El libro de los niños

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Publisher: Lumen Editorial

4.3
(333)

Language: Español | Number of Pages: 960 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8426417736 | Isbn-13: 9788426417732 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Others

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Affresco

    Dopo un capitolo preliminare, la scena si apre su Todefright, la grande fattoria nel Kent in cui sta per essere allestita all’aperto la festa di mezza estate. E questa è l’occasione che l’autrice sceg ...continue

    Dopo un capitolo preliminare, la scena si apre su Todefright, la grande fattoria nel Kent in cui sta per essere allestita all’aperto la festa di mezza estate. E questa è l’occasione che l’autrice sceglie per presentarci, come in un grande affresco, la maggior parte dei molteplici personaggi che andranno a popolare questo maestoso romanzo.

    I caratteri, gli ambienti, gli oggetti, gli abbigliamenti sono descritti con una cura dei particolari talmente meticolosa e precisa da riprodurre con straordinaria verosimiglianza l’atmosfera dell’Inghilterra di fine ‘800, in una vicenda che, dall’epoca vittoriana alla fine della prima guerra mondiale, abbraccerà un quarto di secolo di vita, storia, arte, politica, costume e tanto altro, dall’arte del vasaio alla favolistica, dall’influenza dei movimenti egualitari alla scoperta della sessualità e della psicologia in quanto scienza, dal teatro delle marionette al naturismo.

    Si tratta certo di un progetto particolarmente ambizioso che la Byatt riesce tuttavia a sostenere con sbalorditiva efficacia e senza eccessive concessioni a inutili scene melodrammatiche o eclatanti colpi di scena, espedienti che spesso caratterizzano i romanzi di ampio respiro; sull’altro piatto della bilancia questa sorta di austerità richiede un particolare impegno al lettore che deve rinunciare alle più comuni concessioni narrative, ma resterà comunque ripagato dall’effetto avvolgente dell’impianto scenico messo in campo.

    Così, a partire dalla presentazione iniziale, si segue l’evoluzione fisica, culturale e psicologica di personaggi che poi, soprattutto nella seconda metà del libro sembrano sfumare nella loro personalità individuale lasciando emergere in primo piano la pregnanza di un periodo storico di particolare fermento e vitalità culturale che ha pochi uguali nella storia dell’umanità. Si ha per lunghi tratti l’impressione di leggere un saggio storico, politico e sociologico più che un’opera di fiction e Bernard Shaw, Oscar Wilde, Lloyd George si mescolano allo sfondo in cui agiscono i protagonisti dando ulteriore spessore alla consistenza del romanzo.

    E’ con un nodo alla gola che alla fine si assiste, come prevedibile, al precipitare di tutto questo crogiuolo di cultura e di speranze incontro allo spaventoso tritacarne della guerra mondiale, ed allora i destini individuali riacquistano importanza e muovono ad una commozione inattesa da parte di un’opera che in alcuni capitoli aveva generato un senso di algida perfezione.

    Postilla che non c’entra nulla rispetto allo specifico del libro: Di fronte al fascino di quest’epoca, dove la cultura, l’arte, il pensiero, le riflessioni non solo di un artista ma anche di un apprendista vasaio o di una cameriera, esprimevano un significato e una profondità degne di nota (lo so , lo so, si tratta di un romanzo: anche nel 1895 c’erano volgarità, miseria, arroganza, idiozia!), di fronte a tutto questo, che sensazione di squallore il confronto con la nostra epoca così superficiale, ignorante e “materiale” nel senso deteriore del termine…

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  • 5

    Immensa, immensa, immensa Byatt!!

    *Il libro è stato pubblicato il giorno del mio compleanno: commozione e lacrime*

    Questo libro è qualcosa di unico e magistrale: non gli renderò giustizia nella recens ...continue

    Immensa, immensa, immensa Byatt!!

    *Il libro è stato pubblicato il giorno del mio compleanno: commozione e lacrime*

    Questo libro è qualcosa di unico e magistrale: non gli renderò giustizia nella recensione quindi fatevi un favore e leggetelo!!
    Sparo subito una cartuccia preziosa, la scrittura e la narrazione della Byatt. Innanzi tutto, le scene si susseguono e sembra quasi uno stream of consciousness: si passa da un evento all'altro, da questo a quel personaggio, con scene che sono descritte per alcune pagine ad altre che magari vengono solo accennate, quasi per caso.. Come seconda cosa, non credo di essermi mai imbattuta in qualcosa di simile né penso di aver mai incontrato qualcuno che prende, descrive le mille cose che ci sono nel libro e ne rimane totalmente distaccato, se non indifferente; mai - credo - potrò scordare la brutale onestà e indifferenza feroce che la Byatt ha dimostrato nel raccontare determinati episodi che probabilmente qualunque altro scrittore avrebbe descritto con ardore, passione, compassione anche.
    Certo, esiste il narratore esterno onniscente.. Ma vi giuro, la Byatt lo porta ad un livello superiore, è qualcosa di incredibile! A dispetto di quanto possa sembrare, non è una cosa negativa, anzi.. Conferisce alla storia un qualcosa in più, io ne sono rimasta veramente colpita!
    Per darvi un'idea, questa è la descrizione della morte di un personaggio (Levo il nome così non vi faccio strani spoiler):

    entrando con un piatto di pasticcini alla crema, disse «Ah» e cadde in avanti, con la faccia nella crema, su uno dei primi piatti fabbricati da Philip Warren a Dungeness, decorati con alghe e ombrellifere. Il piatto si ruppe. Steyning cercò di soccorrela, ma lei non si muoveva e non respirava. La sua faccia affilata e cinica era rossa e contratta. Era morta.

    Così. Cruda, dura, asciutta. L'ho amata in ogni singola pagina, giuro!
    La Byatt poi è un MOSTRO nelle descrizioni. Il romanzo come prima cosa è un inno all'arte nelle sue varie forme, e l'autrice si prende il suo bel tempo a descriverci i vasi di terracotta (chi mai ha provato interesse per dei vasi di terracotta? Ecco, leggete il libro e vedrete che vi verrà voglia di iniziare a crearli!), con le tinte, la cottura, la manifattura.. Ci descrive poi i lavori di cucito, i gioielli in oro, le marionette (una cosa di un bello raro. Da mozzare il fiato, mette addosso una voglia di vivere gli spettacoli degli Stern dal vivo!), i libri (Ci torno!), le rappresentazioni teatrali, le ricchezze del Victoria and Albert museum.. E' qualcosa di incredibile, vivo,tangibile e apprezzabile da tutti, anche chi di arte capisce ben poco (eccomi, presente!). LA MERAVIGLIA!
    Dicevo, il libro è un inno all'arte. Ma non solo, c'è tanto, tantissimo altro! Si parla di famiglie, di tradimenti, di amore, di guerra, di anarchia, di fabianesimo, del movimento delle suffraggette.. C'è di tutto, non mentivo!

    I personaggi sono un universo a parte. Tantissimi, variegati e - discorso che vale per la maggior parte di essi - non privi di luci e ombre ma anzi, spesso parecchio negativi, anche se ciò non crea astio nel lettore ma li rende semplicemente più umani. Credo che la mia preferita in assoluto sia Elsie, la sorella di Philip: forte, orgogliosa, determinata, desiderosa di emanciparsi.. Intelligente e colta nonostante i pochi mezzi che la vita le ha offerto e pronta a rialzarsi dopo una disgrazia. Un'eroina a tutti gli effetti, e per lei non potevo sperare in un finale migliore.. Contentissima che la Byatt non abbia sferrato il suo attacco di cinismo e cattiveria (LA Byatt è crudele, sappiatelo!). Estremamente positivo anche Prosper Cain.. E probabilmente - come per Elsie - è anche il preferito dell'autrice :3

    Il titolo.. Perché questa scelta? Uno dei protagonisti della storia è Olive, scrittrice di storie per bambini. Per ogni suo figlio, e per il primogenito Tom per cui ha un debole, scrive un libro con loro stessi protagonisti a cui aggiunge di volta in volta nuovi episodi. A parte la bellezza di questa cosa (♥ quanto mi sarebbe piaciuto essere lì e ricevere io stessa una storia..), la storia di Tom in particolare viene narrata un po' più nel dettaglio, compresi alcuni capitoli del libro e.. BELLISSIMO. La Byatt ha creato delle storie meravigliose!!!

    E' un libro parecchio impegnativo, che non permette distrazioni.. Ma diamine se ne vale la pena! Dopo una settimana che l'ho finito ogni tanto sento ancora una specie di vuoto, mi viene in mente un qualche episodio del libro, mi fomento perché son pronta a leggerne altri e.. L'amarezza nella realizzazione di averlo terminato :(
    Gustatevelo, Fatevelo durare, assaporatelo... :)

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  • 3

    Il Libro dei Bambini non è un libro per bambini, ma un ricchissimo affresco di una certa Europa degli artisti agli albori della prima guerra mondiale. Le vicende si svolgono tra la campagna inglese, L ...continue

    Il Libro dei Bambini non è un libro per bambini, ma un ricchissimo affresco di una certa Europa degli artisti agli albori della prima guerra mondiale. Le vicende si svolgono tra la campagna inglese, Londra, Parigi e Monaco di Baviera, capitali del fermento intellettuale, creativo e politico dell'epoca. Una società dalle elite cosmopolite, dalle idee rivoluzionarie, dalle idee anarchiche che si costruiscono tra teatri, solai fatiscenti e salotti alto borghesi. Un'Europa con molto tessuto in comune nel quale l'autrice dipana la storia di una famiglia inglese tra letteratura, tradimenti, status sociale, buonismo fabiano e natura. Al centro della famiglia, la figura indefinibile, vaga, evanescente di un'autrice di libri per bambini, vittima di frustrazioni e della propria anaffettività.Come spaccato di un'epoca il libro si rivela molto interessante, un'epoca che finisce nel fango e nel sangue della guerra tra amici. Molto intrigante la descrizione di un viaggio a Parigi a visitare l'esposizione universale e le meraviglie della tecnologia dell'epoca, quella stessa tecnologia che avrebbe contribuito a fare milioni di morti. Tuttavia il racconto soffre di un'eccessiva lunghezza e pedanteria che a volte fa perdere il filo delle storie, risultando noioso. In ogni caso, una lettura che alla fine non è tempo perso.

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  • 5

    Citazione

    Le persone a cui si mente si sentono diminuite, messe in disparte, maltrattate [...] tuttavia stava scoprendo che conoscere le menzogne subite è una forma di potere.

    said on 

  • 4

    E’ lunghissimo. Questo è il suo pregio e il suo difetto.

    Però in 800 pagine c’è tutto un mondo che sta cambiando. Siamo alla fine del 1800, Il libro segue per un quarto di secolo le vicende di un paio di famiglie inglesi benestanti , i Willwood e i loro nu ...continue

    Però in 800 pagine c’è tutto un mondo che sta cambiando. Siamo alla fine del 1800, Il libro segue per un quarto di secolo le vicende di un paio di famiglie inglesi benestanti , i Willwood e i loro numerosi figli e amici.
    “(Wellwood. I loro ospiti erano socialisti, anarchici, quaccheri, fabiani, artisti, redattori, liberi pensatori e scrittori, che vivevano, stabilmente o durante i fine settimana e le vacanze, in vecchie fattorie e cottage riattati, villette Arts and Crafts e case a schiera, nei villaggi, nei boschi e i prati del Kentish Weald e dei Downs settentrionali e meridionali. (….) il 1881 fu un anno di inizi. Videro la luce un gran numero di progetti e gruppi idealisti, millenari: la Federazione socialdemocratica, la Società per la ricerca psichica, la Società teosofica, il Movimento antivivisezione. Tutti finalizzati a cambiare e reinventare la natura umana.
    Che periodo deve essere stato quello! Quante novità! L’elettricità, il varo del Titanic, le rivendicazioni del proletariato, l’utopia del marxismo, l’ideale della fratellanza dei popoli. Tutto il fervore, le discussioni filosofiche, sociologiche, economiche, culturali sono riversate nei personaggi e nei dialoghi che popolano il libro. Ci sono pagine e pagine che descrivono l’Esposizione Universale di Parigi, si incontrano Oscar Wilde, Georg Bernard Shaw, per dirne solo due. Se amate l’arte e la ceramica, in particolare è il libro che fa per voi. Ma anche se amate la filosofia e la storia, o la psicologia e la pedagogia.
    “I fabiani e gli scienziati sociali, gli scrittori e gli insegnanti videro, in modo diverso dalle generazioni precedenti,che i bambini erano persone, con identità, desideri e intelligenze. Videro che non erano né bambole, né giocattoli, né adulti in miniatura. I bambini si mescolavano con gli adulti, parlavano e si parlava con loro. Non vivevano segregati nelle loro stanze, erano presenti ai pasti della famiglia, dove i loro caratteri in formazione venivano presi seriamente e seriamente discussi, a cena o durante lunghe passeggiate in campagna. Eppure, nello stesso tempo, in quel mondo i bambini avevano loro vite separate, molto indipendenti, da bambini. Vagabondavano per boschi e prati, costruivano nascondigli e si arrampicavano sugli alberi, andavano a caccia, pescavano, cavalcavano pony e biciclette, senz’altra compagnia che quella di altri bambini, perché le famiglia sapevano , in molti casi, che i bambini avevano bisogno di libertà, avevano bisogno non solo di imparare, e di essere buoni, ma anche di giocare ed essere selvaggi.
    Ma torniamo alla nostra famiglia. Olive, è una mamma che non sa fare la mamma. Commette gli errori che fanno le mamme: è assente, non riesce a proteggere e a capire neanche il suo figlio prediletto . E’ centrata su di sé, sui suoi bisogni, sulla sua affermazione professionale. Tollera gli adulteri del marito, cerca anche lei conferme nella seduzione di altri uomini, applica gli ideali avveniristici, soprattutto per l’epoca, dell’amore libero. E alla fine i figli sono uno più infelice dell’altro. L’autrice sembra voler sottolineare che a una mamma non si perdona di avere talento. Ripensandoci bene, però, nessun personaggio è felice. Sono tutti inquieti, tutti alla ricerca di qualcosa.
    A volte ho avuto l’impressione di leggere la sceneggiatura di una telenovela, con tanti i personaggi, e ho fatto fatica a seguire la trama e gli intrecci, e ad assimilare i colpi di scena: padri insospettabili, gravidanze inattese, seduttori impenitenti, segreti scoperti anni dopo; Ma qui non c’è l’happy end delle telenovele. I bambini meravigliosi che abbiamo imparato ad amare, accompagnandoli nel loro viaggio dall’infanzia all’adolescenza fino all’età adulta, per 800 pagine, li vediamo annientarsi uno dopo l’altro nel giro di poche pagine, nel tritacarne della prima guerra mondiale. Che spreco di talenti. Che mostruosità la guerra!

    said on 

  • 5

    Julian, Tom, Charles/Karl, Philip, Geraint, Dorothy, Florence, Griselda, Imogen, Pomona, Elsie e molti altri sono i bambini/adolescenti che nell’arco di un quarto di secolo vediamo crescere, maturare ...continue

    Julian, Tom, Charles/Karl, Philip, Geraint, Dorothy, Florence, Griselda, Imogen, Pomona, Elsie e molti altri sono i bambini/adolescenti che nell’arco di un quarto di secolo vediamo crescere, maturare e infine andare a sbattere contro l’immensa e inumana tragedia della prima guerra mondiale, che li segnerà per sempre, inconsapevoli protagonisti prima, e superstiti poi, della fine di un’epoca e di un mondo che non tornerà più e che corre già a grandi passi verso il secondo, indicibile disastro mondiale.

    Un mondo in fortissimo fermento sociale, culturale, politico, economico, quello della società inglese ed europea della fine del XIX secolo e della Belle Epoque, sta raggiungendo il suo massimo splendore, ma né il grandissimo fermento artistico e culturale in cui i bambini/adolescenti/giovani uomini/donne e i loro intellettualissimi genitori vivono immersi, in una sorta di high-society delle idee e del talento, né il tumultuoso progresso tecnico e tecnologico che fa da sfondo alla narrazione, possono evitare che la locomotiva Europa si schianti alla fine del disastro partito da Sarajevo.

    Il Libro dei Bambini è quindi romanzo di formazione, passione e sentimenti, affresco storico dettagliatissimo e avvincente, dramma sociale e libro di denuncia, elegantissimo ritratto di un’epoca e delle sue espressioni artistiche e culturali e, infine, inno alla natura e all’arte: il grandissimo talento della Byatt fa sì che nessuna di queste caratteristiche prevalga e anzi la splendida galleria di personaggi, situazioni e luoghi rimanga avvolta in un’atmosfera vagamente di favola.

    Imperdibile.

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  • 3

    Strano libro.
    Ci ho messo un bel po' a carburare: a ricordare e collocare i personaggi, i luoghi, le situazioni, le parentele.
    Però, dopo "appena" 300 pagine, la storia ha cominciato a prendermi.
    Un l ...continue

    Strano libro.
    Ci ho messo un bel po' a carburare: a ricordare e collocare i personaggi, i luoghi, le situazioni, le parentele.
    Però, dopo "appena" 300 pagine, la storia ha cominciato a prendermi.
    Un libro sulla vanità di certe ambizioni, ma anche sulla concretezza di tanta vita vissuta.
    Forse non sono entrata in sintonia con nessun personaggio in particolare, ma tutti quelli che non mi stavano odiosi si sono in qualche modo salvati.
    Un capolavoro? Non credo. Più che altro...uno strano libro.

    said on 

  • 5

    Capolavoro

    #childrensbook #abyatt @Einaudieditore Sontuosa saga all’alba del 900, fiabesca ambientazione art&craft, folletti, ombre e fate. Magnifico!

    Approfondimenti qui:

    http://www.einaudi.it/approfondimenti/V ...continue

    #childrensbook #abyatt @Einaudieditore Sontuosa saga all’alba del 900, fiabesca ambientazione art&craft, folletti, ombre e fate. Magnifico!

    Approfondimenti qui:

    http://www.einaudi.it/approfondimenti/Vedere-il-Libro-dei-bambini-di-A.-S.-Byatt-Anna-Nadotti

    Rece per immagini qui
    http://it.pinterest.com/zaidenoll/the-childrens-book-a-byatt/

    http://parladellarussia.wordpress.com/2014/01/17/il-libro-dei-bambini/

    said on 

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