El juego del ángel

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Publisher: Planeta (Booket)

3.7
(13198)

Language: Español | Number of Pages: 688 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Polish , Catalan , Portuguese , Swedish , Dutch , Chi traditional , Finnish , French , Slovenian , Chi simplified , German , Czech , Russian

Isbn-10: 840809419X | Isbn-13: 9788408094197 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
El Juego del Ángel es una gran aventura de intriga, romance y tragedia, a través de un laberinto de secretos donde el embrujo de los libros, la pasión y la amistad se conjugan en un relato magistral. Con El Juego del Ángel el autor de La Sombra del Viento regresa al Cementerio de los Libros Olvidados y nos sumerge de nuevo en su fascinante universo. En la turbulenta Barcelona de los años 20 un joven escritor obsesionado con un amor imposible recibe la oferta de un misterioso editor para escribir un libro como no ha existido nunca, a cambio de una fortuna y, tal vez, mucho más. "La próxima vez que quieras salvar un libro, no te juegues la vida... Te llevaré a un lugar secreto donde los libros nunca mueren y donde nadie puede destruirlos."
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  • 5

    Il delicato ingranaggio di Zafon, i suoi spiazzanti intrecci, le sue palpabili descrizioni di una Barcellona che ho iniziato a sognare... un romanzo che mi ha fatto male tratti che mi ha entusiasmato ...continue

    Il delicato ingranaggio di Zafon, i suoi spiazzanti intrecci, le sue palpabili descrizioni di una Barcellona che ho iniziato a sognare... un romanzo che mi ha fatto male tratti che mi ha entusiasmato e catturato sempre di più.
    A mio avviso più convincente dell'Ombra del Vneto, l'ho letto pe primo e ancora non so dirvi se sia stata una buona idea, forse è un presule, forse no. Però adesso dopo un po 'di tempo per sedimentare il tutto asso alla lettura del terzo capitolo dichiaro il mio amore per Zafon.

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  • 4

    Superbo seguito de L'ombre del Vento; in questo secondo racconto Zafon si lascia andare al gusto dell'intreccio, mai banale, con colpi di scena e intensi momenti di lettura. Costruito come un orologio ...continue

    Superbo seguito de L'ombre del Vento; in questo secondo racconto Zafon si lascia andare al gusto dell'intreccio, mai banale, con colpi di scena e intensi momenti di lettura. Costruito come un orologio svizzero, il meccanismo da leggere non si inceppa mai, rendendo scorrevole la descrizione della vicenda. Impossibile perderlo.

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  • 4

    Mi è mancato qualcosa

    Le quattro stelle sono... sulla fiducia. La capacità di scrittura è stratosferica, le ambientazioni spettacolari, i personaggi indimenticabili, ma... Già, ma? Ma la trama ogni tanto si perde (o mi son ...continue

    Le quattro stelle sono... sulla fiducia. La capacità di scrittura è stratosferica, le ambientazioni spettacolari, i personaggi indimenticabili, ma... Già, ma? Ma la trama ogni tanto si perde (o mi sono perso io essendo andato in lettura lunga e sospesa), non tutti i fili una volta tirati portano da qualche parte. Il gusto del colpo di scena talvolta eccede. Eppure si fa amare.

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  • 4

    E' il terzo romanzo di Zafòn che leggo della serie del "cimitero dei libri dimenticati" ed è quello che ho preferito. Dicono che sia un prequel e su questo concordo perchè anch'io avrei preferito legg ...continue

    E' il terzo romanzo di Zafòn che leggo della serie del "cimitero dei libri dimenticati" ed è quello che ho preferito. Dicono che sia un prequel e su questo concordo perchè anch'io avrei preferito leggerlo come primo, seguito da "L'ombra del vento" e da "Il prigioniero del cielo" proprio perchè in quest'ultimo si parla di un David Martìn alla fine della sua esistenza e che non ho ben capito come ricollegare a quanto narrato ne "Il gioco dell'angelo". Comunque l'ho trovato veramente bello: come trama, come stile narrativo, come atmosfere, come storia d'amore....Non aggiungo altre banalità perchè di questo libro potete leggere più sotto alcune recensioni veramente fantastiche.

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  • 3

    Questo secondo libro della tetralogia di Zafon è quello che mi è piaciuto meno anche se l'ho poi rivalutato alla luce dei due successivi. Il racconto è ambientato prima delle vicende raccontate ne "L' ...continue

    Questo secondo libro della tetralogia di Zafon è quello che mi è piaciuto meno anche se l'ho poi rivalutato alla luce dei due successivi. Il racconto è ambientato prima delle vicende raccontate ne "L'ombra del vento" e fino a circa tre quarti sembra esserne completamente slegato. Anche i questo caso un libro (in questo caso scritto dal protagonista) è il punto di partenza di tutto. Attraverso la voce del protagonista veniamo proiettati in una Barcellona molto più cupa di quella di Daniel Sempere. In alcuni punti la storia mi è sembrata un po'troppo contorta.

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  • 4

    Grandi ma funeste speranze

    David Martin è un ragazzino di umili origini ma grandi sogni, con una spiccata immaginazione e il sogno della letteratura. Un po' come Pip di Grandi Speranze, eroe del protagonista e richiamo Dickensi ...continue

    David Martin è un ragazzino di umili origini ma grandi sogni, con una spiccata immaginazione e il sogno della letteratura. Un po' come Pip di Grandi Speranze, eroe del protagonista e richiamo Dickensiano ripreso da Zafon, riceve la possibilità di farsi strada sempre più.
    Il romanzo parte molto prima delle vicende dell'Ombra del vento, ma si snoda sullo stesso territorio barcellonese e gravita attorno al Cimitero dei Libri Dimenticati, l'immensa e misteriosa biblioteca segreta, e alla piccola libreria Sempere, dove facciamo la conoscenza della precedente generazione di librai.
    Di questo libro ho ricavato due impressioni totalmente contrastanti tra la prima metà del libro e la seconda. Il romanzo parte sull'ombra dell'entusiasmo, tanto narrativo in senso stretto quanto linguistico (la prosa di Zafon ha un tocco di miracoloso, che decida di puntare sul lato umoristico, pittoresco o drammatico) e si addentra sempre più in un mondo gotico, misterioso e pericoloso. Mentre la storia si intreccia e complica progressivamente, l'atmosfera funesta diventa sempre più pesante, con un senso pressante di maledizione. Forse per questo l'entusiasmo è calato, nonostante l'intreccio narrativo sia portato avanti in maniera impeccabile.
    Ho amato molto alcuni personaggi "secondari", Isabella e il signor Sempere padre, coloro che incarnano il lato umoristico dell'autore (come Fermin).

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  • 3

    Inizialmente abbandonato...

    Questo libro l'ho iniziato dopo aver letto Marina e L'ombra del vento, i miei libri preferiti e, probabilmente, imparagonabili. La trama è interessante come i personaggi, ma in generale l'ho trovato p ...continue

    Questo libro l'ho iniziato dopo aver letto Marina e L'ombra del vento, i miei libri preferiti e, probabilmente, imparagonabili. La trama è interessante come i personaggi, ma in generale l'ho trovato piuttosto pesante e macabro per i miei gusti, tanto da averlo abbandonato per un po'. L'ho portato a termine dopo tre mesi, non lo definisco deludente, ma di sicuro mi aspettavo di più.

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  • 5

    La città dei maledetti

    Barcellona bellissima patria di figure maledette e sofferenti. David, Cristina, il Marlasca e pure il "principale". La maledizione la senti crescere pagina dopo pagina. Cresce e lascia scie di tristez ...continue

    Barcellona bellissima patria di figure maledette e sofferenti. David, Cristina, il Marlasca e pure il "principale". La maledizione la senti crescere pagina dopo pagina. Cresce e lascia scie di tristezze e di morte. Ma c'è un retrogusto di disperata voglia di vivere felici che circonda queste figure. Oppure di trovare la morte riparatrice.
    Zafon scrive veramente in modo diabolico lasciando il lettore avvolto dalle tenebre e in preda alla maledizione di chi legge queste pagine: essere legato a una storia che non ha risposte chiare e definite. Ogni lettore ha la sua.

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  • 3

    Il gioco dell'angelo, anche se è il secondo capitolo della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, narra fatti avvenuti anni prima de L'ombra del vento.
    Conosciamo quindi il nonno di Daniel, il ...continue

    Il gioco dell'angelo, anche se è il secondo capitolo della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, narra fatti avvenuti anni prima de L'ombra del vento.
    Conosciamo quindi il nonno di Daniel, il precedente protagonista, un uomo capace di trasmettere l'amore per la lettura, scopriamo com'era da giovane il padre di Daniel e conosciamo la mamma di quest'ultimo, ritroviamo Barcelò e il Cimitero dei Libri Dimenticati con il suo guardiano.
    La storia narrata in prima persona dal nuovo protagonista David assomiglia per certi versi al primo capitolo, perché anche qui troviamo un giovane che si mette nei guai a causa del libro scelto nel Cimitero dei Libri e che vive un amore tormentato ma non è una fotocopia.
    David diversamente da Daniel ha un padre violento che non asseconda il suo amore per i libri, rifugio dal mondo reale e molla della nascita in lui del desiderio di diventare uno scrittore, e ha una vita più difficile e triste. Rispetto al primo sarà una storia molto più cupa, molto più tragica e con l'arrivo di un misterioso editore diventerà anche soprannaturale.
    Dopo i primi capitoli la lettura per me è diventata pesante, lenta, forse perché mi è mancata una figura come Fermin a dare un tocco di allegria capace di spezzare i toni così cupi e anche se l'autore ha inserito un personaggio, stavolta femminile, che magari poteva prendere il posto di Fermin per me non è stato così, perché nonostante Isabella diventi un'amica preziosa per David, quindi assuma un ruolo importante per il protagonista non è riuscita ad emozionarmi, a farmi sorridere, ad alleggerire la storia. Ho trovato poi pesanti le conversazioni tra David e l'editore e non ho trovato, a parte la famiglia Sempere, dei personaggi a cui affezionarmi.
    Non posso certo dire che l'autore non abbia creato anche stavolta una grande vicenda, fatta di indagini, azione, amici veri e falsi, amori non ricambiati e tasselli da sistemare ma se fosse stata meno lugubre mi sarebbe piaciuta molto di più.

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