El pont sobre el Drina

Per

Editor: Cercle de Lectors

4.2
(949)

Language: Català | Number of Pàgines: 411 | Format: Hardcover | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , German , French , Croatian , Spanish , Portuguese , Slovenian , Galego , Polish

Isbn-10: 8422659832 | Isbn-13: 9788422659839 | Data publicació: 

També disponible com: Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Descripció del llibre
La gent es dividia i se separava, i això, segons el seu parer, no tenia cap ordre ni cap sentit aparent. Un gran nombre de persones feien, deien i escrivien coses a les quals ella no veia cap finalitat ni sentit i de les quals només podien resultar desgràcies i danys. La vida es trencava, s'esmicolava i s'esgotava.
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  • 5

    Fondamentale per la conoscenza della situazione socio-politica di una parte dei Balcani e che può rappresentare il perenne travaglio di tutti Balcani. Terra e popolo, popolo e terra, stati e contro-st ...continua

    Fondamentale per la conoscenza della situazione socio-politica di una parte dei Balcani e che può rappresentare il perenne travaglio di tutti Balcani. Terra e popolo, popolo e terra, stati e contro-stati, regni, principati e sultanati stretti fra due imperi opponenti. Uomini culturalmente troppo diversi tutti per trattenere rapporti conviviali fra le parti. Si racconta di un fiume che separa, poi di un ponte che unisce, poi di un fiume che unisce e ancora di un ponte che separa. Pietre e acqua che giustificano abomini dei ricchi di potere ai poveri di spirito. Ci sono confini che vengono spostati continuamente, e poi popoli e razze che si mischiano. Religioni che convivono e si contrappongono. Tutti antagonisti nello stesso metro quadrato. Libro estremamente bello e da leggere assolutamente

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  • 5

    pilastro

    Bel romanzo incentrato sulla storia di un ponte che unisce due sponde e che a tratti unisce diverse fedi. Lettura piacevole che illumina sui disastri della guerra. Un territorio che anche di recente ...continua

    Bel romanzo incentrato sulla storia di un ponte che unisce due sponde e che a tratti unisce diverse fedi. Lettura piacevole che illumina sui disastri della guerra. Un territorio che anche di recente ha rivissuto questa tragedia.

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  • 4

    "Particolarmente tenaci e irrefrenabili erano le madri:correvano, con spedito calpestio , senza guardare dove mettevano i piedi, nudi i petti, scarmigliate, dimentiche di tutto intorno a sé, lamentand ...continua

    "Particolarmente tenaci e irrefrenabili erano le madri:correvano, con spedito calpestio , senza guardare dove mettevano i piedi, nudi i petti, scarmigliate, dimentiche di tutto intorno a sé, lamentandosi e dolendosi come per un morto: altre, uscite fuori di senno, gemevano, urlavano come si sentissero lacerare l'utero nei dolori del parto, e, accecate dal pianto, andavano a cadere proprio sotto le fruste dei cavalieri, e ad ogni colpo di frusta replicavano con una domanda insensata:< < Dove lo portate?Dove me lo portate?>>. Alcune tentavano di chiamare distintamente il proprio figlio e dargli ancora qualcosa di sé, quanto può essere contenuto in due parole, un'ultima raccomandazione o un avvertimento per il viaggio"
    Il ponte sulla Drina, Ivo Andric

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  • 5

    Romanzo scritto con uno stile impeccabile che, unito ad una narrazione a tratti cruda e a tratti poetica, cattura il lettore fin dalle prime pagine.

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  • 3

    Ammetto, ho fatto parecchia fatica con questo libro. Di solito amo molto tutto quel che è storico, ma questo mi sembra diverso, forse mi aspettavo altro. Nulla da ridire sulla scrittura, bella, a trat ...continua

    Ammetto, ho fatto parecchia fatica con questo libro. Di solito amo molto tutto quel che è storico, ma questo mi sembra diverso, forse mi aspettavo altro. Nulla da ridire sulla scrittura, bella, a tratti anche angosciate per la brutalità di certi episodi. Ribadisco un libro non semplice e nemmeno facile da valutare. Ma probabilmente dovrebbe essere letto da tutti!

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  • 5

    Uno di quei libri che ogni tanto rileggo, dall'inizio alla fine o saltellando tra episodi e personaggi. Cinque secoli di Storia e di storie vissute da un ponte. Ed è affascinante e utile quando il pro ...continua

    Uno di quei libri che ogni tanto rileggo, dall'inizio alla fine o saltellando tra episodi e personaggi. Cinque secoli di Storia e di storie vissute da un ponte. Ed è affascinante e utile quando il protagonista o il narratore è un oggetto, tanto in narrativa quanto nei diversi ambiti scientifici.

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  • 5

    Un romanzo che somiglia molto a una raccolta di racconti: solo un personaggio, non umano, è presente dall'inizio alla fine della storia: il ponte stesso.
    Si racconta della sua costruzione, quasi della ...continua

    Un romanzo che somiglia molto a una raccolta di racconti: solo un personaggio, non umano, è presente dall'inizio alla fine della storia: il ponte stesso.
    Si racconta della sua costruzione, quasi della sua "nascita", accompagnata dal dolore come accade alle nascite, nel sedicesimo secolo, e poi della storia della cittadina che vi si crea intorno, e dei suoi abitanti, fino allo scoppio della prima guerra mondiale. I personaggio umani del romanzo si agitano, come tutti noi, in varie attività e sono preda di indicibili passioni - osservati con distacco dal narratore, che ci trasmette quasi l'impassibilità del ponte stesso, il quale assiste quasi immutabile alla vita e alla morte dei suoi ospiti (anche il ponte, ci dice l'autore, ha un suo ciclo vitale, ma su tempi talmente lunghi che anche diverse generazioni di umani non percepiscono i suoi cambiamenti).
    Il romanzo si chiude con l'esplosione del ponte, in seguito all'inizio della prima guerra mondiale, simbolo dello scatenamento della follia collettiva, che all'autore sembrava inaudita.
    (Purtroppo quello stesso ponte, ricostruito, fu teatro di altre follie diversi decenni dopo la scrittura del romanzo.)

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  • 5

    A partire dal 1500 fino al 1913 (alle soglie della Grande Guerra), il romanzo ci accompagna lungo quattrocento anni di storia, e sebbene il teatro delle vicende sia una piccola cittadina della Bosnia ...continua

    A partire dal 1500 fino al 1913 (alle soglie della Grande Guerra), il romanzo ci accompagna lungo quattrocento anni di storia, e sebbene il teatro delle vicende sia una piccola cittadina della Bosnia (Visegrad), il racconto ha una dimensione universale.
    Con il suo stile sobrio, senza fronzoli, ma dal respiro epico, Andric narra l’intrecciarsi di destini, commerci, religioni, culture, ed evoca i racconti e le leggende connessi con l’origine e la costruzione del ponte, nei quali si mescolano e si intrecciano inestricabilmente la fantasia e la realtà, la verità e il sogno.

    http://youtu.be/0NIo0z5q7oU

    A Visegrad c'è un ponte, un ponte sulla Drina; un ponte fra la Serbia e la Bosnia; un ponte fra il mondo cristiano e quello musulmano; un ponte fra l'Oriente e l'Occidente. C'è un ponte (come in ogni altro dove) fra il passato e il futuro.
    Su quel ponte sbocciano i primi sogni d'amore, i primi approcci, i primi incontri. Lì si svolgono anche i primi lavori e gli affari, i litigi e gli accordi; gli appuntamenti e le attese. Lì vengono messe in vendita le prime ciliege, i meloni, il pane caldo e un'antica bevanda turca calda e dolce. Ma quello è anche il luogo in cui si ritrovano i mendicanti, gli storpi, i giovani, i sani e tutti coloro che hanno da mettere in mostra loro stessi o qualsiasi altra cosa: sia essa un abito o un'arma.
    E dunque tutto corre e scorre su quel ponte, e la Drina tutto vede e tutto ricorda e tutto racconta.
    Prima del ponte, invece, c'era stato, nei pressi di Visegrad, un traghetto o meglio un vecchio battello nero con sopra un traghettatore burbero.
    Il fiume Drina veniva attraversato da molti, anche dai turchi. Arrivavano i turchi, prendevano i bambini cristiani, come "tributo di sangue", e li portavano a Istanbul.
    In un giorno di novembre del 1516, fra gli altri, venne rapito un bambino di cui, molte leggende, narrate in lingue diverse, narrano ancora oggi.
    Il bambino rapito, come tutti gli altri, tutto dimenticò: il suo nome, la faccia di sua madre e il passaggio sulla Drina, là sotto Visegrad. Eppure qualcosa in lui rimase.
    Il bambino divenne un ragazzo, il ragazzo un uomo. Mehemed Pascià Sokoli divenne il suo nome; ed egli divenne comandante supremo della flotta e genero dell'imperatore e statista di fama mondiale. Ogni tanto però un dolore gli trafiggeva il petto.
    Con il passare degli anni e con l'avvicinarsi della vecchiaia, sempre più frequente si manifestava in lui quello strano dolore; strano perché ben diverso da tutte le pene e i dolori conosciuti nella vita.
    Poi un giorno capì!
    Capì che l'unico modo per alleviare quel dolore era costruire un ponte; un ponte in grado di legare per sempre il luogo della sua origine e quello della sua vita; di legare per sempre la Bosnia all'Oriente.
    Così per ordine del "visir" Mehemed Pascià Sokoli ebbe inizio la costruzione del grande ponte sulla Drina.
    Ci vollero anni e fatica e sangue.
    Sangue cristiano e sangue turco per costruire un ponte su quella terra ancor oggi tanto tormentata.

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  • 5

    Cos'è un punte? Un filo che unisce o un simbolo di ciò che è separato? Un'arcata che si slancia oltre le acque o uno spazio fermo sull'impeto del fiume? E può essere, un ponte, protagonista di un gran ...continua

    Cos'è un punte? Un filo che unisce o un simbolo di ciò che è separato? Un'arcata che si slancia oltre le acque o uno spazio fermo sull'impeto del fiume? E può essere, un ponte, protagonista di un grande romanzo? Il ponte di Andric è un nodo di incontri: voluto da un visir strappato alle braccia di una madre bosniaca e costruito col sudore delle corveé dei cristiani, è per secoli il luogo attorno al quale scorre la vita della cittadina e sul quale si annunciano e si svolgono i grandi avvenimenti. Ma è la stessa Bosnia ad essere un ponte tra cristiani, musulmani, ebrei; tra oriente e occidente, tra tradizione e modernità, ricchezza e povertà. Molti conflitti si incrociano sulle undici campate, di molte morti è testimone, di parole che non si comprendono e abitudini che contrastano. Ma solo la Grande Guerra è capace di interromperlo, di farlo franare portandosi dietro un tentativo di vita di comunità, una febbre di stare insieme a fumare sul 'sofà', un desiderio di ascoltare prima ancora di parlare, una cornucopia di storie intrecciate. E ci vorrà meno di un secolo per far crollare un altro ponte simbolico, quello di Mostar, nell'immane frana che ha polverizzato la ex Jugoslavia, travolto la Bosnia nel suo progetto di convivenza e dato quei frutti amari che ancora ci inacidiscono il pasto oggi. Il primo 'scontro di civiltà' che ha insanguinato gli ultimi decenni, contrapponendo cristiani e musulmani, è avvenuto qui, nel cuore dell'Europa. E Andric sembra saperlo mentre, con soave ironia e tenerezza, fotografa un mondo che inizia la sua lunga agonia.

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