Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

El poder del perro

By Don Winslow

(175)

| Softcover | 9788439721338

Like El poder del perro ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Década de los setenta: el gobierno de Estados Unidos emprende una lucha sin cuartel contra el narcotráfico en México. Art Keller, un joven agente de la DEA de origen hispano, no tarde en obtener resultados y acabar con el patrón local.
Un error Continue

Década de los setenta: el gobierno de Estados Unidos emprende una lucha sin cuartel contra el narcotráfico en México. Art Keller, un joven agente de la DEA de origen hispano, no tarde en obtener resultados y acabar con el patrón local.
Un error fatal.
El nuevo heredero del imperio del narcotráfico es Adán Barrera, y ambos saben cómo a llegado a serlo. Encadenados a la misma guerra, se encuentran Nora Hayden, una hermosa prostituta de alto standing; el padre Parada, un cura católico confidente de ésta y empeñado en ayudar al pueblo, y Billy Boy Callan, un chico taciturno, convertido en asesino a sueldo por azar. Narcovaqueros, campesinos, mafia al puro estilo italoamericano, una jauría de irlandeses armados, policías corruptos y un santo milagrero conforman el universo de este thriller épico, coral y sangriento sobre la búsqueda de la redención.

444 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Salva l’anima dalla spada, salva il cuore dal potere del cane.

    Fatevi un regalo: leggete questo libro, è bellissimo.

    Is this helpful?

    Mila said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    a detta di molti, il miglior libro di Don Winslow

    ma io non sono d'accordo, pur avendo comunque apprezzato il testo trovo che la lunghezza non sia congeniale allo stile dell'autore.
    Una bella storia, architettata bene, ma anche una folla di personaggi che inevitabilmente risultano solo tratteggiati. ...(continue)

    ma io non sono d'accordo, pur avendo comunque apprezzato il testo trovo che la lunghezza non sia congeniale allo stile dell'autore.
    Una bella storia, architettata bene, ma anche una folla di personaggi che inevitabilmente risultano solo tratteggiati. Come altri libri di Winslow, sembra quasi più la sceneggiatura di un film, che un romanzo.

    Is this helpful?

    Antoniocapurro said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo è il primo libro di Don Winslow che leggo e devo dire che è un thriller/noir dal ritmo mozzafiato davvero strepitoso!
    Scorrevole ed avvincente ricorda il Robert Ludlum agli inizi. Uno spaccato della crudezza della vita, nella frontiera USA/Mes ...(continue)

    Questo è il primo libro di Don Winslow che leggo e devo dire che è un thriller/noir dal ritmo mozzafiato davvero strepitoso!
    Scorrevole ed avvincente ricorda il Robert Ludlum agli inizi. Uno spaccato della crudezza della vita, nella frontiera USA/Messico e della lotta alla droga.
    Personaggi molto realistici, una tensione che aumenta col passare delle pagine, scrittura sempre diretta che non annoia mai nonostante non sia proprio un romanzetto da ombrellone.

    Davvero consigliato!!!!

    Is this helpful?

    Goliath said on Aug 21, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bel libro, non tanto per la porzione thriller,abbastanza convenzionale (tre stelle), quanto per (cinque stelle) la storia della (lotta alla) droga che viene raccontata, a partire dalla guerra dell'oppio. Quattro di media

    Is this helpful?

    Dingus said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    non credo che si possa chiedere di più da un romanzo crime.
    Forte Realismo, ambientazione perfetta, fatti storici che fanno da sfondo alla fiction, personaggi tridimensionali.
    Suspance, immedesimazione, il suo capolavoro.

    Is this helpful?

    Alex Bertoli said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    El poder del perro. Messico, Colombia, Stati Uniti. Un potere sconvolgente e cieco. In mano a poche persone - i signori della droga - che non provano alcuna pietà per le persone che quel potere non ce l'hanno.
    Contro questo potere, contro il potere d ...(continue)

    El poder del perro. Messico, Colombia, Stati Uniti. Un potere sconvolgente e cieco. In mano a poche persone - i signori della droga - che non provano alcuna pietà per le persone che quel potere non ce l'hanno.
    Contro questo potere, contro il potere dei narcotraficantes, operano gli agenti della DEA e della CIA. A ben vedere, altri aristocrati, non meno legati a quell'oscuro potere, spesso altrettanto indifferenti alla sorte di chi può esserne solo vittima.
    Nel romanzo di Don Winslow ci sono Adan e Raul Barrera contro Arthur Keller. Ci sono i cartelli messicani contro un groviglio di agenzie facenti capo agli Stati Uniti che in teoria dovrebbero rappresentare la giustizia.
    Ma si può stare tranquilli. Perché il libro di Winslow non diventa mai (quasi mai...) il didascalico racconto di un conflitto tra il bene e il male.
    Mi ha ricordato, sotto certi aspetti, "American Tabloid" di Ellroy.
    Solo che nel noir di Winslow - fatti salvi alcuni obiettivi limiti - ho trovato una storia avvincente, una di quelle storie alla quale continui a pensare fino a che non hai terminato di leggerla: cosa che (per me) non è avvenuta con il romanzo di Ellroy.
    Nel secondo libro dell'Eneide - una delle cose più grandi che siano state mai scritte - Virgilio racconta la notte fatale in cui Troia viene distrutta. È con una scena simile che si apre il "poema" di Winslow. Il massacro di una famiglia da parte dei narcotraficantes. Una violenza furiosa, incomprensibile. I Greci non avevano fatto nulla di diverso. Il piccolo Astianatte viene precipitato dalle mura della città. Pirro Neottolemo trucida il vecchio Priamo davanti agli altari sacri. 

    "Il neonato è morto tra le braccia della madre. 
    Art Keller deduce dalla posizione dei cadaveri - lei sopra, il bimbo sotto - che la donna ha cercato di fargli da scudo. Di certo sapeva, riflette Art, che la sua morbida carne non poteva fermare le pallottole - non quelle di un fucile automatico, non da quella posizione - ma doveva aver agito per istinto."

    Poi, per oltre 700 pagine, il racconto di una lunga guerra. È un noir, dunque non ci sono divagazioni liriche o sociologiche.
    Solo il violento incedere degli eventi.
    "La guerra al narcotraffico come non l'avete mai sentita raccontare", ha scritto Einaudi in quarta di copertina. 
    Ma non è così. Piuttosto: la guerra al narcotraffico come potreste aspettarvi che venga raccontata.  Come potreste volere che venga raccontata. Cioè: con molti personaggi (sai già che pochi arriveranno vivi a pagina 714), con storie di amore, di passione, di sesso, di vendetta (soprattutto di vendetta).
    Un intreccio assolutamente già visto ma, dopo migliaia e migliaia di anni, ancora assolutamente credibile. Viviamo nel 2014 - un anno nel quale saranno stati ambientati diversi romanzi di fantascienza scritti verso la metà del secolo scorso - ma continuiamo ad aver bisogno dell'ἕπος. Don Winslow ha ricavato l'ἕπος dal mondo dei narcotrafficanti, lo ha adattato alla imperante moda del poliziesco e lo ha dato in pasto ai lettori.
    Ha scritto un libro in cui per forza di cose molti elementi sono prevedibili. Dovevano esserlo. In questo sta la forza - se forza c'è - del suo libro. I limiti cui accennavo prima sono - ecco - quegli elementi davvero troppo prevedibili, i cliché che ti fanno cascare le braccia, come il malvagio nunzio apostolico dell'Opus Dei che fa accordi con i signori della droga. 
    Ho letto "Il potere del cane", materialmente, sotto l'ombrellone e mi sono sentito, in qualche indefinibile maniera, più fortunato e ricco degli altri bagnanti che leggevano Il Corriere dello Sport o Dipiù. Io ho una storia interessante fra le mani, pensavo, voi no.
    Anche se, ad onor del vero, devo riconoscere che qualche ombrellone a sinistra c'erano due vecchiette che disquisivano dell'inopportunità di (ri)leggere, alla loro età, Anna Karenina...

    Is this helpful?

    Io sono leggenda said on Jul 22, 2014 | 13 feedbacks

Book Details

Improve_data of this book