El juego del ángel

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3.7
(13127)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Polish , Catalan , Portuguese , Swedish , Dutch , Chi traditional , Finnish , French , Slovenian , Chi simplified , German , Czech , Russian

Isbn-10: A000106776 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Grandi ma funeste speranze

    David Martin è un ragazzino di umili origini ma grandi sogni, con una spiccata immaginazione e il sogno della letteratura. Un po' come Pip di Grandi Speranze, eroe del protagonista e richiamo Dickensi ...continue

    David Martin è un ragazzino di umili origini ma grandi sogni, con una spiccata immaginazione e il sogno della letteratura. Un po' come Pip di Grandi Speranze, eroe del protagonista e richiamo Dickensiano ripreso da Zafon, riceve la possibilità di farsi strada sempre più.
    Il romanzo parte molto prima delle vicende dell'Ombra del vento, ma si snoda sullo stesso territorio barcellonese e gravita attorno al Cimitero dei Libri Dimenticati, l'immensa e misteriosa biblioteca segreta, e alla piccola libreria Sempere, dove facciamo la conoscenza della precedente generazione di librai.
    Di questo libro ho ricavato due impressioni totalmente contrastanti tra la prima metà del libro e la seconda. Il romanzo parte sull'ombra dell'entusiasmo, tanto narrativo in senso stretto quanto linguistico (la prosa di Zafon ha un tocco di miracoloso, che decida di puntare sul lato umoristico, pittoresco o drammatico) e si addentra sempre più in un mondo gotico, misterioso e pericoloso. Mentre la storia si intreccia e complica progressivamente, l'atmosfera funesta diventa sempre più pesante, con un senso pressante di maledizione. Forse per questo l'entusiasmo è calato, nonostante l'intreccio narrativo sia portato avanti in maniera impeccabile.
    Ho amato molto alcuni personaggi "secondari", Isabella e il signor Sempere padre, coloro che incarnano il lato umoristico dell'autore (come Fermin).

    said on 

  • 3

    Inizialmente abbandonato...

    Questo libro l'ho iniziato dopo aver letto Marina e L'ombra del vento, i miei libri preferiti e, probabilmente, imparagonabili. La trama è interessante come i personaggi, ma in generale l'ho trovato p ...continue

    Questo libro l'ho iniziato dopo aver letto Marina e L'ombra del vento, i miei libri preferiti e, probabilmente, imparagonabili. La trama è interessante come i personaggi, ma in generale l'ho trovato piuttosto pesante e macabro per i miei gusti, tanto da averlo abbandonato per un po'. L'ho portato a termine dopo tre mesi, non lo definisco deludente, ma di sicuro mi aspettavo di più.

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  • 5

    La città dei maledetti

    Barcellona bellissima patria di figure maledette e sofferenti. David, Cristina, il Marlasca e pure il "principale". La maledizione la senti crescere pagina dopo pagina. Cresce e lascia scie di tristez ...continue

    Barcellona bellissima patria di figure maledette e sofferenti. David, Cristina, il Marlasca e pure il "principale". La maledizione la senti crescere pagina dopo pagina. Cresce e lascia scie di tristezze e di morte. Ma c'è un retrogusto di disperata voglia di vivere felici che circonda queste figure. Oppure di trovare la morte riparatrice.
    Zafon scrive veramente in modo diabolico lasciando il lettore avvolto dalle tenebre e in preda alla maledizione di chi legge queste pagine: essere legato a una storia che non ha risposte chiare e definite. Ogni lettore ha la sua.

    said on 

  • 3

    Il gioco dell'angelo, anche se è il secondo capitolo della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, narra fatti avvenuti anni prima de L'ombra del vento.
    Conosciamo quindi il nonno di Daniel, il ...continue

    Il gioco dell'angelo, anche se è il secondo capitolo della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, narra fatti avvenuti anni prima de L'ombra del vento.
    Conosciamo quindi il nonno di Daniel, il precedente protagonista, un uomo capace di trasmettere l'amore per la lettura, scopriamo com'era da giovane il padre di Daniel e conosciamo la mamma di quest'ultimo, ritroviamo Barcelò e il Cimitero dei Libri Dimenticati con il suo guardiano.
    La storia narrata in prima persona dal nuovo protagonista David assomiglia per certi versi al primo capitolo, perché anche qui troviamo un giovane che si mette nei guai a causa del libro scelto nel Cimitero dei Libri e che vive un amore tormentato ma non è una fotocopia.
    David diversamente da Daniel ha un padre violento che non asseconda il suo amore per i libri, rifugio dal mondo reale e molla della nascita in lui del desiderio di diventare uno scrittore, e ha una vita più difficile e triste. Rispetto al primo sarà una storia molto più cupa, molto più tragica e con l'arrivo di un misterioso editore diventerà anche soprannaturale.
    Dopo i primi capitoli la lettura per me è diventata pesante, lenta, forse perché mi è mancata una figura come Fermin a dare un tocco di allegria capace di spezzare i toni così cupi e anche se l'autore ha inserito un personaggio, stavolta femminile, che magari poteva prendere il posto di Fermin per me non è stato così, perché nonostante Isabella diventi un'amica preziosa per David, quindi assuma un ruolo importante per il protagonista non è riuscita ad emozionarmi, a farmi sorridere, ad alleggerire la storia. Ho trovato poi pesanti le conversazioni tra David e l'editore e non ho trovato, a parte la famiglia Sempere, dei personaggi a cui affezionarmi.
    Non posso certo dire che l'autore non abbia creato anche stavolta una grande vicenda, fatta di indagini, azione, amici veri e falsi, amori non ricambiati e tasselli da sistemare ma se fosse stata meno lugubre mi sarebbe piaciuta molto di più.

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  • 3

    Il gioco dell'angelo è il secondo volume della serie dei libri dimenticati di Zafon.
    E' molto meno coinvolgente e affascinante del primo che mi aveva legato alle sua pagine e da cui non riuscivo a sta ...continue

    Il gioco dell'angelo è il secondo volume della serie dei libri dimenticati di Zafon.
    E' molto meno coinvolgente e affascinante del primo che mi aveva legato alle sua pagine e da cui non riuscivo a staccarmi. Forse il problema è stato proprio quello; l'aver fin troppo apprezzato "l'ombra del vento" mi ha creato delle aspettative troppo elevate e per questo il gioco mi ha un po' deluso.
    Eppure gli ingredienti c'erano tutti. Paesaggi misteriosi e inquetanti. Un protagonista, David, che ci guida di nuovo tra le strade di Barcellona. Una storia d'amore anche in questo caso, amara e triste senza un lieto fine.
    Anche in questo caso troviamo la storia di Diego Marlasca che si intreccia con la vita di David, che si sente quasi un erede di costui e riesce a concludere il lavoro fallito da Marlasca.
    Non sono però riuscita ad affezionarmi a nessuno dei personaggi, tranne forse a Sempere padre. Tutti, anzi, mi sono risultati piuttosto odiosi.
    Ho trovato questa seconda parte della tetralogia, che poi in realtà un prequel, più lugubre e angosciante del primo romanzo, ma nonostante ciò non è riuscito a creare in me quella suspance che mi aspettavo. Il finale è stato, poi, abbastanza inconcludente. Probabilmente, non finisce qua, nonostante sia un prequel, e spero che molte delle domande che mi sono posta durante la lettura mi vengano spiegate con la lettura del terzo e quarto capitolo della tetralogia.

    said on 

  • 3

    Zafon è certamente un maestro nell'incantare con le sue trame contorte, affascinanti... che si aprono e poi si richiudono. Personaggi tenebrosi, avventure, amori ecce. c'è sempre tutto,. Rispetto all' ...continue

    Zafon è certamente un maestro nell'incantare con le sue trame contorte, affascinanti... che si aprono e poi si richiudono. Personaggi tenebrosi, avventure, amori ecce. c'è sempre tutto,. Rispetto all'ombra del vento, un piccolo passo indietro. Più contorta la trama ed il finale... mah... vedremo il seguito. certo si fa leggere!

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  • 5

    Surreale

    In questo secondo romanzo si ritrova un nuovo protagonista, non per questo meno interessante, David Martìn. Con lui ci si addentra ancora una volta nelle strade della Barcellona così abilmente descrit ...continue

    In questo secondo romanzo si ritrova un nuovo protagonista, non per questo meno interessante, David Martìn. Con lui ci si addentra ancora una volta nelle strade della Barcellona così abilmente descritta da Zafòn e ce ne si innamora affiancando momenti di completo surrealismo a scene di giovialità e amore.

    Necessita di essere letto insieme a "il Prigioniero del Cielo" per comprenderlo fino in fondo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    www.scaffalivirtuali.altervista.org

    Questo libro fa parte della tetralogia del cimitero dei libri dimenticati e, pur essendo il secondo volume, si colloca cronologicamente prima rispetto al precedente. Protagonista è David Martín, un gi ...continue

    Questo libro fa parte della tetralogia del cimitero dei libri dimenticati e, pur essendo il secondo volume, si colloca cronologicamente prima rispetto al precedente. Protagonista è David Martín, un giovane orfano che grazie alla protezione del Conte Pedro Vidal riesce a inserirsi nel mondo del lavoro prima come giornalista, poi come scrittore. Ma la vita del giovane, già resa difficile dalla morte del padre, viene messa a dura prova sotto molti punti di vista: il lavoro lo costringe all'isolamento, la ragazza che ama sposa proprio il conte amico suo, e soprattutto la sua salute è gravemente compromessa. A questo punto, il più basso della sua vita, David incontra un uomo tetro, lugubre, inquietante. Quest'uomo gli cambia la vita chiedendogli in cambio un lavoro particolare. Vite passate si intrecciano con il presente di David, tra indagini e misteri, dando vita a una trama che si infittisce e che si allarga a molti personaggi, forse troppi. Questo è un po' il punto debole della storia, in quanto si fa fatica a tenere il passo con tutti i personaggi che ne fanno parte. É un libro comunque molto piacevole, in cui il tempo ha un andamento strano, per lunghi tratti non si ha ben chiara la percezione della velocità con cui esso scorre, ma che riesce a coinvolgere il lettore, soprattutto nel finale, che si collega al primo libro della serie facendola proseguire in modo più che dignitoso.

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  • 2

    Contorto, ho fatto difficoltà a seguirne il senso e la trama é presso sfuggente. Lo stile di scrittura é l'unica cosa che ho apprezzato in questo libro. Ho letto molti anni fa "L'ombra del vento" e ri ...continue

    Contorto, ho fatto difficoltà a seguirne il senso e la trama é presso sfuggente. Lo stile di scrittura é l'unica cosa che ho apprezzato in questo libro. Ho letto molti anni fa "L'ombra del vento" e ricordo di averlo apprezzato molto di più, cosa che mi ha spinto ad acquistare "Il gioco dell'angelo" con mia grande delusione.

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