El hombre que confundió a su mujer con un sombrero

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Publisher: El Aleph Editores, S.A.

4.1
(5155)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Portuguese , Japanese , French , Catalan , German , Italian , Chi simplified , Turkish

Isbn-10: 8476694210 | Isbn-13: 9788476694213 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Medicine

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Book Description
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  • 3

    Non siamo i nostri deficit

    "L'uomo che scambio' sua moglie per un cappello" è uno dei tanti pazienti che hanno avuto la fortuna di essere conosciuti, curati e descritti dal dottor Oliver Sacks (1933-2015), neurologo e psichiatr ...continue

    "L'uomo che scambio' sua moglie per un cappello" è uno dei tanti pazienti che hanno avuto la fortuna di essere conosciuti, curati e descritti dal dottor Oliver Sacks (1933-2015), neurologo e psichiatra inglese, accademico in diverse università americane, ma anche autore di numerosi bestsellers tra cui "Risvegli" da cui fu tratto un celebre film nel 1990. Il dottor Sacks, con con grande umanità e professionalità, ha saputo relazionarsi fino in fondo con i suoi pazienti, ha sempre voluto vedere la persona al di la' della patologia e i talenti oltre le mancanze. "I nostri test, i nostri approcci, le nostre valutazioni sono insufficienti. Ci rivelano solo i deficit, non le capacità, ci forniscono solo dati frammentari e schemi, mentre abbiamo bisogno di vedere una musica, un racconto, una serie di azioni vissute, un essere che si comporta spontaneamente nel suo modo naturale" (p. 240). Ogni persona, qualunque sia il disturbo che la affligge, può mettere in atto strategie per compensare e superare la sua disabilita', ma Sacks va oltre: ci dimostra come in ognuno di noi possa emergere quel talento che che può farci sentire "speciali" nonostante la malattia. Anzi, in alcuni casi è proprio la patologia a consentire esperienze che in altro modo non si potrebbero sperimentare. Interessante a tal proposito il capitolo relativo alla sindrome di Tourette in cui si racconta di un uomo che preferiva non assumere farmaci nel weekend per poter essere se stesso, con i suoi tic, ma anche con uno straordinario e sfrenato ritmo musicale datogli proprio dalla sua sindrome. La musica, il teatro, il canto, il disegno possono far emergere ciò che in altre forme alcune persone non riescono ad esprimere ed assumono quindi una valenza più che terapeutica. Rebecca, disabile mentale grave, si sente se stessa solo sul palcoscenico; José, incapace di esprimersi verbalmente, fa disegni più belli e più vivi degli originali e Martin che invece ama il canto, è trasfigurato dalla musica tanto che "tutto ciò che vi era in lui di patologico scompariva, lasciando solo concentrazione ed entusiasmo, integrità e salute" (p. 252). Ho letto il saggio di Sacks con interesse, mi ha incuriosita sugli aspetti straordinari e misteriosi della psiche, ma soprattutto mi ha ricordato che non esistono "casi", ma solo e sempre persone e non esistono ostacoli che non possano essere superati se sappiamo vedere oltre la disabilita' e la malattia.

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  • 4

    Interessante

    Si tratta di una rassegna di diversi casi incontrati dal dottor Sacks nel corso della sua attività di neurologo. Devo dire che ho trovato la lettura molto interessante, è affascinante la complessità d ...continue

    Si tratta di una rassegna di diversi casi incontrati dal dottor Sacks nel corso della sua attività di neurologo. Devo dire che ho trovato la lettura molto interessante, è affascinante la complessità del cervello umano, così potente e così fragile. Alcune storie sono state davvero illuminanti, perchè permettono davvero di capire quanti modi diversi possono esserci di vivere e vedere la realtà delle cose e come alle volte la malattia possa aprire uno squarcio su nuove e inimmaginabili prospettive, nascoste agli occhi limitati delle persone ordinarie. Pensate come potrebbe essere ad esempio intessere lunghi dialoghi fatti solo di numeri primi, non calcolati mentalmente ma semplicemente riconosciuti come tali in una sorta di dialogo metafisico con l'essenza pura della matematica, interpretata non come un'astrazione ma sentita come una sorta di armonia universale che è fondamento stesso della vita. Immaginate qualcuno che per gli standard delle persone "normali" sarebbe solo un soggetto deficitario, da "aggiustare", quando invece basterebbe semplicemente cambiare i parametri di valutazione (sbagliati) per far emergere una personalità con potenzialitá oltre ogni aspettativa.

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  • 3

    Ingredienti: un neurologo celebre ed appassionato del suo lavoro, vari pazienti colpiti da traumi o disturbi mentali, interessanti e sorprendenti casi clinici, i tentativi da pionieri per riavvicinare ...continue

    Ingredienti: un neurologo celebre ed appassionato del suo lavoro, vari pazienti colpiti da traumi o disturbi mentali, interessanti e sorprendenti casi clinici, i tentativi da pionieri per riavvicinare ogni malato alla “normalità” o autonomia.
    Consigliato: a chi vuol esplorare i sottili confini tra genio, salute e follia, a chi vuol camminare con la mente tra letteratura e medicina.

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  • 4

    Alcune osservazioni sul libro di Oliver Sacks "l'uomo che scambio sua moglie per un cappello"

    L'autore è un neurologo ed il libro, in estrema sintesi, tratta di una serie di casi clinici affrontati nella sua vita professionale.
    E' un testo del 1985 riedito con alcuni commenti aggiunti dallo s ...continue

    L'autore è un neurologo ed il libro, in estrema sintesi, tratta di una serie di casi clinici affrontati nella sua vita professionale.
    E' un testo del 1985 riedito con alcuni commenti aggiunti dallo stesso autore. Il merito della trattazione dei casi va molto oltre la sola descrizione.
    Anzitutto sono casi e non singole patologie. La differenza non è piccola. Sacks parla di singole persone che sono caratterizzate anzitutto da un loro personalità e da capacità e carenze che le connotano.
    Sembra un'affermazione banale, ma contiene un universo. Un approccio al mondo e alle persone e, quindi, alle persone che a causa di una malattia si trovano prive di una qualche capacità.
    Si rende evidente nel testo una estrema, perché i casi trattati riguardano condizioni estreme, volontà e capacità di non considerare le persone a partire dalla loro malattia , ma di considerarle appunto individui con molteplici possibilità e preferenze.
    Si inverte la visione di approccio alla carenza, rappresentata dal problema neurologico, non indicando come strada la necessità possibilità di riportare il paziente alla normalità, socialmente accettabile, ma espandendo l’attenzione in modo da consentirgli di esprimere qualità, capacità precedentemente non colte che lo rendono abile ed allo stesso tempo felice.
    I casi considerati sono tali da accrescere nel dare al lettore maggiore conoscenza di una vasta serie di funzioni che svolge il cervello, senza che noi ne siamo consapevoli: funzioni che agiamo e che ci agiscono e che fanno del corpo/mente la meraviglia che è.
    Un solo esempio. Abbiamo tutti un senso della collocazione del nostro corpo nello spazio che ci consente di muoverci percependo il corpo stesso nel momento in cui opera, avanza, si alza si siede, articola i movimenti degli arti e di tutto se stesso. Si chiama propriocezione. Il dizionario Treccani la definisce cosi :" Insieme delle funzioni deputate al controllo della posizione e del movimento del corpo, sulla base delle informazioni rilevate da recettori periferici denominati propriocettori. Tali informazioni sono elaborate all’interno di riflessi spinali volti al mantenimento della corretta postura e a contrastare la forza di gravità."
    La assenza di tale "senso" ci rende non in grado di controllare i movimenti etc.. Una cosa tremenda.
    Il caso considerato da Sacks di una persona priva di tale senso e consapevole di esserlo, e nell’aiutarla a riapprende a muoversi ha un approccio “affettivo” commosso rispetto alla tristezza espressa dalla persona che si sente senza corpo.

    In un secondo caso ( ne descrivo un secondo perché la mia memoria li aveva sovrapporti ), una persona che è “ un’idiota motoria” se la si guarda come persona e intravede nel suo agire una sensibilità alla poesia ed al teatro che è visibile solo se la si osserva attentamente non la si sottopone ad esercizi fisici e verbali per indurla ad un coordinamento dei movimenti che le è impossibile. L’effetto è una completa trasformazione che sulla scena la rende in grado di recitare molto efficacemente e organizzata nel movimento .

    I casi sono descritti in maniera semplice e ricchi di molte riflessione filosofiche ed etiche che travalicano la descrizione clinica.

    In sintesi il libro è quindi interessantissimo per una doppia motivazione, da un lato si scoprono possibilità e capacità che abbiamo e non sappiamo di avere, dall'altra si scopre una possibilità di approccio alle persone "ammalate" o se si vuole agli handicap strutturali o sopravvenuti , che consiste nella valorizzazione di capacità, importanti per la persona stessa, ma magari non ordinarie o funzionali alla vita quotidiano. E' uno spostamento da una visione funzionalista ad una sistemica in cui il sistema persona interagisce con il circostante e non le singole funzioni operative.
    Penso che lo sforzo di intravedere percepire il sistema persona o almeno la persona come insieme e non nei suoi singoli aspetti molto ci aiuterebbe in ogni campo.

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  • 3

    Neurologia

    Non posso scrivere molto di questo libro, inizialmente mi aveva spiazzato (non capivo una mazza). Non avevo capito che entrasse così nei dettagli della neurologia (campo a me sconosciuto), ma superata ...continue

    Non posso scrivere molto di questo libro, inizialmente mi aveva spiazzato (non capivo una mazza). Non avevo capito che entrasse così nei dettagli della neurologia (campo a me sconosciuto), ma superata la metà ho cominciato ad appassionarmi un po' di più e ho cercato di capire meglio i casi proposti nel libro.
    Alla fine dei conti non è stato male, ho conosciuto nuove terminologie e letto di casi interessanti.

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  • 3

    Alcuni casi del neurologo Sacks

    Semplicemente questo libro è una raccolta di alcuni dei casi clinici che il neurologo Oliver Sacks ha affrontato nella sua vita.

    Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è si ...continue

    Semplicemente questo libro è una raccolta di alcuni dei casi clinici che il neurologo Oliver Sacks ha affrontato nella sua vita.

    Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell’uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento da Mille e una notte». Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali Mille e una notte – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto?
    Rispetto alla normalità, che è troppo complessa per essere capita, e tende a opacizzarsi nell’esperienza comune, tutti i «deficit» o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro di un nuotatore «in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà».
    L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1985.

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  • 4

    Mistico!

    I casi patologici sono affascinanti. Racconti scorrevoli, commentati facilmente ma comunque pieni di contenuti. Consiglio a chi è piaciuto "Una stanza piena di gente", che parla del caso Milligan. ...continue

    I casi patologici sono affascinanti. Racconti scorrevoli, commentati facilmente ma comunque pieni di contenuti. Consiglio a chi è piaciuto "Una stanza piena di gente", che parla del caso Milligan.

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  • 3

    Bello! Sacks è riuscito a Raccontare la psicoanalisi con le storie dei suoi pazienti. All"inizio sembrava un semplice "manuale" per spiegare la psicoanalisi ma poi è diventato sempre più intrigante ...continue

    Bello! Sacks è riuscito a Raccontare la psicoanalisi con le storie dei suoi pazienti. All"inizio sembrava un semplice "manuale" per spiegare la psicoanalisi ma poi è diventato sempre più intrigante

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  • 4

    Non posso che aggiungere la mia al coro di voci entusiastiche su questo libro, che è più di una semplice raccolta di casi clinici.
    Interrogarsi sulla natura dei "deficit" - così chiamati dalla neurolo ...continue

    Non posso che aggiungere la mia al coro di voci entusiastiche su questo libro, che è più di una semplice raccolta di casi clinici.
    Interrogarsi sulla natura dei "deficit" - così chiamati dalla neurologia classica, che con coraggio Sacks mette continuamente in discussione nella speranza che si apra a un approccio diverso, più personale e "romantico" - degli eccessi, dei "trasporti" (l'affiorare incontrollato di ricordi, reminiscenze, visioni), o del modo di percepire il mondo da parte dei "semplici" - sono queste le quattro parti in cui è suddiviso il libro - vuol dire prima di tutto interrogarsi sulla bellezza e sulla complessità di quella macchina meravigliosa che è il corpo umano e in particolare il cervello; bellezza e complessità che non è detto vengano meno quando qualcosa "non funziona" o "funziona diversamente" da come ci aspetteremmo. Anzi, è proprio l'eccezione a svelarci la regola, l'armonia che ci governa: leggere questo libro è stata per me innanzitutto una bellissima occasione per scoprire quanto sofisticato sia il sistema mente/corpo di cui in realtà conosciamo pochissimo. Sono rimasta letteralmente sbalordita nel rendermi conto di quanto siano preziosi (e fragili) i meccanismi che ci permettono di fare ciò che quando siamo "sani" riteniamo scontato, quasi banale: riconoscere un volto, avere consapevolezza fisica del nostro corpo (la straordinaria "propriocezione"), custodire i ricordi, e così via...

    D'altra parte, studiare i casi in cui questi meccanismi sono stati alterati vuol dire non solo cercare una possibile "cura" (la quale presuppone appunto un guasto) ma ancor di più proteggere e persino potenziare l'individualità della persona malata, laddove (non sempre, ma spesso) la "malattia" (o trauma, o incidente) non è necessariamente un ostacolo, ma può diventare parte irrinunciabile della propria nuova identità. Sentir parlare di "umanità" dei propri pazienti può sembrare un modo per mostrarsi compassionevoli, e invece Sacks ci dimostra che i fondamenti fisiologici del nostro modo di percepire la realtà non sono incompatibili coi concetti di "anima", "sentimento", "personalità". A proposito delle visioni mistiche, perlopiù di natura emicranica o epilettica, il neurologo afferma: "Ciò non toglie nulla alla loro portata psicologica o spirituale. Se Dio, o l'ordine eterno, fu rivelato a Dostoevskij nel corso di attacchi epilettici, perché altre condizioni organiche non dovrebbero servire come 'porte' spalancate sull'aldilà o sull'ignoto?"
    La fisiologia del nostro cervello e la nostra identità profonda non sono antagonisti, e se questo succede - se, cioè, la malattia rischia di "soffocare" l'individuo - allora sì che bisogna adoperarsi in tutti i modi affinché ciò non avvenga, e la sensibilità, la dedizione, l'intelligenza con cui Sacks si è approcciato a molti dei suoi pazienti ha permesso loro di venirne fuori e di trasformare una possibile tragedia in un'occasione attraverso la quale recuperare almeno in parte ciò che è andato perso e, in alcuni casi, persino sentirsi rivalorizzati nella propria unicità.

    Non posso che fare mie le parole della quarta di copertina:
    "E' un libro che vorrei consigliare a tutti: medici e malati, lettori di romanzi e di poesia, cultori di psicologia e di metafisica, vagabondi e sedentari, realistici e fantastici. La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell'universo."

    said on 

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