El museo de la inocencia/ The Museum Of Innocence

By

Publisher: Debolsillo

3.8
(805)

Language: Español | Number of Pages: 645 | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Galego , Italian , Croatian , English , Turkish , Portuguese , French

Isbn-10: 8499087892 | Isbn-13: 9788499087894 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Do you like El museo de la inocencia/ The Museum Of Innocence ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 4

    A questo testo ho dato 4e non 5 stelle solo perché mi ha fatto penare per giungere alla fine; il resto, prolissità, lunghe descrizioni, passaggi che sembrano superflui, sono funzionali a far entrare i ...continue

    A questo testo ho dato 4e non 5 stelle solo perché mi ha fatto penare per giungere alla fine; il resto, prolissità, lunghe descrizioni, passaggi che sembrano superflui, sono funzionali a far entrare il lettore nel meccanismo del l'ossessione, nulla più. È anche dichiarato verso la fine. In fondo, cosa abbiamo fatto noi di diverso quella volta che ci siamo attaccati al cellulare per leggere e rileggere quel messaggino, o riguardare le foto sperando di cogliere nuove sfumature del nostro amato/a lontani?

    said on 

  • 4

    Mi è piaciuto. Un po' lungo in effetti, poteva essere ridotto all'essenziale. Il protagonista puó sembrare uno "stalker", ma credo che in realtà sia solo amore. Struggente, complicato e malinconico. ...continue

    Mi è piaciuto. Un po' lungo in effetti, poteva essere ridotto all'essenziale. Il protagonista puó sembrare uno "stalker", ma credo che in realtà sia solo amore. Struggente, complicato e malinconico.

    said on 

  • 3

    malinconico. struggente. Un po' troppo lungo forse. Bella la prima parte ma nella seconda parte alcuni brani sono veramente prolissi e risultano noiosi.

    said on 

  • 2

    Anche no...

    Caparbiamente mi sono imposta di arrivare alla fine di questo libro.
    Perché? Forse per una sorta di emulazione del protagonista.
    Questa è la storia di un’ossessione amorosa che si snoda lungo 570 pag ...continue

    Caparbiamente mi sono imposta di arrivare alla fine di questo libro.
    Perché? Forse per una sorta di emulazione del protagonista.
    Questa è la storia di un’ossessione amorosa che si snoda lungo 570 pagine troppo ripetitive. E sin dall’inizio si intuisce che non ci sarà un lieto fine, ma che da questo ostinato amore nascerà un Museo: il Museo dell’innocenza che dà il titolo al libro. Museo che esiste davvero ed è stato creato proprio da Pamuk.
    Il libro è ambientato in Turchia negli anni ’70-’80. Ma per me, che non ho mai avuto l’occasione di visitare Istambul, è stato difficile “entrare” e “respirare” i luoghi di cui si parla.
    Lascio in sospeso il giudizio sull’autore perché un premio Nobel ha diritto ad un’altra chance. Oppure no?

    said on 

  • 3

    ...e che se un autore viene insignito del Nobel a dire che il libro non è proprio un capolavoro mi fa sentire inadeguata e poco intelligente. Penso che se ho trovato li dentro le ragioni del mio abban ...continue

    ...e che se un autore viene insignito del Nobel a dire che il libro non è proprio un capolavoro mi fa sentire inadeguata e poco intelligente. Penso che se ho trovato li dentro le ragioni del mio abbandono o della lettura sonnecchiante sia colpa essenzialmente mia. Mi dovrebbe consolare sapere che la giuria del Nobel sia costituita solo da 18 membri e che , in fondo, questi premi siano solo il tentativo di rendere ordinato il caos dei sentimenti. Abbandonato il mito dell' obiettività riconosciamo che siamo soggettivi e preda dei nostri istinti, passioni, dolori, sentimenti. Quindi i giudizi qui o nella giuria del Nobel non possono che rispettare le inclinazioni di ciascuno e il bello e il buono, il capolavoro o il libraccio sono solo nella categoria della maggioranza...(scambiando l'opinione di molti con l'opinione giusta?)
    Il libro ha una bellissima idea ma una scrittura che scivola un po' troppo nelle ovvietà della vita comune e questo non si perdona a un Libro. Seppure tutti i libri sono pieni di vita...e di vita "comune", quella quotidiana scansione di tempo che ti fa acquistare una borsa, stenderti sul letto, togliere un vestito, infilare le scarpe, accendere una sigaretta, bere del raki, salire sulla Chevrolet, guardare il Bosforo e nuotarci dentro senza nessun tentativo di rendere unico quel gesto, senza riuscire a sollecitare il lettore a guardare a quel gesto con occhi nuovi non ha centrato la sua aspirazione restando solo un'ispirazione. Salverei l'indagine del protagonista sui suoi sentimenti per Fusun, sull'ossessione sulla natura e sulla profondità di quel sentimento.
    L'ispirazione mirabile ed il Museo ad essa dedicato sono un'idea grandiosa ma appena sufficiente per consigliarne la lettura. Direi che il Museo ne esalta l'originalità ma ne sottolinea la limitatezza e che il contenente viene prima del contenuto!

    said on 

  • 5

    Ohran è il mio scrittore preferito, e il museo dell'innocenza è sicuramente il suo viaggio piu' singolare e significativo. Picchi di scrittura assoluti, e la solita capacità di rendere in carne ed oss ...continue

    Ohran è il mio scrittore preferito, e il museo dell'innocenza è sicuramente il suo viaggio piu' singolare e significativo. Picchi di scrittura assoluti, e la solita capacità di rendere in carne ed ossa i personaggi descritti. Sfogliare l'ultima pagina è (come sempre) doloroso.

    said on 

  • 0

    Un affascinante e noiosa storia di un'ossessione amorosa con Istanbul sullo sfondo

    E' il primo libro di Pamuk che leggo e devo dire di essere rimasto affascinato dalla sua scrittura, dalla Istanbul che fa da sfondo e dai caratteri storici che trasmette nei racconti.

    Allo stesso temp ...continue

    E' il primo libro di Pamuk che leggo e devo dire di essere rimasto affascinato dalla sua scrittura, dalla Istanbul che fa da sfondo e dai caratteri storici che trasmette nei racconti.

    Allo stesso tempo, la storia racconta di un'ossessione d'amore del protagonista Kemal che lo spinge a vivere tutti i suoi giorni in funzione del pensiero della sua amata. Pamuk descrive in modo dettagliatissimo la storia creando una sorte di metastoria dove lui come scrittore diventa personaggio che racconta, come farebbe uno storico, della storia di Kemal.

    L'idea è assolutamente originale e la scrittura trasmette perfettamente i sentimenti e gli umori del protagonista ma il dettaglio della scrittura rende allo stesso tempo noiosa buona parte della lettura. Il sentimento di malinconia che pervade il romanzo non fa presa nel lettore che, dopo l'iniziale curiosità, affonda nella noia di dettagliatissimi particolari di giornate prive di mordente. La storia sguazza troppo nella psicologia ed apatia del personaggio rendendo praticamente immobile la trama per diversi capitoli.

    Alla fine il libro lo ritengo sufficiente perchè è evidente che Pamuk sia affascinante nella scrittura e nel descrivere Istanbul ma si rende noioso nel trasmettere le sensazioni del personaggio al punto che il lettore potrebbe abbandonare presto il racconto.

    said on 

  • 4

    "Un po' alla volta, tutti quegli oggetti smisero di essere lo strumento di una consolazione e iniziarono a diventare la misura dell'intensità del mio amore, i segni tangibili della tempesta che agitava la mia anima."

    Giorni fa leggevo un articolo sul Venerdì di Repubblica, che riguardava il museo che Orhan Pamuk ha aperto a Istanbul, un museo tale e quale a quello descritto in questo libro meraviglioso. Mi ha tal ...continue

    Giorni fa leggevo un articolo sul Venerdì di Repubblica, che riguardava il museo che Orhan Pamuk ha aperto a Istanbul, un museo tale e quale a quello descritto in questo libro meraviglioso. Mi ha talmente incuriosito e affascinato che sono andato subito a comprarmi questo romanzo. Che racconta l'amore profondo, eterno e folle di Kemal per Fusum. Kemal è già fidanzato e promesso sposo, ma questo non gli impedisce di innamorarsi perdutamente di questa adolescente bellissima e innocente, Quando trova il coraggio di mandare a monte il suo matrimonio, è troppo tardi. Fusum, per dimenticarlo e per non soffrire più, si è sposata con un altro. A Kemal non resta altro da fare che cercare di entrare nella vita di questi sposi, con ogni mezzo: cerca di aiutarli ad avverare un loro sogno, e sta lì a guardare ammirato questo suo grande amore. E allora per ricordarla quando non è insieme a lei raccoglie tutta un'innumerevole serie di oggetti che le appartengono, o che lei ha solo appena sfiorato. Certo che raccogliere 4300 mozziconi di sigaretta che Fusum ha fumato è un po' da folle, ma chi non ha mai fatto qualche pazzia per amore??? Questa storia di ossessione e di amore, Pamuk l'ha fatta diventare reale creando un Museo dove in 83 bacheche (tanti quanti sono i capitoli del romanzo!) sono conservati una serie infinita di oggetti che riguardano l'amore di Kemal per Fusum. Mi è venuta voglia di visitare Istanbul e aggirarmi in questi tre piani di oggetti strampalati , perché si cammina e ci si perde tra realtà e fantasia. Se vi capita di andarci, portatevi il libro, dentro c'è il biglietto per entrare gratis al Museo dell'Innocenza risparmiando le 24 Lire turche, che se non ho sbagliato a fare la conversione, dovrebbero essere circa 9€. Consigliatissimo e meraviglioso.

    said on 

Sorting by