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El noi del pijama de ratlles

Per

Editor: Empúries

4.1
(7321)

Language:Català | Number of Pàgines: 201 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , German , French , Italian , Chi simplified , Galego , Chi traditional , Spanish , Dutch , Japanese , Basque , Portuguese , Russian , Czech

Isbn-10: 8497872231 | Isbn-13: 9788497872232 | Data publicació: 

Translator: Jordi Cussà

També disponible com: Hardcover , Softcover and Stapled

Category: Children , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
Berlín 1942. La guerra no afecta gaire la vida de Bruno, un noi de nou anys que viu en un barri residencial. Però un bon dia arriba a casa i es troba totes les coses empaquetades: el seu pare, membre de l?elit militar, ha rebut un nou destí i es veu obligat a marxar i instal·lar-se amb tota la família en una àrea rural mig deserta i molt deprim d?una força narrativa captivadora.
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  • 5

    L'ho trovato delizioso e straziante allo stesso tempo. Dovrebbero farlo leggere a scuola ai bambini per iniziarli all'orrore della seconda guerra mondiale senza spaventarli troppo.

    dit a 

  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    3

    Quasi una favola triste su uno degli avvenimenti più tragici del nostro tempo. L'autore, pur narrando in terza persona, assume l'ottica di un bambino, figlio di un ufficiale destinato al comando di un ...continua

    Quasi una favola triste su uno degli avvenimenti più tragici del nostro tempo. L'autore, pur narrando in terza persona, assume l'ottica di un bambino, figlio di un ufficiale destinato al comando di un campo di sterminio.
    La scoperta dell'avvilimento umano, della distinzione tra uomini e non uomini, avviene quindi per il lettore atraverso gli occhi vergini di questo bambino curioso non ancora inquinati dall'indottrinamento. E quando incontra dall'altra parte di una recinzione un bambino come lui con la divisa del campo (il "pigiama a righe") gli riuscirà naturale intessere un rapporto di complicità e di amicizia, progettare giochi, sino all'ultimo che lo vede finire nel forno insieme al suo nuovo amico.
    Tutto ha i contorni indefiniti e alternativi alla realtà micidiale degli adulti tipici di una mente infantile che non fa differenze, non discrimina gli affetti, non distingue tra uomini di serie A e serie B. Il confronto tra i tentativi di spiegazione del padre e la logica innocente del bambino mostra visivamente quanto le differenze e le discriminazioni siano un qualcosa di aggiunto al senso comune di umanità.
    Racconto coerente nel suo genere, volutamente unilaterale, limitato, e forse proprio questa ottica completamente parziale lascia qualche perplessità dinanzi a una tragedia di tali proporzioni come l'olocausto.

    dit a 

  • 3

    Per chi già conosce l'Olocausto

    L'arte ha già raccontato l'olocausto innumerevoli volte e secondo le prospettive più diverse. Costruire un'altra opera di finzione incentrata su questo argomento potrebbe sembrare un atto sconsiderato ...continua

    L'arte ha già raccontato l'olocausto innumerevoli volte e secondo le prospettive più diverse. Costruire un'altra opera di finzione incentrata su questo argomento potrebbe sembrare un atto sconsiderato più che una prova di coraggio, sopratutto se l'autore non ha conosciuto di persona la realtà dei campi di sterminio. Eppure John Boyne si è assunto questo rischio ed è riuscito a scrivere una storia originale e toccante, pur nella semplicità dell'idea di fondo.

    La chiave sta tutta nell'elaborazione di un narratore in terza persona che rispecchia il punto di vista di un bambino. Il tono colloquiale e la storpiatura di nomi e appellativi tipica del parlato infantile ("Auschwitz" diventa "Auscit", il "Fuhrer" diventa il "Furio", ecc.) costringono il lettore a fare appello direttamente alle proprie conoscenze storiche pregresse per riuscire a decodificare pienamente lo sviluppo delle vicende. L'autore si limita quindi a disseminare nella pagina indizi e segni che trovano la loro cassa di risonanza naturale nella sensibilità del lettore stesso. Bruno non comprende quanto sta succedendo e niente di ciò che vede potrebbe fargli neanche lontanamente immaginare quale terribile realtà si celi dentro quelle baracche. In questo modo l'orrore non viene narrato ma evocato direttamente nell'animo di chi legge.

    Grazie a questo escamotage, man mano che la storia procede viene a generarsi una forte tensione di matrice hitchcockiana perché il lettore, ben piú informato del piccolo protagonista, va accumulando un timore e un angoscia sempre crescente per il modo in cui il bambino potrebbe scoprire le aberrazioni che si consumano in quel campo. Grazie al cielo l'autore non nasconde la mano e ci regala un finale drammaticamente impietoso.

    Al di là della linea narrativa principale, una nota di speciale plauso va riservata alla descrizione della visita di Hitler ed Eva Braun a casa di Bruno, episodio in cui si trova un'inusuale rapresentazione di quella strana coppia di amanti. Altrettanto apprezzabile è la ricostruzione della rigida atmosfera patriarcale che si respirava nelle famiglie dell'epoca e che contribuisce a render conto anche ai ragazzi d'oggi delle notevoli trasformazioni sociali occorse da allora.

    Più che un vero e proprio romanzo, Il bambino con il pigiama a righe è una favola (come recita giustamente il sottotitolo), una lunga favola nera che poggia in precario equilibrio su una fitta rete di sottintesi e fraintendimenti, in mezzo ai quali la delicata e istintiva amicizia tra i due bambini acquista fin da subito il dolce sapore dell'autenticità.

    Un'ultima annotazione. Spesso questo libro viene consigliato come lettura ai ragazzi piú giovani perché affronta il tema dell'olocausto da un prospettiva "ingenua" e con un tono dimesso. Attenzione però perché un lettore privo del background storico di cui si è parlato potrebbe trovarlo terribilmente noioso a causa del mancato innesco di quel meccanismo di suspance che invece funziona alla perfezione con un adulto (informato, s'intende...).

    dit a 

  • 4

    Poco que decir de este magnífico libro, se lee en un par de horas, pero te deja noqueado durante mucho más tiempo, de hecho, cada vez que recuerdas la historia.

    dit a 

  • 5

    Favourite Quotation:

    “He knew that sometimes people who were sad didn't want to be asked about it; sometimes they'd offer the information themselves and sometimes they wouldn't stop talking about it for months on end, but ...continua

    “He knew that sometimes people who were sad didn't want to be asked about it; sometimes they'd offer the information themselves and sometimes they wouldn't stop talking about it for months on end, but on this occasion Bruno thought that he should wait before saying anything.”

    dit a 

  • 4

    La storia spiegata ad un bambino

    Parto dal fatto che avevo già visto il film, e stranamente sono arrivata fino alla fine senza problem. Considero anche il fatto che non l'ho letto in italiano, ma in spagnolo, che nonostante sia la mi ...continua

    Parto dal fatto che avevo già visto il film, e stranamente sono arrivata fino alla fine senza problem. Considero anche il fatto che non l'ho letto in italiano, ma in spagnolo, che nonostante sia la mia madre lingua, mai avevo letto un libro intero che fosse appunto scritto in spagnolo.
    Rispetto a questo, la lettura si è rivelata comunque molto scorrevole.

    Passando al libro in sé.
    Mi è piaciuto molto, anche se i fatti storici non si sono rivelati propriamente reali...(Magari mi sbaglio e non mi sono ben informata...Ma ho un basso margine di errore...Diciamo che sono sicura al 98 % di quello che sto per scrivere...)
    Partiamo dal fatto principale, Bruno conosce (dopo essere andato via da Berlino ed essere arrivato ad Auschwitz) un bambino ebreo (Shmuel) che vive all'interno del campo di concentramento. Bruno non sa dell'esistenza dei campi, e non sa assolutamente perché quelle persone con i pigiami a righe (come li chiama lui) si trovino dall'altra parte della recinzione...I genitori (il padre è un comandate molto importante) non gli spiegano nulla, e lui non si rende conto di nulla...Io non ho vissuto in quei tempi (per fortuna) ma, sono quasi sicura che fosse impossibile non sapere quello che accadeva in quegli anni di deportazione. E vivendo così vicino al campo non si sentiva l'odore delle camere a gas o dei corpi bruciati?
    Sorvolando questi dettagli (Da nessuna parte c'è scritto che questo libro sia reale al 100 %, quindi non ne faccio una tragedia), Shmuel, come Bruno, aveva 9 anni...Credo che alcuni bambini del campo venissero usati a qualcosa (forse messaggeri, o qualcosa di simile, precisamente non lo so), ma non credo ce ne fossero poi moltissimi visto che erano ritenuti particolarmente inutili, perché troppo piccoli per lavorare, quindi (penso) venivano portati praticamente da subito nelle camere a gas...Ma se i dettagli di prima si potevano sorvolare, lo farò anche con questo (con ciò non voglio dire che me ne frego di questi argomenti...assolutamente no)...Passiamo alla recinzione...Non era elettrificata...Non aggiungo altro...
    Nel libro che ho letto io, (ma suppongo che siano tutti uguali) molte cose non vengono dette, come ad esempio quando uno dei soldati "dice di tutto" a Pavel (il signore che gli serve la cena) viene interrotto il pensiero di Bruno, e quindi non viene detto cosa realmente il soldato fa all'uomo.
    Potrei andare ancora avanti, ma rischierei sicuramente qualche spoiler.
    Quindi, che dire, perché gli ho dato 4 stelline??(Una l'ha persa per tutti i dettagli sopra elencati) Perché comunque è un bel romanzo storico, scritto bene, molto scorrevole, e forse, anche se molte cose le omette (ribadisco, credo che tutte le persone "comuni" sapessero cosa stesse accadendo, i bambini ebrei smettevano di andare a scuola, e ad un certo punto tutti sparivano, nessuno si poneva qualche domanda?Non credo, e magari ai bambini veniva detto che non dovevano stare in compagnia delle altre persone ebree.) forse questo romanzo, sarebbe utile a spiegare questo periodo storico ai bambini di adesso. Perché appunto, è molto semplice. E non molto "crudo" (per evitare incubi, sono sempre bambini. Cosa che non è stata pensata a quei tempi.).

    Infine, se no non mi fermo più, lo consiglio, in qualsiasi lingua!!! (Molte cose che avevo letto su Wikipedia, prima di leggere il libro, nel libro che ho letto io non ci sono, come i nomi dei genitori di Bruno - idem il suo cognome - oppure la fine che fanno tutti - bambini esclusi - cioè, è detto ma non in modo esplicito, si può immaginare molto.)
    BUONE LETTURE!!!!

    dit a 

  • 4

    Le atrocità naziste viste dalla parte sbagliata

    Libro indubbiamente interessante e terrificante per il tono in cui è scritto. Purtroppo vedere tutto dagli occhi di un bambino e' sia la forza ma anche la debolezza dell'opera che finisce con l'essere ...continua

    Libro indubbiamente interessante e terrificante per il tono in cui è scritto. Purtroppo vedere tutto dagli occhi di un bambino e' sia la forza ma anche la debolezza dell'opera che finisce con l'essere un po' meno coinvolgente. Magari perche' l'ho letto dopo La bambina che salvava i libri che mi aveva commosso tantissimi mentre questo libro non ci e' riuscito. Comunque da leggere!

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  • 4

    Il potere dell'affetto e dell'amicizia. Quanto puo' essere forte? Puo' superare ostacoli e barriere, puo' far unire culture diverse, stili di vita diversi, pensieri diversi.
    Quando ci sono l'amore, la ...continua

    Il potere dell'affetto e dell'amicizia. Quanto puo' essere forte? Puo' superare ostacoli e barriere, puo' far unire culture diverse, stili di vita diversi, pensieri diversi.
    Quando ci sono l'amore, la fratellanza l'affetto, l'amicizia, tutto si puo' superare, o almeno questa e' la speranza dell'essere umano.
    1942. Bruno e' un bambino di nove anni. Suo padre e' un ufficiale agli ordini di Hitler Spedito ad Auschwitz insieme a tutta la sua famiglia per presidiare sul campo di concentramento.
    Quell'immenso recinto cattura subito la sua curiosita': cosa mai nascondera'? Perche' a lui e a sua sorella non e' permesso entrarci? E chi sono tutte quelle persone con il pigiama a righe che vi vivono dentro?
    Interrogativi ai quali riuscira' parzialmente a rispondere grazie all'amicizia con il piccolo Shumel, un bambino polacco che vive al di la' di quel recinto e che diverra' presto il suo migliore amico.
    Un libro delicato e straziante, ricco di emozioni e di profondi significati, con un finale che ti lascia sconvolto, deluso, amareggiato.
    Una storia dura e toccante, raccontata attraverso gli occhi ingenui e disincantato di due bimbi, entrambe vittime dell'odio degli adulti.
    Alla fine c'e' una morale di fondo:siamo tutte vittime inconsapevoli di questo mondo così cinico e meschino.
    Da leggere.

    dit a 

  • 5

    Ho letto le ultime 60 pagine di questo libro senza aver dormito, quindi con uno stato emotivo già fragile e debole. L'ho trovato struggente e commovente, adesso ho gli occhi piccolissimi e il cuore a ...continua

    Ho letto le ultime 60 pagine di questo libro senza aver dormito, quindi con uno stato emotivo già fragile e debole. L'ho trovato struggente e commovente, adesso ho gli occhi piccolissimi e il cuore a metà.

    ''Poi la stanza cadde nell'oscurità e, nonostante la confusione che seguì, Bruno si accorse di stringere ancora la mano di Shmuel. Niente al mondo lo avrebbe persuaso a lasciarla.''

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  • 4

    你忘了當孩子的純真嗎?

    本書以二次大戰時期希特勒的奧許維茲集中營為背景,利用孩子的眼光來觀看與質疑。是什麼把人們帶到一個充滿悲傷、充滿圍籬的地方?是什麼將人劃分為『穿著條紋衣』與『非穿著條紋衣』的人?是什麼讓奶奶氣沖沖,甚至在過世前都不再與爸爸聯絡?是什麼讓男孩最終以悲劇收場?很多的歧見、歧視、怨恨充滿了大人的世界,有些大人喜歡比較,喜歡爭得你死我活,喜歡顯示自己比較崇高,但卻忘了孩子時曾被教導的寬容、原諒,也許暴力看似 ...continua

    本書以二次大戰時期希特勒的奧許維茲集中營為背景,利用孩子的眼光來觀看與質疑。是什麼把人們帶到一個充滿悲傷、充滿圍籬的地方?是什麼將人劃分為『穿著條紋衣』與『非穿著條紋衣』的人?是什麼讓奶奶氣沖沖,甚至在過世前都不再與爸爸聯絡?是什麼讓男孩最終以悲劇收場?很多的歧見、歧視、怨恨充滿了大人的世界,有些大人喜歡比較,喜歡爭得你死我活,喜歡顯示自己比較崇高,但卻忘了孩子時曾被教導的寬容、原諒,也許暴力看似解決了眼前的問題,但卻可能留下了更多的遺憾與傷痕。當你心中充滿憤恨時,你還記得你是孩子時的純真嗎?

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