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El pèndol de Foucault

Per

Editor: Ediciones Destino, S.A.

4.0
(6968)

Language:Català | Number of Pàgines: 880 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , Chi traditional , German , Italian , Swedish , Dutch , Polish , Hungarian , Portuguese , Latvian , Slovenian , Czech , Greek

Isbn-10: 8423317730 | Isbn-13: 9788423317738 | Data publicació:  | Edition 7

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
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  • 5

    Forse anche migliore del "Nome della rosa" in quanto a poliedricità e sviluppo della trama. Se sei un appassionato di misteri ed esoterismo e vuoi continuare ad esserlo, non leggere questo libro. ...continua

    Forse anche migliore del "Nome della rosa" in quanto a poliedricità e sviluppo della trama. Se sei un appassionato di misteri ed esoterismo e vuoi continuare ad esserlo, non leggere questo libro.

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  • 4

    Leggendo questo libro mi sono resa conto che per capirlo veramente bisognerebbe avere una conoscenza profonda degli argomenti che tratta. Malgrado questo, per me è stato molto interessante. Un bel lib ...continua

    Leggendo questo libro mi sono resa conto che per capirlo veramente bisognerebbe avere una conoscenza profonda degli argomenti che tratta. Malgrado questo, per me è stato molto interessante. Un bel libro. Consigliato.

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  • 4

    Umberto Eco - Il pendolo di Focault

    Un libro di Umberto Eco non è mai banale. Avevo in lista di attesa Il pendolo di Focault da parecchi anni ma causa scarso tempo ho sempre dovuto rimandarne la lettura. Avendo avuto durante queste sett ...continua

    Un libro di Umberto Eco non è mai banale. Avevo in lista di attesa Il pendolo di Focault da parecchi anni ma causa scarso tempo ho sempre dovuto rimandarne la lettura. Avendo avuto durante queste settimane un periodo relativamente tranquillo ed essendo anche ben predisposto ad una lettura ricettiva e concentrata ho deciso quindi di cimentarmi con questo romanzo. Piccolo background personale su Eco: Il nome della Rosa mi è piaciuto molto, mentre Il cimitero di Praga decisamente meno (troppo erudito Eco per “imitare” l’umile Dumas dei feuilleton).

    Non mi aspettavo un inizio agevole con Il pendolo e difatti non lo è stato. La prosa di Eco è ricercatissima e non mi vergogno a dire che alcuni termini proprio non li avevo mai sentiti. Tuttavia se da un lato la prima sensazione è quella di essere inadeguati, dall’altro, complice un po’ di sana umiltà, si può arricchire il proprio vocabolario. L’inizio quindi, come già detto, è ostico; tuttavia superato lo scoglio delle prime pagine la storia inizia ad ingranare e quell’alone di mistery che aveva già reso vincente Il nome della Rosa viene riproposto ad ampie dosi. Dopo aver letto Il codice da Vinci viene spontaneo fare una riflessione su Il pendolo di Focault, nel senso che l’opera di Eco ridimensiona enormemente quella di Dan Brown anche se mi sento di dire che i target dei due romanzi ed anche gli intenti narrativi e di pubblico ludibrio siano abbastanza divergenti.

    Per godere in toto de Il pendolo di Focault bisogna avere un po’ di nozioni di storia, esoterismo ed alchimia. Io personalmente non ne sono provvisto ed alcuni passaggi mi sono risultati sicuramente poco accessibili. Numerose sono infatti le citazioni di cui si compone il romanzo (storiche e non) e non sempre mi è stato possibile coglierle o seguirne completamente il senso. Bisogna aggiungere che il libro è godibile anche senza possedere un’importante infarinatura storica. I templari ed il Santo Graal sono argomenti estremamente affascinanti e le numerosi chiavi di lettura che offre il romanzo si svelano nelle pagine finali. Rimangono alcuni passaggi un po’ ostici in cui complice anche il linguaggio ricercato si fatica come in sella ad un bici sulla salita di montagna, tuttavia non lo ritengo un peccato grave ma anzi uno stimolo alla rilettura (magari fra qualche anno) del libro.

    Come detto in precedenza Eco ripropone la struttura di intreccio mistery/romanzo storico che aveva funzionato così bene con Il nome della rosa. Questa volta forse l’intreccio è meno intrigante rispetto al precedente romanzo ma non mancano i colpi di scena messi ad arte nei momenti più adatti che tenderanno a stuzzicare la voglia di sapere. Un buon romanzo a conti fatti, sicuramente non per tutti vista una certa complessità di fondo.

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  • 4

    il mistero dei Rosacroce e le teorie massoniche intrecciate con le vicende di un editore di libri a pagamento.
    Contiene la famosa frase con cui Lacan apostrofò Eco ad una cena "Mangiati il tuo dasein" ...continua

    il mistero dei Rosacroce e le teorie massoniche intrecciate con le vicende di un editore di libri a pagamento.
    Contiene la famosa frase con cui Lacan apostrofò Eco ad una cena "Mangiati il tuo dasein".

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  • 3

    Chiavarda, buffalmacco e l'esicasta asmatico

    Riassumo brevemente:
    Pendolo *spiegazioni difficili* templari *paroloni* Rosacroce *nomi di attori, di personaggi storici, di scienziati, Minnie* la ricerca di qualcosa *frasi in altre lingue* gente c ...continua

    Riassumo brevemente:
    Pendolo *spiegazioni difficili* templari *paroloni* Rosacroce *nomi di attori, di personaggi storici, di scienziati, Minnie* la ricerca di qualcosa *frasi in altre lingue* gente che insegue *massoni* finale.
    Sono sicura ci sia una trama, ma ho avuto difficoltà a seguirla.
    Non voglio dire che sia stata una brutta lettura, ma credo che in libreria questo libro dovrebbe andare sotto una categoria diversa da "romanzi", qualcosa, che so, tipo "Ragazzi, questo è Eco. Se volete comprarlo per metterlo a casa per far credere agli ospiti di essere intelligenti fate pure. Se volete davvero leggerlo al piano superiore ci sono le enciclopedie al 20%".

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  • 3

    Eco come solo Eco

    Momenti davvero vibranti, accelerazioni intense, ma tutto disperso in un mare di citazioni, rimandi, giochi fin troppo spinti all'eccesso, che si fanno gorgo compiaciuto che in alcuni momenti inghiott ...continua

    Momenti davvero vibranti, accelerazioni intense, ma tutto disperso in un mare di citazioni, rimandi, giochi fin troppo spinti all'eccesso, che si fanno gorgo compiaciuto che in alcuni momenti inghiotte tutto. Eco però resta Eco

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  • 1

    TUTTO CIO' CHE DETESTO è QUI

    Trattare di temi pseudo religiosi, miti, misteri, tenendo a precisare e fare intendere sempre la stessa zolfa "IO NE SO PIù DI VOI PERCHè HO STUDIATO MA NON CI CREDO" ma perchè ti dovrei leggere allor ...continua

    Trattare di temi pseudo religiosi, miti, misteri, tenendo a precisare e fare intendere sempre la stessa zolfa "IO NE SO PIù DI VOI PERCHè HO STUDIATO MA NON CI CREDO" ma perchè ti dovrei leggere allora? Per dirti che sei erudito, che non hai mai avuto tempo per vivere ma soltanto per studiare? Ma va', potevi risparmiartelo, scrivere senz'anima, senza bisogno di sfogo, senza la necessità o l'urgenza di trasmettere qualcosa ma soltanto per provare che si è dotati di tecnica. Ma quale tecnica poi? Qui non c'è la scusa della traduzione, è in lingua madre e sinceramente il linguaggio appare falso dalla prima all'ultima riga, per niente onesto, per niente sincero, sintenticamente: TUTTO CIO' CHE DETESTO è QUI. Non credo lo riprenderò mai e sarà quindi il mio primo romanzo incompiuto da lettore. Almeno un primato.

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  • 1

    Lentezza, noia e mancanza di una trama strutturata.

    Già dalle prime pagine ho capito che questo libro sarebbe stato molto difficile.
    Sono arrivato quasi a metà libro, senza che questo decollasse. Praticamente non è successo niente nella trama fino ad o ...continua

    Già dalle prime pagine ho capito che questo libro sarebbe stato molto difficile.
    Sono arrivato quasi a metà libro, senza che questo decollasse. Praticamente non è successo niente nella trama fino ad ora. E' successo talmente poco, che ancora non ho capito qual è questa trama. Intuisco che l'autore voglia incentrare il libro sul mistero dell'occultismo templare, ma ancora non si intravede un filo conduttore, né il protagonista ha intrapreso una pista piuttosto che un'altra. Egli semplicemente fà cose assolutamente scorrelate, senza connessione con la trama. Praticamente è il resoconto della vita di tutti i giorni di una persona X, con un lavoro Y, che frequenta alcune persone, parlando del più e del meno, incluso l'esoterismo.

    In più per esprimere un concetto o far capire una cosa (esempio: Tizio e Caio sono occultisti e satanisti), l'autore mette in piedi 10 pagine di libro.
    I momenti più dinamici, le scoperte un minimo più interessanti, non le fa nemmeno l'io narrante, ma sono resoconti di informazioni lentamente raccolte da altri.

    Ho cominciato a saltare i paragrafi dove capivo che non c'era alcuna informazione, ma solo chiacchiericcio nonsense o resoconto insignificante, tediato dall'inutilità degli stessi.
    Ho abbandonato pochi libri nella mia vita, nessuno di questi era un romanzo.
    Per onestà non posso fare altrimenti con questo qui.

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  • 2

    Bah. Troppo prolisso per essere bello: parte molto bene, si perde quasi subito, non si riprende più fino quasi alla fine. Troppa roba in mezzo, troppa carne al fuoco, troppo divertimento nella scrittu ...continua

    Bah. Troppo prolisso per essere bello: parte molto bene, si perde quasi subito, non si riprende più fino quasi alla fine. Troppa roba in mezzo, troppa carne al fuoco, troppo divertimento nella scrittura... ma meno nella lettura.

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