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El libro del verano

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4.0
(196)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Catalan , Swedish , Italian , German , Japanese , French , Finnish

Isbn-10: 847844310X | Isbn-13: 9788478443109 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Travel

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Book Description
Translation of: Sommarboken.
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  • 5

    E’ tutta un’altra paletta di colori rispetto alla nostra estate, la stagione vitale sbocciata sullo sfondo di un nitore diverso e nuove meraviglie. Immagini quaderni con la copertina resistente agli acquazzoni, con la carta spessa e porosa, con disegni di animali a matite nere e a matite colorate ...continue

    E’ tutta un’altra paletta di colori rispetto alla nostra estate, la stagione vitale sbocciata sullo sfondo di un nitore diverso e nuove meraviglie. Immagini quaderni con la copertina resistente agli acquazzoni, con la carta spessa e porosa, con disegni di animali a matite nere e a matite colorate, con i nomi misteriosi, con le foglie incollate, con le macchie di terra bagnata, con cartine di isole. Pensi che non devi avere paura di quello che non conosci, del tenere una porta aperta, delle impertinenze della natura. Pensi soprattutto all’ostinazione animale invece che alla fragilità umana, e non importano i capricci, rimani pure lì da sola finché non saranno passati – tra la nonna e la nipote bambina protagoniste di questo libro intercorrono una comprensione e un affetto selvatici.

    Bellissimo anche in rilettura, con uno dei miei explicit preferiti.

    Consiglio: da leggere insieme alle sensibili poesie di Francesca Matteoni, dipinte sul bianco a partire dalla stessa tavolozza.

    said on 

  • 3

    Anni che furono andavo sempre in libreria con un amico (che condivideva con me questa passione e compulsione all'acquisto), e lui adorava le edizioni Iperborea.
    Siccome io vado molto a simpatia (o meglio antipatia) all'epoca queste edizioni non mi piacevano, mi sembravano poco comode e fred ...continue

    Anni che furono andavo sempre in libreria con un amico (che condivideva con me questa passione e compulsione all'acquisto), e lui adorava le edizioni Iperborea.
    Siccome io vado molto a simpatia (o meglio antipatia) all'epoca queste edizioni non mi piacevano, mi sembravano poco comode e fredde esattamente come i paesi nativi degli autori. E così per anni ho evitato Iperborea.
    Poi non so bene perché ne ho letto uno e ultimamente mi sto appassionando non solo all'edizione ma anche ad alcuni autori.
    Mi sono andata a spulciare il sito e ho trovato alcuni titoli accattivanti che ho deciso di avvicinare.

    Questa autrice ha scritto per lo più libri per bambini, quindi non mi aspettavo né una lettura né una storia particolarmente complicata.
    Le mie 3 stelline non vorrei che fossero interpretate come risultato di una lettura noiosa o sgradevole, anzi l'ho trovata particolarmente dolce e delicata. Però al tempo stesso mi aspettavo qualcosa di più perché sebbene la storia abbia un senso, un filo logico, mi ha dato l'impressione di essere stata buttata là, o quanto meno finita un po' tronca.
    Il libro tratta delle avventure di una bambina e della nonna, che vuole lasciarla un po' più libera di sperimentare la vita e di relazionarsi con le sue paure, non ho percepito nessun ostacolo a questa libertà da parte del papà che rappresenta comunque l'autorità in famiglia. Mi è sembrato piuttosto assente. La storia si incentra infatti quasi solamente sulla nonna e sulla bambina. Che poi cresce e quindi i giochi di bambina li abbandona, e anche il classico comportamento adolescenziale crea qualche attrito tra lei e la nonna.
    Però la fine mi sembra un po' andare alla deriva, è una barca che si è arenata sulla spiaggia, che non da la sensazione di una continuità.
    Questa sensazione di disagio che ho provato è la spiegazione al mio voto, avrei preferito qualche altro racconto, o qualche altra avventura in modo da percepire la fine della storia come una barca fatta scivolare sul pelo dell'acqua e guardata allontanarsi lentamente, e non piegarsi su un fianco sulla sabbia.

    [Diciamo comunque che ci sono abbastanza sassolini buttati in qua e in là per capire che Il libro dell'estate è una raccolta di episodi autobiografici dell'autrice.]

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  • 4

    Cominciando questo libro non poteva non tornarmi in mente "Vacanze all'isola dei Gabbiani" della Lindgren, che a sua volta è ambientato su un'ultima isola prima del mare aperto e parla della crescita di un gruppo di ragazzi e bambini, ma anche di adulti, in questo posto sperduto. Qui ci sono una ...continue

    Cominciando questo libro non poteva non tornarmi in mente "Vacanze all'isola dei Gabbiani" della Lindgren, che a sua volta è ambientato su un'ultima isola prima del mare aperto e parla della crescita di un gruppo di ragazzi e bambini, ma anche di adulti, in questo posto sperduto. Qui ci sono una nonna e una bambina protagoniste, col rappresentante della generazione di mezzo abbastanza assente o preso dai fatti suoi: è bello leggere dei libri così sinceri sul rapporto tra due donne in età così diverse e vedere che in ogni caso si "inseguono" in certi sensi, e in alcuni episodi è difficile dire se sia più infantile la bambina o la nonna, e viceversa. E mi è piaciuto molto il modo pulito e non per forza sentimentale di descrivere questo rapporto, della nonna che si preoccupa della crescita della bambina come isolana e come persona, come inventa modi per farle superare le sue paure, e come a sua volta impari a recuperare i suoi ricordi dalle esperienze semplici della piccola. Avrebbe potuto essere un polpettone trito e invece è uno spaccato onesto e asciutto, come l'isola di cui si parla, di raccontare questa relazione e due momenti tanto critici dell'età umana. Bello bello.

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  • 1

    L'infanzia d'estate

    dovevo fare più attenzione allenote di copertina, prima di iniziare a leggere questo libro. La scrittrice è famosa per i libri per bambini (l'avevo scambiato per l'ennesimo "iperborea" bello cupo e meravigliosamente tristecome un nordico deve essere)ma scrive anche epradulti. Beh, insomma... non ...continue

    dovevo fare più attenzione allenote di copertina, prima di iniziare a leggere questo libro. La scrittrice è famosa per i libri per bambini (l'avevo scambiato per l'ennesimo "iperborea" bello cupo e meravigliosamente tristecome un nordico deve essere)ma scrive anche epradulti. Beh, insomma... non proprio.Detesto le bambine nei romanzi 8salvo rare eccezioni) e i libri di formazione. Quindi non mi è piaciuto,anche se ha una sua poesia e le descrizioni di quest'isoletta sperduta fanno venire volgia di vederla questa notte eterna.

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  • 4

    Poetico sempre, aspro a tratti. Indimenticabile la "lezione" di nuoto: del come si impara a vivere.
    Una grande autrice che conoscevo solo per i suoi romanzi per ragazzi, non per nulla inventrice dei Mumin.
    Non mi è mai piaciuta in quella veste,la serie delle avventure dei fantastici, ...continue

    Poetico sempre, aspro a tratti. Indimenticabile la "lezione" di nuoto: del come si impara a vivere.
    Una grande autrice che conoscevo solo per i suoi romanzi per ragazzi, non per nulla inventrice dei Mumin.
    Non mi è mai piaciuta in quella veste,la serie delle avventure dei fantastici, piccoli personaggi mi ha sempre lasciata perplessa e a tratti indifferente. Capita, empatie.
    Poi una buona amica mi ha aiutata a cambiare la prospettiva. Grazie Manuela, una lezione che non dimenticherò.

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  • 5

    leggere per me è un po' viaggiare e con questo libro lo puoi fare, sia nello spazio, su questa isola della Scandinavia in una calda estate, sia nel tempo, quello dell'infanzia, delle lunghe giornate all'aria aperta...

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  • 4

    Un'ultima isola prima del mare aperto, la sua natura solitaria e autarchica, e una donna che sa e vuole ancora giocare sull'orlo ultimo della vita, senza timori né smancerie.


    Delicato e scontroso, lieve di una grazia aspra e materna insieme, come una carezza che tranquillizza, ma non conso ...continue

    Un'ultima isola prima del mare aperto, la sua natura solitaria e autarchica, e una donna che sa e vuole ancora giocare sull'orlo ultimo della vita, senza timori né smancerie.

    Delicato e scontroso, lieve di una grazia aspra e materna insieme, come una carezza che tranquillizza, ma non consola.

    said on 

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