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El sabueso de los Baskerville

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Publisher: El país

4.0
(6103)

Language:Español | Number of Pages: 216 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , Chi traditional , Italian , French , Galego , German , Portuguese , Czech , Dutch , Chi simplified , Croatian , Finnish , Swedish , Polish

Isbn-10: 8496246175 | Isbn-13: 9788496246171 | Publish date: 

Translator: Ramiro Sánchez Sanz

Also available as: Paperback , Hardcover , Others , Softcover and Stapled , Library Binding

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Sherlock Holmes y su ayudante Watson dejan Londres y se trasladan a los desolados páramos de la región de Dartmoor para investigar la repentina muerte de sir Charles. Una vez más se ha cumplido la maldición, que desde hace doscientos años cae sobre los Baskerville, anunciada siempre por el espectro y los aullidos de un diabólico sabueso. Esta historia de terror escalofriante y misterio fue llevada al teatro, al cine y a la televisión.
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  • 5

    "Uno dei difetti di Sherlock Holmes, se si può chiamare difetto, consisteva nel fatto che era estremamente restio a mettere chiunque altro al corrente dei suoi piani, fino al momento in cui entravano in esecuzione."

    4.5 stelline al terzo libro delle avventure di Sherlock Holmes che leggo!
    L'ho apprezzato particolarmente perchè, a differenza dei primi due, qui non è presente l'intermezzo storico in cui vengono nar ...continue

    4.5 stelline al terzo libro delle avventure di Sherlock Holmes che leggo!
    L'ho apprezzato particolarmente perchè, a differenza dei primi due, qui non è presente l'intermezzo storico in cui vengono narrati i fatti precedenti a quelli del libro, ma il tutto viene semplicemente spiegato dal Dr. Watson e dal detective stesso.
    Bello ed avvincente!

    said on 

  • 4

    I personaggi diventano vivi, una scrittura eccezionale!

    Dalle prime righe vediamo i personaggi delineati nelle loro caratteristiche fisiche, nei loro tic, nelle loro manie, nel loro spessore culturale e psicologico... una scrittura, per me, davvero strabil ...continue

    Dalle prime righe vediamo i personaggi delineati nelle loro caratteristiche fisiche, nei loro tic, nelle loro manie, nel loro spessore culturale e psicologico... una scrittura, per me, davvero strabiliante. Impossibile abbandonare il libro senza divorare le pagine: la storia incalzante, unita alle atmosfere cupe della brughiera inglese perfettamente descritte, non possono far altro che portare il lettore a sentirsi parte dell'indagine e a volerne ancora!

    said on 

  • 5

    "Miserabile e' chi non ha una donna che ne pianga la morte"

    Non sono tipo da rilettura, ma questo romanzo di Conan Doyle rappresenta l'unica eccezione.
    Nnon so quante volte l'ho letto (ho perso ormai il conto) e ogni volta e' come se fosse la prima, pur conosc ...continue

    Non sono tipo da rilettura, ma questo romanzo di Conan Doyle rappresenta l'unica eccezione.
    Nnon so quante volte l'ho letto (ho perso ormai il conto) e ogni volta e' come se fosse la prima, pur conoscendo a menadito la storia, pur sapendo il nome dell'assassino, riesco sempre a rimanerne sorpresa.
    A mio modesto parere non e' il capolavoro per eccellenza di Conan Doyle (per me lo e' solo "La Valle della Paura"), ma e' senza alcun dubbio il mio preferito in assoluto per quegli elementi gotici (l'antico e cupo castello sperduto nella brughiera, il manoscritto, una maledizione di famiglia, una morte per terrore, strane luci in movimento, ombre mostruose, una bestia infernale) tradizionalmente legati al racconto degli spiriti presenti nella storia e che la rendono ai miei occhi particolarmente affascinante.
    Questa volta sir Arthur Conan Doyle si getta a capofitto sul soprannaturale(in cui credeva fervidamente dato che per tutta la vita fu uno studioso appassionato di scienze occulte, fenomeni metapsichici e paranormali) e lo fa meravigliosamente bene, realizzando un'opera suggestiva e terrificante allo stesso tempo, che fa un pò il verso alle opere di Edgar Allan Poe e di Lovercraft.
    Una lettura intrigante e fortemente suggestiva che non mi stancherò mai di leggere e che consiglio a tutti, soprattutto agli amanti delle storie di spettri e d'indagine poliziesca.

    said on 

  • 4

    Il caro e vecchio classico non delude mai!

    Sono dell'idea che se un genere di lettura ci colpisce tanto, allora sarebbe meglio "informarsi" un po' su quei romanzi che hanno fatto la storia del libro giallo, in questo caso.
    È da un po' di tempo ...continue

    Sono dell'idea che se un genere di lettura ci colpisce tanto, allora sarebbe meglio "informarsi" un po' su quei romanzi che hanno fatto la storia del libro giallo, in questo caso.
    È da un po' di tempo che mi sono avvicinata a questo genere, quindi volevo accantonare gli autori di giallistica contemporanei per trovare del tempo da dedicare a coloro che hanno fatto la storia.
    Per me, un autore "storico" è proprio Doyle e il famoso Sherlock Holmes. Dai, chi di voi non ha mai sentito nominare questo personaggio tanto bizzarro quanto geniale? Quindi eccomi anch'io a parlare di uno dei pilastri della letteratura misteriosa.

    Sherlock Holmes e il suo inseparabile amico Dottor Watson vengono catapultati in un nuovo mistero da risolvere: il dottor Mortimer chiede loro aiuto, il suo amico Sir Charles Baskerville è stato ritrovato morto nella famosa brughiera dove circola la strana storia di un mastino talmente malvagio e si pensa che sia stato proprio lui ad uccidere Sir Charles.
    L'arrivo dell'erede non facilita la situazione, perciò Watson andrà con lui nel podere Baskerville per tenere d'occhio la situazione mentre Holmes gestirà il tutto dal suo studio di Londra, a Baker Street.
    E qui inizia la vera storia, con colpi di scena, nuovi misteri e importanti rivelazioni.

    Credo che Il mastino dei Baskerville sia uno dei gialli che non ha nulla da invidiare ai nuovi libri degli scrittori dei nostri tempi.
    Paragono Doyle ad un maestro... Quindi, chapeau!!

    said on 

  • 4

    Sherlock Holmes ♥

    Una narrazione che trasporta immediatamente nel suo strato più esaltante.
    Letto tutto d'un fiato in un periodo della vita in cui probabilmente avevo bisogno di un po' d'azione al di là dei libri unive ...continue

    Una narrazione che trasporta immediatamente nel suo strato più esaltante.
    Letto tutto d'un fiato in un periodo della vita in cui probabilmente avevo bisogno di un po' d'azione al di là dei libri universitari.
    Un'ottima compagnia, anche se avrei voluto che durasse di più!
    In ogni caso, Sherlock Holmes rimane uno dei personaggi più interessanti ed entusiasmanti di sempre! ♥

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  • 4

    Il mastino dei Baskerville è quello che mi è piaciuto di più sia per la trama che per lo stile. La narrazione procede in maniera lineare, in tal modo riusciamo a capire il colpevole di pari passo ai p ...continue

    Il mastino dei Baskerville è quello che mi è piaciuto di più sia per la trama che per lo stile. La narrazione procede in maniera lineare, in tal modo riusciamo a capire il colpevole di pari passo ai protagonisti e solo alla fine del racconto Sherlock, e non un narratore esterno come per i precedenti, racconta il movente e le eventuali ulteriori spiegazioni. A mio parere tra i tre è quello più avvincente: tensione e mistero ti incollano alla pagine chiedendoti cosa sarà mai in realtà questo famoso mastino dei Baskerville. Inoltre le indagini vengono portate avanti stavolta non solo da Sherlock, ma anche dallo stesso Watson, ormai inseparabile compagno nelle indagini del detective londinese. La cosa affascinante di questi racconti è scoprire il suo metodo di indagine: si inizia da semplici osservazioni per poi, in base ad esse, trarre delle deduzioni. Mi aspettavo una lettura molto più pesante da questi libri, invece, mi ha colpita molto il linguaggio contemporaneo e moderno dell’autore.

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  • 4

    « La mente paralizzata dalla spaventosa apparizione che era balzata di fronte a noi attraverso le spirali della nebbia.
    Era un cane, un cane enorme, nero come la pece, ma non un cane che occhi mortali ...continue

    « La mente paralizzata dalla spaventosa apparizione che era balzata di fronte a noi attraverso le spirali della nebbia.
    Era un cane, un cane enorme, nero come la pece, ma non un cane che occhi mortali potessero aver mai veduto. Dalla bocca spalancata, quella creatura mostruosa eruttava fuoco e i suoi occhi lucevano di una fiamma smorzata, e il muso, la giogaia, la gola erano delineati da un vacillante bagliore. Mai neppure nei sogni allucinati di un cervello impazzito sarebbe stato possibile concepire qualcosa di più spaventoso, di più ossessionante, di più infernale di quella forma scura, di quell'apparizione selvaggia che ci comparse improvviso davanti uscendo dal muro di nebbia. »

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  • 5

    Nel pieno dell'avventura.

    Arthur Conan Doyle, è uno scrittore, medico e poeta scozzese, nato nel 1859 e morto nel 1930. Assieme a Edgar Allan Poe, è considerato il fondatore del giallo e del fantastico come generi letterari ed ...continue

    Arthur Conan Doyle, è uno scrittore, medico e poeta scozzese, nato nel 1859 e morto nel 1930. Assieme a Edgar Allan Poe, è considerato il fondatore del giallo e del fantastico come generi letterari ed è capostipite del sottogenere noto come “giallo deduttivo”, reso famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes. Studente brillante e uomo dalle forti convinzioni, tanto da intervenire in alcune battaglie (sostenne la riforma per il divorzio, intervenne contro le atrocità in Congo nel 1909 ecc.), spinto da un personale senso dell’onore senza secondi fini. Cercò in tutti i modi di esercitare la professione medica e mettere da parte abbastanza soldi da poter aprire uno studio medico tutto suo, cosa che in realtà avvenne, ma lo scarso successo della sua impresa, lo avvicino ancora di più alla scrittura, portandolo a dare alla luce il primo romanzo sul famoso detective: “Uno studio in rosso”, del 1887. “Il segno dei quattro”, rappresenta il seguito della prima avventura di Sherlock, ma anche l’opera che lanciò l’autore sulla cresta dell’onda. Nonostante tutto, Arthur odiava il suo personaggio più popolare, perché divenuto più famoso di lui.

    Detto questo, passiamo alla trama (in breve, come al solito):
    Sherlock e Watson, vengono ingaggiati per far luce su un omicidio che ha a che vedere con il soprannaturale: l’anziano sir Charles Baskerville, pare essere stato ucciso da una bestia leggendaria… Sarà reale o frutto di superstizioni popolari e suggestioni psicologiche? I Baskerville sono, infatti, vittime di una maledizione legata ad un loro antenato, sir Hugo, reo di aver cercato di inseguire una ragazza sfuggita al suo corteggiamento e vittima di un misterioso mastino uscito dagli inferi per sbranarlo. L’investigatore ed il suo compare, verranno contattati direttamente dall’erede di Charles, intimorito e bisognoso di rassicurazioni da parte dei due esperti. Toccherà a Watson il compito di essere “l’ombra” di Henry Baskerville, nel tentativo di smascherare l’assassino di Charles e svelare il mistero del Mastino proveniente dagli inferi. Mistero, azione e sotterfugi, saranno il sottofondo di uno dei più famosi episodi del famosissimo investigatore, un mix perfetto per una storia avvincente.

    Detto questo, ammetto la mia totale estraneità al genere thriller/poliziesco/giallo o come lo si voglia chiamare. Libro comprato per caso, nemmeno sapevo chi fosse Doyle (eh lo so, sono scandalosa) ma piacevolissima sorpresa. D’altronde cosa mai mi sarei dovuta aspettare? Ho visto che è veramente apprezzato da tutti ma sono sempre scettica perché si sa, i gusti son gusti.
    Resta il fatto che la narrazione scorre da 10, un bel racconto lineare ed ho apprezzato veramente molto che fosse scritto in “flashback” da parte proprio di Watson. Nei film e nell’immaginario comune, il vero genio è Sherlock e spesso Watson pare essere un soprammobile. Sì, qualche momento di gloria lo vive anche lui talvolta, però il vero “fenomeno” della situazione sappiamo tutti chi sia. Personalmente, credo che mi sia piaciuto così tanto questo libro, proprio perché Sherlock c’è e non c’è, Watson è così modesto e “umano” ed io nutro molta più simpatia per lui, non lo nego. :)
    Mi avvio alla conclusione dicendo che è un classico e anche se il genere può non piacere eccessivamente, risulta essere apprezzabile. I protagonisti sono conosciuti e straconosciuti ma si riesce comunque ad apprezzare varie sfaccettature della loro personalità e ci si sente proprio coinvolti nella vicenda. Spesso ho faticato a interrompere la lettura tanto mi aveva preso.
    Buona lettura a tutti!

    said on 

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