El museo de la inocencia/ The Museum Of Innocence

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Publisher: Debolsillo

3.8
(791)

Language: Español | Number of Pages: 645 | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Galego , Italian , Croatian , English , Turkish , Portuguese , French

Isbn-10: 8499087892 | Isbn-13: 9788499087894 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 3

    ...e che se un autore viene insignito del Nobel a dire che il libro non è proprio un capolavoro mi fa sentire inadeguata e poco intelligente. Penso che se ho trovato li dentro le ragioni del mio abban ...continue

    ...e che se un autore viene insignito del Nobel a dire che il libro non è proprio un capolavoro mi fa sentire inadeguata e poco intelligente. Penso che se ho trovato li dentro le ragioni del mio abbandono o della lettura sonnecchiante sia colpa essenzialmente mia. Mi dovrebbe consolare sapere che la giuria del Nobel sia costituita solo da 18 membri e che , in fondo, questi premi siano solo il tentativo di rendere ordinato il caos dei sentimenti. Abbandonato il mito dell' obiettività riconosciamo che siamo soggettivi e preda dei nostri istinti, passioni, dolori, sentimenti. Quindi i giudizi qui o nella giuria del Nobel non possono che rispettare le inclinazioni di ciascuno e il bello e il buono, il capolavoro o il libraccio sono solo nella categoria della maggioranza...(scambiando l'opinione di molti con l'opinione giusta?)
    Il libro ha una bellissima idea ma una scrittura che scivola un po' troppo nelle ovvietà della vita comune e questo non si perdona a un Libro. Seppure tutti i libri sono pieni di vita...e di vita "comune", quella quotidiana scansione di tempo che ti fa acquistare una borsa, stenderti sul letto, togliere un vestito, infilare le scarpe, accendere una sigaretta, bere del raki, salire sulla Chevrolet, guardare il Bosforo e nuotarci dentro senza nessun tentativo di rendere unico quel gesto, senza riuscire a sollecitare il lettore a guardare a quel gesto con occhi nuovi non ha centrato la sua aspirazione restando solo un'ispirazione. Salverei l'indagine del protagonista sui suoi sentimenti per Fusun, sull'ossessione sulla natura e sulla profondità di quel sentimento.
    L'ispirazione mirabile ed il Museo ad essa dedicato sono un'idea grandiosa ma appena sufficiente per consigliarne la lettura. Direi che il Museo ne esalta l'originalità ma ne sottolinea la limitatezza e che il contenente viene prima del contenuto!

    said on 

  • 5

    Ohran è il mio scrittore preferito, e il museo dell'innocenza è sicuramente il suo viaggio piu' singolare e significativo. Picchi di scrittura assoluti, e la solita capacità di rendere in carne ed oss ...continue

    Ohran è il mio scrittore preferito, e il museo dell'innocenza è sicuramente il suo viaggio piu' singolare e significativo. Picchi di scrittura assoluti, e la solita capacità di rendere in carne ed ossa i personaggi descritti. Sfogliare l'ultima pagina è (come sempre) doloroso.

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  • 0

    Un affascinante e noiosa storia di un'ossessione amorosa con Istanbul sullo sfondo

    E' il primo libro di Pamuk che leggo e devo dire di essere rimasto affascinato dalla sua scrittura, dalla Istanbul che fa da sfondo e dai caratteri storici che trasmette nei racconti.

    Allo stesso temp ...continue

    E' il primo libro di Pamuk che leggo e devo dire di essere rimasto affascinato dalla sua scrittura, dalla Istanbul che fa da sfondo e dai caratteri storici che trasmette nei racconti.

    Allo stesso tempo, la storia racconta di un'ossessione d'amore del protagonista Kemal che lo spinge a vivere tutti i suoi giorni in funzione del pensiero della sua amata. Pamuk descrive in modo dettagliatissimo la storia creando una sorte di metastoria dove lui come scrittore diventa personaggio che racconta, come farebbe uno storico, della storia di Kemal.

    L'idea è assolutamente originale e la scrittura trasmette perfettamente i sentimenti e gli umori del protagonista ma il dettaglio della scrittura rende allo stesso tempo noiosa buona parte della lettura. Il sentimento di malinconia che pervade il romanzo non fa presa nel lettore che, dopo l'iniziale curiosità, affonda nella noia di dettagliatissimi particolari di giornate prive di mordente. La storia sguazza troppo nella psicologia ed apatia del personaggio rendendo praticamente immobile la trama per diversi capitoli.

    Alla fine il libro lo ritengo sufficiente perchè è evidente che Pamuk sia affascinante nella scrittura e nel descrivere Istanbul ma si rende noioso nel trasmettere le sensazioni del personaggio al punto che il lettore potrebbe abbandonare presto il racconto.

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  • 4

    "Un po' alla volta, tutti quegli oggetti smisero di essere lo strumento di una consolazione e iniziarono a diventare la misura dell'intensità del mio amore, i segni tangibili della tempesta che agitava la mia anima."

    Giorni fa leggevo un articolo sul Venerdì di Repubblica, che riguardava il museo che Orhan Pamuk ha aperto a Istanbul, un museo tale e quale a quello descritto in questo libro meraviglioso. Mi ha tal ...continue

    Giorni fa leggevo un articolo sul Venerdì di Repubblica, che riguardava il museo che Orhan Pamuk ha aperto a Istanbul, un museo tale e quale a quello descritto in questo libro meraviglioso. Mi ha talmente incuriosito e affascinato che sono andato subito a comprarmi questo romanzo. Che racconta l'amore profondo, eterno e folle di Kemal per Fusum. Kemal è già fidanzato e promesso sposo, ma questo non gli impedisce di innamorarsi perdutamente di questa adolescente bellissima e innocente, Quando trova il coraggio di mandare a monte il suo matrimonio, è troppo tardi. Fusum, per dimenticarlo e per non soffrire più, si è sposata con un altro. A Kemal non resta altro da fare che cercare di entrare nella vita di questi sposi, con ogni mezzo: cerca di aiutarli ad avverare un loro sogno, e sta lì a guardare ammirato questo suo grande amore. E allora per ricordarla quando non è insieme a lei raccoglie tutta un'innumerevole serie di oggetti che le appartengono, o che lei ha solo appena sfiorato. Certo che raccogliere 4300 mozziconi di sigaretta che Fusum ha fumato è un po' da folle, ma chi non ha mai fatto qualche pazzia per amore??? Questa storia di ossessione e di amore, Pamuk l'ha fatta diventare reale creando un Museo dove in 83 bacheche (tanti quanti sono i capitoli del romanzo!) sono conservati una serie infinita di oggetti che riguardano l'amore di Kemal per Fusum. Mi è venuta voglia di visitare Istanbul e aggirarmi in questi tre piani di oggetti strampalati , perché si cammina e ci si perde tra realtà e fantasia. Se vi capita di andarci, portatevi il libro, dentro c'è il biglietto per entrare gratis al Museo dell'Innocenza risparmiando le 24 Lire turche, che se non ho sbagliato a fare la conversione, dovrebbero essere circa 9€. Consigliatissimo e meraviglioso.

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  • 4

    Mi aspetto sempre molto dagli autori che amo, come Pamuk. Anche questa volta devo dire non mi ha deluso, almeno non nel senso stretto del termine. La sua scrittura è sempre magistrale ed avvolgente, m ...continue

    Mi aspetto sempre molto dagli autori che amo, come Pamuk. Anche questa volta devo dire non mi ha deluso, almeno non nel senso stretto del termine. La sua scrittura è sempre magistrale ed avvolgente, ma, a mio avviso, la storia é davvero povera e stiracchiata. Lui e sempre molto bravo a farci entrare in simbiosi con i suoi personaggi e alla fine ti dispiace doverli salutare, ma ho preferito altri suoi romanzi con tematiche più interessanti. Inoltre l'ho trovato inutilmente lungo.

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  • 4

    Ho amato molto "Il museo dell'innocenza" di Pamuk, anche perché lo lessi appena tornato da un meraviglioso viaggio a Istanbul: in esso rivive alla perfezione la magica atmosfera della megalopoli turc ...continue

    Ho amato molto "Il museo dell'innocenza" di Pamuk, anche perché lo lessi appena tornato da un meraviglioso viaggio a Istanbul: in esso rivive alla perfezione la magica atmosfera della megalopoli turca.
    Il romanzo racconta il travolgente amore di Kemal per la bellissima Fusun, sentimento talmente totalizzante che lo porterà a un ostinato corteggiamento durato anni e a collezionare ossessivamente tutti gli oggetti che gli possano ricordare la donna amata.
    Magistrale anche la descrizione della mentalità e delle contraddizioni della borghesia di Istanbul degli anni settanta e ottanta, divisa tra tradizione ed emancipazione dei propri costumi.
    L'opera, caratterizzata da una narrazione estremamente lenta ma coinvolgente, lascia alla fine un forte senso di tristezza e nostalgia.

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  • 3

    Avesse avuto un centinaio (o anche più) di pagine in meno, avrebbe potuto essere un capolavoro. Ma quando la prolissità non è funzionale al testo, francamente stucca e può apparire persino artificiosa ...continue

    Avesse avuto un centinaio (o anche più) di pagine in meno, avrebbe potuto essere un capolavoro. Ma quando la prolissità non è funzionale al testo, francamente stucca e può apparire persino artificiosa. Amo i "libroni", i tomi di quattrocento e passa pagine, quei testi che devi guadagnarti anche con fatica, sapendo che alla fine ne sarai ricompensato.
    In questo caso l'ossessione amorosa del protagonista ed il delirio feticistico nei confronti dell'amata -sia pure costruiti attraverso una scrittura eccellente- avrebbero potuto trovare uno sbocco migliore.
    Più interessante, semmai, sarebbe poterlo visitare dal vivo, questo curioso museo, che a quanto pare esiste davvero a Istanbul. Più interessante ancora sarebbe capire cosa sia nato prima, il libro (l'idea del) o il museo (l'idea del).

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  • 5

    Un gigante

    Il peso specifico di Pamuk si avverte subito in questo meraviglioso libro, di cui si assapora, pagina per pagina, lo stile a dir poco superbo di uno scrittore magico. La trama, di per sé piuttosto sem ...continue

    Il peso specifico di Pamuk si avverte subito in questo meraviglioso libro, di cui si assapora, pagina per pagina, lo stile a dir poco superbo di uno scrittore magico. La trama, di per sé piuttosto semplice, se non banale (tutto costruito sulla ricostruzione, sui ricordi, di un amore spezzato), si dipana lentamente, lungo il filo dei ricordi, delle sensazioni, delle immagini della mente, e del cuore. Alcune pagine sono a dir poco mozzafiato: come quella in cui Pamuk fotografa, in una sorta di catalogo, istanti specifici della vita e delle esperienze dei protagonisti (a volte... a volte ...). In questo momento lo stile raggiunge vette da gigante. Ma tutto il libro, come peraltro quasi tutto Pamuk, è avvolto da un fascino inequivoco, forse frutto del suo essere uomo a cavallo tra varie civiltà, e si respira un'aria davvero diversa.

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