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El mapa y el territorio

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Publisher: Anagrama (Panorama de narrativas, 783)

3.9
(732)

Language:Español | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Dutch , English , Catalan

Isbn-10: 8433975684 | Isbn-13: 9788433975683 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Jaime Zulaika

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Premio Goncourt 2011 Si Jed Martin, el protagonista de esta novela, tuviera que contarles la historia, quizá comenzase hablando de una avería del calentador, un 15 de diciembre. O de su padre, arquitecto conocido con quien pasó a solas muchas noches navideñas. Evocaría a Olga, una rusa a la que conoce al principio de su carrera en la exposición de su obra fotográfica, consistente en los mapas de carreteras Michelin. Después llegará el éxito mundial con la serie de «oficios», retratos de personalidades de todos los sectores. También referiría cómo ayudó al comisario Jasselin a dilucidar un caso criminal atroz. Al final de su vida, Jed ya sólo emitirá murmullos. El arte, el dinero, el amor, la muerte, el trabajo, son algunos de los temas de esta novela decididamente clásica y abiertamente moderna.
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  • 3

    Gradevole... ma è come leggere un racconto interrotto, anche se completo

    E' sempre piacevole leggere Houellebecq, gli spunti sono eccellenti e mi ha anche fatto tornare la voglia di dipingere. Tuttavia, sembra che questo libro non abbia uno scopo, una linea conduttrice, ...continue

    E' sempre piacevole leggere Houellebecq, gli spunti sono eccellenti e mi ha anche fatto tornare la voglia di dipingere. Tuttavia, sembra che questo libro non abbia uno scopo, una linea conduttrice, un senso se non nella mente dell'autore. Non è magico come Le Particelle Elementari, nè pretenzioso ma divertente come Piattaforma, nè virale come L'Estensione. Che sia davvero il suo ultimo libro? Speriamo di no!

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  • 5

    La morte dell'Autore...e dell'uomo

    Mettere in scena la propria morte non è un atto consueto, rappresenta piuttosto un'eccezione, forse un estremo tentativo antinarcisistico. In questo particolarissimo romanzo, L'Autore tocca temi di ...continue

    Mettere in scena la propria morte non è un atto consueto, rappresenta piuttosto un'eccezione, forse un estremo tentativo antinarcisistico. In questo particolarissimo romanzo, L'Autore tocca temi di grande attualità e complessità, quali l'estrema desolazione della società postindustriale, il destino ineluttabile all'estinzione cui (per sua stessa colpa) è votata l'umanità, l'intrinseca cosmica solitudine di ogni essere umano, il deserto dei sentimenti di questo nostro tempo triste governato unicamente da due cinici dei, il denaro e il sesso. Molto suggestivo e, in fondo, liberatorio il riferimento a "La terra dopo l'uomo" cui l'Autore si è indubitabilmente ispirato...."la densità minacciosa delle foreste che, dopo appena un secolo di inattività, circondano le fabbriche" rimarca "il carattere perituro e transitorio di ogni industria umana", "l'immensità vegetale che si estende all'infinito" fa da contraltare alla disgregazione delle creazioni umane che "diventa il simbolo dell'annientamento generalizzato della specie umana, soffocata dagli strati sovrapposti di piante". "Alla fine tutto si placa, non ci sono altro che erbe agitate dal vento". Il retrogusto finale è dolceamaro.....unica luce possibile alla fine del tunnel: il totale trionfo della vegetazione.

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  • 0

    Consigliato caldamente da una amica con cui condivido i gusti letterari, questo libro mi ha lasciata spiazzata. Non riesco a dare un voto. Ci sono parti geniali, e pezzi che dire pallosi è poco. ...continue

    Consigliato caldamente da una amica con cui condivido i gusti letterari, questo libro mi ha lasciata spiazzata. Non riesco a dare un voto. Ci sono parti geniali, e pezzi che dire pallosi è poco. Mboh.

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  • 2

    Inizio francamente fastidioso per la sciattezza con cui è scritto, soprattutto pensando che l'autore è lo stesso di "Le particelle elementari" e "Piattaforma". Alla fine della lettura emerge però ...continue

    Inizio francamente fastidioso per la sciattezza con cui è scritto, soprattutto pensando che l'autore è lo stesso di "Le particelle elementari" e "Piattaforma". Alla fine della lettura emerge però una interpretazione del declino della civiltà occidentale e degli stessi profeti di quel declino non banale. La rappresentazione che Houellebecq fa di sé stesso suona falsa e adolescenziale, meglio risparmiarsi il fegato e pensare che sia un personaggio senza corrispondenti nella vita reale.

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  • 3

    Houellebecq è un autore postmoderno, disperso nell'horror pleni contemporaneo, in cui la tentazione di cercare una storia è molto forte. Ti dà, a volte, l'impressione di rappresentarla. In realtà ...continue

    Houellebecq è un autore postmoderno, disperso nell'horror pleni contemporaneo, in cui la tentazione di cercare una storia è molto forte. Ti dà, a volte, l'impressione di rappresentarla. In realtà non c'è niente, solo un fascio di rette-storia che solo casualmente, da lontano, sembra solido. Continuerò a leggerlo, magari era solo un omaggio a Sartre.

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  • 5

    Come nelle Particelle elementari i temi che fanno da sfondo a questo romanzo sono essenzialmente due: il primo è il tramonto della civiltà occidentale in un crepuscolo tanto vuoto di significato ...continue

    Come nelle Particelle elementari i temi che fanno da sfondo a questo romanzo sono essenzialmente due: il primo è il tramonto della civiltà occidentale in un crepuscolo tanto vuoto di significato quanto pieno di oggetti; il secondo è l’esplorazione dell’inconsistenza di ogni appiglio, dopo le delusioni e le disillusioni della mezza età, nella discesa saponosa verso la vecchiaia e la morte.

    Il libro riassume la biografia immaginaria dell’artista Jed Martin, che esibisce attraverso le sue opere (e la sua stessa esistenza) l’impietosa trasformazione dell’Europa postindustriale da società viva a museo. L’autore, con una certa ironia, fa di se stesso uno dei personaggi del romanzo, protagonista involontario (e caricaturale) di un’inattesa svolta noir quando viene ritrovato orrendamente smembrato sul pavimento di casa sua. Il finale vuole essere, ancora una volta, visionario e profetico.

    La carta e il territorio è probabilmente migliore delle Particelle elementari per equilibrio e misura; è ugualmente cinico, ma il cinismo non è ostentato, la misantropia non è fastidiosamente esibita. Il pacato pessimismo di Houellebecq si traduce qui in una stanchezza estrema e magnifica; si tramuta in distacco, abbandono e, talvolta, sconfina paradossalmente in qualche forma di felicità.

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  • 5

    Michel Houellebecq

    In questo romanzo diviso in tre parti, Michel Houellebecq narra con insolita compostezza le vicende dell’artista visivo Jed Martin, la cui opera rappresenta l’era industriale e il suo imminente ...continue

    In questo romanzo diviso in tre parti, Michel Houellebecq narra con insolita compostezza le vicende dell’artista visivo Jed Martin, la cui opera rappresenta l’era industriale e il suo imminente declino. Jed vive isolato dagli altri esseri umani, che non frequenta, e vede raramente il proprio padre, col quale ha un rapporto evanescente. Incontra il personaggio dello scrittore Houellebecq e raggiunge il proprio apice artistico e commerciale, ma nulla cambia il suo paesaggio interiore. Houellebecq si inserisce nel romanzo con un ritratto caricaturale dei vizi che gli vengono attribuiti, ma descrivendosi in fin dei conti come un genio. Premio Goncourt nel 2010, La carta e il territorio parla di come i ritmi e i costumi della società in cui viviamo siano vincolati alla produzione industriale e alle esigenze del mercato. Inevitabile qualche panegirico apocalittico, ma Houllebecq costruisce il clima gelido del suo racconto usando per lo più l’inserimento di marchi, la descrizione asettica dei prodotti consumati, dei menu proposti, dei costumi turistici e via discorrendo. Restituisce un’immagine agghiacciante del mondo contemporaneo, sia esso quello dell’arte o del turismo, a partire dal supermercato che abbiamo sotto casa. È praticamente impossibile non ritrovarsi nelle sue parole: quella di La carta e il territorio è l’attualità. La morte serpeggia lungo l’intero romanzo, diventando il tema dominante della terza parte. La vicenda vira bruscamente verso una parentesi poliziesca, ma dopo poco la sua identità primigenia riappare insinuandosi nelle maglie di una narrazione che ha aggiornato Simenon all’horror (specialmente a casa di Houellebecq e nello scantinato del chirurgo di Cannes). E così ci rendiamo conto che è indifferente che ci parli di Jed Martin o dell’ispettore Jasselin: i personaggi (o le persone?) sono diventati anch’essi intercambiabili, come prodotti della catena di montaggio. Si dice che sia il capolavoro di Houellbecq, ed è a tutti gli effetti un romanzo straordinario: tagliente, raccapricciante, algido, pessimista, sonda la natura umana senza lasciarsi commuovere e soprattutto senza avere paura di scoprire verità desolanti. Del tutto sterile la polemica nata con le accuse di plagio a Wikipedia che Slate.fr ha rivolto allo scrittore (e anche Tahar Ben Jelloun sembra non aver capito un cazzo http://url.ie/m68g).

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  • 4

    A parte de "megustó", no sé muy bien qué decir de este libro ni como describirlo. Lo mejor: El autor como un personaje más, personajes creíbles y el ataque social. Lo peor: podía haberle echado ...continue

    A parte de "megustó", no sé muy bien qué decir de este libro ni como describirlo. Lo mejor: El autor como un personaje más, personajes creíbles y el ataque social. Lo peor: podía haberle echado un poco más de imaginación cuando describe el futuro, aunque eso es solo la última parte del libro.

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  • 4

    Diverso per stile da "Le Particelle Elementari" è comunque un libro interessante, quasi un'autobiografia, un inventario, un bilancio della società contemporanea e personale

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