, perchè forse la parete da scalare era troppo complessa anche per lui. I personaggi languono, si oscilla tra i protagonisti che vivono il post apocalisse e i terroristi che si preparano alla missione della vita, ovvero quella della morte. Rapporti familiari di quella complessità nascosta, strisciante, ma presente. Eppure l'autore sembra fallire in quei collegamenti così difficili da evidenziare tra catastrofe incomprensibile ed effetti sulla vita delle persone.
    Detto questo, l'uomo che cade, inteso come fenomeno estremo del post 11 settembre, è forse la cosa migliore del libro. Perchè è lì che la razionalità della rappresentazione si scontra con l'incomprensibilità dell'autolesionismo, con il ricordo dell'immagine più indimenticabile della storia recente: un colletto bianco che si lancia dall'n-simo piano con quel braccio tenuto su, teso, quasi a dire "io sono qui, anche se dovrei essere lì su". Un vero inno alla presa d'atto dell'incomprensibilità del genere umano e le sue azioni.

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    Marco Migliorato said on Jan 4, 2014 | 2 feedbacks

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