El país de las últimas cosas

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Publisher: Anagrama

3.9
(888)

Language: Español | Number of Pages: 205 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French , Japanese , Polish

Isbn-10: 8435013448 | Isbn-13: 9788435013444 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Anna cuenta, en una carta a su novio, enviada desde una ciudad sin nombre, lo que sucede en el pais de las ultimas cosas. Anna esta alli para buscar a su hermano William y describe una tierra en la que la busqueda de la muerte ha reemplazado a los avatares y negocios de la vida, las clinicas de eutanasia y los clubes para el asesinato florecen, mientras que los atletas y corredores no se detienen hasta caer muertos de cansancio y los saltadores se arrojan de los tejados.
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  • 5

    NELLE MACERIE DELLA MENTE

    Questo romanzo racconta di un progressivo annientamento.Certo,ma di cosa?Del genere umano?Si,anche.Ma,soprattutto,dell'idea di essere umano,di comunità umana,della percezione stessa di identità della ...continue

    Questo romanzo racconta di un progressivo annientamento.Certo,ma di cosa?Del genere umano?Si,anche.Ma,soprattutto,dell'idea di essere umano,di comunità umana,della percezione stessa di identità della persona.Perché il progressivo disfacimento e le macerie che fanno da sfondo alla vicenda sono,prima di tutto,quelle della mente,tanto é vero che la memoria stessa diventa qualcosa di vago e indistinto.Le persone si muovono in avanti,ma senza avere alcuna meta,alcun fine da perseguire.Anche le emozioni assumono un carattere di transitorietà e si dissolvono confondendosi con la devastazione circostante.La nascita stessa di nuovi culti volti all'autodistruzione che,in un modo perverso,danno un senso alla vita sono,essi stessi,un inno alla morte e all' oblio.Potrà una lettera scritta in forma di diario salvare una parvenza di salvezza ed evitare quella che sembra una catastrofe annunciata?Non é dato saperlo,ma un barlume di speranza esiste.Per me,un capolavoro

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  • 4

    UN PAUL AUSTER DIVERSO DAL SOLITO

    Mi è capitato in mano nuovamente questo romanzo letto al tempo della sua uscita e confermo a tutt'oggi il forte potere suggestivo dell'opera. Una donna che parte alla ricerca del fratello scomparso ed ...continue

    Mi è capitato in mano nuovamente questo romanzo letto al tempo della sua uscita e confermo a tutt'oggi il forte potere suggestivo dell'opera. Una donna che parte alla ricerca del fratello scomparso ed attraversa un ideale confine dove il mondo non è più. Governi che vengono rovesciati a getto continuo, umanità disperata senza più alcun freno pur di sopravvivere. Corpi che cadono sull'asfalto e subito vengono depredati del poco o niente che hanno.
    Quello che ho trovato davvero angosciante, claustrofobico è la mancanza di riferimenti geografici ed il clima di disperazione totale in cui viene a trovarsi la povera Anna, la quale tenta comunque di imbastire una comunicazione con chi è rimasto "dall'altra parte", un diario dove annota gli sconvolgimenti quotidiani.
    Romanzo del genere apocalittico ma molto originale.
    A mio parere da leggere

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  • 4

    Quali sono le priorità dell'uomo in uno stato di involuzione sociale?

    Un romanzo distopico, una lunga, unica lettera, scritta da Anna Blume, una sorta di diario di una donna che cerca il fratello scomparso, in una città dove tutto va allo sfacelo, in un ipotetico mondo ...continue

    Un romanzo distopico, una lunga, unica lettera, scritta da Anna Blume, una sorta di diario di una donna che cerca il fratello scomparso, in una città dove tutto va allo sfacelo, in un ipotetico mondo dove il meteo varia ora dopo ora e dove degrado e violenza hanno ormai preso il sopravvento. Per il precario governo, i morti sono la cosa più preziosa, combustibile necessario alla sopravvivenza. Quali sono le priorità dell'uomo in uno stato di involuzione sociale? Cosa conta davvero di quello che era stato? Un romanzo post apocalitico che mi ha ricordato l'ambientazione dei più noti "Metro 2033" e "2034" ma più intimistico. E' terribile la consapevolezza, di quanto, le situazioni di degrado di questo futuro prossimo siano già presenti nel nostro mondo attuale. Un romanzo spietato che affascina. Non mi è piaciuta la gestione degli eventi "importanti" che vengono sempre in qualche modo anticipati dalla protagonista, così da non risultare veri e propri colpi di scena, e la scelta di non suddividere il testo in capitoli, mi sento però di consigliarlo, visto le recensioni molto positive che ha avuto da altri lettori. Chiudo con una citazione presa dal libro: "Quando una cosa sparisce, finisce."

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  • 4

    Queste sono le ultime cose

    "Queste sono le ultime cose, scriveva. A una a una scompaiono e non ritornano piú. Posso raccontarti di quelle che ho visto, di quelle che non esistono piú, ma temo di non averne il tempo. Tutto sta a ...continue

    "Queste sono le ultime cose, scriveva. A una a una scompaiono e non ritornano piú. Posso raccontarti di quelle che ho visto, di quelle che non esistono piú, ma temo di non averne il tempo. Tutto sta accadendo cosí velocemente ora, che non riesco a tenervi dietro. Non mi aspetto che tu capisca. Non hai mai visto niente di tutto questo, e anche se ci provassi non potresti neppure immaginarlo. Queste sono le ultime cose."

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  • 4

    Grottesco, ironico, una storia molto asciutta e densa, cruda e agghiacciante, con brevi sprazzi di umanità che fanno sperare in un riscatto, in una svolta positiva nella trama. Ma quando appare uno sp ...continue

    Grottesco, ironico, una storia molto asciutta e densa, cruda e agghiacciante, con brevi sprazzi di umanità che fanno sperare in un riscatto, in una svolta positiva nella trama. Ma quando appare uno spiraglio di luce cala subito di nuovo il buio, quando sembra di intravedere una via di fuga ci si ritrova di nuovo sull’orlo del baratro. E’ come se lo scrittore incanalasse il lettore dentro un tunnel sempre più stretto e sempre più lungo, dandogli poche possibilità di sperare. Quasi un inferno dantesco in veste moderna che sembra alludere, nemmeno tanto velatamente, a certe situazioni di miseria e degrado presenti anche nel nostro mondo reale..
    Apocalittico.

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  • 5

    Una distopia, un capolavoro

    Secondo me Paul Auster è uno dei più grandi scrittori viventi. Fatta questa doverosa premessa, il libro in questione è una terrificante distopia, che mette in scena il paese delle ultime cose ed il vi ...continue

    Secondo me Paul Auster è uno dei più grandi scrittori viventi. Fatta questa doverosa premessa, il libro in questione è una terrificante distopia, che mette in scena il paese delle ultime cose ed il viaggio di Anna, la protagonista, in questo paese, metafora non troppo velata del mondo che stiamo costruendo. Il libro è davvero incredibile, proprio nel suo mettere in scena una sorta di umanità post-umana, in un mondo che sta piano piano disfacendosi, con regole che cambiano di continuo e una realtà difficilmente afferrabile. In questo contesto, riconoscere i tratti umani in questo mondo ci affascina e ci stravolge, come sempre accade coi libri di Auster.

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  • 3

    Non amo il genere distopico ma questo libro si distingue per almeno due scelte felici: l'assenza di intenti sensazionalistici che mirino allo stupore a tutti i costi; una prosa pulita, lineare, eppure ...continue

    Non amo il genere distopico ma questo libro si distingue per almeno due scelte felici: l'assenza di intenti sensazionalistici che mirino allo stupore a tutti i costi; una prosa pulita, lineare, eppure efficace e capace di disegnare situazioni e tratti personali senza sbavature di sorta.

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  • 5

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Nel paese delle ultime cose" di Paul Auster edito Einaudi.
    Anna Blume è la nostra protagonista, partita alla ricerca del fratello scomparso.
    William era un giornalista ...continue

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Nel paese delle ultime cose" di Paul Auster edito Einaudi.
    Anna Blume è la nostra protagonista, partita alla ricerca del fratello scomparso.
    William era un giornalista partito per un reportage; il giornale per cui lavorava l'ha spedito nel Paese delle ultime cose, dove doveva raccogliere notizie e stendere un rapporto settimanale di questa terra innominata e totalmente devastata, una città apocalittica del terrore.
    Quadro storico, articoli di cultura e costume, questo era lo scopo ma dopo qualche breve dispaccio, non arrivò più nessuna notizia del ragazzo.
    Così parte la storia di Anna, storia che possiamo solo conoscere attraverso le sue parole agghiaccianti, poiché della città è rimasto davvero poco, non si può buttare via niente; merda e immondizia sono divenute risorse cruciali poiché le riserve di carbone e petrolio sono scese a livelli pericolosamente bassi e questo genere di rifiuti fornisce la maggior parte di energia e riscaldamento, quando e se, si è proprietari anche di un fatiscente appartamento.
    Le navi non possono più attraccare, niente può entrare e nulla può uscire, gli aerei sono stati dimenticati.
    La cosa essenziale è sopravvivere a un lento ma ineluttabile processo di erosione perché tutto scompare, persone e oggetti, vita e morte.
    Trascinarsi da un luogo all'altro, senza poter allontanare la sensazione di essere già morti e che nulla può riportarci in vita, chiusi in sé stessi così profondamente disgustati di sé e del mondo, o perlomeno di quel pezzetto, granello, frammento del mondo che non c'è: un nulla, una cifra di infinito.
    Poi, forse, ci si avvicina alla fine, la fine immaginaria, una destinazione che si inventa la popolazione del Paese delle ultime cose per continuare ad andare avanti fino al momento in cui ti accorgi che non vi giungerai mai.
    Il romanzo è molto sciolto, ti cattura a sè e ti trasporta in un mondo che mondo più non è, attraversando un viaggio infernale che rasenta il distopico con un tocco noir, un romanzo pieno di angoscia e senza coscienza, con qualche traccia di umanità, testimonianze di amore e di amicizia di protagonisti moderni ma dannati.
    Voto 9/10 - Voto copertina 7/10

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    Grazie lettori 💜

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  • 5

    romanzo distopico con il quale, attraverso una lunga lettera, Paul Auster fa raccontare alla sua protagonista - Anna Blume - quello che ha vissuto e quello che sta vivendo nello strano paese in cui s ...continue

    romanzo distopico con il quale, attraverso una lunga lettera, Paul Auster fa raccontare alla sua protagonista - Anna Blume - quello che ha vissuto e quello che sta vivendo nello strano paese in cui si è ritrovata andando alla ricerca dello scomparso fratello William. Un luogo che si sta sgretolando, un luogo dove le cose smettono di esistere, un luogo dove non si vive ma si sopravvive, un luogo dove anche la morte è stata, in un certo senso, sdoganata. Le parole di Anna ci trasportano nelle strade di questo strano paese e osserviamo i vari personaggi che lo popolano in quello che, in copertina, è definito come una sorta di viaggio nell'inferno dantesco con i moderni dannati. Ma qua non stiamo parlando di anime di persone morte ma di persone vive e, in mezzo a chi si arrende, c'è ancora chi tiene stretto il suo "essere umano" e non abbandona mai la speranza. Scritto in maniera ineccepibile è senz'altro una lettura che mi sento di consigliare a tutti. Paul Auster non scrive, fa opere d'arte.

    said on 

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