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El poder del perro

By Don Winslow

(175)

| Softcover | 9788439721338

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Book Description

Década de los setenta: el gobierno de Estados Unidos emprende una lucha sin cuartel contra el narcotráfico en México. Art Keller, un joven agente de la DEA de origen hispano, no tarde en obtener resultados y acabar con el patrón local.
Un error Continue

Década de los setenta: el gobierno de Estados Unidos emprende una lucha sin cuartel contra el narcotráfico en México. Art Keller, un joven agente de la DEA de origen hispano, no tarde en obtener resultados y acabar con el patrón local.
Un error fatal.
El nuevo heredero del imperio del narcotráfico es Adán Barrera, y ambos saben cómo a llegado a serlo. Encadenados a la misma guerra, se encuentran Nora Hayden, una hermosa prostituta de alto standing; el padre Parada, un cura católico confidente de ésta y empeñado en ayudar al pueblo, y Billy Boy Callan, un chico taciturno, convertido en asesino a sueldo por azar. Narcovaqueros, campesinos, mafia al puro estilo italoamericano, una jauría de irlandeses armados, policías corruptos y un santo milagrero conforman el universo de este thriller épico, coral y sangriento sobre la búsqueda de la redención.

440 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    non credo che si possa chiedere di più da un romanzo crime.
    Forte Realismo, ambientazione perfetta, fatti storici che fanno da sfondo alla fiction, personaggi tridimensionali.
    Suspance, immedesimazione, il suo capolavoro.

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    Alex Bertoli said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 10 people find this helpful

    El poder del perro. Messico, Colombia, Stati Uniti. Un potere sconvolgente e cieco. In mano a poche persone - i signori della droga - che non provano alcuna pietà per le persone che quel potere non ce l'hanno.
    Contro questo potere, contro il potere d ...(continue)

    El poder del perro. Messico, Colombia, Stati Uniti. Un potere sconvolgente e cieco. In mano a poche persone - i signori della droga - che non provano alcuna pietà per le persone che quel potere non ce l'hanno.
    Contro questo potere, contro il potere dei narcotraficantes, operano gli agenti della DEA e della CIA. A ben vedere, altri aristocrati, non meno legati a quell'oscuro potere, spesso altrettanto indifferenti alla sorte di chi può esserne solo vittima.
    Nel romanzo di Don Winslow ci sono Adan e Raul Barrera contro Arthur Keller. Ci sono i cartelli messicani contro un groviglio di agenzie facenti capo agli Stati Uniti che in teoria dovrebbero rappresentare la giustizia.
    Ma si può stare tranquilli. Perché il libro di Winslow non diventa mai (quasi mai...) il didascalico racconto di un conflitto tra il bene e il male.
    Mi ha ricordato, sotto certi aspetti, "American Tabloid" di Ellroy.
    Solo che nel noir di Winslow - fatti salvi alcuni obiettivi limiti - ho trovato una storia avvincente, una di quelle storie alla quale continui a pensare fino a che non hai terminato di leggerla: cosa che (per me) non è avvenuta con il romanzo di Ellroy.
    Nel secondo libro dell'Eneide - una delle cose più grandi che siano state mai scritte - Virgilio racconta la notte fatale in cui Troia viene distrutta. È con una scena simile che si apre il "poema" di Winslow. Il massacro di una famiglia da parte dei narcotraficantes. Una violenza furiosa, incomprensibile. I Greci non avevano fatto nulla di diverso. Il piccolo Astianatte viene precipitato dalle mura della città. Pirro Neottolemo trucida il vecchio Priamo davanti agli altari sacri. 

    "Il neonato è morto tra le braccia della madre. 
    Art Keller deduce dalla posizione dei cadaveri - lei sopra, il bimbo sotto - che la donna ha cercato di fargli da scudo. Di certo sapeva, riflette Art, che la sua morbida carne non poteva fermare le pallottole - non quelle di un fucile automatico, non da quella posizione - ma doveva aver agito per istinto."

    Poi, per oltre 700 pagine, il racconto di una lunga guerra. È un noir, dunque non ci sono divagazioni liriche o sociologiche.
    Solo il violento incedere degli eventi.
    "La guerra al narcotraffico come non l'avete mai sentita raccontare", ha scritto Einaudi in quarta di copertina. 
    Ma non è così. Piuttosto: la guerra al narcotraffico come potreste aspettarvi che venga raccontata.  Come potreste volere che venga raccontata. Cioè: con molti personaggi (sai già che pochi arriveranno vivi a pagina 714), con storie di amore, di passione, di sesso, di vendetta (soprattutto di vendetta).
    Un intreccio assolutamente già visto ma, dopo migliaia e migliaia di anni, ancora assolutamente credibile. Viviamo nel 2014 - un anno nel quale saranno stati ambientati diversi romanzi di fantascienza scritti verso la metà del secolo scorso - ma continuiamo ad aver bisogno dell'ἕπος. Don Winslow ha ricavato l'ἕπος dal mondo dei narcotrafficanti, lo ha adattato alla imperante moda del poliziesco e lo ha dato in pasto ai lettori.
    Ha scritto un libro in cui per forza di cose molti elementi sono prevedibili. Dovevano esserlo. In questo sta la forza - se forza c'è - del suo libro. I limiti cui accennavo prima sono - ecco - quegli elementi davvero troppo prevedibili, i cliché che ti fanno cascare le braccia, come il malvagio nunzio apostolico dell'Opus Dei che fa accordi con i signori della droga. 
    Ho letto "Il potere del cane", materialmente, sotto l'ombrellone e mi sono sentito, in qualche indefinibile maniera, più fortunato e ricco degli altri bagnanti che leggevano Il Corriere dello Sport o Dipiù. Io ho una storia interessante fra le mani, pensavo, voi no.
    Anche se, ad onor del vero, devo riconoscere che qualche ombrellone a sinistra c'erano due vecchiette che disquisivano dell'inopportunità di (ri)leggere, alla loro età, Anna Karenina...

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    Io sono leggenda said on Jul 22, 2014 | 11 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Lettura inevitabile

    Peccato io l'abbia letto dopo la visione di breaking bad e non prima... Ma alla fine io non l'ho mica capito qual'è il potere del cane!

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    Zorka said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo che "inevitabilmente"

    Una storia che per le sue 700 pagine, inevitabilmente, ti accompagna per un tempo lungo. Un tempo lungo in cui, inevitabilmente, ci si affeziona ai tanti protagonisti. Di tanti protagonisti, inevitabilmente, ne trovi uno in cui ti immedesimi facendo ...(continue)

    Una storia che per le sue 700 pagine, inevitabilmente, ti accompagna per un tempo lungo. Un tempo lungo in cui, inevitabilmente, ci si affeziona ai tanti protagonisti. Di tanti protagonisti, inevitabilmente, ne trovi uno in cui ti immedesimi facendo di una storia, che nasce dalla fantasia del suo autore, inevitabilmente, la tua realtà. La fantasia, quando si parla di collusione tra U.S.A. narcotraffico, paramilitari e chi più ne a più ne metta, inevitabilmente, è la realtà. Un libro così, inevitabilmente, va letto.

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    Luka Richter said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Porca vacca, capolavoro.

    Elaborando meglio il concetto Il potere del cane è probabilmente il migliore romanzo crime che abbia mai letto: settecento pagine di crescendo continuo che mi hanno lasciato quasi spossato. Non un personaggio fuori lu ...(continue)

    Porca vacca, capolavoro.

    Elaborando meglio il concetto Il potere del cane è probabilmente il migliore romanzo crime che abbia mai letto: settecento pagine di crescendo continuo che mi hanno lasciato quasi spossato. Non un personaggio fuori luogo, né un solo capitolo appesantito da qualsivoglia orpello; più che un romanzo sembra un resoconto accurato e agghiacciante. Se ci fosse la sesta stella se la meriterebbe.

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    Baldurian said on Jun 19, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno di quei libri che ti ricorda quanto è bello leggere

    Una storia ben costruita, una narrazione ultra avvincente, un libro tanto lungo le cui pagina volano via velocemente. E poi i personaggi: alcuni sono veramente belli, così sfaccettati, così ben approfonditi lungo tutta la storia; in particolare mi so ...(continue)

    Una storia ben costruita, una narrazione ultra avvincente, un libro tanto lungo le cui pagina volano via velocemente. E poi i personaggi: alcuni sono veramente belli, così sfaccettati, così ben approfonditi lungo tutta la storia; in particolare mi sono molto piaciuti quelli di Callan e di Adan. Molto abilmente l'autore ci ricorda che nessuno è del tutto buono e nessuno è del tutto cattivo, che è tutto impuro, tutto inquinato, che niente è quello che sembra.
    Il libro è anche istruttivo, in quanto tutta la trama si snoda sullo sfondo di una storia vera, quella delle ingerenze degli USA nella vita dei paesi del Sud e Centro America.
    E infine, una storia di amore poco più che accennata, ma molto bella, tra due personaggi "dannati".
    Unica forzatura: l'inserimento nella storia dell'Opus Dei, che secondo me non ha aggiunto nulla e quindi non si è giustificato. Ho avuto la sensazione che l'autore abbia ritenuto un suo dovere inserirlo, come se ogni romanzo di intrighi debba per forza avere tra i protagonisti l'Opus Dei.

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    Marilin said on Jun 8, 2014 | Add your feedback

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