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El ladrón de cuerpos

Crónicas vampíricas IV

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Publisher: Círculo de lectores

3.6
(1547)

Language:Español | Number of Pages: 526 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , Polish , Portuguese , German

Isbn-10: 8422656930 | Isbn-13: 9788422656937 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
"-No es posible volver atrás tan fácilmente - respondió Louis por fin-. No se puede cambiar de cuerpo con un mortal. Para ser sincero, no creo que exista ninguna posibilidad de hacerlo pero, aunque la hubiera...
Permancí callado y contuve una réplica: pero ¿y si fuera posible? ¿y si realmente existía la posibilidad de experimentar de nuevo lo que significaba estar vivo?".
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  • 2

    Sono passati anni da quando lessi la prima trilogia di Anne Rice, ma è rimasta nel mio cuore come tre dei libri più belli che siano passati nelle mie mani, e alcuni di quelli che hanno segnato di più i miei gusti di lettrice.


    Il che ha reso il leggere questo libro un'esperienza molto depri ...continue

    Sono passati anni da quando lessi la prima trilogia di Anne Rice, ma è rimasta nel mio cuore come tre dei libri più belli che siano passati nelle mie mani, e alcuni di quelli che hanno segnato di più i miei gusti di lettrice.

    Il che ha reso il leggere questo libro un'esperienza molto deprimente.

    Mi avevano avvertito che le Cronache sarebbero andate peggiorando. Non ci ho voluto credere. Sono troppo affezionata a Lestat e alla sua megalomania. Louis e la malinconia. E adesso mi ritrovo affezionata anche a David. Il che è l'unico elemento positivo di questo libro.
    Pesante. Questo è l'unico aggettivo che posso usare per descrivere Il ladro di corpi. Forse è per via dell'onnipresente prima persona narrante di Lestat - però ricordo che Intervista col vampiro non mi era pesato affatto. Forse è la mancanza del variegato e meraviglioso cast di personaggi che avevo imparato ad amare nei primi tre libri. Quanta tristezza, nello scoprire che la congrega si è divisa!
    Fondamentalmente, in questo libro si ha l'impressione che niente accada, nonostante l'idea di base della trama non sia da poco. Invece, tutto viene narrato con lentezza esasperante, e gli scoppi di azione (e di isteria da parte di Lestat) risultano dissonanti ed improvvisati.
    Alcune scene sono comunque molto belle, ma ho paura che la mia esperienza con la Rice si esaurisca qui.

    said on 

  • 2

    "Forse è stata quella la parte migliore (...). Scoprire che non sto più vivendo un inganno. Scoprire che amo davvero il piccolo demone che sono".


    Leggere questo libro è stato un po' come vivere in prima persona la stessa esperienza di Lestat, nel suo scambio di corpi e nel suo ritor ...continue

    "Forse è stata quella la parte migliore (...). Scoprire che non sto più vivendo un inganno. Scoprire che amo davvero il piccolo demone che sono".

    Leggere questo libro è stato un po' come vivere in prima persona la stessa esperienza di Lestat, nel suo scambio di corpi e nel suo ritorno temporaneo in un corpo umano vivo. Tutti mi hanno detto di non farlo, che mi sarei pentito, e io l'ho fatto lo stesso.
    In verità mi confesso oltremodo desideroso di avventure, proprio come lo stesso Lestat. E naturalmente, per quanto il risultato sia di infimo livello, mi son divertito lo stesso. Per cui, sì, questo libro ha fatto schifo, davvero, ma mi sono divertito un mondo, davvero.
    L'idea di fondo non è affatto male e ha del gran potenziale, ma la storia incredibilmente scade nel ridicolo più totale: David e Louis mettono in guardia Lestat dal cedere il suo corpo al Ladro di corpi, aspettandosi il peggio, naturalmente lui non li ascolta e naturalmente accade davvero il peggio. Hanno luogo così una serie di disavventure tra il ridicolo e il patetico: Lestat che nella sua prima ora da umano si ritrova moribondo e solo al mondo, eppure circondato da buoni samaritani che l'aiutano e l'assistano in tutto e per tutto (mentre, in un mondo più realistico, sarebbe finito derubato dal primo passante per strada e sul marciapiede avrebbe salutato la sua brevissima vita da umano); stupra la ragazza di un albergo che aveva pure preso il disturbo di assisterlo, e solo perché da buon vampiro rimasto indietro con i tempi sconosce l'uso del preservativo; racconta la sua storia a una infermiera suora che non solo gli crede sulla parola, ma se ne innamora e se lo porta al letto. Di ridicolo in ridicolo, si arriva alla conclusione in cui Lestat si rivela per essere quel mattacchione scapestrato bambinone viziato e che dà il ben servito a quell'oltremodo paziente David, che, da solo, ha assistito il vampiro per tutto il libro. Insomma, ci ha preso per il culo per tutto il romanzo. Non che mi aspettassi di meno...
    Al di là della vicenda, mi è dispiaciuta l'assenza di tutti quegli altri personaggi che ho amato ne La regina dei dannati. David è l'onnipresente interlocutore di Lestat, la sua utilità però si esaurisce in quelle ridondanti diquisizioni filosofiche-religiose che cominciano a infastidire; Louis è ridotto a un recluso, protagonista di apparizioni fugaci e altrettanto inutili; degli altri resta solo il nome. C'è poi il ricordo di Claudia che, per qualche oscura ragione, comincia a tormentare Lestat, al punto che costituisce proprio lo stimolo per l'esperimento con il Ladro di corpi.
    Un'avventura delirante, inconcludente, ininfluente e contraddittoria. Tuttavia, dato che è di Lestat che si parla, divertente quanto mai.

    said on 

  • 1

    Non ce l'ho fatta

    L'avevo messo tra i libri "Non finiti", con l'intenzione, prima o poi, di dargli un'altra chance. Ma non posso. Questo libro è veramente, ma veramente stupido. È orrendo e la trama è di una bruttezza senza confini. Lestat che torna umano? POteva essere interessante, ma qui vedo solo uno che, un p ...continue

    L'avevo messo tra i libri "Non finiti", con l'intenzione, prima o poi, di dargli un'altra chance. Ma non posso. Questo libro è veramente, ma veramente stupido. È orrendo e la trama è di una bruttezza senza confini. Lestat che torna umano? POteva essere interessante, ma qui vedo solo uno che, un paio di libri fa, si trasformò in un porcone coi pantaloni di pelle e tale è rimasto. Hanno rotto anche le elucubrazioni filosofiche sulla vita, la morte, la morale... Sono diventate noiose e ripetitive, fini a loro stesse, di un idiozia colossale e da cui non sono riuscita a ricavare nulla se non una scocciatura mortale e una stizza tremenda.
    Anne Rice, mi avevi stregata col tuo primo, bellissimo libro. POi la magia ha perso il suo effetto e alla fine è svanita del tutto. Con questo hai perso una lettrice che, per giunta, sconsiglia a tutti la lettura di questo quarto, patetico libro della saga di quelli che mi sembravano vampiri, ma sono solo porci arrapati come ogni comune mortale.
    E l'ho pure scaricato, tié.

    EDIT: leggendo alcuni commenti mi sono spoilerata il finale. Mi pento amaramente di non aver finito di leggere il libro. Avrei potuto farmi delle belle risate. Come se non sapessimo che viziato bambinetto del ca**o sia Lestat. Non credo ci sia qualcuno
    che non l'abbia intuito, me compresa. Che noia...

    said on 

  • 2

    los 3 primeros libros de la saga me gustaron mucho, pero este me resulto una lata, con suerte lo termine y la verdad me salte varias pág al acercarme al final.
    si no fuera porque no dejo libros a media no lo habría terminado

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Questo quarto capitolo delle Cronache dei Vampiri mi è sembrato inizialmente sottotono, ma comunque interessante per avere un quadro ancora più completo della vita e dei sogni e desideri di Lestat.
    Poi, però, l'ultimo capitolo (per cui la Rice avvisa che si tratta di un'aggiunta alla storia ...continue

    Questo quarto capitolo delle Cronache dei Vampiri mi è sembrato inizialmente sottotono, ma comunque interessante per avere un quadro ancora più completo della vita e dei sogni e desideri di Lestat.
    Poi, però, l'ultimo capitolo (per cui la Rice avvisa che si tratta di un'aggiunta alla storia del Ladro di corpi) ha stravolto tutto, rivelando appieno la malvagità di Lestat: chi è il vero Lestat? Quello descritto da Louis o quello delle sue "autobiografie"?
    Inizialmente per me la delusione è stata enorme, ora invece voglio solo proseguire nella lettura di questa saga per scoprire qualcosa di più!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Questo romanzo è stato un gran divertimento!

    Quante volte ci siamo imbattuti nel bellissimo e malinconico vampiro che si strugge tormentato dall'impossibile desiderio di riavere il suo corpo umano? Anche il magnifico e immor(t)ale Lestat dovrebbe stare molto attento a ciò che desidera... perché quando "gli viene concessa la grazia" (leggi: ...continue

    Quante volte ci siamo imbattuti nel bellissimo e malinconico vampiro che si strugge tormentato dall'impossibile desiderio di riavere il suo corpo umano? Anche il magnifico e immor(t)ale Lestat dovrebbe stare molto attento a ciò che desidera... perché quando "gli viene concessa la grazia" (leggi: è truffato vergognosamente da uno stregone) le cose non saranno auliche ed emozionanti come si aspettava...
    Adoro Lestat, e in questo romanzo ho adorato anche quel romantico e inconcludente acchiapparatti di Louis (e mi chiedo se lo stregone non si fosse rivolto al vampiro sbagliato?) e quel povero, pazientissimo diavolo di David Talbot.
    Comunque, qualunque corpo indossi, Lestat è sempre Lestat: il principino viziato e il più infernale degli esseri.

    said on 

  • 4

    Come sempre, la Rice bisogna prenderla a piccole dosi.
    I ladro di corpi è un romanzo molto particolare, un episodio particolare.
    Un lestat che deve far i conti con un suo desiderio, che per una volta è realizzabile, l'impossibile che diventa possibile.

    E' un evoluzione, doveros ...continue

    Come sempre, la Rice bisogna prenderla a piccole dosi.
    I ladro di corpi è un romanzo molto particolare, un episodio particolare.
    Un lestat che deve far i conti con un suo desiderio, che per una volta è realizzabile, l'impossibile che diventa possibile.

    E' un evoluzione, doverosa, visto che esce fuori dall'incontro con Akasha,che l'ha reso il figlio potentissimo che è adesso.
    Ha bisogno di cadere, Lestat, per risorgere ancora più folle e tenebroso di prima.
    La figura di James, è perfetta, davvero. Non ha nessuna mancanza.
    E ogni episodio è studiato nei minimi dettagli, son pezzi di puzzle che alla fine, alla fine della storia prendono un senso, un motivo, spiegano tutto, tutto torna al suo posto.

    Persino Lestat, che nella sua follia trova finalmente un perchè, restare se stesso.
    Il solito problema rimane, la Rice è divina ma è prolissa, è difficile seguire tutti i suoi dialoghi e descrizioni, ma per questo la ami alla follia, non sarebbe lei se non fosse cosi, è il suo stile la sua firma, la cura maniacale per i particolari, gli stati d'animo,le sensazioni.
    Senza, non potremmo amarla come l'amiamo.

    Notevole il ricorrere e il rincorrere del personaggio di claudia all'interno del romanzo.
    I dialoghi con David, mi hanno lasciata perplessa.
    Mentre quelli con Louis, mi hanno estasiata.
    Lui conosce davvero Lestat, lui è l'unico vero compagno di Lestat, lo sapevamo in intervista col vampiro, ce lo conferma in ladro di corpi.

    E l'ultimo capitolo? Il trentantresimo?
    Lestat ti consiglia di non leggerlo è vero, ma non leggerlo è il vero delitto, non quello che vi è scritto all'interno.
    Ciò che viene rivelato.
    Toglie il fiato, è perfetto, sublime in ogni sua parte.

    said on 

  • 5

    ''Abbassai la cerniera di quei pantaloni moderni e tirai fuori il membro, che mi sorprese per le dimensioni e perché appariva assai flaccido. Le dimensioni andavano bene, ovvio. Chi non lo vorrebbe grosso? Ed era circonciso: un bel ritocco. Ma la sua scarsa consistenza lo faceva risultare part ...continue

    ''Abbassai la cerniera di quei pantaloni moderni e tirai fuori il membro, che mi sorprese per le dimensioni e perché appariva assai flaccido. Le dimensioni andavano bene, ovvio. Chi non lo vorrebbe grosso? Ed era circonciso: un bel ritocco. Ma la sua scarsa consistenza lo faceva risultare particolarmente ripugnante al tatto, e io non lo volevo toccare.''

    -QUESTA è la frase simbolo di questo gioiello della Rice per me xD
    Che dire... non ho mai riso tanto leggendo un libro della Rice!! Queste perle e il disgusto di Lestat per i bisogni fisiologici di noi poveri mortali mi hanno fatto crepare dal ridere.
    -E vogliamo parlare dei vari incontri Lestat/Louis? Si odiano (mica poi tanto!) e si amano (mica ci fate fessi u.u), e litigano sempre come una vecchia coppia sposata. Sono meglio di Sandra e Raimondo, manca solo che Lestat agiti le coperte brontolando ''Che barba, che noia!''
    -E poi a parte i soliti momenti un po' EMO di Lestat che piange sempre, ha sempre voglia di piangere, in un paio di capitoli (goduti alla grande dalla sottoscritta) ho finalmente rivisto il Lestat di Intervista col vampiro!!! Parliamone! Sfrontatissimo, irriverente, pazzo squilibrato!!! Così deliziosamente malvagio *-* Amore di un bastardello, mi mancavi.
    -Come sempre trovo lo stile della Rice superbo nelle descrizioni accurate, nelle metafore ricercate ed eleganti. Potrebbe riscrivere le pagine gialle e trasformarle in un'opera letteraria.
    A volte però si allunga anche troppo, e si rischia di cadere nella noia.
    -Un'altra cosa superba... CLAUDIA!!! Mi manchi piccola demonietta, e i sogni di Claudia me l'hanno fatta mancare ancora di più.

    L'unica cosa che mi ha lasciato perplessa... Suor Gretchen con le stimmate... WTF??? LOL.

    said on 

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