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El juego de Ender

By Orson Scott Card

(102)

| Hardcover | 9788467422788

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Book Description

La Tierra se ve amenazada por una raza extraterrestre que se comunica telepáticamente y considera no tener nada en común con los humanos, a los que quiere destruir. Para vencerles es necesario un genio militar, y por ello se ha permitido el nacimient Continue

La Tierra se ve amenazada por una raza extraterrestre que se comunica telepáticamente y considera no tener nada en común con los humanos, a los que quiere destruir. Para vencerles es necesario un genio militar, y por ello se ha permitido el nacimiento de Ender.

La novela, primera de una serie sobre su protagonista, trata de la formación de una personalidad excepcional en medio de un ambiente de gran presión y complejidad tecnológica. A la habilidad en el tratamiento de las emociones que es habitual en Card, se une aquí el interés por la utilización de simulaciones de ordenador en la formación militar y estratégica del protagonista.

308 Reviews

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    Libro sicuramente da leggere, appartenente al patrimonio culturale fantascientifico di eccellenza. Avrei voluto leggerlo decenni addietro, non avrei fatto inevitabili associazioni tra il personaggio di Ender e Harry Potter. Ho notato diverse similitu ...(continue)

    Libro sicuramente da leggere, appartenente al patrimonio culturale fantascientifico di eccellenza. Avrei voluto leggerlo decenni addietro, non avrei fatto inevitabili associazioni tra il personaggio di Ender e Harry Potter. Ho notato diverse similitudini che mi hanno un po' precluso l'originalità della lettura.

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    Lovecraft76 said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La guerra non è un gioco

    Inizia tutto da Orwell, da quel "1984" che ha introdotto e codificato il tema del controllo. Ender's Game trae spunto dal concetto di controllo, appunto, spingendolo ben oltre, fino ad arrivare alla manipolazione ed al plagio.
    Gruppi di bambin ...(continue)

    Inizia tutto da Orwell, da quel "1984" che ha introdotto e codificato il tema del controllo. Ender's Game trae spunto dal concetto di controllo, appunto, spingendolo ben oltre, fino ad arrivare alla manipolazione ed al plagio.
    Gruppi di bambini selezionati - con un'efficenza talmente precisa da essere inevitabilmente crudele - per essere addestrati, ad essere futuri combattenti, sul fronte di una guerra aliena combattuta anni prima ma miracolosamente quanto inspiegabilmente vinta dalla razza umana, che sta per tornare.
    L'incipit è gustoso, e la progressione del racconto non è da meno. L'autore rende perfettamente il senso claustrofobico in cui gli ambienti non riescono ad essere così inquietanti come le pareti della mente del protagonista.
    C'è un'analisi psicologia attenta ma mai noiosa, un continuo gioco di specchi tra allievo e maestro, una vera guerra nella guerra simulata, dove la brutalità viene fatta quasi accettare persino al lettore più sensibile. Fino all'ultimo atto, imprevedibile (ma non troppo).
    Ma ognuno racchiude in sé anche il proprio opposto, che prima o poi ci presenterà il conto, con forme e modalità (ed è questa la vera sorpresa del romanzo) che mai ci saremmo aspettati.

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    MacDave said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Meglio il libro

    del film, come al solito, direi.
    A parte svariati strafalcioni grammaticali, il libro scorre bene, senza banalità stilistiche e con un bel ritmo incalzante.
    Il finale mi è piaciuto perché ha saputo stupirmi, anche se sembra quasi che l'autore si sia ...(continue)

    del film, come al solito, direi.
    A parte svariati strafalcioni grammaticali, il libro scorre bene, senza banalità stilistiche e con un bel ritmo incalzante.
    Il finale mi è piaciuto perché ha saputo stupirmi, anche se sembra quasi che l'autore si sia stancato della storia e l'abbia chiusa in due parole. Certo così ha lasciato la porta aperta per nuovi capitoli...

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    EcletticaMente said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se il tipo si fosse preoccupato di leggersi un poca di psicologia infantile il libro avrebbe potuto avere un qualche interesse. Così come è si da il caso che sia pretenzioso, noioso, banalotto.

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    Sfrisolo said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Tra i romanzi di fantascienza che meritano 5 stelle vi è sicuramente Il Gioco di Ender (1985).
    E’ famoso soprattutto per il capovolgimento di prospettiva che si verifica verso la fine del romanzo e che porta ad un’inaspettata rivelazione per il prota ...(continue)

    Tra i romanzi di fantascienza che meritano 5 stelle vi è sicuramente Il Gioco di Ender (1985).
    E’ famoso soprattutto per il capovolgimento di prospettiva che si verifica verso la fine del romanzo e che porta ad un’inaspettata rivelazione per il protagonista, ed è soprattutto questo che mi ero sentito raccontare prima di leggerlo. Ma c’è molto di più, in quest’opera di Card, che non solo quel finale originale.
    Partendo dal contesto politico militare in cui è inserita la storia, il conflitto descritto tra Umani e Buggers (alieni insettoidi) mi ha ricordato la Seconda Guerra Punica, nella fase tra Canne e Zama, oppure negli anni tra la Seconda e la Terza guerra Punica con gli umani nella parte dei romani e gli alieni in quella dei cartaginesi. Il riferimento è a mio parere così evidente che credo che Card si sia ispirato a questo capitolo di storia umana. Dice infatti un protagonista che 80 anni prima dei fatti narrati c'era stata una guerra. Però, nonostante tutto il periodo intercorso senza conflitti, non si può essere certi delle intenzioni del nemico e, dal punto di vista militare (che è quello prevalente in tutto il romanzo), è meglio essere previdenti e pensare che gli alieni abbiano ancora intenzioni bellicose, e quindi è necessario colpire per primi per non rischiare.
    Dal punto di vista politico la situazione è caratterizzata da uno stato di temporanea alleanza tra le potenze mondiali, in lotta contro il nemico comune, gli alieni. Un'alleanza dettata quindi dalle circostanze, ma pronta a sciogliersi, non appena il nemico dovesse essere eliminato per portare ad un nuovo conflitto tra le potenze stesse. Il riferimento qui è alle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, con gli alieni nel ruolo dei nazisti. Si tratta quindi di una triade in equilibrio precario: Usa, Urss e Alieni.
    Un'altra triade fondamentale è quella costituita dai tre fratelli: il maggiore Peter, la sorella Valentine e il Terzo, Andrew detto Ender. Per legge nessuna coppia può avere più di due figli (per un tentativo di controllo della sovrappopolazione) e solo in casi speciali previsti dai militari, il cui obiettivo è trovare un individuo eccezionale da crescere ed educare nelle scuole di guerra perché diventi un straordinario stratega nella guerra contro i buggers, viene dato il permesso di avere un Terzo figlio.
    I genitori di Ender (il padre cattolico polacco - di nome John Paul Wieczorek, ovviamente non un caso, visto il retroterra culturale religioso di Card; la madre mormone) hanno rinunciato alle loro religioni per un desiderio di integrazione sociale, preferendo conformarsi alle leggi di limitazione delle nascite. Ma nel profondo non hanno mai veramente abbandonato il loro credo. E in questa complessa dinamica, Ender si trova stritolato tra i contrastanti desideri antitetici dei genitori di omologazione e contemporaneamente di rivolta alle leggi, i bisogni dello stato che ha permesso che lui fosse generato e che ha mire su di lui, e la difficilissima relazione con il fratello maggiore Peter, figura complessa al limite dell'antisocialità, che vede in Ender un nemico ed un pericoloso ostacolo alle sue ambizioni. Questa profonda ambiguità dei genitori che da un lato hanno generato Ender su richiesta del governo, e dall'altro lo hanno fatto celando un privato bisogno di violazione delle leggi restrittive sulle nascite, genera in Ender un tale senso di incertezza esistenziale e di dubbio sull'amore che i genitori provano per lui, che costituirà per tutto il romanzo (ed anche nei seguenti) il filo conduttore intorno a cui si costituisce la personalità del ragazzo.
    E' una figura complessa quella di Ender, e Card riesce molto bene a svilupparne gli aspetti introspettivi (non sono quindi d'accordo con le recensioni che lamentano una scarsità di sviluppo psicologico) ed anzi si può dire che il romanzo si basi sull'analisi di visioni introspettive, conflitti relazionali, dilemmi, ambiguità esistenziali, difficili compromessi. A differenza dell'Ender dei romanzi successivi (Ender in exile, Speaker for the Dead) più monolitico, onnisciente e quasi onnipotente al limite della noia, quello di Ender's Game è solo apparentemente molto sicuro di sé e carismatico. In realtà è un individuo tormentato da sensi di colpa e dal rammarico di non essere riuscito a comportarsi diversamente nelle situazioni di crisi. Oltre ad essere roso dal dubbio di non essere mai stato desiderato dai genitori.
    L’ambiguità dei genitori verso Ender può rendere conto anche dello sviluppo del personaggio di Peter: di questo vediamo soprattutto l’aspetto fortemente competitivo, aggressivo e al limite dell’antisociale nei confronti di Ender. Ma in un breve paragrafo, che rimane inesplicato, appare anche il profondo amore verso il fratello minore. Amore che può essere solo sussurrato e rimanere nascosto perché il ruolo di Peter, nel sistema famigliare, potrebbe essere quello di portavoce esplicito dell’inespresso bisogno di tutela dell’immagine pubblica dei genitori, che necessitano di mostrarsi aderenti alla legge. E l’espulsione del Terzo significherebbe adempiere al bisogno sociale genitoriale di mostrare che i loro sforzi non nascondono reconditi desideri sovversivi.
    Il personaggio di Ender è molto ben sviluppato: Ender non solo è un genio della logica e dell’informatica, ma è soprattutto dotato di un’intelligenza sociale straordinaria. Per buona parte del romanzo, Card esplora i molteplici aspetti dei conflitti tra i pari, le strategie di costruzione di alleanze, e la conquista della leadership e di altre posizioni sociali nelle mutevoli dinamiche di gruppo in cui vive Ender. Ha solo 6-7 anni quando entra nella scuola militare, ma ha già l’intelligenza e l’esperienza di un adulto. Comprende i significati più sottili della comunicazione e sa quali effetti possono avere nella sua rete sociale. Inoltre comprende la forte manipolazione a cui è soggetto da parte dei militari adulti che dirigono la scuola di guerra. Questa comprensione insieme all’elevato senso di autoconsapevolezza (conosce i propri limiti, teme che quando perde il controllo possa comportarsi come il fratello Peter, da cui cerca continuamente di distinguersi) e al senso di colpa che prova quando si rende conto di quanto le sue azioni lo portino a somigliare al fratello, fanno di Ender una figura complessa, e a mio parere, interessante.
    Il tema della manipolazione è fondamentale nel libro: nella narrazione manifesta è evidente lo sfruttamento dei soldati ragazzini da parte degli ufficiali adulti e da parte della propaganda di guerra; in fondo Ender accetta le pressioni e gli inganni degli adulti perché per molto tempo è certo che il diventare un ufficiale esperto gli permetterà di difendere l’amata sorella dagli oltraggi e dai crimini degli odiati alieni. Ad un’analisi più profonda appare però come gli adulti stessi siano costretti, loro malgrado, ad affidarsi a dei bambini: pongono il destino del mondo nelle mani di un gruppo di ragazzini, nella speranza di trovare quei talenti che potranno salvare il pianeta dagli alieni. La manipolazione, per quanto crudele, è in quest’ottica necessaria e per quanto Ender odii tutto questo, comunque lo accetta.
    Il romanzo è denso di ulteriori temi. Tra questi citerei:
    - I giochi: per tutta la storia Ender e i suoi compagni affrontano dei giochi, sia virtuali (il mind game che avrà un ruolo fondamentale), che vere simulazioni di combattimenti a squadre a cui partecipano in carne ed ossa (i war games). La differenza tra giochi e realtà si assottiglia sempre più con il procedere del racconto. Ender vince sempre tutti i giochi; ce ne è uno solo che non riesce a vincere: quello con il fratello Peter. Ender è costretto a giocare (mettendo in pratica anche una strategia tipica della Teoria dei Giochi per cui quando non ci sono soluzioni apparenti, per poter vincere bisogna uscire completamente dalle regole) e ciò ha un effetto molto debilitante per la sua salute fisica e mentale.
    - Non vi è differenza tra adulti e bambini: gli ufficiali adulti manipolano, modificano e distorcono le regole, mettono i ragazzi in situazioni di competizione pericolose ed anche mortali. Ma tutto questo perché essi stessi dipendono dalle capacità di questi ragazzi a cui affideranno la leadership suprema.
    - Compassione ed umanità: sono caratteristiche fondamentali del personaggio di Ender. E’ la compassione che lo salva, altrimenti si trasformerebbe in una macchina da guerra. Invece queste caratteristiche gli permettono di costruire una leadership sicura basata sulla lealtà e la reciproca fiducia. E gli permetteranno di redimersi dal travolgente senso di colpa quando avrà scoperto l’Inganno Finale.
    - L’amicizia: a causa della feroce competizione nella scuola di guerra non è mai del tutto chiaro chi sia un amico e chi no. L’ambiguità investe anche i nemici più certi: gli alieni.
    - Il bene e il male: non esiste una distinzione netta tra personaggi buoni e cattivi. Ender è portatore di valori buoni (umanità, compassione), eppure è capace di atti estremamente negativi. D’altra parte Peter, un personaggio estremamente egoistico e pericoloso, è capace di azioni con effetti molto positivi su scala planetaria.

    A fronte di questi, e molti altri aspetti positivi del romanzo, cito alcune pecche molto evidenti: i personaggi femminili sono molto pochi (direi solo due: Valentine, la sorella di Ender e Petra una ragazzina della scuola di guerra) e appaiono sempre in ruoli inferiori e subalterni ai maschi, oppure, come nel caso di Valentine, sacrificate ai bisogni dei maschi. Questo ha suscitato diverse critiche di misoginia a Card.
    Un altro aspetto critico è il rilievo eteronormativo che Card sottolinea in molti momenti della storia con alcune rappresentazioni omofobiche che però celano una strana ambiguità, come ben viene delineato nell’articolo al seguente indirizzo: http://www.huffingtonpost.com/2013/07/25/queer-enders-g…
    Infine l’enorme potere che sviluppano Locke e Demostene solo per il fatto di scrivere nei blog, è davvero eccessivo.

    In ogni caso è un romanzo appassionante ed i premi che Il Gioco di Ender vinse (Nebula 1985 e Hugo 1986) furono sicuramente meritati.

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    Dhalgren said on Jun 17, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Credevo fosse stato scritto l'altro ieri... scopro che ha trent'anni!
    Scritto benissimo, magari un po' forzato sul finale, mi ha letteralmente rapita!

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    Orma said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

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