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El mapa i el territori

Per

Editor: Anagrama - Empúries

3.9
(791)

Language:Català | Number of Pàgines: 352 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , Italian , German , Dutch , English , Spanish , Chi traditional

Isbn-10: 8497877306 | Isbn-13: 9788497877305 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Oriol Sánchez i Vaqué

També disponible com: Mass Market Paperback

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
L’art, els diners, l’amor, la relació amb el pare, la mort, la feina i la França convertida en paradís turístic són alguns dels temes d’aquesta novel·la, decididament clàssica i obertament moderna.
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  • 2

    Noioso. Qualche lampo di genio, qualche illuminante aforisma à la Houellebecq sulla civiltà occidentale e sull'uomo moderno, affogato in un oceano di chiacchiere poco ispirate sulla base di una storia ...continua

    Noioso. Qualche lampo di genio, qualche illuminante aforisma à la Houellebecq sulla civiltà occidentale e sull'uomo moderno, affogato in un oceano di chiacchiere poco ispirate sulla base di una storia poco interessante. Siamo lontani dai fasti dei bellissimi "La particelle elementari" e "Piattaforma". Evidentemente l'autore attraversava qui un periodo di stanca. Per fortuna, anni dopo, è arrivato un libro intelligente, graffiante e provocatorio come "Sottomissione", con cui il Nostro è ritornato, a mio parere, al livello dei suoi esordi.

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  • 2

    Rien a faire

    Ci ho riprovato e ho capito che la prima sensazione era quella giusta. Ho acquistato questo romanzo, al momento della sua uscita, nel 2010. Mi ci ero messa con interesse e curiosità (che dopo aver let ...continua

    Ci ho riprovato e ho capito che la prima sensazione era quella giusta. Ho acquistato questo romanzo, al momento della sua uscita, nel 2010. Mi ci ero messa con interesse e curiosità (che dopo aver letto "le particelle elementari" non vedevo l'ora di un altra chicca) ma non riuscivo ad appassionarmi; allora mi sono detta di aspettare, che forse non era il momento giusto. E adesso, dopo aver letto "Sottomissione" mi sentivo pronta. Niente da fare! Non mi coinvolge. Non mi appassiona. Ho trovato certamente geniali certe trovate, come la rappresentazione di se stesso e soprattutto della sua morte, ma ammetto di essere arrivata alla fine per pura curiosità, per capire se davvero fosse tutto lì.
    Sarà che mi aspetto sempre grandi cose da lui e stavolta, nonostante l'indiscusso talento, mi ha solo annoiata.

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  • 4

    La rappresentazione del mondo e dell'uomo tramite l'arte e la letteratura, è questo il tema principale del romanzo sviluppato quasi come un saggio. L'artista immaginario Jed Martin e lo scrittore real ...continua

    La rappresentazione del mondo e dell'uomo tramite l'arte e la letteratura, è questo il tema principale del romanzo sviluppato quasi come un saggio. L'artista immaginario Jed Martin e lo scrittore reale Michel Houellebecq, in fondo simili nel loro distacco quasi freddo rispetto all'umanità che pure li interessa molto come soggetto da riprodurre e raccontare, hanno un punto di contatto per un breve periodo delle loro vite che suscita una simpatia reciproca.
    Trattandosi di un'opera di Houellebecq non potevano mancare il grottesco e l'estremo, che stavolta riversa quasi esclusivamente su se stesso rappresentandosi prima come un povero depresso e poi come vittima di un efferato delitto (a essere onesti, la parte meno credibile del romanzo, per quanto la parola "credibile" abbia sempre un senso abbastanza vago nelle opere dello scrittore francese).
    Un libro per lettori houellebecquiani, per chi non ha mai letto nulla di lui questo è il romanzo meno adatto per incominciare.

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  • 3

    Gradevole... ma è come leggere un racconto interrotto, anche se completo

    E' sempre piacevole leggere Houellebecq, gli spunti sono eccellenti e mi ha anche fatto tornare la voglia di dipingere. Tuttavia, sembra che questo libro non abbia uno scopo, una linea conduttrice, un ...continua

    E' sempre piacevole leggere Houellebecq, gli spunti sono eccellenti e mi ha anche fatto tornare la voglia di dipingere. Tuttavia, sembra che questo libro non abbia uno scopo, una linea conduttrice, un senso se non nella mente dell'autore. Non è magico come Le Particelle Elementari, nè pretenzioso ma divertente come Piattaforma, nè virale come L'Estensione. Che sia davvero il suo ultimo libro? Speriamo di no!

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  • 5

    La morte dell'Autore...e dell'uomo

    Mettere in scena la propria morte non è un atto consueto, rappresenta piuttosto un'eccezione, forse un estremo tentativo antinarcisistico.
    In questo particolarissimo romanzo, L'Autore tocca temi di gr ...continua

    Mettere in scena la propria morte non è un atto consueto, rappresenta piuttosto un'eccezione, forse un estremo tentativo antinarcisistico.
    In questo particolarissimo romanzo, L'Autore tocca temi di grande attualità e complessità, quali l'estrema desolazione della società postindustriale, il destino ineluttabile all'estinzione cui (per sua stessa colpa) è votata l'umanità, l'intrinseca cosmica solitudine di ogni essere umano, il deserto dei sentimenti di questo nostro tempo triste governato unicamente da due cinici dei, il denaro e il sesso. Molto suggestivo e, in fondo, liberatorio il riferimento a "La terra dopo l'uomo" cui l'Autore si è indubitabilmente ispirato...."la densità minacciosa delle foreste che, dopo appena un secolo di inattività, circondano le fabbriche" rimarca "il carattere perituro e transitorio di ogni industria umana", "l'immensità vegetale che si estende all'infinito" fa da contraltare alla disgregazione delle creazioni umane che "diventa il simbolo dell'annientamento generalizzato della specie umana, soffocata dagli strati sovrapposti di piante". "Alla fine tutto si placa, non ci sono altro che erbe agitate dal vento".
    Il retrogusto finale è dolceamaro.....unica luce possibile alla fine del tunnel: il totale trionfo della vegetazione.

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  • 0

    Consigliato caldamente da una amica con cui condivido i gusti letterari, questo libro mi ha lasciata spiazzata. Non riesco a dare un voto. Ci sono parti geniali, e pezzi che dire pallosi è poco. Mboh. ...continua

    Consigliato caldamente da una amica con cui condivido i gusti letterari, questo libro mi ha lasciata spiazzata. Non riesco a dare un voto. Ci sono parti geniali, e pezzi che dire pallosi è poco. Mboh.

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  • 2

    Inizio francamente fastidioso per la sciattezza con cui è scritto, soprattutto pensando che l'autore è lo stesso di "Le particelle elementari" e "Piattaforma". Alla fine della lettura emerge però una ...continua

    Inizio francamente fastidioso per la sciattezza con cui è scritto, soprattutto pensando che l'autore è lo stesso di "Le particelle elementari" e "Piattaforma". Alla fine della lettura emerge però una interpretazione del declino della civiltà occidentale e degli stessi profeti di quel declino non banale.
    La rappresentazione che Houellebecq fa di sé stesso suona falsa e adolescenziale, meglio risparmiarsi il fegato e pensare che sia un personaggio senza corrispondenti nella vita reale.

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  • 3

    Houellebecq è un autore postmoderno, disperso nell'horror pleni contemporaneo, in cui la tentazione di cercare una storia è molto forte. Ti dà, a volte, l'impressione di rappresentarla. In realtà non ...continua

    Houellebecq è un autore postmoderno, disperso nell'horror pleni contemporaneo, in cui la tentazione di cercare una storia è molto forte. Ti dà, a volte, l'impressione di rappresentarla. In realtà non c'è niente, solo un fascio di rette-storia che solo casualmente, da lontano, sembra solido. Continuerò a leggerlo, magari era solo un omaggio a Sartre.

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  • 5

    Come nelle Particelle elementari i temi che fanno da sfondo a questo romanzo sono essenzialmente due: il primo è il tramonto della civiltà occidentale in un crepuscolo tanto vuoto di significato quant ...continua

    Come nelle Particelle elementari i temi che fanno da sfondo a questo romanzo sono essenzialmente due: il primo è il tramonto della civiltà occidentale in un crepuscolo tanto vuoto di significato quanto pieno di oggetti; il secondo è l’esplorazione dell’inconsistenza di ogni appiglio, dopo le delusioni e le disillusioni della mezza età, nella discesa saponosa verso la vecchiaia e la morte.

    Il libro riassume la biografia immaginaria dell’artista Jed Martin, che esibisce attraverso le sue opere (e la sua stessa esistenza) l’impietosa trasformazione dell’Europa postindustriale da società viva a museo. L’autore, con una certa ironia, fa di se stesso uno dei personaggi del romanzo, protagonista involontario (e caricaturale) di un’inattesa svolta noir quando viene ritrovato orrendamente smembrato sul pavimento di casa sua. Il finale vuole essere, ancora una volta, visionario e profetico.

    La carta e il territorio è probabilmente migliore delle Particelle elementari per equilibrio e misura; è ugualmente cinico, ma il cinismo non è ostentato, la misantropia non è fastidiosamente esibita. Il pacato pessimismo di Houellebecq si traduce qui in una stanchezza estrema e magnifica; si tramuta in distacco, abbandono e, talvolta, sconfina paradossalmente in qualche forma di felicità.

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